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Da: www.mattinonline.ch del 13.6.2010

Per la Kommissione d’esperti, 8 anni d’esperienza presso il Tribunale d’appello non contano un tubo per diventare giudice del Tribunale d’appello medesimo! Invece, un fumoso titolo dottorale da tre e una cicca, quello sì che fa stato!! Chiaro come il sole che in realtà a contare sono solo le spinte della partitocrazia!!

Nella scandalosamente politicizzata magistratura ticinese gli inciuci e le pastette politiche proseguono a pieno regime!! Infatti in occasione della prossima sessione del Gran Konsiglio, che prenderà il via il 21 giugno, il parlamenticchio dovrà nominare due giudici del Tribunale d’appello (oltre, naturalmente, al successore al Ministero pubblico del sempre più bollito procuratore generale Bruno Balestra, diventato pure santone New Age: ma questo è un altro discorso).
Ebbene, tra i candidati giudici al tribunale d’appello c’è anche Damiano Stefani, figlio del defunto Alberto Stefani noto come “il padrino”.
La fortuna del Damiano, attualmente pretore di Leventina, è quella di essere nato dopo il padre-padrino, altrimenti col cavolo che oggi potrebbe occupare una ben remunerata cadrega di magistrato.
Ma evidentemente le spintarelle partitiche di cui può beneficiare il figliol prodigo non si sono ancora esaurite. Prova ne sia che la Kommissione di esperti chiamata a valutare l’idoneità dei candidati alla carica di giudice presso il Tribunale d’appello, ha qualificato il Damiano come “particolarmente idoneo” alla carica postulata. Uella, e perché sarebbe “particolarmente idoneo”?? Ma in virtù – scrivono gli esperti in un’arrampicata sui vetri che farebbe impallidire l’uomo ragno – del suo dottorato in diritto internazionale privato e comparato!! A parte il fatto che il titolo dottorale è merce assai comune tra i giudici del Tribunale d’appello, la cosa ci puzza molto di bruciato. Soprattutto in considerazione del fatto che un altro candidato, che da 8 anni è giudice supplente presso lo stesso Tribunale d’appello, viene reputato soltanto “idoneo” alla carica di giudice!!
Ricapitolando, 8 anni di esperienza presso il Tribunale d’appello non contano un tubo per diventare giudice nello stesso Tribunale d’appello, mentre un titolo dottorale da venditore di fumo, invece, quello sì che conta!!
Uella Kommissione d’esperti, ma chi credete di prendere per i fondelli?! Qui l’unica idoneità che è stata valutata, è quella partitica!! Poi ci si chiede come mai la giustizia ticinese è allo sbando!!
MDD

Da: La regione, 5.6.10 pag 19
Il giudice Siro Quadri non si fa condizionare dalla Crp e condanna un chirurgo per lesioni colpose gravi.
Con una prova di carattere e umanità fuori dagli schemi ieri mattina il pretore Siro Quadri ha ripreso per i capelli, strappandolo al buco nero della prescrizione, un grave caso di malasanità. Un atto doppiamente significativo visto che la Camera dei ricorsi penali (Crp), chiamata in causa da un ricorso del medico imputato, solo pochi giorni fa aveva annullato la citazione emessa per “direttissima” da Quadri.
Da: La Regione, 2.6.10 pag 6

«La magistratura è uno dei settori più importanti dello Stato, un settore non privo di difficoltà», ha rilevato il presidente del Gran Consiglio Dario Ghisletta aprendo la cerimonia nell’aula del parlamento. Cerimonia alla quale hanno preso parte anche il presidente del governo Luigi Pedrazzini, il responsabile della Divisione giustizia Giorgio Battaglioni, il cancelliere Giampiero Gianella e il segretario del Gran Consiglio Rodolfo Schnyder. Quello del sostituto procuratore, ha continuato Ghisletta rivolgendosi a Maggini, è «un lavoro molto impegnativo» per «la complessità dei casi», per «la necessità di continui approfondimenti». Quanto ai pretori, essi «sono l’espressione della giustizia più vicina al territorio e dunque alla popolazione».

Foto TI-PRESS Pretori e sostituta procuratrice con Ghisletta, Pedrazzini e Battaglioni

Da: CdT 28.5.10 pag 11

Tribunale d'appello Bernasconi al timone

Rinnovate anche le Camere e le Commissioni dal 1. giu­gno 2010 al 31 maggio 2012

 
Rinnovo al vertice del Tribuna­le d'appello. Nella seduta tenuta martedì, Giorgio A. Bernasconi è stato designato presidente per il periodo compreso fra il 1. giugno 2010 e il 31 maggio 2012. Sostitui­sce Emanuela Epiney-Colombo. La carica di vicepresidente è stata attribuita a Enrico Giani. In fun­zione dal 1991 al Tribunale d'ap­pello, il giudice Bernasconi ha as­sunto la vicepresidenza della Cor­te di cassazione e di revisione pe­nale e poi la vicepresidenza della Prima Camera civile. Dall'agosto 1993 presiede la stessa Camera.
Durante la riunione sono state rinnovate anche le Camere e le Commissioni (riservate le modi­fiche che si renderanno necessa­rie dal 1. gennaio 2011, con l'en­trata in vigore del Nuovo codice di procedura penale unificato).
Tribunale penale cantonale - Agnese Balestra-Bianchi, presi­dente; Claudio Zali, vicepresiden­te; Mauro Ermani; Marco Villa.
Sezione di diritto civile - Werner Walser, presidente; Franco Lar­delli, vicepresidente; Prima Ca­mera civile: Giorgio A. Bernasco­ni, presidente; Enrico Giani, vice­presidente; Paolo Ermotti. Secon­da Camera civile: Emanuela Epi­ney-Colombo, presidente; Wer­ner Walser, vicepresidente; Fran­co Lardelli. Camera di cassazio­ne civile: Enrico Giani, presiden­te; Emanuela Epiney-Colombo, vicepresidente; Franco Lardelli.
Corte di cassazione e revisione penale: Giovanna Roggero-Will, presidente; Franco Lardelli, vice­presidente; Francesco Pellegrini.
Camera esecuzioni e fallimen­ti:
Francesco Pellegrini, presiden­te; Werner Walser, vicepresiden­te;Giovanna Roggero-Will. Giu­dici delegati per le cause propo­ste direttamente in appello: Giorgio A. Bernasconi; Emanue­la Epiney-Colombo; Paolo Ermot­ti; Enrico Giani; Franco Lardelli; Werner Walser.
Sezione di diritto pubblico - Da­niele Cattaneo, presidente; Stefa­no Bernasconi, vicepresidente.
Camera dei ricorsi penali: Mau­ro Mini, presidente; Raffaele Guf­fi, vicepresidente; Ivano Ranzani­ci. Tribunale cantonale ammi­nistrativo: Raffaello Balerna, pre­sidente; Stefano Bernasconi, vi­cepresidente; Matteo Cassina, vi­cepresidente; Damiano Bozzini; Flavia Verzasconi. Tribunale can­tonale delle assicurazioni: Da­niele Cattaneo, presidente; Raf­faele Guffi, vicepresidente; Ivano Ranzanici. Camera di diritto tri­butario: Andrea Pedroli, presi­dente; Stefano Bernasconi, vice­presidente; Mauro Mini.
Altre Camere e Commissioni del Tribunale di appello -Camera per l'avvocatura e il notariato:
Giorgio A. Bernasconi, presiden­te; Enrico Giani, vicepresidente; Emanuela Epiney-Colombo.
Ispettori notarili:Werner Wal­ser; Marco Villa.Giudice biblio­tecario:Werner Walser.Giudice informatico:Emanuela Epiney-Colombo.Giudici della selezio­ne della sorveglianza postale e telefonica:Werner Walser; Pao­lo Ermotti, supplente.Consiglio di moderazione:Werner Walser, presidente; Paolo Ermotti, vice­presidente; Mauro Mini.Consi­glio di disciplina notarile:Fran­co Lardelli, presidente; Paolo Er­motti.Notai:Marco Märki, vice­presidente;Alfio Mazzola.Com­missioni esaminatrici:a) per l'av­vocatura: i giudici Giorgio A. Ber­nasconi, presidente; Agnese Ba­lestra-Bianchi; Damiano Bozzini; Matteo Cassina; Daniele Catta­neo; Raffaele Guffi; Mauro Mini; Andrea Pedroli; Francesco Pelle­grini; Ivano Ranzanici; Flavia Ver­zasconi; Werner Walser (supplen­ti: gli altri giudici del Tribunale d'appello). Avvocati: Piero Colom­bo, vicepresidente; Emanuela Agustoni; Consuelo Allidi-Caval­leri; Pier Mario Creazzo; Pietro Crespi; Marco Frigerio; Filippo Gianoni; Stefano Manetti; Andrea Molino; Sandro Patuzzo; Franco Pedrazzini; Filippo Solari. Sup­plenti: Giorgio De Biasio; Lea Kaufmann Bütschli; Francesca Snider; Fabio Soldati. b) per il no­tariato: i giudici Giorgio A. Berna­sconi, presidente; Enrico Giani; Werner Walser; Marco Villa (sup­plenti: gli altri giudici del Tribu­nale d'appello). Notai: Fabio Ber­nasconi; Maria Cristina Bonfio; Carlo Luigi Caimi. Notaio sup­plente: Barbara Corti-Pagani.Uf­ficio cantonale di accertamen­to:Raffaello Balerna, presidente; Stefano Bernasconi; Daniele Cat­taneo. Supplente: Giovanna Rog­gero-Will.




PRESIDENTEIl giudice Giorgio A. Bernasconi.(foto N. Demaldi)

Da: La regione, 19.5.10 pag 5

Pretura penale, Kraushaar si ricandida

Il presidente uscente sollecita un ulteriore mandato. ‘La nuova procedura? Uno stimolo in più’, dice il giudice

A.MA.

TI-PRESS Marco Kraushaar

«Sono fondamentalmente due le ragioni che mi hanno spinto a ripresentarmi: la passione per questo lavoro e l’introduzione tra pochi mesi del nuovo codice, che per me è uno stimolo in più ad andare avanti». C’è anche il giudice Marco Kraushaar fra i candidati che hanno preso parte al concorso, chiusosi l’altro ieri, per il rinnovo di diverse cariche all’interno della magistratura ticinese in vista dell’entrata in vigore, il 1° gennaio, della procedura penale unificata sul piano nazionale. Kraushaar, 50 anni, chiede di essere confermato alla presidenza della Pretura penale, che dirige da quando è operativa, cioè dal gennaio 2003. Sede a Bellinzona, l’ufficio si occupa dei casi penali cosiddetti minori: in particolare si pronuncia con sentenza, dopo pubblico dibattimento e camera di consiglio, sulle opposizioni ai decreti d’accusa firmati dal Ministero pubblico.

Opposizioni che l’anno scorso sono aumentate in maniera importante: 712, ossia 160 in più rispetto a quelle registrate nel 2008, come segnalato dalla Pretura nel suo recente rapporto sull’attività 2009. «Facciamo il possibile per decidere secondo scienza e coscienza e per decidere con una certa celerità: soprattutto le pratiche concernenti i reati minori, così definiti in base al Codice penale ma che nella realtà possono avere conseguenze umane e sociali rilevanti, dovrebbero essere evase in tempi ragionevolmente brevi», afferma Kraushaar interpellato dalla ‘RegioneTicino’.

Presto ci saranno nuove regole procedurali: «Una sfida che raccolgo volentieri». Dal 1° gennaio 2011, ricorda il magistrato, «la Pretura penale non sarà più, ad esempio, l’ultima autorità cantonale che delibera sui ricorsi contro le decisioni penali amministrative». Attualmente, spiega Kraushaar, «le decisioni prese dalle autorità amministrative (Sezione della circolazione, Divisione dell’ambiente, Ufficio sanità...) in caso di contravvenzioni previste da leggi cantonali e federali, possono essere impugnate davanti alla Pretura penale: contro le sentenze di quest’ultima è poi possibile ricorrere al Tribunale federale». Con la futura procedura «le autorità amministrative, nell’ambito delle loro competenze penali, agiranno in pratica come agisce già oggi il Ministero pubblico: terminati gli accertamenti, conclusa dunque l’istruttoria, emaneranno una proposta di decisione che la persona interessata potrà accettare oppure impugnare, mediante opposizione, dinanzi alla Pretura penale, il cui verdetto, in seguito a pubblico dibattimento (ora invece la procedura è scritta), potrà a sua volta essere contestato con ricorso alla Corte di appello e di revisione penale». In altre parole, aggiunge Kraushaar, «la Pretura penale diverrà, nel settore delle decisioni penali amministrative, autorità di prima istanza mentre quella di seconda e ultima istanza a livello cantonale sarà la Corte di appello: le sue sentenze potranno comunque essere impugnate davanti al Tribunale federale».

Il codice che verrà applicato dal prossimo anno contiene anche nuove disposizioni in merito ai decreti d’accusa. Osserva Kraushaar: «Il decreto sarà possibile se l’imputato ha ammesso i fatti o se questi sono stati sufficientemente chiariti. Oggi in caso di opposizione il dossier finisce direttamente sotto la lente dei giudici della Pretura penale. Dal 2011 l’opposizione comporterà il riesame dell’incartamento da parte del procuratore pubblico. Il quale, alla luce dei motivi addotti dall’imputato, deciderà se svolgere ulteriori accertamenti e quindi se confermare il decreto, se stilarne uno nuovo, se emanare un atto d’accusa o se archiviare il procedimento. Medesimo iter per le proposte di sanzione formulate dall’autorità amministrativa».

In quale misura questi e altri cambiamenti dovuti alle nuove norme federali incideranno sull’attività della Pretura penale? Ogni previsione è prematura. «Occorre aspettare qualche anno. Si potrebbe pensare – sostiene il giudice – all’istituzione di un unico Tribunale penale cantonale di prima istanza composto per esempio di una Corte criminale, di una Corte correzionale e di una Corte pretorile oppure formato solo dalle prime due, ‘inserendo’ però la Pretura penale nella Corte correzionale». Un’altra ipotesi, prosegue Kraushaar, «potrebbe essere quella di mantenere la situazione odierna, ma a quel punto bisognerà forse valutare se estendere le competenze della Pretura penale». In virtù della procedura vigente «noi trattiamo le opposizioni a decreti d’accusa che il procuratore pubblico allestisce quando ritiene sufficiente una pena che non superi i tre mesi di detenzione o le 90 aliquote giornaliere. Il nuovo codice eleva tale limite a sei mesi (180 aliquote). Da gennaio pertanto le opposizioni ai decreti d’accusa che propongono una pena sino a tre mesi saranno ancora di competenza della Pretura penale, quelle ai decreti che propongono una pena fra i tre e i sei mesi passeranno invece al vaglio della Corte correzionale».

Per il giudice, tuttavia, «una discussione utile sull’eventuale riorganizzazione dei tribunali di merito sarà possibile solo sulla scorta di dati concreti circa l’impatto della nuova procedura».

 

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