Da: La regione 21.2.09 pag 7
La scuola dell'infanzia è
bocciata
Critiche dalla Commissione svizzera per l'Unesco: ‘Manca un programma
coerente'
|
|
|||
|
Solo il Portogallo fa peggio |
|||
Da: La regione 21.2.09 pag 7
La scuola dell'infanzia è
bocciata
Critiche dalla Commissione svizzera per l'Unesco: ‘Manca un programma
coerente'
|
|
|||
|
Solo il Portogallo fa peggio |
|||
Da: La regione 21.2.09 pag 2
Il legale degli americani: ‘La decisione della Finma crea una spaccatura profonda nel nostro sistema giuridico basato sullo stato di diritto'
|
|
Il Tribunale amministrativo federale vieta la trasmissione di documenti di 8 clienti Ubs alle autorità fiscali Usa
|
Berna - Altro colpo di
scena nella vicenda Ubs- fisco Usa. Ribaltando l'ordine emesso dall'Autorità
federale dei mercati finanziari (Finma), il Tribunale amministrativo federale
(Taf) ha provvisoriamente vietato la consegna dei documenti bancari di otto
clienti Ubs alle autorità fiscali americane (Internal revenue service, Irs). Le
carte, però, hanno già varcato l'Atlantico. |
|
|
Un documento interno a Ubs e ora nelle mani delle autorità americane dimostrerebbe l'aiuto concreto fornito ai clienti per frodare il fisco
|
Zurigo - Giornata nera ieri
per la Borsa svizzera, trascinata al ribasso dai titoli bancari e assicurativi.
Al termine delle contrattazioni, l'indice delle blue chip Smi è sceso del 2,79%
a 4851,21 punti e l'indice allargato Spi del 2,76% a 4029,56 punti. Vendite
massicce per Ubs, il cui titolo ha accusato una flessione del 14,06% a 11
franchi dopo la notizia di ieri sera secondo cui le autorità americane hanno
chiesto i nomi di decine di migliaia di clienti Usa (52 mila, per la
precisione) della banca sospettati di aver aggirato il fisco. |
Da: CdT 2.3.09 pag 41
LETTERE
AL CORRIERE
Realtà giudiziaria e attese dei cittadini
Recentemente
l'avv. Luciano Giudici, ex Procuratore Pubblico, noto per il caso Zylla
di Ascona di molti anni fa, su un quotidiano ticinese (CdT del 17
febbraio) fa una analisi molto interessante per noi profani sul
funzionamento di parte del processo penale, in riferimento al caso
Tamagni e alle tante reazioni che ha suscitato sul pubblico ticinese.
Così veniamo a sapere che a partire dal 2011 scompariranno i giudici
popolari nei processi e quindi il Giudice incaricato non farà più capo
al consiglio e alla collaborazione della gente comune che può vedere un
processo da un lato un po' differente di quello del Giudice
professionista. Ci ha fatto, inoltre, capire quanto sia in auge, da
alcuni anni, la realtà giudiziaria che, per comprendere certe devianze
o per attutire certi comportamenti penali, fa largo uso di personaggi
che sono al di fuori della sfera giudiziaria, come psicologi,
psichiatri, sociologi o politici che con i loro interventi o le loro
perizie fanno ridurre notevolmente le colpe dei cosidetti casi penali.
I risultati di certi giudizi, imbottiti dalle dichiarazioni di questi
professionisti extra giudiziari, molto spesso disorientano l'opinione
pubblica per le pene, di solito, ridotte artificialmente. Sarebbe
interessante per il pubblico se l'avv. Giudici o qualcun altro ci
spiegasse quali sono le altre novità che la nuova procedura riserva, in
meglio, ai cittadini o se si ha ancora il tempo materiale per farlo.
Tra le tante proposte pratiche che i cittadini si aspettano, mi
riferisco in modo particolare alle seguenti: 1. Concedere 30 giorni di
tempo per tutti i ricorsi. E' umiliante e penalizzante, sia per il
cittadino che per il legale, imporre soltanto 10 giorni per preparare e
spedire un ricorso, quando poi le autorità giudiziarie preposte fanno
aspettare mesi o anni.
2. Ordinare agli uffici della Magistratura
di rispondere alle richieste motivate dei cittadini entro il tempo di
2-3 mesi e non aspettare anni come viene fatto spesso attualmente.
3. Istituire anche da noi gli Ispettori della Magistratura o altri
Funzionari che appartengono al Dipartimento delle Istituzioni e quindi
al di fuori dei magistrati inquirenti, per il controllo degli uffici,
incarti o pratiche insabbiate
o per evidenti errori commessi, di ogni tipo. In tutti gli uffici di
ricorso non devono essere presenti magistrati che hanno avuto
conoscenze precedenti con il caso in discussione.
4. Abolire la prassi attuale che obbliga un legale a chiedere un
permesso speciale al proprio Ordine professionale per poter difendere
un cittadino contro un collega avvocato. Questo è un retaggio
medioevale di protezionismo assoluto, non più compatibile con le leggi
liberali attuali.
5. Inserire anche nel Codice penale svizzero
articoli di legge sul pentitismo, in modo da favorire anche da noi
quelle persone che aiutano il corso della giustizia, sebbene in un
primo tempo lo abbiano intralciato.
6. Usare in tutti gli scritti,
sentenze o ricorsi vari, un linguaggio moderno della ligua italiana,
adattata al modo di parlare del nostro tempo, evitando, nel limite del
possibile, locuzioni arcaiche o da azzeccagarbugli. Dal mio punto di
vista queste sono facilitazioni pratiche, non contestabili, eseguibili
con poco sforzo e gradite da tutti i cittadini.
Ermanno Castelli,
Morges
Da: www.mattino.ch , 01.3.09
| Cittadini stranieri pluricondannati. Cosa ci fanno ancora qui? |
| Scritto da Lorenzo Quadri - MDD | |
| domenica 01 marzo 2009 | |
|
Continua la saga dei permessi facili e delle espulsioni impossibili Nei giorni scorsi un kosovaro 40enne è stato condannato a 6 anni di prigione dalle Criminali di Lugano per reiterati abusi sessuali sulla figliastra 14enne. Ebbene da quel poco che si sa questo raccomandabile personaggio è arrivato in Ticino a seguito di matrimonio. Prima di giungere in Svizzera è però stato richiedente l'asilo in Olanda, Italia e Danimarca. Inoltre il kosovaro quarantenne ha già sul groppone 9 condanne per furto, droga e altri reati. Ma ciononostante non è stato espulso. Davanti ad un curricolo del genere, viene spontaneo porsi una serie di domandine facili-facili. Ad esempio: 1) Con quale statuto, e quando, il 40enne kosovaro accusato di abusi sessuali ai danni della figliastra 14enne è giunto in Ticino? 2) Con quale tipo di permesso risiede in Ticino? In quale Comune è stato rilasciato? 3) Il permesso in oggetto è forse stato rilasciato in presenza di precedenti penali all'estero o in Svizzera? 4) Nel caso il 40enne kosovaro fosse giunto in Ticino come richiedente l'asilo, come mai l'autorità è entrata nel merito di tale domanda, dal momento che il richiedente ha in precedenza ottenuto lo statuto di rifugiato in paesi sicuri come Olanda, Italia e Danimarca? 5) Per quale motivo il 40enne kosovaro ha lasciato i paesi europei sopra indicati? Era forse stato oggetto di espulsioni? Se sì, come ha potuto ottenere un permesso di domicilio in Svizzera? 6) Le nove condanne di cui l'uomo è stato oggetto, sono state - tutte o in parte - irrogate da corti ticinesi? Se sì, quando? Per quali reati? 7) Come mai, pur gravato da ben nove condanne penali per vari reati, il cittadino kosovaro non è stato espulso dalla Svizzera? 8) Il cittadino kosovaro in questione beneficia o ha beneficiato di prestazioni sociali (AI, assistenza, disoccupazione)? Domandine, queste, cui il Consiglio di Stato sarà chiamato a rispondere nell'ambito dell'interrogazione presentata dai deputati leghisti Lorenzo Quadri e Donatello Poggi. I conti non tornano Questa vicenda è l'ennesima dimostrazione che qualcosa non quadra. E che anzi i "qualcosa" a non quadrare sono parecchi. Il caso è emblematico. Ci troviamo davanti ad un poco di buono che commette reati a tutto andare, anche reati particolarmente disgustosi (abusi sessuali su minori). Eppure questa persona in un modo o nell'altro è riuscita a stabilirsi in Ticino malgrado i precedenti penali, ed è pure riuscito a commettere reati senza venire espulso. Questo significa che i delinquenti stranieri possono tranquillamente stabilirsi alle nostre latitudini. I filtri che dovrebbero impedirlo non funzionano e anzi sono facilmente eludibili. Abbiamo delle leggi dove il garantismo spinto la fa da padrone e queste leggi consentono ad un delinquente straniero di insediarsi tranquillamente in Svizzera e magari di farsi anche mantenere dal nostro stato sociale a nostre spese. Le espulsioni, poi, sono procedure così lunghe e macchinose che prima di diventare effettive, campa cavallo! A scatola chiusa? Qualcosa non funziona nel rilascio dei permessi di domicilio. Questi permessi, è lecito supporlo, vengono rilasciati senza disporre di un dossier completo sul richiedente. Se una persona, come è il caso del 40enne kosovaro condannato nei giorni scorsi, ha già ottenuto lo statuto di rifugiato in Olanda, Italia e Danimarca, bisognava per prima cosa interrogarsi sul perché avesse lasciato questi tre paesi: era forse stato espulso per precedenti penali? O perché non lavorava ed era a carico dello Stato sociale? O per altri motivi? E poi: perché una persona che già aveva ottenuto il permesso di stabilirsi in tre Stati europei dovrebbe chiedere di venire in Svizzera? Occorre poi mettersi finalmente ad esaminare sul serio i troppi ricongiungimenti familiari che vengono concessi grazie a matrimoni di comodo, magari corredati da gravidanze altrettanto di comodo. La strada dell'abuso è spalancata. Queste cose la gente le deve sapere. La gente deve sapere cosa fanno tanti signori stranieri che noi, grazie alla politica delle frontiere spalancate propugnata dai partiti $torici, accogliamo nel nostro Paese senza le doverose verifiche e magari manteniamo pure con le nostre assicurazioni sociali. Come a nostro carico erano, ad esempio, i tre giovani stranieri che hanno rapinato due coppie svizzere alla stazione FFS di Lugano un paio di mesi fa. Poi dicono che gli stranieri che delinquono sono un'invenzione della Lega populista e razzista! La situazione è evidentemente destinata a peggiorare perché la voce di quanto sia facile farci fessi si spande rapidamente. |
Da: La regione 19.2.09 pag 3
|
‘Basta aneddoti, fuori i nomi' |
|
Pagina 51 di 119
Movimento Papageno esamina l’impatto giuridico e sociale della separazione e del divorzio, con particolare attenzione al benessere dei minori e alla responsabilità genitoriale condivisa.
Forniamo documentazione e analisi per sostenere decisioni informate e un dibattito pubblico equilibrato in Ticino e in Svizzera.
Iscriviti per ricevere aggiornamenti.