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Da: Mattino della domenica 22.03.09 pag 6

Ancora una volta il Consiglio di Stato ha dimostrato di non voler fare chiarezza
sul caso Droz.
Infatti, la consigliera di Stato Laura Sadis ha pensato bene di rispondere alla
mia interpellanza sul caso Droz al termine dei tre giorni di Parlamento e in
tarda serata e quando non vi era più il quorum. Infatti era mia intenzione
chiedere la discussione generale, cosa evidentemente impossibile in quelle
circostanze.
Disparità di trattamento, abuso di potere e nessuna democrazia, da parte di
chi "ammazza" le persone ma non verrà mai punito.
PATRIZIA RAMSAUER
deputata in Gran Consiglio 

Da: CdT 4.4.09 pag 9

 

Conferma sui conti 2008: avanzo d'esercizio di 26 milioni

F. P.

Grazie soprattutto alle sopravvenienze fiscali di anni precedenti il Cantone è uscito dalle cifre rosse

IL TESORETTO C'È Oltre 100 milioni di franchi. (foto Demaldi)

Hanno trovato ulteriori conferme le anticipazioni del «Corriere del Ticino» sul Consuntivo 2008 del Cantone. TeleTicino ha indicato ieri che i conti dell'anno scorso hanno chiuso con un avanzo d'esercizio di 26 milioni di franchi (il nostro giornale aveva indicato, nell'edizione del 25 marzo scorso, un utile di una ventina di milioni). Il Preventivo votato dal Gran Consiglio per il medesimo anno stimava invece un disavanzo di ben 162,8 milioni di franchi.

L'evoluzione positiva dei gettiti fiscali e in particolare le sopravvenienze da imposte degli anni precedenti (il cosiddetto tesoretto) hanno avuto un ruolo determinante nel riportare il Cantone nelle cifre nere. Con l'avanzo corrente, i dipendenti dello Stato si vedranno compensare integralmente e retroattivamente il carovita, mentre le persone giuridiche si vedranno restituire il supplemento sull'imposta immobiliare cantonale. Tenuto conto di questi fattori, il miglioramento tra preventivo e consuntivo è di oltre 200 milioni di franchi.

Il messaggio del Consiglio di Stato dovrebbe essere approvato la settimana prossima e fornire indicazioni precise e aggiornate sulla consistenza del tesoretto, la cui esistenza era stata inizialmente negata dal Governo: si tratterebbe di oltre 100 milioni di franchi di gettito riferito a imposte degli anni dal 2005 al 2007.

 

Da: CdT 10.4.09 pag 13

Caporale sospeso, la parola al Governo

sf

Per decisione delTribunale amministrativo, il CdS dovrà tornare sul caso della sospensione di un caporale della Polizia cittadina per un incidente durante un inseguimento

Il Consiglio di Stato, sconfessato dal Tribunale cantonale amministrativo (TRAM), dovrà prendere una decisione sul caso di un caporale della Polizia comunale di Lugano sospeso in seguito a un incidente durante il servizio.

I fatti risalgono a febbraio 2007 quando il caporale, durante un pattugliamento con un collega, rientrando alla centrale, nota un'automobile oltrepassare un incrocio ad alta velocità. Decide allora di inseguirla ma, nell'affrontare una curva a velocità sostenuta, perde il controllo della vettura, che finisce distrutta dopo l'impatto con la barriera di protezione a lato della strada. In seguito all'incidente, nei confronti del caporale viene aperta un'inchiesta amministrativa che, nel marzo 2008, sfocia in una sospensione di tre giorni dall'impiego e dallo stipendio. Dopo l'opposizione del caporale, il Consiglio di Stato, nel novembre dello stesso anno, annulla la decisione e rinvia l'incarto all'autorità comunale perché accerti le circostanze dell'incidente, in particolare se il caporale stesse effettivamente inseguendo un veicolo sospetto. Il Comune si è a sua volta opposto a questa decisione, sostenendo come ci sia stata in ogni caso una violazione delle norme di condotta. Il TRAM ha parzialmente accolto il ricorso, rinviando l'incarto al Governo perché si pronunci sul ricorso del caporale senza rimettere in discussione la sua versione dei fatti sull'incidente.

 

Da: CdT 10.4.09 pag 13

Sospetti abusi sessuali Arrestato un uomo residente nel Luganese

Le manette sono scattate a fine marzo - L'inchiesta è condotta dal procuratore pubblico Nicola Respini

CARCERE L'arresto è stato confermato dal GIAR. (Gonnella)

È stata confermata mercoledì primo aprile dal giudice dell'istruzione e dell'arresto (GIAR) la detenzione scattata nei confronti di un cittadino svizzero residente nel Luganese. L'uomo era finito in manette nell'ambito di un'inchiesta per presunti abusi sessuali condotta dal procuratore pubblico Nicola Respini, coadiuvato dalla Polizia cantonale. Data la delicatezza del caso, intorno alla vicenda vige il massimo riserbo. Secondo le prime ricostruzioni, l'uomo sarebbe stato bloccato a fine marzo dalle forze dell'ordine. L'indagato è stato quindi accompagnato al penitenziario cantonale, a disposizione del magistrato incaricato delle indagini.

Successivamente, l'arresto è stato confermato dal GIAR. Ora, gli inquirenti stanno cercando di comprendere le eventuali responsabilità penali, ricostruendo quanto viene contestato all'indagato.

L'autorità sta, in particolare, cercando di chiarire se gli abusi, che ad ogni modo sono ancora da accertare, si siano consumati esclusivamente all'interno delle mura domestiche o se vi siano stati episodi anche all'esterno dello stretto ambito familiare.

Per saperne di più, occorrerà attendere le risultanze dei prossimi interrogatori e degli eventuali confronti tra le parti coinvolte nella vicenda.

 

Da: www.cdt.ch 7.4.09

MENDRISIO - È stato condannato a 2 anni di detenzione, pena sospesa per un periodo di prova di 4 anni, l'ex poliziotto ritenuto responsabile dell'incidente avvenuto nell'agosto 2007 sulla strada Chiasso-Pedrinate e nel quale ha perso la vita il 38enne di Caneggio Enrico Codoni. La Corte delle assise correzionali ha pronunciato la sentenza oggi, martedì, dopo due giorni di processo a Mendrisio.

L'ex caporale era al volante in comprovato stato di ebrietà e viaggiava ad una velocità di almeno 78 km/h dove il limite era di 50. Il giudice Claudio Zali ha ammesso che mai gli era capitato in tema di procedimenti per incidenti stradali di dover sentire in aula 13 testimoni. Sulla propensione al bere in modo eccessivo del condannato, il giudice ha detto che "non vi è prova certa di altri episodi paragonabili a quello registrato il giorno dell'incidente mortale, ma di altre situazioni al limite sì".
Nel commisurare la pena ha tenuto conto "della durezza del procedimento, della mancanza di precedenti sanzionati e della prognosi non negativa". Riconosciuti alla madre 30.000 franchi per torto morale, oltre ad altri 10.000 alla famiglia, tutelata dall'avvocato Marco Frigerio. Il condannato è stato difeso dall'avvocato Mario Postizzi mentre ha sostenuto l'accusa il procuratore pubblico Mario Branda che aveva chiesto una condanna a 24 mesi, 6 dei quali da scontare.

Da: www.cdt.ch 7.4.09
L'accusa chiede 2 anni e 6 mesi. Processo per l'incidente mortale del 2007 a Pedrinate

MENDRISIO -  È di due anni e sei mesi, di cui sei da scontare, la richiesta di pena formulata stamattina alle Assise correzionali di Mendrisio dal procuratore pubblico Mario Branda nell'ambito del processo a carico di un ex-caporale di polizia. L'imputato è coinvolto nell'incidente che causò la morte di Enrico Codoni, un 38enne della Valle di Muggio che stava viaggiando da Pedrinate in direzione di Chiasso. È accusato di omicidio colposo e guida in stato di inettitudine.
La corte, presieduta dal giudice Claudio Zali, ha ascoltato diversi testimoni, tra cui un ex-collega dell'accusato, e tre testi chiamati dalla difesa, sostenuta dall'avvocato Mario Postizzi. Tra questi ultimi, molto commosso, anche il fratello dell'imputato.
Nel pomeriggio parlerà l'avvocato di parte civile Marco Frigerio e poi la difesa. La sentenza potrebbe arrivare in serata.

Da: www.cdt.ch 6.4.09

Un processo molto seguito. A Mendrisio per l'incidente mortale del 2007 a Pedrinate.

MENDRISIO - Si è aperto lunedì a Mendrisio il processo contro l'ex-caporale di polizia che nel tardo pomeriggio del 3 agosto del 2007 era rimasto coinvolto in un incidente che ebbe come tragica conseguenza la morte di Enrico Codoni, un 38enne della Valle di Muggio che stava viaggiando da Pedrinate in direzione di Chiasso. Almeno una quarantina di persone segue il dibattimento che si svolge davanti alla corte delle Assise correzionali. L'avvocato di parte civile ha chiesto al giudice Claudio Zali di considerare l'ipotesi di omicidio intenzionale per dolo eventuale e non quindi l'accusa di omicidio colposo contenuta nell'atto d'accusa. La competenza in tal caso sarebbe delle Assise criminali. Il giudice Zali ha sottolineato la difficoltà di valutare il dolo eventuale e quindi di discernere l'intenzionalità dalla grossa negligenza, respingendo la richiesta della parte civile. Il procedimento dovrebbe concludersi martedì per permettere alla corte di sentire alcuni testimoni che consentano di accertare l'eventuale abitudine dell'imputato di abbinare l'acool alla guida.

Da: www.cdt.ch 6.5.09

CHIASSO - L'avvocato Marco Frigerio, patrocinatore della famiglia di Enrico Codoni, la vittima dell'incidente del 3 agosto 2007 a Pedrinate, prende oggi posizione in merito alla decisione del Consiglio di Stato di non aprire un procedimento disciplinare nei confronti dei superiori dell'ex caporale condannato per omicidio colposo e guida in stato di inattitudine.

Una decisione adottata - si legge - benché dopo aver sentito 23 agenti ed ex agenti sia stato constatato che "per lo meno in due occasioni negli anni 2001/2003 il poliziotto in questione si era presentato ubriaco; una decina di volte egli aveva telefonato per rinviare il servizio quando operava alla Gendarmeria di Mendrisio; tutti erano a conoscenza della voce relativa alla sua propensione all'abuso di alcol".
Il Consiglio di Stato precisa che "nell’ambito dell’accertamento sono stati sentiti ventitre collaboratori e, dalle informazioni raccolte, non sono emersi i presupposti per avviare una formale procedura disciplinare nei confronti dei quadri della Polizia cantonale; la procedura non ha consentito infatti di dire che quest’ultimi siano venuti meno ai loro doveri di vigilanza nei confronti dell’allora collaboratore ed abbiano così disatteso i loro doveri di servizio".

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