Il presidente uscente sollecita un ulteriore mandato. ‘La nuova
procedura? Uno stimolo in più’, dice il giudice
TI-PRESS Marco Kraushaar
«Sono fondamentalmente due le ragioni che mi hanno spinto a
ripresentarmi: la passione per questo lavoro e l’introduzione tra pochi
mesi del nuovo codice, che per me è uno stimolo in più ad andare
avanti». C’è anche il giudice Marco Kraushaar fra i candidati
che hanno preso parte al concorso, chiusosi l’altro ieri, per il
rinnovo di diverse cariche all’interno della magistratura ticinese in
vista dell’entrata in vigore, il 1° gennaio, della procedura penale
unificata sul piano nazionale. Kraushaar, 50 anni, chiede di essere
confermato alla presidenza della Pretura penale, che dirige da quando è
operativa, cioè dal gennaio 2003. Sede a Bellinzona, l’ufficio si occupa
dei casi penali cosiddetti minori: in particolare si pronuncia con
sentenza, dopo pubblico dibattimento e camera di consiglio, sulle
opposizioni ai decreti d’accusa firmati dal Ministero pubblico.
Opposizioni che l’anno scorso sono aumentate in maniera
importante: 712, ossia 160 in più rispetto a quelle registrate nel 2008,
come segnalato dalla Pretura nel suo recente rapporto sull’attività
2009. «Facciamo il possibile per decidere secondo scienza e coscienza
e per decidere con una certa celerità: soprattutto le pratiche
concernenti i reati minori, così definiti in base al Codice penale ma
che nella realtà possono avere conseguenze umane e sociali rilevanti,
dovrebbero essere evase in tempi ragionevolmente brevi», afferma
Kraushaar interpellato dalla ‘RegioneTicino’.
Presto ci saranno nuove regole procedurali: «Una sfida che
raccolgo volentieri». Dal 1° gennaio 2011, ricorda il magistrato,
«la Pretura penale non sarà più, ad esempio, l’ultima autorità
cantonale che delibera sui ricorsi contro le decisioni penali
amministrative». Attualmente, spiega Kraushaar, «le decisioni
prese dalle autorità amministrative (Sezione della circolazione,
Divisione dell’ambiente, Ufficio sanità...) in caso di contravvenzioni
previste da leggi cantonali e federali, possono essere impugnate davanti
alla Pretura penale: contro le sentenze di quest’ultima è poi possibile
ricorrere al Tribunale federale». Con la futura procedura «le autorità
amministrative, nell’ambito delle loro competenze penali, agiranno in
pratica come agisce già oggi il Ministero pubblico: terminati gli
accertamenti, conclusa dunque l’istruttoria, emaneranno una proposta di
decisione che la persona interessata potrà accettare oppure impugnare,
mediante opposizione, dinanzi alla Pretura penale, il cui verdetto, in
seguito a pubblico dibattimento (ora invece la procedura è scritta),
potrà a sua volta essere contestato con ricorso alla Corte di appello e
di revisione penale». In altre parole, aggiunge Kraushaar, «la Pretura
penale diverrà, nel settore delle decisioni penali amministrative,
autorità di prima istanza mentre quella di seconda e ultima istanza a
livello cantonale sarà la Corte di appello: le sue sentenze potranno
comunque essere impugnate davanti al Tribunale federale».
Il codice che verrà applicato dal prossimo anno contiene anche
nuove disposizioni in merito ai decreti d’accusa. Osserva Kraushaar: «Il
decreto sarà possibile se l’imputato ha ammesso i fatti o se questi
sono stati sufficientemente chiariti. Oggi in caso di opposizione il
dossier finisce direttamente sotto la lente dei giudici della Pretura
penale. Dal 2011 l’opposizione comporterà il riesame dell’incartamento
da parte del procuratore pubblico. Il quale, alla luce dei motivi
addotti dall’imputato, deciderà se svolgere ulteriori accertamenti e
quindi se confermare il decreto, se stilarne uno nuovo, se emanare un
atto d’accusa o se archiviare il procedimento. Medesimo iter per le
proposte di sanzione formulate dall’autorità amministrativa».
In quale misura questi e altri cambiamenti dovuti alle nuove
norme federali incideranno sull’attività della Pretura penale? Ogni
previsione è prematura. «Occorre aspettare qualche anno. Si potrebbe
pensare – sostiene il giudice – all’istituzione di un unico
Tribunale penale cantonale di prima istanza composto per esempio di una
Corte criminale, di una Corte correzionale e di una Corte pretorile
oppure formato solo dalle prime due, ‘inserendo’ però la Pretura penale
nella Corte correzionale». Un’altra ipotesi, prosegue Kraushaar,
«potrebbe essere quella di mantenere la situazione odierna, ma a quel
punto bisognerà forse valutare se estendere le competenze della Pretura
penale». In virtù della procedura vigente «noi trattiamo le
opposizioni a decreti d’accusa che il procuratore pubblico allestisce
quando ritiene sufficiente una pena che non superi i tre mesi di
detenzione o le 90 aliquote giornaliere. Il nuovo codice eleva tale
limite a sei mesi (180 aliquote). Da gennaio pertanto le opposizioni ai
decreti d’accusa che propongono una pena sino a tre mesi saranno ancora
di competenza della Pretura penale, quelle ai decreti che propongono una
pena fra i tre e i sei mesi passeranno invece al vaglio della Corte
correzionale».
Per il giudice, tuttavia, «una discussione utile
sull’eventuale riorganizzazione dei tribunali di merito sarà possibile
solo sulla scorta di dati concreti circa l’impatto della nuova
procedura».