Da: CdT 8.6.09 pag 8
Chi bussa oggi in Procura
Balestra: servono qualità, quantità e formazione
Emanuele Gagliardi
Il
lavoro al Ministero pubblico è affascinante,ma impegna ed alla
fine,inevitabilmente,logora - Luigi Pedrazzini pensa ad una formazione
specialistica di base - Oggi ci sono comunque già corsi
postuniversitari frequentati
PROCURATORE Balestra: lavoro affascinante, ma che logora.
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«A
livello svizzero, già da qualche anno, sono iniziati dei corsi di
formazione post universitari proprio per magistrati inquirenti, che si
tengono a Neuchâtel e a Lucerna. Corsi che si sono via via sviluppati
sotto l'egida dell'École romande de la magistrature penale e
dell'Università di Lucerna e con la collaborazione e la partecipazione
della Conferenza delle autorità inquirenti svizzere. Un'iniziativa che
si sta sviluppando sempre di più e che sta diventando una specie di
corso post-universitario. Tutti i colleghi del Ministero pubblico che
sono stati eletti a partire dal 2003, qualcuno anche da prima, hanno
frequentato, tranne qualche eccezione, questi corsi». Il procuratore
generale Bruno Balestra interviene su alcune riflessioni che il direttore del Dipartimento delle istituzioni, Luigi Pedrazzini,
ha fatto in occasione dell'apertura dell'anno giudiziario. «Tenuto
conto che la tendenza in atto è quella di entrare in giovane età nella
Magistratura - aveva detto infatti Pedrazzini - perché non possiamo
immaginare di fornire ai giuristi appena laureati corsi di formazione
in modo tale che al momento del concorso per la Magistratura già
abbiano potuto ricevere una preparazione specialistica di base? Rivolgo
queste domande alla Commissione per la formazione permanente dei
giuristi, ma anche all'istituto di diritto dell'USI».
Il
procuratore generale ripete che tutti i nuovi procuratori, con una sola
eccezione, hanno partecipato a questi corsi. Altri li avevano
frequentati prima di essere nominati procuratori pubblici,
rispettivamente sostituti procuratori: allora ricoprivano il ruolo di
segretari giudiziari. Quanto proposto da Pedrazzini, per il PG Balestra
rappresenta una interessante iniziativa, non un doppione. «Con l'arrivo
del nuovo codice di procedura penale unificato - precisa - è utile
organizzare formazioni e creare sinergie sempre più sviluppate fra il
Ticino e i centri di formazione».
Questi percorsi non rappresentano, però, la panacea di tutti i mali per il PG.
«Quanto
si sta facendo è comunque utile: stiamo però parlando di formazioni
teoriche che poi devono essere implementate nella realtà pratica.
Quello che conta è l'inserimento reale della persona sul campo. Queste
formazioni, se sono prese a secco, o seguite a livello universitario e
basta, danno solo un'infarinatura. Non rappresentano una garanzia che
chi le ha seguite sia per forza idoneo. Se una persona è adatta a
svolgere una mansione lo si vede sul campo. Più che la teoria serve la
pratica, come in tutti i campi». «Ogni persona - osserva ancora il
procuratore generale Balestra - è diversa e ognuno interpreta questo
lavoro dando il meglio di se stesso. L'importante è cercare di non fare
giocare in attacco quelli che dovrebbero stare in difesa».
E
coloro che bussano in Procura quali doti dovrebbero avere? «Devono
aspettarsi quello che già sanno e probabilmente è per quello che non
bussano più tanto. È un lavoro affascinante quello del procuratore,
molto bello, ma è un lavoro duro, che alla fine logora, perché si
pretendono una formazione permanente, una capacità giuridica abbastanza
profonda e nello stesso tempo una qualità e una quantità di lavoro che
è superiore alle forze normali. Coniugare qualità, formazione e
quantità è difficile».