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Il fabbisogno minimo del padre (con 3 figlie a carico durante i diritti di visita e le vacanze) è stato calcolato dal Pretore avv Matteo Pedrotti in 2'635.- fr mensili, così composto:
 1'100.- fr  minimo vitale
   333.- fr  cassa malati
 1'000.- fr  locazione
   100.- fr  spese accessorie
   100.- fr
 trasporti
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2633.- fr

 Totale mensile

Le famiglie medie sono a rischio... E come la mettiamo allora con i padri separati, costretti dalle sentenze dei Pretori e dei Giudici a vivere per anni come fossero debitori incalliti, anche se con uno o più figli a cui provvedere quando sono con i padri? Mentre le ex mogli si rifanno una vita con un altro uomo, vivendo nella casa anche dell'ex marito, approfittando degli alimenti esorbitanti (Tabelle di Zurigo) pagati dai padri per i figli, (soldi che non sono altro che alimenti occulti per le madri)...

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Da: CdT 30.4.2010 pag 6

La famiglia media a rischio finanziario

Secondo un sondaggio pubblicato dal Beobachter quat­tro su dieci sono al limite - E la maggioranza preferisce non fare figli piuttosto che rinunciare all'automobile

 
Se mancano soldi, la maggio­ranza delle famiglie del ceto me­dio preferiscono rinunciare a fa­re figli piuttosto che separarsi dall'auto. È quanto risulta da un sondaggio, realizzato dall'istitu­to gfs.Berna e pubblicato dal Beo­bachter, secondo il quale quat­tro famiglie della classe media su dieci sono finanziariamente al li­mite. Ciò significa che alla fine del mese nel portamonete non resta neanche un franco.

Sous le titre «Pro Juventute, une sale histoire», Temps Présent éclaire le délicat dossier des enfants yéniches enlevés à leurs parents pour être placés dans des familles d'accueil. Cette politique menée sous l'égide de Pro Juventute avait pour objectif d'assurer la sédentarisation des enfants de la Grand-Route.

Ce document a été diffusé à l'antenne sous le titre original : Pro Juventute, une sale histoire

  • Émission:Temps présent
  • Durée:40'07''
  • Date:25.01.1990
  • Journaliste:Jose Roy
  • Réalisateur:Jean-Paul Mudry. Per visionare il filmato CLICCA QUI

Da: La regione 22.4.10 pag 32

Di mamme ce n’è una sola

Londra – Due donne omosessuali britanniche sono state riconosciute per la prima volta come legittimi genitori sul certificato di nascita della loro bambina, concepita con una fecondazione in vitro da donatore anonimo. Il documento relativo alla piccola Lily-May Betty Woods, nata lo scorso 31 marzo, indica nella casella della madre Natalie Woods, 38 anni, e in quella del padre la sua partner Betty Knowles, di 47 anni. È la prima volta da quando, circa 200 anni fa, fu istituito in Gran Bretagna l’istituto del certificato di nascita, che un atto non riporta il nome del padre biologico se conosciuto.

 

Da: www.cdt.ch 9.4.10 pag 40

La lettera di una nonna paterna (giovedì 18 marzo) non è passata inosservata.
Anzi, ha fatto riflettere moltissimo. Un caso delicato presentato con tanto amore. Quello di una nonna paterna che sa che il suo abiatico, nel caso chiamato nipote, soffre moltissimo per la lontananza del proprio padre. Gli aspetti di sofferenza attorno a questa triste situazione lasciano molto addolorati. Perché, purtroppo, nel mondo ma anche in cerchie di conoscenze a noi più vicine, questi casi sono presenti a centinaia. Centinaia di bambini, ragazzini e giovani che sono costretti a vivere nelle condizioni di un ambiente monoparentale. A stretto contatto con la mamma alla quale, di solito, viene affidata la custodia dei figli. Mentre il padre lo vedono ogni due settimane, di regola due volte al mese. I più fortunati, trascorrono con il papà anche qualche periodo di vacanze ma
di certo la lontananza della figura paterna origina nel bambino o del ragazzino un'enorme sofferenza.

Commissione tutoria regionale 3 di Breganzona (neopresidente avv Nicola Corti, membro permanente Maurizio Rossi) di nuovo alla ribalta... La triste storia si ripete: ingerenza arbitraria nella vita di una cittadina che ha avuto la sola "colpa" di chiedere aiuto all'autorità tutoria...

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Da: www.caffe.ch 4.4.10 pag. 55 L’EDITORIALE DEI LETTORI

di ELISA B. 40 anni, impiegata Lugano.

La mia è una vicenda che potrei definire tragedia. Probabilmente, comune a molti altri genitori che si trovano ad aver a che fare con una tutoria. Ho una figlia adolescente, sempre stata molto diligente, ottimi risultati scolastici, sportiva. Sfortunatamente in 3a media incontra una ragazza coetanea che fatto di tutto per “fuorviarla”,le fa conoscere un mondo che non è di sicuro il suo. Ad un certo punto, non sapendo più cosa fare e poiché mia figlia non sentiva ragioni, chiedo l’aiuto di un assistente sociale.

Lo faccio spontaneamente, sottolineo, e temporaneamente. Consulto anche una psicologa. Credo che se avessi avuto qualcosa da nascondere non avrei mai contattato gli istituti sociali e non avrei mai intrapreso la strada di una psicoterapia con mia figlia per capire l’eventuale problematica.

Mi rendo conto che, essendo il padre assente sente la mancanza di una figura paterna. Un genitore monoparentale deve fare da madre e padre. Sono divorziata, ho un buon lavoro, non ho mai avuto problemi di nessuna natura, il mio ex marito è un funzionario. Nel maggio 2009, dopo diverse vicissitudini, decido con l’assistente sociale di mettere mia figlia, temporaneamente, in una famiglia Sos per farle terminare l’anno scolastico. Non è stata una buona soluzione. Così faccio capo all’Ufficio tutoria che mi scarica semplicemente all’assistente sociale.

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