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Da: La regione 22.4.10 pag 4

Ministero pubblico,cresce il numero dei decreti d’accusa

L’attività 2009. Capitolo logistica: il governo ha dato l’adesione alle decisioni del Gran Consiglio

RED.

Il governo ha dato ieri l’adesione alle decisioni prese tra lunedì e martedì dal Gran Consiglio in merito agli adeguamenti cantonali alla nuova procedura penale unificata a livello federale, che entrerà in vigore il prossimo gennaio. E tra queste decisioni quelle riguardanti la logistica del Ministero pubblico. Il parlamento ha infatti ribadito che la sede della Procura ticinese è una sola, quella di Lugano, e ha stabilito che non ci saranno uffici esterni permanenti (cosa che in pratica segna la ‘chiusura’ della sottosede di Bellinzona quale antenna appunto stabile). Dunque, spazi permettendo i magistrati inquirenti – ventuno con il pg – verranno tutti concentrati a Lugano. Il plenum, accogliendo un emendamento della Commissione della legislazione, ha però precisato, e inserito nella legge, che il procuratore generale potrà, per i bisogni dell’ufficio e per esigenze d’inchiesta, dislocare sul territorio – temporaneamente – uno o più pp.

Sempre nella seduta di ieri mattina, l’Esecutivo cantonale ha approvato il Rendiconto 2009 dei cinque dipartimenti, della Cancelleria dello Stato e della magistratura (penale e civile). Per ciò che attiene all’attività del Ministero pubblico, il bilancio relativo allo scorso anno registra una «leggera flessione» del numero delle entrate: sono stati aperti 11’889 procedimenti contro i 12’076 del 2008. Rispetto all’anno precedente, nel 2009 la Procura ha aumentato del «4%» il numero degli incarti chiusi: 11’432 (10’935 nel 2008). Lievemente diminuiti gli arretrati: dai 5’279 di fine 2008 ai 5’130 incarti pendenti al 31 dicembre dell’anno scorso. Le accuse promosse sono passate dalle 5’152 del 2008 alle 5’399 del 2009: salito pure il numero delle persone coinvolte, da 5’220 a 5’492. Aumentati, si segnala ancora nel documento, anche i decreti d’accusa: da 4’974 a 5’243 (5’275 le persone interessate). È per contro calato il numero degli atti d’accusa: da 178 (di cui 25 con rinvio alle Assise criminali) a 156 (26 indirizzati alle Criminali). Gli abbandoni e i “non luogo a procedere” sono passati dai 5’747 del 2008 ai 5’627 dello scorso anno: nel 2009 sono stati decretati 262 abbandoni e 5’365 archiviazioni. Capitolo domande di assistenza giudiziaria: c’è stato un incremento sia delle rogatorie ricevute (dalle 359 del 2008 alle 414 del 2009) sia di quelle evase: da 367 a 422. Al 1° gennaio dello scorso anno le richieste di collaborazione pendenti erano 196, alla fine del 2009 erano 188.

Questa per sommi capi l’attività svolta nel 2009 dalla Procura ticinese. Magistratura penale inquirente e giudicante dovranno fra pochi mesi affrontare un’importante sfida, quella legata al nuovo diritto processuale penale svizzero che rimpiazzerà le varie procedure cantonali. Tema di cui si è parlato a lungo in questa seduta del Gran Consiglio, alle prese con gli adattamenti della legislazione e delle strutture giudiziarie ticinesi alle norme federali che scatteranno col 1° gennaio. Fra le novità di peso l’introduzione dell’appello. Davanti alla futura Corte di appello e di revisione penale, che avrà sede, perlomeno inizialmente, a Locarno, potranno essere impugnate le sentenze del Tribunale penale e quelle della Pretura penale. L’appello comporterà in pratica un rifacimento dei processi di primo grado. E a proposito di quest’ultimi, annota il Consiglio della magistratura nel proprio rapporto pubblicato nel Rendiconto, il Tribunale penale cantonale ha aperto l’anno scorso «161 nuovi incarti (ne aveva aperti 177 nel 2008) e ne ha evasi 184 (ne aveva evasi 168 nel 2008)». Le giacenze «sono passate dalle 130 di fine 2008 alle 112 di fine 2009». Il numero delle giacenze al 31 dicembre rappresentava «il 70% degli incarti aperti e il 61% degli incarti chiusi nell’anno, ciò che è indice di una buona situazione».

 

 

Da: www.mattino.ch 18.4.10

Maxirisarcimento al dr. Pelloni! E intanto i premi assicurativi del Cantone, pagati dal contribuente, salgono!!

Ma guarda un po’!! Al dr Sandro Pelloni, a seguito della nota vicenda giudiziaria protrattasi per quasi un decennio, è stato riconosciuto un maxirisarcimento di oltre 820mila Fr con interessi al 5% a partire dal 1° gennaio del 2005! Uella!! Per l’ennesima volta, il Ministero pubblico ticinese ha toppato, e adesso arriva la fattura! Infatti gli 820mila Fr più gli interessi mica saranno chiamati a metterli il sempre più bollito PG Balestra, che ormai fa il santone in un gruppo new age, e nemmeno i suoi reggicoda!! Il conto lo paga l’assicurazione del Cantone la quale, giustamente, comincia ad averne anche un po’ pieni gli zebedej e di conseguenza aumenta i premi! I quali premi, ovviamente, vengono pagati dal contribuente per il tramite delle imposte! Uella!!
Quando ci si deciderà a fare in modo che i procuratori che provocano simili danni milionari siano chiamati almeno parzialmente alla cassa?! Altro che potenziare il Ministero pubblico come vorrebbero fare i kompagni con i piedi al caldo!! A Palazzo di Giustizia c’è troppa gente che corre dietro alle farfalle!! L’organico dei magistrati inquirenti è stato quasi raddoppiato in pochi anni, passando da 12 a 21!! Risultato: c’è gente che ha il buon tempo di condannare i novantenni che rubano tre caramelle al mercato, per un valore di 7 Fr e 50!! Altro che potenziare, bambela!!

 

Da: www.mattino.ch 18.4.10

Basta con le mezze tacche nominate a seguito di inciuci partitocratrici e con la cadrega garantita a vita! Elezione popolare per tutti i magistrati, poi vediamo!!

Ma guarda un po’! La saga della giustizia di palta prosegue con le nomine dei pretori!
Il parlamenticchio cantonale, nella prossima seduta (che inizierà lunedì), dovrà infatti nominare anche i pretori i quali rimarranno in carica per 10 anni! Uella!! 10 anni per fare danni! Perché non 20, già che ci siamo?!
Ovviamente, a parte Mendrisio nord, nessuno che molla la cadrega!
Per questa pretura, si era financo candidata l’aquila del ministero pubblico Fiorenza Bergomi, che evidentemente si è resa conto di non essere al proprio posto a palazzo di Giustizia! Meglio tardi che mai! Tuttavia, l’aquila Bergomi ha ritirato la propria candidatura, evidentemente sentendo puzza di trombatura parlamentare! Evidentemente l’inciucio tra partiti $torici per la spartizione delle cadreghe di magistrato a candidati di mezze tacca, ma col pedigree partitico giusto, ha già assegnato la carica in questione! Poi ci chiediamo come mai in Ticino ci ritroviamo con una giustizia da Burundi!!
Intanto come detto a parte la pretora di Mendrisio nord, nessuno degli attuali azzeccagarbugli molla la comoda e ben remunerata cadrega pagata dal contribuente!
Così si ricandida senza che nessuno dica un cip anche il “buon” Marco Peverelli, responsabile della Pretura di Lugano 2, già oggetto di un’interrogazione leghista per la sua – usiamo un eufemismo – scarsa produttività! Alla Pretura di Lugano 2 ci sono infatti cause che giacciono imboscate in un cassetto da 4-5 anni, cosa che Lega ed Udc hanno segnalato al governicchio cantonale tramite interrogazione! Interrogazione cui naturalmente il solito governicchio non ha risposto, trincerandosi dietro la solita bufala della separazione dei poteri! Ma quale separazione dei poteri!! Questi magistrati sono stati eletti solo in base a meriti partitici e tramite inciuci politici!! Più politicizzati di così si muore, altro che separazione dei poteri!
Sicché nei confronti del pretore Peverelli è partita la segnalazione al Consiglio della Magistratura, il quale naturalmente se ne impipa, fa orecchie da mercante e dà il proprio entusiastico nullaosta alla ricandidatura del Peverelli in questione! Uella!!
E che dire poi – tanto per fare un esempio, ma ce ne sono altri…- del pretore Enrico Pusterla di Mendrisio Sud, quello che è riuscito a tirare per il lungo una causa di divorzio con assistenza giudiziaria al punto da far lievitare i costi a carico del contribuente fino alla stratosferica cifra di 100mila Fr!! Uella!! E nümm a pagum!!
E la causa prosegue!! Ma naturalmente il governicchio anche di questo se ne impipa! Separazione dei poteri!!
Ne abbiamo pieni gli zebedej di queste storie! Basta con i magistrati servi dei partiti e con la cadrega garantita a vita!! Elezione popolare, poi vediamo cosa succede!! Chiaro il messaggio, o dobbiamo fare un disegno?!
LdT

 

Da: www.mattino.ch 18.4.10

Nella seduta che partirà domani il Gran Consiglio voterà sull’adattamento della legge cantonale alla nuova procedura penale federale, la quale introdurrà anche in Svizzera il processo all’italiana, quello che va avanti a corrente alternata tra un’interruzione e l’altra e che, in questo modo, si protrae oltre ogni dire.

Ma che belle novità che introducono da Berna. Ma d’altra parte Berna ha dimostrato in più occasioni di avere ben poco da invidiare a Roma almeno per quel che riguarda la burocratizzazione. Per non parlare poi di quando si tratta di ottenere dei sussidi federali: pratiche e restrizioni a non finire per ricevere due spiccioli (quando li si ricevono).
Come noto il Consiglio di Stato vorrebbe anche approfittare della nuova procedura penale federale per cancellare la figura del giurato popolare: via quel poco che ancora restava di buon senso comune nei processi, avanti con il monopolio dei legulei.
Altra proposta, questa volta avanzata dai kompagni, il potenziamento di cinque unità del Ministero pubblico. Qui probabilmente qualcuno ha voglia di scherzare. Dal momento che il Ministero pubblico, politicizzato ad oltranza, ha il buon tempo di occuparsi di tutte le denuncie nei confronti di leghisti per reati a dir poco ridicoli (ad esempio due spari a salve dal balcone di via Monte Boglia per festeggiare un’importante vittoria elettorale), è evidente che non solo non ci vuole alcun potenziamento, ma se del caso proprio il contrario. E non solo: cosa pensare della condanna inflitta al nonnetto novantenne che si è appropriato di tre confezioni di caramelle, per un valore di 7 Fr e 50, in un grande magazzino?
Questi fatti rendono ridicolo ogni discorso di presunto sovraccarico di lavoro. La Lega, tramite interrogazioni parlamentari, ha segnalato più volte al Consiglio di Stato che qualcosa, nel modo in cui è gestito il ministero pubblico, non funziona. Ma il Consiglio di Stato se ne lava le mani adducendo la separazione dei poteri, e nel frattempo la situazione non migliora di certo.
Al proposito è bene ricordare cosa accadde nell’ormai lontano 2004 quando si è pretesa, con la solita scusa del sovraccarico di lavoro, la nomina di un nuovo giudice per la pretura penale di Bellinzona. Si disse che questo potenziamento era assolutamente indispensabile, che senza sarebbe stata la catastrofe, e altre amenità simili. Con voto tiratissimo, il Gran Consiglio nominò il candidato, e questo contro il parere della Commissione della legislazione (relatore: il sottoscritto) che, a maggioranza, chiedeva di soprassedere. Il “prescelto” però, come sempre più spesso avviene nella magistratura ticinese, dopo circa sei mesi, tra l’altro fregandosene alla grande dell’interesse pubblico e della carica che tante discussioni aveva suscitato, se ne partì per altri lidi. Senza venire sostituito. E nessuno se ne accorse, tanto era essenziale la sua figura.
La richiesta di potenziamento immediato avanzata dai kompagni puzza del solito tentativo di creare altri stipendi d’oro pagati dai contribuenti (ma la $inistra ha già fatto proposte di diverso genere?); di sicuro non le giova il fatto di cadere in concomitanza con la sentenza della Camera dei ricorsi penali che riconosce al dr. Sandro Pelloni il risarcimento più alto della storia ticinese, oltre 820mila Fr più il 5% di interesse a decorrere dal primo gennaio 2005: sicché arriviamo comodamente al milione.
Ulteriore dimostrazione di qualità del Ministero pubblico ticinese. Altro che potenziamenti: il problema, è manifesto, non è la quantità dei PP e dei sost PP, bensì la qualità. Il perché di questa situazione è fin troppo facile da capire: nomina dei candidati magistrati a seguito di inciucio tra partiti, di fatto a vita, e con la commissione d’esperti a fare da foglia di fico.
Lorenzo Quadri

 

Da: www.mattino.ch 11.4.10

La pp in questione dopo essere uscita dalla Magistratura a causa dello scandalo delle società panamensi è ora socia dello studio Marcellini. Nulla di strano, non fosse che lo stesso studio Marcellini potrebbe avvalersi delle informazioni nel processo d’appello del caso STM. Caso dove la stessa Galliani, prima di dimissionare dalla Magistratura, rappresentava la pubblica accusa.

Lo scandalo delle “panamensi”, quelle società da cui la ex pp ebbe a dire di essersi dimessa dalle cariche che ricopriva; poi sonoramente smentita anche grazie ad un’interrogazione di Bergonzoli. La pp si dimise di lì a poco, dicendo di voler accettare nuove sfide professionali. Sarà vero? O forse voleva solo evitare il deflagrare di questo scandalo?

La Galliani è entrata nello studio Marcellini. Lo stesso studio che nel processo d’appello difende il Credit Suisse contro STM. La signora ha fatto l’inchiesta da procuratrice su questo caso, pagata dunque con i soldi pubblici, ed ora si mette a disposizione dello studio Marcellini gestendo informazioni insider in favore di una delle parti. Se questa non è arroganza…

All’epoca la Galliani aveva fatto ricorso contro la sentenza della giudice non soddisfatta delle pene inflitte. Non contenta nemmeno dei 50 giorni di carcere preventivo in isolamento scontati da un imputato. Questo nonostante la posizione accusatoria fosse chiara già dopo pochi giorni. Usando, dunque, l’istituto del carcere preventivo in modo criminoso, per cercare di estorcere qualche confessione, vera o falsa che fosse. Legalmente non c’era nessun motivo per questo regime carcerario, non sussisteva, infatti né rischio di fuga, né rischio di inquinamento delle prove e né tantomeno di reiterazione di reato.

La signora Maria sta ricorrendo contro sé stessa, in quanto la ex pp, nel processo STM, ora fa parte dello studio legale che difende il Credit Suisse nello stesso caso. Questi sono fatti. E come dice Marco Travaglio: “senza fatti, si può sostenere tutto e il contrario di tutto. Con i fatti, no.”

Risulta poi “strano”, anche alla presidente della corte d’assise, che le stesse banche tutelate dallo studio dell’ex pp Marcellini, non siano state formalmente mai inquisite dalla pp Galliani, la quale, addirittura, come ultimo atto prima di andarsene dal ministero, ha firmato il “non luogo a procedere contro l’unico funzionario della banca indagato. A questo punto risulta tutto più chiaro!
Maracabobo

 

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