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Falsi abusi sessuali: lo Stato deve indennizzare un giovane uomo indagato ingiustamente

Da: CdT 9.02.10 pag 17

Lo Stato deve indennizzare un giovane uomo indagato ingiustamente

Padre e zio della bambina erano stati accusati di avere abusato della piccola e poi scagionati: al papà accordato un rimborso di 32.000 franchi; allo zio di quasi 15.000


 
Poco meno di 15.000 franchi. È il risarcimento accordato dalla Camera dei ricorsi penali a un giovane uomo del Mendrisiotto che due anni fa era stato accusa­to ingiustamente di atti sessuali con fanciulli, coazione e violenza carnale per presunti episodi av­venuti con la nipotina, figlia del­la sorella maggiore. Insieme con lo zio della piccola era finito nei guai con le stesse ipotesi di reato il padre della bimba al quale, co­me anticipato dal Corriere del Ti­cino nell'edizione di sabato 6 feb­braio, lo Stato dovrà rifondere ol­tre 32.000 franchi più interessi di mora.
Incarcerati a torto

I due uomini erano finiti in ma­nette nel gennaio del 2008 e ave­vano trascorso tre settimane di
detenzione preventiva. Avevano sempre respinto ogni addebito. In aprile il procuratore pubblico Mario Branda decretò l'abbando­no del procedimento nei confron­ti degli indagati. Le ripetute au­dizioni della bimba non avevano infatti fornito agli inquirenti ele­menti conclusivi tali da confer­mare la commissione dei reati ventilati. A questo si aggiunge il fatto che sono mancati riscontri oggettivi di lesioni che avrebbe­ro dovuto essere evidenziate da­gli esami medici eseguiti sulla presunta vittima.
L'origine dell'inchiesta

La delicata vicenda era emersa quando la piccola e i suoi due fratellini erano stati allontanati dalla casa materna per essere af­fidati a istituti, mentre il padre,
separato dalla madre, e lo zio erano stati arrestati. L'interven­to delle autorità era scattato in seguito alla segnalazione di un singolo episodio che aveva visto protagonisti la bambina e il fra­tellino maggiore; l'altro fratelli­no era rimasto del tutto estraneo alla vicenda.
Accuse umilianti

Scagionati dalle accuse, tra le più infamanti e umilianti, i due uo­mini chiesero un risarcimento al­lo Stato per l'ingiusta carcerazio­ne patita, le spese legali sostenu­te e il torto subito.
Il padre della piccola, patrocina­to dall'avvocato chiassese Pascal Cattaneo, aveva presentato una domanda d'indennizzo del va­lore complessivo di oltre 46.000 franchi. Lo zio della bimba, di­feso dall'avvocato Alexander He­nauer, pure con studio nella cit­tadina di confine, aveva inoltra­to una richiesta del valore di 17.000 franchi.
Come detto, la Camera dei ricor­si penali ha riconosciuto gran parte delle pretese avanzate da entrambi: più di 32.000 franchi in favore del padre e quasi 15.000 franchi in favore dello zio.
Fr.S.




ALEXANDER HENAUER Avvoca­to chiassese. La Camera dei ri­corsi penali ha accolto anche la sua istanza di risarcimento.

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Gianfranco Scardamaglia è una figura attiva nel dibattito politico del Canton Ticino e coordinatore del Movimento Papageno, impegnato nei diritti dei genitori separati e dei figli. È Consigliere Comunale a Losone e interviene regolarmente su temi di giustizia e politiche familiari.

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