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Da: ww.caffe.ch 31.5.09 pag 11 

LA STORIA

Senza permesso, una figlia in affidamento e costretta a partire

"Senza la mia Lyxandra
non torno a Cuba"

"Senza mia figlia non me ne vado", ripete perentoria. L'affidamento di Lyxandra l'ha deciso la tutoria, dopo una perizia psicologica voluta dal padre della bambina. "Era un periodo in cui lavoravo molto per mantenermi, ero sfinita e esaurita - spiega Ayme -. La psicologa ha pensato fosse meglio così, appoggiarsi ad una famiglia affidataria. Solo per qualche mese, il tempo di riprendermi. Le ho detto che avrei corso il pericolo di non più vederla... Non mi ha ascoltata".

Da: CdT 20.5.09 pag 19

IERI IN PRETURA PENALE

La tesi del procuratore pubblico Antonio Perugini che accusava un 21.enne del Bellinzonese di essere stato la causa di un grave incidente avvenuto in città nel luglio 2008 non ha retto di fronte alla Pretura penale. Il giudice Giovanni Celio ha accolto la richiesta del patrocinatore del giovane, l'avvocato Rocco Taminelli, prosciogliendolo dal reato di grave infrazione della circolazione. Il 21.enne è comunque stato condannato poiché la sera in cui avvenne l'incidente che causò il ferimento di un ciclomotorista nel suo sangue fu trovato un tasso alcolemico dello 0,68 per mille. Dovrà pagare una multa di 500 franchi.

Da: La regione 13.5.09 pag 34, di ENZO CASTELLI, LOSONE

La vita umana è costellata da numerose festività dedicate ai tanti avvenimenti, lieti o tristi, che la storia ci ha tramandato, come la giornata dei Lavoratori o quella della Mamma (1 e 8 Maggio). Le ricorrenze sono anche motivo di studio, approfondimento o memoria su un dato argomento. Gli anniversari che il calendario ci propone, quasi giornalmente, sono tantissimi e di ogni genere.

Mi chiedo se non esista (e allora bisognerebbe programmarla) anche una giornata dedicata alle Vittime dell'Ingiustizia che i cittadini subiscono proprio da parte di quelle stesse autorità, preposte alla propria difesa e da parte della stessa Giustizia o Magistratura. La mia non è una richiesta folcloristica o di presa in giro, ma una esigenza vera e attuale per non dimenticare le numerose ingiustizie che subiamo giornalmente. Sembra strano, ma esse sono numerose e di vario genere, dalle semplici multe per i motivi più vari, alle ingiustizie vere e proprie, causate da sentenze o da non riconoscimenti della verità dei fatti. Poiché nel nostro sistema giudiziario non esistono gli Ispettori della Magistratura o un qualsiasi difensore civico (Ombudsman) tra i cittadini e le Istituzioni, le ingiustizie sono sempre piu' numerose, in quanto molti cittadini non osano, per ragioni di costi finanziari, rivolgersi al Tribunale Federale, ultima istanza del nostro sistema giudiziario. (...)

On. Pedrazzini, come direttore del Dipartimento che dirige, lei è responsabile tre volte:

1. È responsabile nei confronti di tutti i cittadini che hanno il diritto di essere ben difesi dalle leggi.

2. Ha una responsabilità di controllo sulle attività dei Notai e quindi deve sapere se questi fanno tutti il proprio dovere.

3. Appartiene anche al suo Dipartimento la responsabilità sull'organizzazione pratica e il corretto agire della Magistratura. Con ciò non intendo le decisioni giuridiche, ma mi riferisco al fatto se certi procuratori utilizzano tutti i mezzi che hanno a disposizione nell'accertamento della verità.

Da: La Regione 8.5.09 pag 3

Il Consiglio di Stato: ‘Commissione giustizia strumento utile'

La Commissione parlamentare della giustizia «potrebbe essere uno strumento utile per permettere al Gran Consiglio di conoscere in modo più approfondito i temi che interessano la magistratura». Lo sostiene il governo rispondendo a un'interrogazione del deputato leghista Lorenzo Quadri. La Commissione giustizia è uno dei temi di cui si sta occupando la Legislazione. Per ora c'è una bozza di documento, con relative proposte, messo a punto da Filippo Gianoni (Ppd). La futura commissione, afferma ancora il Consiglio di Stato, «potrebbe infatti seguire assiduamente l'evoluzione della situazione presso le varie autorità giudiziarie ed essere così in grado di esprimere un parere qualificato in merito alle modifiche delle norme sull'organizzazione giudiziaria che dovessero essere proposte». Il governo tiene a ricordare che in base alla Costituzione il parlamento esercita unicamente l'alta vigilanza sui tribunali, la sorveglianza diretta sui magistrati spetta al Consiglio della magistratura.

Da: La regione 7.5.09 pag 22

Incidente di Pedrinate, non ci sarà inchiesta

Il Governo ‘archivia' il caso. Delusi i familiari della vittima

D.C.

Non ci sarà nessuna inchiesta amministrativa. Sull'incidente di Pedrinate il Governo ha deciso di «non avviare ulteriori procedure». Sotto la lente in questo ultimo periodo era finito il comportamento dei superiori diretti dell'ex caporale della Polizia cantonale responsabile dell'incidente che il 3 agosto del 2007, lungo la strada che conduce alla frazione cittadina, è costato la vita a Enrico Codoni, 38 anni di Caneggio. Il Consiglio di Stato, come si conferma in una nota diffusa ieri, ha condiviso le conclusioni alle quali sono giunti il consulente giuridico Guido Corti e il direttore della Divisione della giustizia Giorgio Battaglioni. La scelta di rinunciare a un procedimento disciplinare non trova però concordi i familiari della vittima. «Concretamen- te - commentano per voce del loro legale Marco Frigerio - le modalità con cui l'inchiesta è stata portata avanti possono essere considerate alquanto deludenti».

Il commento della famiglia non indulge né verso il responsabile né verso i suoi superiori. «Non intervenire nei confronti di un subalterno che non rispetta le norme interne e non approfondire le voci relative a un agente di polizia che abusa con l'alcol è ritenuto dai familiari una circostanza molto grave». Per i congiunti del 38enne «da un punto di vista morale i superiori dell'ex caporale portano la medesima responsabilità dell'autore materiale del reato». Autore che, comparso di fronte alla Corte delle Assise correzionali, il 7 aprile scorso è stato riconosciuto colpevole di omicidio colposo e condannato a 24 mesi mesi sospesi.

Ma come si è svolto l'accertamento aperto dal Cantone? Nel corso della raccolta delle informazioni preliminari sono stati sentiti, si spiega da Bellinzona, 23 collaboratori. L'esito? «Non sono emersi i presupposti per avviare una formale procedura disciplinare nei confronti dei quadri della Polizia cantonale - ovvero i suoi superiori e in particolare il tenente Giovanni Capoferri -; la procedura non ha consentito infatti di dire che quest'ultimi siano venuti meno ai loro doveri di vigilanza nei confronti dell'allora collaboratore ed abbiano così disatteso i loro doveri di servizio».

Alla famiglia di Enrico nessuno però toglie dalla mente che «se chi doveva intervenire l'avesse fatto l'incidente avrebbe potuto essere evitato». Quel giorno l'ex poliziotto viaggiava a 78 chilometri orari (oltre quindi i 50 ammessi), in corpo un tasso d'alcolemia del 2 per mille. Secondo i parenti i segnali, insomma, c'erano stati: «Tutti nelle gendarmerie di Chiasso e Mendrisio - si legge nel comunicato dell'avvocato - erano a conoscenza della voce relativa alla sua propensione all'abuso di alcol». D'altra parte, come precisa anche Guido Corti, è vero che le dichiarazioni dei collaboratori sono state in parte contrastanti, «ma non è stato comprovato o è emerso che i superiori sapessero della sua propensione al bere o che avessero taciuto o protetto l'agente». E questo, ribadisce, era lo scopo degli accertamenti avviati dal Cantone. I familiari della vittima lamentano però il fatto di «non avere potuto partecipare attivamente» all'inchiesta amministrativa. «Si trattava di un procedimento interno - puntualizza Corti -: in questo caso il denunciante non ha diritto di partecipare. Capisco la famiglia dal punto di vista umano, ma la natura della procedura non contempla un suo coinvolgimento. Va pur detto che abbiamo tenuto in debita considerazione gli interrogativi e le indicazioni del legale».

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