Da: CdT 6.2.10 pag 14
Non abusò della figlia: ora va risarcitoLo Stato deve quasi 33 mila franchi a un uomo ingiustamente perseguito
Accolta
l'istanza dell'avvocato Pascal Cattaneo: il Cantone verserà 32.600
franchi all'uomo indagato per presunta violenza carnale sulla figlia e
poi scagionato
È destinata a chiudersi con un risarcimento danni la triste vicenda
apertasi nel gennaio 2008 con l'arresto di due uomini accusati dal
procuratore pubblico Mario Branda di atti sessuali con fanciulli,
coazione e violenza carnale. Sotto inchiesta erano finiti il padre e
lo zio di una bimba domiciliata nel Mendrisiotto. I due avevano
trascorso tre settimane in detenzione preventiva. Nell'aprile 2008, il
Ministero pubblico ha decretato l'abbandono del procedimento nei
confronti degli indagati, scagionandoli quindi dalle pesanti accuse.
La storia infinita di Alessandro
Rapimento internazionale di minori: l'Italia non rispetta le regole
Dura presa di posizione del Consiglio federale che ha risposto a Dick Marty
C'è una Convenzione - quella dell'Aia sugli aspetti civili del
rapimento internazionale dei minori - che lega l'Italia alla
Svizzera. C'è però un problema: l'Italia non rispetta gli obblighi
risultanti da questa Convenzione e, da questo mancato rispetto,
nascono storie assurde come quella di Alessandro. Questo,
sostanzialmente, quanto il Consiglio federale ha risposto al senatore
Dick Marty che, il 30 novembre scorso, aveva portato il caso di
questo bimbo - privato da tre anni della mamma alla quale l'Autorità tutoria l'ha affidato - davanti al Governo. «Questa - ci aveva detto in quell'occasione Dick Marty
(cfr. CdT 1.12.2009) - è una vicenda allucinante. Questo bambino è
vittima della burocrazia e di una giustizia che non è in grado di
essere giusta».
Da: La Regione, 10.2.10 pag 3
Da: CdT 9.02.10 pag 17
Lo Stato deve indennizzare un giovane uomo indagato ingiustamente
Padre e zio della bambina erano stati accusati di avere abusato della piccola e poi scagionati: al papà accordato un rimborso di 32.000 franchi; allo zio di quasi 15.000
Poco meno di 15.000 franchi. È il risarcimento accordato dalla Camera dei ricorsi penali a un giovane uomo del Mendrisiotto che due anni fa era stato accusato ingiustamente di atti sessuali con fanciulli, coazione e violenza carnale per presunti episodi avvenuti con la nipotina, figlia della sorella maggiore. Insieme con lo zio della piccola era finito nei guai con le stesse ipotesi di reato il padre della bimba al quale, come anticipato dal Corriere del Ticino nell'edizione di sabato 6 febbraio, lo Stato dovrà rifondere oltre 32.000 franchi più interessi di mora.
Incarcerati a torto
I due uomini erano finiti in manette nel gennaio del 2008 e avevano trascorso tre settimane di detenzione preventiva. Avevano sempre respinto ogni addebito. In aprile il procuratore pubblico Mario Branda decretò l'abbandono del procedimento nei confronti degli indagati. Le ripetute audizioni della bimba non avevano infatti fornito agli inquirenti elementi conclusivi tali da confermare la commissione dei reati ventilati. A questo si aggiunge il fatto che sono mancati riscontri oggettivi di lesioni che avrebbero dovuto essere evidenziate dagli esami medici eseguiti sulla presunta vittima.
L'origine dell'inchiesta
La delicata vicenda era emersa quando la piccola e i suoi due fratellini erano stati allontanati dalla casa materna per essere affidati a istituti, mentre il padre, separato dalla madre, e lo zio erano stati arrestati. L'intervento delle autorità era scattato in seguito alla segnalazione di un singolo episodio che aveva visto protagonisti la bambina e il fratellino maggiore; l'altro fratellino era rimasto del tutto estraneo alla vicenda.
Accuse umilianti
Scagionati dalle accuse, tra le più infamanti e umilianti, i due uomini chiesero un risarcimento allo Stato per l'ingiusta carcerazione patita, le spese legali sostenute e il torto subito.
Il padre della piccola, patrocinato dall'avvocato chiassese Pascal Cattaneo, aveva presentato una domanda d'indennizzo del valore complessivo di oltre 46.000 franchi. Lo zio della bimba, difeso dall'avvocato Alexander Henauer, pure con studio nella cittadina di confine, aveva inoltrato una richiesta del valore di 17.000 franchi.
Come detto, la Camera dei ricorsi penali ha riconosciuto gran parte delle pretese avanzate da entrambi: più di 32.000 franchi in favore del padre e quasi 15.000 franchi in favore dello zio. Fr.S.

ALEXANDER HENAUER Avvocato chiassese. La Camera dei ricorsi penali ha accolto anche la sua istanza di risarcimento.
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