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| Notizia del 14/06/2010 - 08:32 |
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MENDRISIO
Divorzio: le lascia la casa, ma non basta
MENDRISIO - I centomila franchi di spese giudiziarie anticipati
dallo Stato per la coppia del Basso Mendrisiotto invischiata in una
vertenza per il divorzio, lieviteranno ancora.
Sempre più disperata la vicenda del marito che, dopo 8 anni di udienze e
ricorsi sta cercando di chiudere la vicenda. Sommero dai debiti - come
riporta il Corriere del Ticino - l'uomo aveva proposto alla moglie di
cederle la casa, del valore di 600.000 franchi, oltre a versarle la metà
dei contributi di vecchiaia legati al secondo pilastro, per un valore
di 260.000 franchi. Avrebbe inoltre continuato anche a versare gli
alimenti fino al termine degli studi.
Ecco dunque le proposte per concludere un accordo con la moglie e porre
fine alla vertenza. Lei però non ha accettato. La richiesta della donna è
quella di avere gli alimenti dal giorno della separazione fino al
pensionamento.
Pronto a cederle la casa: inutile
Sul lastrico per la causa di divorzio, non
riesce più a venirne fuori
Il caso del marito di una coppia del Mendrisiotto
invischiata
in una vertenza che probabilmente farà lievitare le spese
giudiziarie oltre i centomila franchi già anticipati dallo Stato per
onorari di avvocati ed esami peritali
Ai centomila franchi di spese giudiziarie già anticipate
dallo Stato in favore di una coppia del Basso Mendrisiotto invischiata
in un'annosa causa di divorzio se ne dovranno con tutta probabilità
aggiungere altre. Di quale ammontare,
a questo punto, è impossibile
dirlo. Il caso, reso di pubblico dominio dal
Corriere del Ticino lo scorso 24 agosto,
diventa vieppiù intricato nonostante il più recente tentativo del
marito di trovare una soluzione per chiudere la vertenza dopo 8 anni di
liti, udienze, istanze, ricorsi e controricorsi
davanti alla Pretura
di Mendrisio Sud.
Da: www.tio.ch del 10.6.10 (link all'articolo)
LOSANNA - Un 47enne di Losanna è stato condannato a 15 mesi con la
condizionale per aver organizzato sull'arco di due anni sedute sadomaso a
pagamento nella propria abitazione, in cui viveva anche la figlia
minorenne.
La ragazza, che aveva 15 anni quando il padre aveva dato avvio alle sue
particolari attività, ha assistito alla preparazione degli incontri e
alle trattative con i clienti. Ha visto inoltre gli oggetti sessuali
impiegati dal padre e dall'amica di quest'ultimo. Gli attrezzi sono
stati visti anche dalla sorellina di nove anni, che trascorreva i fine
settimana presso il padre.
Durante le sedute, la primogenita doveva rinchiudersi in camera o
aspettare fuori dall'appartamento. Nel fine settimana, il padre la
costringeva a non rincasare prima delle 2 del mattino. Dopo due anni di
vita che ha definito "insopportabili", la ragazza ha finito col
denunciarlo.
L'uomo è stato condannato per pornografia e anche per truffa: non ha
dichiarato all'assicurazione contro la disoccupazione e all'assistenza
sociale, dalle quali dipendeva finanziariamente, i redditi conseguiti
con le sue attività. Alla compagna sono stati inflitti 180 aliquote
giornaliere con la sospensione condizionale.
Ats
NO ALLA ROTTAMAZIONE DEI PADRI SEPARATI !!
Padri ticinesi depredati dei propri figli, della casa e dello stipendio dai Pretori e dai Giudici ticinesi!
A questo padre di 50 anni viene "proposto" di lasciare tutto alla moglie (figli, casa e stipendio) e di "levarsi gentilmente di torno".
Dei suoi 7'450 fr mensili (compresa 13a) viene lasciato con 2'550 fr mensili - o meglio fr 2'000.- visto che la 13a l'incassa solo a fine anno...
Proposta del Pretore Pedrotti alle parti
Egli, dopo discussione con le parti, propone alla coppia del luganese il seguente accordo di separazione:
- la moglie rimane nella casa unifamiliare coniugale (Ndr: villa con piscina in comproprietà di marito e moglie)
- i 3 figli sono affidati alla madre per cura ed educazione
- il marito lascia la casa entro 15 giorni
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