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Per il rapimento dei figli di Walter Recchiuti, in data 12.10.2009 il Movimento Papageno scrive una lettera alla Consigliera Federale Eveline Widmer-Schlumpf, alla quale la Consigliera Federale risponde il 2.11.2009. Nel frattempo e prima della risposta della Consigliera federale, il Pretore di Locarno avv Bertini Francesco ha emesso la sua sentenza di affidamento della prole alla madre che ha sottratto i figli al padre.

Da: CdT 6.2.10 pag 14

Non abusò della figlia: ora va risarcito
Lo Stato deve quasi 33 mila franchi a un uomo ingiustamente perseguito

Accolta l'istanza dell'avvocato Pascal Cattaneo: il Canto­ne verserà 32.600 franchi all'uomo indagato per pre­sunta violenza carnale sulla figlia e poi scagionato

 
È destinata a chiudersi con un risarcimento danni la triste vicen­da apertasi nel gennaio 2008 con l'arresto di due uomini accusati dal procuratore pubblico Mario Branda di atti sessuali con fan­ciulli, coazione e violenza carna­le. Sotto inchiesta erano finiti il padre e lo zio di una bimba do­miciliata nel Mendrisiotto. I due avevano trascorso tre settimane in detenzione preventiva. Nel­l'aprile 2008, il Ministero pubbli­co ha decretato l'abbandono del procedimento nei confronti de­gli indagati, scagionandoli quin­di dalle pesanti accuse.

E per il caso dei figli di Walter Recchiuti, rapiti dalla madre in Francia per oltre un anno, cosa è stato fatto dai nostri politici, dal Consiglio federale e dal Dipartimento preposto, per farli rientrare in Svizzera? Due pesi due misure?
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Da: CdT 6.2.10 pag 7

La storia infinita di Alessandro
Rapimento internazionale di minori: l'Italia non rispetta le regole

Dura presa di posizione del Consiglio federale che ha risposto a Dick Marty

 
C'è una Convenzione - quella dell'Aia sugli aspetti civili del ra­pimento internazionale dei mi­nori - che lega l'Italia alla Svizze­ra. C'è però un problema: l'Italia non rispetta gli obblighi risultan­ti da questa Convenzione e, da questo mancato rispetto, nasco­no storie assurde come quella di Alessandro. Questo, sostanzial­mente, quanto il Consiglio fede­rale ha risposto al senatore Dick Marty che, il 30 novembre scor­so, aveva portato il caso di que­sto bimbo - privato da tre anni della mamma alla quale l'Autori­tà tutoria l'ha affidato - davanti al Governo. «Questa - ci aveva detto in quell'occasione Dick Marty (cfr. CdT 1.12.2009) - è una vicenda allucinante. Questo bam­bino è vittima della burocrazia e di una giustizia che non è in gra­do di essere giusta».

Da: La Regione, 10.2.10 pag 3

Tutori e curatori soddisfatti per le modifiche di legge.
Soddisfazione da parte del gruppo degli operatori delle Commissioni tutorie regionali (Ctr) che fanno capo al sindacato Vpod per le modifiche apportate dal Consiglio di Stato al regolamento d’applicazione della Legge sull’organizzazione e la procedura in materia di tutele e curatele. Modifiche – entrate in vigore il primo gennaio di quest’anno – che, stando ad una nota stampa diffusa ieri dall’organizzazione sindacale, «migliorano le precarie condizioni di lavoro dei tutori e dei curatori».

Da: CdT 9.02.10 pag 17

Lo Stato deve indennizzare un giovane uomo indagato ingiustamente

Padre e zio della bambina erano stati accusati di avere abusato della piccola e poi scagionati: al papà accordato un rimborso di 32.000 franchi; allo zio di quasi 15.000


 
Poco meno di 15.000 franchi. È il risarcimento accordato dalla Camera dei ricorsi penali a un giovane uomo del Mendrisiotto che due anni fa era stato accusa­to ingiustamente di atti sessuali con fanciulli, coazione e violenza carnale per presunti episodi av­venuti con la nipotina, figlia del­la sorella maggiore. Insieme con lo zio della piccola era finito nei guai con le stesse ipotesi di reato il padre della bimba al quale, co­me anticipato dal Corriere del Ti­cino nell'edizione di sabato 6 feb­braio, lo Stato dovrà rifondere ol­tre 32.000 franchi più interessi di mora.
Incarcerati a torto

I due uomini erano finiti in ma­nette nel gennaio del 2008 e ave­vano trascorso tre settimane di
detenzione preventiva. Avevano sempre respinto ogni addebito. In aprile il procuratore pubblico Mario Branda decretò l'abbando­no del procedimento nei confron­ti degli indagati. Le ripetute au­dizioni della bimba non avevano infatti fornito agli inquirenti ele­menti conclusivi tali da confer­mare la commissione dei reati ventilati. A questo si aggiunge il fatto che sono mancati riscontri oggettivi di lesioni che avrebbe­ro dovuto essere evidenziate da­gli esami medici eseguiti sulla presunta vittima.
L'origine dell'inchiesta

La delicata vicenda era emersa quando la piccola e i suoi due fratellini erano stati allontanati dalla casa materna per essere af­fidati a istituti, mentre il padre,
separato dalla madre, e lo zio erano stati arrestati. L'interven­to delle autorità era scattato in seguito alla segnalazione di un singolo episodio che aveva visto protagonisti la bambina e il fra­tellino maggiore; l'altro fratelli­no era rimasto del tutto estraneo alla vicenda.
Accuse umilianti

Scagionati dalle accuse, tra le più infamanti e umilianti, i due uo­mini chiesero un risarcimento al­lo Stato per l'ingiusta carcerazio­ne patita, le spese legali sostenu­te e il torto subito.
Il padre della piccola, patrocina­to dall'avvocato chiassese Pascal Cattaneo, aveva presentato una domanda d'indennizzo del va­lore complessivo di oltre 46.000 franchi. Lo zio della bimba, di­feso dall'avvocato Alexander He­nauer, pure con studio nella cit­tadina di confine, aveva inoltra­to una richiesta del valore di 17.000 franchi.
Come detto, la Camera dei ricor­si penali ha riconosciuto gran parte delle pretese avanzate da entrambi: più di 32.000 franchi in favore del padre e quasi 15.000 franchi in favore dello zio.
Fr.S.




ALEXANDER HENAUER Avvoca­to chiassese. La Camera dei ri­corsi penali ha accolto anche la sua istanza di risarcimento.

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