Il sostituto procuratore pubblico Zaccaria
Akbas (PPDog) ha il coraggio di emettere, oltretutto in tempo di
record, un pesante decreto d’accusa nei confronti di un nonnetto
novantenne e nemmeno tanto lucido che - udite udite – in un
grande magazzino si sarebbe impossessato di tre confezioni di caramelle per un valore
di Fr 7.50 (sette franchi e cinquanta centesimi), senza pagare!! Intanto le cause
plurimilionarie restano nei cassetti di Via Pretorio! Vergogna!! Ecco di che razza di bambela i
partiti $torici hanno riempito palazzo di Giustizia! Uregiatt Akbas, a casa a calci nel didietro!!
L’abbiamo sempre detto
che la giustizia ticinese fa a dir poco schifo, che è gestita da mafiosi, che è
forte
con i deboli e debole
con i forti, e ne abbiamo ora l’ennesima dimostrazione!
E purtroppo non si
tratta di una barzelletta!! Nemmeno noi ci credevamo finché non abbiamo visto
con i nostri occhi il decreto d’accusa!
Decreto d’accusa che è
stato redatto dal sostituto procuratore pubblico Zaccaria Akbas, PPDog, che il
parlamenticchio cantonale ha nominato
non troppo tempo fa!
I nullafacenti Procuratori
pubblici che bazzicano a palazzo di Giustizia ammoniti dal Giudice
dell’Istruzione e dell’arresto (GIAR) sull’inchiesta Sogevalor: c’è in ballo un
buco di oltre 130 milioni di Fr, ma da 4 anni non si vede uno straccio di atto
istruttorio! Però i PP servi dei partiti, il tempo di aprire inchieste per
querele-fregnaccia nei confronti di Nano Bignasca lo trovano sempre! Vergogna!!
Altro che “sovraccarico dilavoro”,
bambela!!
Come volevasi dimostrare,
ecco l’ennesima dimostrazione di inefficienza del Ministero pubblico ticinese,
ormai ridotto al lumicino, che conferma ciò che da tempo il Mattino va
scrivendo! Pomo della discordia è infatti il caso Sogevalor, ossia la società
di gestione patrimoniale con sede in via Nassa a Lugano, di cui è stato
decretato il fallimento nell’agosto 2004. E si parla di un buco di oltre 130
milioni di Fr, mica di noccioline!! Ebbene, è da 4 anni che l’inchiesta
Sogevalor è ferma e che non viene effettuato alcun atto istruttorio! Uella! Al
punto che il Ministero pubblico si è beccato un ammonimento!! Ed infatti, in
barba al buco colossale a danno dei creditori, ciò che il Ministero pubblico
era riuscito inizialmente a bloccare rischia di ritornare nelle mani degli
accusati per decorrenza dei termini!! Quindi creditori cornuti e mazziati
grazie ai nullafacenti PP!!
Intanto però che il Ministero
pubblico ticinese, davanti a buchi da 130 e passa milioni, dorme e fa finta di
nulla perché ha “altre priorità” (anche se nessuno si è mai degnato di spiegare
quali siano), il medesimo Ministero pubblico trova il tempo di dar seguito a
velocità record a denuncie nei confronti di Nano Bignasca per due spari a salve
dal balcone di via Monte Boglia, per la taglia sui radar, e ha pure trovato il
tempo di dar retta alle querele-fregnaccia della carampana Scimmioneschi
Scortesi, che ha denunciato il Mattino per averle appioppato la calzante
definizione di “carampana”, e pure quelle del fuco, raccomandato e galoppino
uregiatto Karlo Donadini!!
Questa è la giustizia del
nostro ridente Cantone! Ai Procuratori pubblici servi dei partiti cui devono la
cadrega, non gliene frega niente di un buco da oltre 130 milioni! La priorità è
invece quella di colpire (?) l’avversario politico leghista con condanne (uhhh,
che pagüüüra!!) in direttissima!!
E il Konsiglio della
Magistratura, che dovrebbe esercitare la vigilanza sull’operato del Ministero
pubblico, cosa fa?! Ma soprattutto: esiste ancora??
Uella, nel caso non si fosse capito, è ora di piantarla con una Magistra-tura che non ha mai tempo per le cause che comportano danni di decine di milioni di Fr, come il caso Sogevalor con un buco che potrebbe essere di 100 milioni, che giace nel cassetto da sette anni senza che i bambela del Ministero pubblico abbiano fatto un solo atto istruttorio! Invece, per tutte le cacchiate, allora i baldi PP servi dei partiti $torici hanno tempo! Eccome che hanno tempo! Soprattutto quando si tratta di accusare dei leghisti per delle stupidaggini!! L’importante non è la giustizia, l’importante è colpire l’avversario politico del partito cui si deve la cadrega! Vergogna!! Noi di questa “giustizia” ticinesene abbiamo piene le tasche! Così capita che il PP Mario Branda trovi il tempo per aprire un procedimento penale nei confronti di un settantenne che ha impallinato una volpe sopra Sonvicoper udite udite, “infrazione alla legge federale sulle armi e sulle munizioni” e “infrazione della legge federale sulla caccia”!! Branda, ma vaff…!! Branda e colleghi, occupatevi di cose serie, che è ora!! Ma non vi rendete conto che c’è gente che ha perso tutti i suoi soldi per colpa di truffatori che voi non vi degnate di perseguire perché perdete il vostro tempo in vergognose cavolate?? Non vi rendete conto che con il vostro agire da servi sciocchi dei partiti avete gettato discredito su tutta la giustizia ticinese?? Non vi rendete conto che per colpa vostra alla Magistratura ticinese non ci crede più nessuno?? Giuliano Bignasca
Ho letto i reportages sul domenicale Il Caffèdel 31 gennaio 2010, inerenti la malasanità.
E’ molto facile trattare questi argomenti. Ma un vero Direttore di giornale,
libero e indipendente, con gli attributi professionali, non arriva o si ferma a
queste inchieste.
Esiste anche una malagiustizia o, forse cari
direttori,non avete mai sentito parlare
di questa parola o pensate ancora come al tempo dell’asilo che si tratta di un
tabù da discutere solo nelle aule giudiziarie?E’ impossibile che davanti alle ingiustizie, e ce ne sono tantissime in
questo Cantone, facciate finta di non vedere e di non sentire o meglio ve la
fate sotto dalla paura quando riuscite a trattare qualche caso. Basta un semplice
Pinco Pallino con il titolo di avvocato che vi contesta qualche vostro
tentativo di scrivere sulle istituzioni giudiziarie e legali, che vi bloccate
immediatamente. Sono un esempio lampante che ha subìto una vera e chiara
dimostrazione di ingiustizia. Sono disposto a testimoniare e a denunciare la
nostra Magistratura e a collaborare in qualsiasi inchiesta, ma nessuno si fa
vivo con il sottoscritto.
Certo, per voi, è più facile parlar male dei camici
bianchi che, molte volte, ci salvano la vita, ma non delle toghe che qualche
volta ce la rovinano!
Era
stato picchiato davanti casa, a calci gli era stato ammazzato anche il
cagnolino. Da quattro anni aspetta giustizia, ma dal Ministero pubblico
non ha ricevuto ancora risposta. Il caso di Sabino Zingaro, di Lugano,
è stato ora risollevato dal suo avvocato Xenia Peran con un reclamo al
Giar, il Giudice dell’istruzione e dell’arresto, per violazione del
principio di celerità e denegata giustizia. La storia all’epoca fece
clamore, poiché a picchiare Zingaro, dopo un diverbio per un
parcheggio, era stato un ispettore della polizia cantonale, che alla
sua denuncia aveva replicato con una contro querela. Fatto sta che a
carico dell’ispettore è rimasto comunque aperto un procedimento per
lesioni semplici e violazione della legge sulla protezione degli
animali. Procedimento che di questo passo, fa notare l’avvocato nel
reclamo, rischia di andare in prescrizione, senza che la magistratuta
abbia deciso qualcosa.
“Sono passati ormai quasi quattro
anni e, disattendo interamente le norme procedurali, non è stata ancora
notificata alle parti la chiusura dell’istruzione formale e di
conseguenza nessuna decisione è stata persa” scrive l’avvocato,
lamentando anche il fatto che sebbene abbia sollecitato con tre lettere
la Procura, non ha ancora ricevuto una risposta.
Per il
legale di Zingaro si tratta di un ritardo ingiustificabile e con gravi
conseguenze: “ Infatti, non essendo in possesso di nessuna decisione
penale, Zingaro non può procedere con l’azione civile per il
risarcimento dei danni subiti con l’aggressione. Per lo stesso motivo
la compagnia di assicurazioni ha sospeso la copertura assicurativa in
attesa della decisione della magistratura”.
Ma c’è pure un
altro importante elemento su cui si richiama l’attenzione del Giar: “
Trattandosi di un ispettore di polizia, il suo comportamento è stato
segnalato anche al Consiglio di Stato, il quale resta pure in attesa
della decisione del Ministero pubblico per aprire un procedimento
disciplinare nei suoi confronti”.Insomma, impasse generale aspettando
che la Procura dica la sua. Ma a preoccupare il legale é il rischio
della prescrizione dell’azione penale, vale a dire che il decorso del
tempo faccia finire nel nulla la denuncia presentata nel dicembre del
2006.
Movimento Papageno esamina l’impatto giuridico e sociale della separazione e del divorzio, con particolare attenzione al benessere dei minori e alla responsabilità genitoriale condivisa.
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