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Da: La regione 4.2.09 pag 10

Teheran, occhio per occhio


 Teheran - Dieci gocce di acido solforico per oc­chio: così un giovane iraniano che ha reso cieca una ragazza gettandole in faccia dell'acido, sarà a sua volta accecato in base alla legge islamica del Taglione. La sentenza è stata confermata dalla Corte suprema ed è quindi diventata ese­cutiva.

 

Da: La regione 4.2.09 pag 3

La multa è definitiva, Zali non impugna la decisione del Consiglio della magistratura


  Il giudice Claudio Zali ha deci­so di non impugnare il verdetto del Consiglio della magistratura (Cm), che gli ha inflitto quale sanzione disciplinare una multa di 2 mila franchi in relazione all'‘affaire' dell'inventario di un ristorante luganese. ‘Affaire' per il quale il magistrato del Tribu­nale d'appello era finito sotto in­chiesta penale, salvo poi essere scagionato su tutta la linea.
  Chiuso il capitolo penale si era aperto quello disciplinare con l'intervento dell'organo di sorve­glianza sulle toghe. Che ha mul­tato il giudice per il suo compor­tamento nella vicenda: il magi­strato aveva fornito consulenza a una conoscente coinvolta in se­guito nell'inchiesta sull'inventa­rio dell'esercizio pubblico sotto­cenerino e raggiunta nel dicem­bre 2007 da un decreto d'accusa per appropriazione indebita, cui la donna si è opposta, con la pro­posta di una pena pecuniaria so­spesa con la condizionale. Zali come detto ha deciso di non con­testare la multa e dunque di non impugnare davanti alla commis­sione di ricorso sulla magistra­tura la sanzione disciplinare emessa dal Cm.
  Per la storia dell'inventario il giudice è stato penalmente sca­gionato, con decreto d'abbando­no firmato lo scorso settembre dal pp Antonio Perugini, dall'ac­cusa di appropriazione semplice che il pg Bruno Balestra aveva promosso a suo carico. Accusa che in istruttoria Zali aveva sem­pre respinto sostenendo di aver agito in buona fede. Alla luce del­l'archiviazione, Zali ha inoltrato una richiesta di risarcimento per spese legali e torto morale. L'istanza è pendente alla Came­ra dei ricorsi penali. A.MA.
 




TI- PRESS
 Il giudice Claudio Zali

 

Da: La regione 31.1.09 pag 5

(visiona la Tabella delle cifre)

Tutti i numeri della giustizia penale

Il sistema giudiziario ticinese in cifre dal 2003 al 2007. Tra incarti aperti, evasi e pendenti...


  La mole di lavoro a carico dell'apparato giudiziario tici­nese - tra il 2003 e il 2007 - è au­mentata. Dal Ministero pubbli­co (+ 15% di incarti aperti) ai giudici di pace (+74%), dal Tri­bunale penale cantonale (+17% per le Assise criminali e corre­zionali) alla Corte di cassazio­ne e di revisione penale (+6%). Fanno eccezione a questa tendenza le cifre dei dossier fi­niti in mano al Giudice dell'i­struzione e dell'arresto (- 30%) come pure alla Pretura penale (- 25%).
  Per avere uno sguardo obiet­tivo sulla funzionalità della giustizia cantonale non conta­no però solamente numeri e percentuali riguardanti l'aper­tura di nuovi incarti. Occorre osservare parallelamente l'e­voluzione dei dossier pendenti a fine anno. Senza poi dimenti­care un terzo rilevante fattore, vale a dire la natura - e dunque la maggiore o minore comples­sità - dei singoli incartamenti che finiscono sotto la lente di magistrati inquirenti e giudi­canti.
  Dai dati contenuti nel mes­saggio governativo sull'ade­guamento della legislazione cantonale al futuro codice di procedura penale svizzero, emerge fra l'altro l'importante calo degli incarti pendenti presso la Magistratura dei mi­norenni. A fronte di un aumen­to contenuto dei casi aperti (+2%), infatti, l'autorità giudi­ziaria in questione ha fatto re­gistrare una diminuzione del 51 per cento degli incarti pen­denti, nei cinque anni presi in considerazione. Segue da que­sto punto di vista la Corte di cassazione e revisione penale. È minimo l'aumento dei nuovi casi, ma sensibile la diminu­zione di quelli ancora da eva­dere a fine anno, i quali hanno visto un calo del 20 per cento. Pretura penale: se nel lustro 2003-2007 gli incarti aperti sono calati di un quarto, nello stesso periodo quelli pendenti sono aumentati di oltre il 50 per cen­to. In altri termini, nel 2007 sono rimasti inevasi oltre la metà dei dossier aperti. Per quanto attiene al Tribunale pe­nale cantonale, così come per il Ministero pubblico, il congua­glio è sostanzialmente equili­brato.
  Nella tabella a fianco figura­no i dati raccolti a partire dal 2003, anno dell'entrata in vigo­re dell'ultima riforma che ha interessato l'organizzazione giudiziaria cantonale, con l'in­troduzione della Pretura pena­le e dei sostituti procuratori pubblici. Il Giudice dell'appli­cazione della pena (vedi sotto) ha mosso invece i primi passi il 1° gennaio 2007 con la messa in vigore del nuovo Codice penale svizzero, la cui revisione ha comportato una modifica del sistema sanzionatorio.
  Come detto i dati che qui pubblichiamo sono allegati al recente messaggio del Consi­glio di Stato sugli adattamenti delle normative e delle struttu­re ticinesi alla procedura pena­le unificata a livello svizzero che dovrebbe venir applicata dal 2011. Un messaggio che il capo del Dipartimento istitu­zioni Luigi Pedrazzini ha de­finito, nella conferenza stampa di mercoledì, « molto importan­te ». E sul quale dovrà ora pro­nunciarsi il Gran Consiglio. « Confido in un dibattito parla­mentare sereno e costruttivo, che tenga conto del giusto conte­sto, quello legislativo, in cui si inserisce questo messaggio - af­ferma alla " RegioneTicino" il ministro -. Un dibattito che mi auguro quindi privo di emozio­ni e pregiudizi ». RED.
 




TI- PRESS
 Aumentano i dossier
 

 GIUDICE DELL’APPLICAZIONE DELLA PENA (dati 2007) Incarti aperti 223
 Incarti decisi
199
 Incarti pendenti al 31.12
24
 Il Giudice dell’applicazione della pena, figura introdotta nel 2007

 

Da: CdT 4.2.09 pag 48

Il bacio in pubblico non è più vietato


 Adesso i coniugi indiani non ri­schiano più una multa o il carce­re, con l'accusa di «atti osceni», se si baciano in mezzo alla gente

  NEW DELHI Lo ha deciso una sentenza dell' Alta Corte della capitale New Delhi, assolvendo una giovane coppia dall'accu­sa di «atti osceni», un reato per il quale il codice penale indiano prevede fino a tre mesi di reclusione.
  I due giovani, di 28 e 23 anni, si erano spo­sati da poco. Mentre aspettavano l'avvo­cato che doveva registrare il loro matrimo­nio, si sono appartati dietro una colonna della metropolitana, per scambiarsi un ba­cio. Un ispettore di polizia li ha visti e li ha arrestati, specificando nel verbale che «era­no seduti in una posizione sconveniente e si stavano baciando».
  Davanti al giudice, i due sposi hanno nega­to di essersi baciati, ma il loro avvocato ha cercato di dimostrare come il fatto non rientrasse nel reato di «atti osceni». Il le­gale ha avuto ragione. I giovani sono stati assolti e il giudice ha affermato che «è in­concepibile ai giorni nostri che l'espres­sione di amore di una giovane coppia spo­sata possa essere ritenuta un atto osceno». La sentenza non farà certo piacere a quan­ti in India ritengono un'offesa qualsiasi at­to d'affetto tra persone per strada.
  Due anni fa fu denunciato Richard Gere per un bacio a un'attrice indiana, Shilpa Shetty. La donna era balzata agli onori del­la cronaca per aver vinto il «Grande Fra­tello » inglese, dopo aver ricevuto nella tra­smissione insulti razzisti.
  Cosa accadde? Nel corso di una conferen­za stampa, svoltasi a New Delhi per il lan­cio di una campagna di prevenzione del­l' Hiv, sempre più diffuso soprattutto tra i camionisti, Gere baciò la mano della Shet­ty e poi le sue guance. La sequenza delle effusioni in pubblico finì su tutti i principa­li quotidiani del paese.
  Il presidente del fan club dell'attrice affer­mò che il gesto disonorava la cultura in­diana e chiese che il divo lasciasse imme­diatamente il Paese. Alla protesta si uni­rono anche dei politici. L'atto fu condanna­to dal principale partito di riferimento dei nazionalisti (Bti): «Una cosa del genere non fa parte della tradizione indiana».

 

Da: CdT 4.2.09 pag 23

Il processo Tobler è da rifare
 Clamoroso: la Corte di cassazione ha annullato la sentenza


 La decisione della Ccrp, presieduta dalla giudice Giovan­na Roggero-Will, riguarda le condanne inflitte nel giu­gno 2008 a Italo Frignani ed Emilio Pedrotta, per le ap­propriazioni indebite ai danni del giovane milionario

  È un procedimento giudizia­rio maledetto quello sulle mal­versazioni ai danni del giovane milionario di Gordola Hansrue­di Tobler. Il lungo tempo trascor­so dai fatti - l'arresto del tutore del giovane, Italo Frignani, risa­le all'ottobre 2001 - era stato ad­ditato da tutti già nella scorsa pri­mavera, davanti alla corte delle Assise criminali di Locarno, co­me una grave disfunzione della giustizia ticinese. Quello che do­veva essere l'atto conclusivo del­la vicenda - con la condanna del­l'ex piastrellista amante del lusso e del suo funzionario di fiducia Emilio Pedrotta - non è però de­stinato a rimanere tale: la Corte di cassazione e revisione penale ha infatti annullato la sentenza di primo grado, disponendo il rinvio dell'incarto a una nuova Corte. E, come se non bastasse, è notizia delle scorse settimane che la procuratrice pubblica che nel 2004 aveva ereditato il caso conducendolo fino al dibatti­mento - Monica Galliker - è pros­sima alla partenza dal Ministero pubblico.
 Posizioni da riconsiderare
 La Ccrp - presieduta dalla giudice Giovanna Roggero-Will - ha comu­nicato di avere «parzialmente ac­colto » i ricorsi presentati dall'avv. Marco Broggini - legale di Italo Fri­gnani - e dagli avv. Giovanni Mer­­lini e Francesca Nicora, rappresen­tanti di Emilio Pedrotta. Ricorsi, con i quali erano state contestate le condanne a 18 mesi di carcere- per ilprimo- eaunamultada84 mila franchi, sospesa condizional­mente, per il secondo. Concreta­mente, dalla sentenza emessa il 5 giugno scorso è stato parzialmen­te annullato il reato di appropria­zione indebita - realizzato da Fri­gnani, con Pedrotta quale compli­ce - in relazione ai trasferimenti multimilionari dalle relazioni ban­carie del giovane Hansruedi Tobler.
  Per il solo Pedrotta, inoltre, la Ccrp ha stabilito l'annullamento inte­grale della condanna per compli­cità in falsità in documenti, pro­sci­ogliendo definitivamente in ta­le ambito l'ex funzionario.
  Conseguentemente al parziale an­nullamento della sentenza, la Cor­te di cassazione ha ora disposto «il rinvio della causa a una nuova Corte, affinché vengano prospet­tati alcuni fatti non contemplati nell'atto di accusa». In caso di rin­novata opposizione delle difese, spiega infine il comunicato della Ccrp, è previsto il rinvio del dibat­timento per il completamento del­­l'atto di accusa, «affinché la nuova Cortepossaprocedereadunnuo­vo giudizio e ad una nuova pena». Più precisamente, al centro della discussione vi dovrebbero essere le ipotesi di reato per truffa, coa­zione ed estorsione, relative alla riunione con cui - nel luglio 2001 - i vertici della filiale locarnese di Banca Stato avevano tentato di convincere il giovane Tobler a non sporgere denuncia penale. Uno sviluppo, quello cui fa riferimen­to la Ccrp, che rischia di creare nuovi guai all'allora direttore del­l'istituto, Fabio Pedrazzini, che durante il processo del giugno scorso era stato duramente accu­sato dal legale di parte civile avv. Brenno Canevascini. o.b.

 

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