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Da: La regione 2.3.09 pag 3

<>No agli sgravi, ‘Governo miope'


  Il gruppo parlamentare dell'Udc « prende atto con sconcerto che il governo non intende adottare delle misure fiscali in favore del ceto medio e che sta per ri­mangiarsi la parola riguardo l'abbassamento del­l'aliquota per le persone giuridiche ». Lo fanno sape­re i granconsiglieri democentristi in una nota stampa diramata ieri, a qualche giorno dalla pub­blicazione del messaggio in cui il Consiglio di Stato invita il parlamento a respingere gli sgravi fiscali proposti dall'Udc. Secondo il governo abbassare le imposte - anche se secondo il principio della ridu­zione scalare - sottrarrebbe troppe entrate allo Sta­to, tante da « vanificare tutti gli investimenti di risa­namento » dei conti pubblici.
  « All'alba di una profonda crisi - scrive il gruppo parlamentare dell'Udc nella nota - continuiamo a ritenere giusto e lungimirante che il governo abbia un occhio di riguardo anche alla colonna vertebrale della nostra economia, il nostro ceto medio, cittadine e cittadini che non navigano certo nell'oro ma che grazie a qualche franco in più a disposizione possono fare la differenza in termini di sostegno al consumo e agli investimenti ». I granconsiglieri democentristi si augurano quindi « che la malaugurata e miope presa di posizione dei cinque ministri venga sconfes­sata dal parlamento ».

Da: La regione 28.2.09 pag 14

<>Reati stradali, pena pecuniaria per un 46enne


  Una pena pecuniaria di 2100 franchi, equivalente a 7 mesi di detenzione. Questa la condanna inflitta ieri dal giudice Marco Vil­la, presidente delle Assise corre­zionali di Lugano, nei confronti di un 46enne italiano domiciliato nel Luganese. L'uomo - che ha ritro­vato la libertà provvisoria lo scor­so 2 febbraio dopo un'ingiusta carcerazione di tre mesi perché sospettato di essere l'autore del­l'incendio intenzionale avvenuto in una palazzina di Massagno il 5 ottobre scorso - è stato ricono­sciuto colpevole di reati legati alla circolazione stradale: era stato beccato a guidare nonostante gli fosse stata revocata la patente; s'e­ra opposto alle analisi del sangue dopo essere stato fermato in auto con un elevato tasso d'alcolemia e aveva danneggiato durante il suo arresto il furgone della polizia. Di­feso dall'avv. Maurizio Pagliuca, è stato invece prosciolto da un furto per insufficienza di prove. Il pp Antonio Perugini aveva proposto 10 mesi di carcere.
 

Da: CdT 9.3.09 pag 9

Nuova puntata nella vicenda seguita all'arresto di uno dei figli di Gheddafi

La Libia intende sporgere denuncia contro le autorità ginevrine a causa del temporaneo arresto del figlio del colonnello Muhammar Gheddafi e di sua moglie. Lo ha dichiarato ieri l'avvocato che tutela gli interessi di Tripoli in Svizzera, Charles Poncet, confermando una notizia della Televisione romanda. La denuncia dovrebbe scattare nelle prossime due settimane presso il Tribunale di prima istanza di Ginevra. Il Dipartimento federale degli affari esteri non ha voluto esprimersi in merito. L'arresto di Hannibal Gheddafi e della sua consorte era avvenuto lo scorso luglio per presunti maltrattamenti ai danni di due domestici, che dietro versamento di un indennizzo avevano poi ritirato le accuse.

 

Da: CdT 7.3.09 pag 5

I dati dei clienti di UBS sono già stati trasmessi agli USA

La corte ha comunque stabilito che esistevano indizi di frode fiscale, per cui l'assistenza poteva essere accordata - Un caso simile non dovrebbe tuttavia più ripetersi

I dati sono nel frattempo già stati trasmessi agli Stati Uniti, un caso del genere non dovrebbe più ripetersi e quindi non vi è più alcun interesse alla vicenda: con queste argomentazione il Tribunale amministrativo federale (TAF) ha dichiarato «privi di oggetto» i primi due ricorsi inoltrati da clienti americani di UBS contro la decisione dell'Amministrazione federale delle finanze (AFF), che l'anno scorso aveva dato via libera alla consegna della loro documentazione bancaria ravvisando indizi di frode fiscale.

Contro il provvedimento erano stati presentati 11 ricorsi. Senza attendere l'esito di questi procedimenti e dopo un ultimatum americano, l'UBS il 18 febbraio ha consegnato al fisco USA (IRS) la documentazione di circa 300 americani: la banca ha chiesto e ottenuto che le venisse ordinato di farlo da parte dall'Autorità federale di vigilanza dei mercati finanziari (FINMA). Richiesto dagli avvocati dei clienti americani il TAF aveva poco dopo ordinato in via cautelare lo stop alla trasmissione dei dati, che però avevano già preso la via per Washington.

Chiamati ora a decidere nel merito, i giudici hanno stabilito che i ricorsi sono ormai superati dagli eventi e quindi «privi di oggetto». Un'eccezione sarebbe eventualmente stata possibile nell'ipotesi che un caso simile dovesse ripresentarsi in futuro ma, argomenta la corte, la probabilità che si ripetano eventi del genere, che comportano di fatto la sospensione dello stato di diritto in un procedimento, è bassa. Questo perché le istanze necessarie hanno sicuramente compreso il problema e metteranno in atto gli strumenti atti a garantire in futuro la protezione giuridica degli interessati. Il TAF non si è espresso sulla legittimità dell'operato della FINMA, ritenendo che la questione potrebbe eventualmente tornare d'attualità se verrà impugnata la decisione dell'autorità di vigilanza. La corte ha comunque ravvisato nei casi in esame sospetti di frode fiscale.

Dalla sentenza emerge inoltre che nella sua richiesta di aiuto l'IRS non ha avanzato dei nomi concreti: si è limitata a indicare in che modo cittadini americani avrebbero frodato le autorità tributarie. Secondo i giudici federali questo sarebbe stato sufficiente per concedere l'assistenza.

 

 

Da: CdT 6.3.09 pag 22

Per il Consiglio di Stato il caso Droz è chiuso

Nel rapporto su una mozione dei socialisti Cleto Ferrari e Francesco Cavalli, il Governo anticipa la presentazione di un messaggio sulla gestione delle risorse umane

Sollecitato da una mozione dei parlamentari socialisti Cleto Ferrari e Francesco Cavalli, il Consiglio di Stato torna ad occuparsi del caso di Michele Droz, iniziato con l'assunzione nel 1992 e conclusosi già cinque anni fa nel 2004: «Purtroppo il fallimento di ogni tentativo da parte del Consiglio di Stato di mantenere il rapporto d'impiego è riconducibile soprattutto all'atteggiamento ostile e rigido del dipendente, che partendo dal presupposto di essere vittima di mobbing/bossing, ha unicamente avanzato pretese nei confronti dello Stato, senza mai dimostrare volontà alcuna di migliorare la sua situazione personale ed economica all'interno delle uniche vie legali percorribili». A caso chiuso, il Governo fornisce anche informazioni di carattere generale sul servizio medico del personale, introdotto a titolo sperimentale nel febbraio del 2007, con lo scopo di assicurare una migliore gestione delle assenze per malattia ed infortunio, garantendo un sostegno specialistico ai collaboratori: «Le esperienze raccolte in tale ambito, abbinate agli obiettivi che si intendono perseguire nella politica delle risorse umane, di cui al messaggio di prossima presentazione, dovrebbero permettere di definire uteriormente questa importante componente della gestione del personale presso lo Stato».

 

 

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