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Da:Corriere della sera Italia, 10.2.10 (link all'articolo)

Il nuovo collegio ha ridotto la pena all'imputato, da 8 a 5 mesi di reclusione
Giallo in Tribunale: avvocato trova la sentenza scritta prima del processo.
Era in un fascicolo sul tavolo del presidente di Corte d'Appello. Il magistrato: «Era solo una bozza»

 

MILANO - Un singolare episodio si è verificato mercoledì mattina presso la prima Corte d'Appello di Milano. Mentre il collegio giudicante era in camera di consiglio per alcuni processi già discussi, l'avvocato Paolo Cerruti - difensore in un procedimento ancora da trattare - è andato a sfogliare alcuni fascicoletti sul tavolo del presidente Giovanni Scaglioni e ha scoperto che per il suo assistito, Francesco Basile, la sentenza era già stata scritta, con la conferma del giudizio di primo grado: una condanna a 8 mesi per un borseggio avvenuto a Monza lo scorso anno. Al rientro della corte in aula l'avvocato Cerruti ha fatto verbalizzare l'episodio e il sostituto procuratore generale Isabella Pugliese ha chiesto un'integrazione del collegio giudicante. Il presidente, pur ravvisando l'anormalità della consultazione dei suoi documenti che non facevano parte del fascicolo processuale, ha deciso di astenersi. Per effettuare la sua sostituzione il processo Basile è stato lasciato per ultimo tra quelli in programma. L'episodio è stato segnalato all'ordine degli avvocati di Milano e quattro suoi componenti sono arrivati in aula per chiedere l'acquisizione del documento. Il fascicolo sul tavolo del presidente, a quanto appreso, non avrebbe avuto ancora l'intestazione del Tribunale.

Da: La regione, 16.2.10 pag 13

Candidati pretori

Mendrisio Nord, nomina in aprile

Ha suscitato interesse la riapertura del bando di concorso per la nomina del nuovo pretore di Mendrisio Nord. Sul banco della Segreteria del Gran Consiglio ieri, giorno di scadenza del concorso, sono arrivate «alcune candidature». La conferma arriva direttamente dal segretario Rodolfo Schnyder. Il nuovo pretore sostituirà, dal primo giugno, l’uscente Laura Beroggi che, dopo 19 anni, ha deciso di non sollecitare un nuovo mandato.

La commissione di esperti chiamata a vagliare le candidature inoltrate si riunirà tra la fine del mese e l’inizio di marzo. Tutti i pretori ticinesi devono essere rieletti entro maggio: cambiamenti sono comunque previsti solo a Mendrisio Nord. Il nuovo pretore verrà verosimilmente nominato nel mese di aprile: il mandato degli uscenti termina infatti a fine maggio.

L’Ufficio presidenziale del Gran Consiglio ha deciso di riaprire il bando di concorso dopo che, alla scadenza del precedente annuncio, la sola candidatura arrivata per la Pretura di Mendrisio Nord è stata quella della collaboratrice di Laura Beroggi. Chiamato a esprimersi sulla nomina, l’Ufficio presidenziale non ha ritenuto sufficiente il solo nome presente sul tavolo. Il concorso è stato quindi riaperto (cfr. laRegione del 30 gennaio) e hanno potuto partecipare tutti gli interessati ad assumere la carica. La candidatura inoltrata durante il primo concorso è stata presa in considerazione. Il Pretore di Mendrisio Nord sarà chiamato ad occuparsi dei Comuni del distretto di Mendrisio (ad eccezione di quelli dei circoli di Caneggio e Balerna). Come detto entrerà ufficialmente in servizio il prossimo primo giugno e occuperà la carica per dieci anni.

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Gentil movimento papageno, vi voglio descrivere quel fatale incidente per omicidio di mio figlio di sei mesi,innanzitutto per aiutare a capire a tante mamme di mai fidarsi di una qualsiasi babysitter. Nel 1987 venivo consigliata di farmi aiutare da un aiuto domiciliare per far si che mi riposavo un po da una depressione di post parto. Mi consigliarono cosi di far intervenire lo scudo di mendrisio facendomi conoscere una ragazza 28enne del mendrisiotto..una certa i.r.ora sposata f. Quel giorno parlandone con mio marito,mi disse che era una brava ragazza che faceva la cameriera in un bar da camionisti e che anche lui come me, la conosceva. Decisi cosi di accettare quella ragazza che conoscevo nella mia infanzia ma che non frequentavo piu da anni. Si presentava felice di conoscerci e chissà con che pensieri..speravo tanto di non prevedere qualcosa di strano in lei..ma la sua presenza a volte era talmente svanita che non ne capivo il motivo. Sta di fatto che quel giorno 3 di maggio 1989 si presentava a casa mia come aiuto. Quel giorno entro`in casa mia molto euforica..e non ne capivo il perchè. Mio figlio daniele,aveva bisogno di una medicina per la tosse ed io raccomandavo lei nell`accudirmelo con cura e di mai abbandonarlo..mentre io andavo in farmacia con la sorellina Tania, in auto con mia sorella fino a Chiasso..piu o meno assentavo per un oretta.Mi ricordo come fosse ieri...lei prima di chiudere la porta di casa mia insisteva a dirmi..ma come,non ti fidi?Io lasciai mio figlio nel dondolino a terra dopo averlo cambiato e profumato..gli davo un bacio..e lui mi sorrideva. Nel mio tragitto in farmacia..percepivo qualcosa che mi veniva una paura addosso..ricordavo come una volta la ragazza lo gettava in aria per farlo ridere e poi lo riprendeva. Quell`unico ricordo..non mi diede pace nemmeno in distanza di pochi chilometri..dissi subito a mia sorella di riportarmi a casa presto,perchè oltrepiu`èro senza un natel a disposizione. Era un forte mio presentimento che magari fosse successo qualcosa di poco piacevole.

Da: CdT 13.10.09 pag 7

Più severi verso i minori

I giudici ticinesi e romandi hanno la mano pesante

O sono i magistrati dei minorenni alemannici ad essere troppo teneri, oppure sono i loro colleghi latini ad esagerare – Sta di fatto che questi ultimi infliggono il 52% di tutte le pene detentive pronunciate in Svizzera

INTERROGATIVI La maggiore severità non dipende da un numero più alto di delinquenti o da maggiore violenza in Ticino e Romandia. (Key)

LOSANNA I giudici ticinesi e romandi dei minorenni hanno la mano più pesante dei loro colleghi svizzero tedeschi: infliggono il 52% di tutte le pene detentive pronunciate dalla loro categoria a livello nazionale, stando a uno studio che considera gli anni 2003-2007. Delle 280,2 pene detentive inflitte in media ogni anno nel periodo in questione, 142 sono state pronunciate da giudici della Svizzera latina, contro le 138,2 dei colleghi svizzero tedeschi, rileva Audrey Moret nel suo lavoro di master all’Università di Losanna.

La maggiore severità non trova giustificazione in un numero più alto di delinquenti e neppure in una maggiore violenza di questi ultimi in Ticino e Romandia, afferma la giurista. Il numero di sentenze – 10.344 all’anno in media nella Svizzera tedesca, 3.659 nella Svizzera latina, ossia una proporzione del 74 contro il 26% – corrisponde infatti alla densità della popolazione nelle rispettive regioni. Lo stesso vale per il numero di reati violenti, rispettivamente 1.454 e 666, il che corrisponde a una proporzione del 70 contro il 30%.

La differenza sta dunque unicamente nel «ricorso più o meno frequente al carcere per i minorenni» da parte dei magistrati latini e svizzero tedeschi, scrive Audrey Moret. Anche un confronto della durata media delle condanne conferma la maggiore severità a sud del San Gottardo e oltre Sarine: nella Svizzera latina la durata delle pene si situa in un ventaglio che va da 0,75 a 2,1 mesi, nella Svizzera tedesca da 0,48 a 1,7 mesi, a seconda dei cantoni. Affinando l’analisi, la Moret rileva che la media svizzera è di 0,325 pene detentive per 1.000 minorenni all’anno. Due Cantoni romandi sono al di sotto di questa media, il Giura con 0,028 e il Vallese con 0,197. Il Ticino è leggermente al di sopra (0,357). Sono soprattutto Ginevra (0,725), Vaud (0,854), Friburgo (0,856) e Neuchâtel (1,058) a far salire la media latina. Il primato spetta tuttavia a Soletta (1,326), solo Cantone elvetico a superare Neuchâtel. Fra gli altri Cantoni tedescofoni solo Appenzello Esterno (0,923) e Basilea Città (0,353) sono sopra la media nazionale.

Nelle sue conclusioni, la ricercatrice è molto severa. Spedendo i giovani in carcere allorché un’altra pena o misura meno restrittiva sarebbe altrettanto efficace, «certi cantoni della Svizzera latina violano allegramente il principio della prigione ultima ratio per i minorenni». A suo avviso, «è inammissibile che una legge federale sia applicata in modo diverso quando il suo scopo è proprio di uniformare la pratica e di fissare i principi di base da rispettare». I risultati dello studio sono stati pubblicati nell’ultimo numero della «Revue internationale de criminologie et de police technique et scientifique» e sono stati divulgati dalla stampa romanda.

 

Da: www.corrieredelveneto.corriere.it del 16.10.09 (link all'articolo)

la Sentenza - Dodici anni per una causa di due imprenditori
 
Il giudice fa la lumaca: condannato
a risarcire 4mila euro al ministero
 
La Corte dei Conti: troppo lento, paghi
 

VENEZIA — Carlo Sangior­gio, ex giudice civile di Bellu­no finito più volte nella bufe­ra per la sua lentezza nella scrittura delle sentenze, do­vrà risarcire il ministero del­la Giustizia per 4286 euro. L’ha deciso la Corte dei Con­ti in tempi-record, visto che l’udienza si era tenuta lo scorso 15 ottobre, e questo in un certo senso è una beffa per quello che sui giornali era diventato il «giudice lu­maca ». I suoi colleghi conta­bili hanno ritenuto il magi­strato, che oggi lavora a Ro­ma, responsabile di «colpa grave» per la condanna che il ministero di via Arenula aveva subito nel 2002, quan­do la Corte d’Appello di Tren­to l’aveva costretto a pagare 6909 euro a un paio di im­prenditori per i tempi lun­ghi con cui il tribunale di Bel­luno aveva trattato i loro pro­cessi.

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