Da: CdT 3.4.09 pag 11
Effetto CSI nei nostri tribunali?
Il dibattimento in aula si sta trasformando in un confronto fra periti
a.d.Il capo della scientifica e il procuratore Antonio Perugini hanno presentato esperienze ed espresso preoccupazio- ne in occasione di un dibattito a Bellinzona
![]() |
Il ruolo dell'esperto in scienze forensi, più comunemente noto come tecnico della polizia scientifica, sta vivendo un periodo di trasformazione. Come è cresciuta - in rapporto all'inchiesta di tipo tradizionale - la sua importanza, anche le esigenze che oggigiorno gli vengono richieste sono radicalmente aumentate. «La prova tecnica ha assunto un ruolo sempre più fondamentale nella ricerca della verità materiale e con essa il perito è diventato un attore indispensabile che si intercala tra il giudice e le parti» ha spiegato il commissario capo Emilio Scossa Baggi, responsabile della Polizia scientifica, intervenuto insieme al procuratore pubblico Antonio Perugini alla conferenza organizzata dalla International police association (IPA) l'altra sera a Bellinzona. Antonio Perugini si è dapprima soffermato sull'influenza della cultura cinematografica e del sistema americano. Basti pensare - ha sottolineato - alla squadra di Grissom nella serie televisiva Csi, nella quale il perito, senza bisogno né di inquirenti né di tribunali, nel corso di due ore risolve qualsiasi caso. La realtà è ben più ardua. I tempi dell'inchiesta sono lunghi e la gestione dei mezzi di prova complicata. Per il magistrato - sovente incapace di «gestire» la parte tecnica e scientifica - è determinante l'accertamento del fatto, stabilita dal perito, che deve «saper vendere il sapere, purché non sia solo fumo». Un'oculata scelta dell'esperto è dunque il miglior contributo alla giustizia e la miglior risposta alle vittime che si possa dare. Perugini si è infine soffermato sulle novità contenute nel nuovo Codice di procedura penale federale (entrata in vigore prevista nel 2010), in particolare la presenza dell'«avvocato della prima ora» ed il diritto delle parti di presenziare all'assunzione delle prove. Emilio Scossa Baggi ha sottolineato l'importanza di garantire una sorta di «certificato di qualità» dell'esperto forense. Nella pratica l'aspetto «formale» diventa essenziale, il confronto in dibattimento fra il procuratore pubblico e l'avvocato difensore si sta gradatamente spostando verso un confronto tra periti. Di qui l'importanza di operare seguendo protocolli ben precisi, che si possono riassumere in tre concetti: legalità (forma), scientificità (sostanza) e completezza (metodo). Tra questi, la gestione della scena del crimine- secondo Baggi - rappresenta l'anello più debole del processo forense. In effetti, è precisamente in questa prima parte legata all'acquisizione degli elementi di prova che risiedono le maggiori difficoltà: innumerevoli sono i casi in cui noti criminali hanno beneficiato di fattori di contaminazione e d'errore. Le difficoltà operative, insieme all'imminente introduzione del nuovo Codice di procedura penale federale e alle garanzie sempre più estese della difesa durante tutto il procedimento - ha concluso Baggi - rappresentano una sfida ma anche un'opportunità di portare la Polizia scientifica - che attualmente assume un ruolo piuttosto «ibrido» - verso un ruolo più profilato, purché la forma non diventi «serva padrona».


