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Da: www.mattino.ch; Mattino della domenica

Scritto da Boris Bignasca - MDD   
domenica 07 dicembre 2008
Pubblichiamo di seguito l'intervento del deputato leghista Boris Bignasca in Gran Consiglio che ha tanto scandalizzato Carlo Luigi "Pioda" Caimi e Jacques "Stakanov" Ducry.


A chi tocca questa volta? Ci si guarda in giro e si fa la conta...  ah bene tocca a noi!!! Che bello!!! Poi iniziano le guerre interne per l'assegnazione dell' agognato posto al caldo.
Ecco l'unica cosa di cui si occupa la politica in occasione dell' elezione dei magistrati. Altre domande sono inutili e superflue e non portano nulla alla propria causa personale e alla causa del partito. Certo ci si preoccupa almeno che i candidati siano idonei. È già un inizio.
Ma nessuno si preoccupa di quale politica giudiziaria si vuole far applicare in questo cantone. Nessuno si domanda quali siano le emergenze giudiziarie di questo cantone e quali siano le persone giuste per risolverle.
L'unico obbiettivo è accaparrarsi la poltrona. Evidentemente visto che non si vuol scontentare nessuno il numero di poltrone è sovradimensionato.
Qualcuno dovrebbe spiegare ai ticinesi come mai ad esempio a Lucerna ci sono 6 procuratori e in Ticino quasi 20? Forse perché 14 sono inutili?
Forse perché è orami prassi dei Procuratori Pubblici partecipare a molte trasmissioni televisive, essere ospiti d'onore a molti dibattiti su temi politici, scrivere in maniera frenetica sui maggiori quotidiani sempre a riguardo di temi politici e anche presiedere gruppi di lavoro a carattere prettamente politico.
Pensiamo ad esempio alla campagna politica del procuratore pubblico Perugini riguardo alla votazione sulla canapa.
L' opinione di Perugini è assolutamente legittima, tuttavia al posto di dedicare tutto questo tempo alla politica e chiedere addirittura che il consumo di canapa venga perseguito in maniera ancora maggiore -così da avere almeno un po' di lavoro-  dovrebbe aiutare i suoi colleghi nel disbrigo dei loro incarti.
Ah no. Questo no. Chiedere una cosa del genere in magistratura è impensabile. Sono tutti oberati dal lavoro. Tutti schiacciati dai loro incarti. Tranne quando si tratta di apparire sui giornali. E parliamo di procuratori pubblici non di politici.
Ma qualcuno ha idea di quanti incarti analizza in media un procuratore pubblico del nostro cantone e quanti un collega della svizzera interna? Qualcuno ha idea di che percentuale di inchieste aperte porta alla fine ad un buco nell' acqua?
In che modo la magistratura rende conto del suo operato alla popolazione? No, niente in nessuno modo. La magistratura vuole solo potere e niente controlli. Solo diritto di vita e di morte e nessun obbligo.
Tanto chissenefrega! A finire in galera sono gli altri, ad essere distrutte sono le vite degli altri, anche se innocenti, visto che il carcere preventivo è utilizzato a scopo intimidatorio anche contro persone assolutamente non pericolose. E poi ha il grande vantaggio di far parlare i giornali del procuratore in questione.
E qui anche la lobby degli avvocati è entusiasta della presenza massiccia di procuratori. Questo perché più procuratori ci sono più inchieste ci sono.
Più inchieste significano più clienti e più soldi per gli avvocati. Avvocati che puntualmente richiedono acconti da almeno 10'000 CHF a persone che stanno per affrontare momenti tragici e difficili.
E il Gran Consiglio di questo Cantone continua ad avvallare questa situazione che fa comodo solo ai procuratori e agli avvocati e non ai cittadini.
Ecco perché noi abbiamo 14 procuratori in più di Lucerna, che tra l'altro ha un numero di abitanti superiore al nostro. Ecco perché il numero di avvocati presenti in Ticino è abnorme rispetto alla popolazione.
I nostri procuratori fanno altro durante l' orario di lavoro. Si occupano di temi politici influenzando il voto della popolazione. E inventano inchieste per poter apparire sui giornali.
Essi vorrebbero avere dunque il potere legislativo, esecutivo e anche monopolizzare la stampa e l'informazione. Questo Cantone sta diventando una dittatura della Magistratura.
Tra le altre cose la Magistratura sta inoltre tenendo il Cantone in scacco riguardo alla brutta faccenda AET. La magistratura ha in mano il rapporto KPMG da alcuni mesi ormai. E non ha intenzione di farlo vedere a nessuno (...) E questa è  la magistratura che vogliamo in questo Cantone? Abbiamo veramente bisogno di un nuovo procuratore pubblico? Quel (...) che per fortuna se ne va ci aveva abituato a inchieste inutili, finite tutte con un buco nell' acqua.
Fino a quando la Magistratura continuerà a funzionare così. Non dobbiamo eleggere più nessun Procuratore (...)!

 

Da: www.mattino.ch; Mattino della domenica

Scritto da MDD   
domenica 07 dicembre 2008
Asfaltopoli: la CRP accoglie la promozione dell'accusa presentata dalla Città di Lugano e ordina al Ministero Pubblico di aprire le indagini

La Camera dei ricorsi penale del Tribunale di appello (giudici Mini, Ranzanici e Guffi) ha accolto l'istanza di promozione dell'accusa opportunamente presentata dalla Città di Lugano, che aveva deciso di non accettare il vergognoso decreto di non luogo a procedere frettolosamente emanato dal PG Balestra. Sembra proprio che Balestra i reati li vede solo quando vuole lui, e questa volta non aveva visto quello che ad ogni cittadino di buon senso era immediatamente apparso come un colossale imbroglio in danno dei cittadini medesimi. Per il PG, invece, tutto regolare, e con il suo decretino aveva in pratica deciso un'amnistia anticipata e generalizzata per tutta la banda bassotti degli asfaltatori. Un plauso va perciò alla CRP, che ha evitato che una vicenda clamorosa venisse seppellita sul nascere da camionate di sabbia, e che obbliga il PG a fare quelle indagini che erano e sono dovute al cittadino in presenza di uno scandalo di enormi proporzioni. E' esattamente la stessa cosa che il PG dovrebbe fare anche per lo scandalo AET, ma anche di questo il PG sembra impiparsene alla grande. Da segnalare è però soprattutto il coraggio civico dimostrato dalla Città di Lugano, che ha avuto il merito di lottare contro la colossale ingiustizia del decreto di non luogo a procedere del PG Balestra. Per il capo del Ministero Pubblico è invece l'ennesima cappellata, l'ultima di una preoccupante serie di figure barbine rimediate negli ultimi tempi. Per limitarci al passato recente, è ancora vivo il ricordo della vicenda del Corvo, tenuto in gabbia per circa un mese, e al quale Balestra ha addebitato ben 9 capi di imputazione per spuntare alla fine una ridicola condanna a 10 giorni con la condizionale. Vi è stato poi il blitz di 50 poliziotti in tenuta di assalto al penitenziario della Stampa, con l'arresto di un secondino, accusato dal PG di favoreggiamento per avere procurato ad un detenuto una scheda telefonica e puntualmente prosciolto in Pretura Penale. Clamorosa la successiva scempiaggine del PG, commessa stavolta in danno del giudice Claudio Zali, torchiato e indagato come un criminale per la presunta appropriazione di alcune carabattole di un'osteria. Balestra è in quel caso dapprima riuscito nell'impresa, senza precedenti nella storia giudiziaria ticinese, di farsi ricusare, cioè di farsi togliere l'incarto, per parzialità in danno dell'accusato. Poi, il suo collega Perugini ha completato l'opera, chiudendo l'incarto in un amen per la mancanza di qualsivoglia elemento di reato da parte del giudice Zali, e definendo i ragionamenti di Balestra "contorti ed estranei all'ambito penale". L'elenco non finisce qui, perché è storia recente quella del poliziotto spacciatore (alla grande) di cocaina, al quale il PG ha riservato un incomprensibile trattamento di favore rinviandolo a giudizio davanti alle Correzionali, quando era invece evidente che l'ex agente per la sua colpa gravissima meritava di finire alle Criminali. Non solo, ma alle Correzionali il giudice Ermani, in evidente imbarazzo, ha dovuto aumentare la pena rispetto a quella ridicola proposta da Balestra. Da ultimo, come già detto, la clamorosa toppata nel caso Asfaltopoli, senza dimenticare che inoltre sotto la sua guida i PP (Galliani, Villa, ecc.) sono fuggiti dal Ministero Pubblico come i topi da una nave che affonda. E' quasi inutile sottolineare che dalla stampa di regime non si è levata una sola parola di critica al PG Balestra, non essendo consentito mettere pubblicamente in discussione l'operato del magistrato targato ppdog. Anche il Consiglio della magistratura, del quale il PG Balestra è membro influente, si guarda bene dal destarsi dal letargo invernale, e quando lo farà sarà semmai per distribuire sanzioni a Mini, Zali e Perugini, colpevoli di avere messo alla berlina il PG. L'interrogativo va perciò rivolto al Dipartimento delle Istituzioni di Gigio Pedrazzini, che dovrebbe seriamente chiedersi se sia il caso di lasciare il PG Balestra ad occupare un posto centrale nella politica di sicurezza del Cantone per altri due anni, sino alla scadenza del mandato, oppure se non sarebbe meglio mettere mano al portafoglio e consentire a Balestra (i cui continui errori costano oltretutto fior di soldi al contribuente in risarcimenti danni) di andare in pensione anticipatamente!

 

Da: La regione, 6.12.08 pag 3

Il presidente del Ppd
 ‘Garzoni rifletta se è al posto giusto'

 Giovanni Jelmini,
presidente del Ppd, è sconcertato. « Sconcerta­to per l'operato di un procuratore il quale, se dovessero cadere tutte le accuse, dovrebbe interrogarsi se davvero quello che occupa è il po­sto giusto per lui ». Un « consiglio » quello di Jelmini al pp Arturo Garzoni, che suona come una richiesta di dimissioni. « Non chiedo di favorire i granconsiglieri, ma perlomeno di non metterli alla go­gna ». Ad esempio Jelmini non si spiega come « nel giro di mezzora la notizia dell'arresto sia stata resa nota a tutti i cittadini del canto­ne per tramite della Tsi ». Ma peggio, incalza il presidente dei popo­lari- democratici, « durante tutta la giornata (di ieri, ndr.) il magi­strato inquirente non ha rilasciato alcuna comunicazione pubblica, pur sapendo che ha disposto gli arresti di un deputato in Gran Con­siglio sul quale è già partito un dibattito pubblico ». Salvo poi « scar­cerarlo dopo 26 ore » con sulle spalle « un enorme danno d'immagi­ne che coinvolge sia lui che tutta la sua famiglia ».

Da: CdT 3.12.08 pag 4


 Secondo una sentenza del TFA i giudici possono intervenire soltanto in caso di abuso manifesto - Annullata una sentenza del Tribunale delle assicurazioni di Ginevra

  Gli assicurati hanno poche probabilità di successo se contestano il loro premio malattia davanti a un tribunale:l'autoritgiudiziaria puintervenire soltanto nel caso di un abuso manifesto. Questo il succo di una sentenza pubblicata ieri dal Tribunale federale della assicurazioni di Lucerna, che ha respinto il ricorso di un avvocato ginevrino, il quale contestava un aumento risalente a 8 anni fa.
  La suprema corte ha annullato una sentenza del Tribunale delle assicurazioni del canton Ginevra, che in febbraio aveva dato ragione all'avvocato Mauro Poggia, presidente onorario dell' Associazione svizzera degli assicurati, che contestava un aumento da 200 a 218 franchi del premio LAMal per il 2001 da parte della Mutuel Assurances. La corte ginevrina aveva criticato la poca trasparenza dei conti dell'assicuratore. A suo avviso­un fascio di indizi convergenti permette di dimostrare che una parte dei versamenti effettuati (...) serviva a generare un utile non ridistribuito a profitto del Groupe Mutuel.
  Il TFA ha dato invece prova di grande riserva al riguardo. Secondo la II Corte di diritto sociale il controllo della struttura dei costi di un'assicurazione incombe in primo luogo al Consiglio federale e all' Ufficio federale della sanitpubblica, non ai giudici. L'autorit giudiziaria deve intervenire solo in caso di un abuso manifesto. Ora, nulla dimostra che i costi amministrativi della Mutuel Assurances nel 2000 andassero oltre ogni ragionevolezza al punto da non essere picompatibili con il principio di economicit, anche se superavano lievemente la media generale (8,2% contro 6,9%).
  Il TF scarta un altro argomento addotto, riguardante la ripartizione dei costi amministrativi tra assicurazione di base e complementare. A suo avviso non ci sono elementi di prova sufficienti per sostenere che la ripartizione non­avvenuta in modo corretto, ­nonostante le affermazioni talvolta ambigue fatte dagli organi di revisione interpellati.
  Mauro Poggia sidetto deluso per la sconfitto in quello che considerava un processo pilota, non solo per luima per tutti gli assicurati del paese. A suo avviso la decisione dei giudici federali­pipolitica che giuridica. Temendo di dover far fronte a una valanga di ricorsi, i magistrati hanno avuto paura di dire se hanno­fatto un ragionamento che non corrisponde a quanto si avrebbe il diritto di aspettarsi dal Tribunale federale.

 

Da: CdT 2.12.08 pag 13

Baby Paradise, il caso passerà ad un altro PP


 A stilare l'atto d'accusa sarà quest'ultimo, previo accordo con tutte le parti

  Vicenda Baby Paradise, l'inchiesta sui presunti maltrattamenti che nel 2005 portarono alla chiusura dell'asilo nido di Besso ed all'arresto dell'allora responsabile della struttura: entro fine novembre era atteso l'atto di accusa del magistrato inquirente, procuratore pubblico Luca Maghetti (che lascer la Procura a fine anno), con il rinvio a giudizio davanti ad una corte delle correzionali dell'ex direttrice e la definizione dei ruoli delle altre persone coinvolte, ex dipendenti. L'atto d'accusa non­stato perstilato. Siinfatti deciso, con l'accordo di tutte le parti (difesa compresa), un passaggio di consegne dell'intero incarto tra il procuratore pubblico Maghetti ed un altro pp, ancora da designare. Spetterquindi a quest'ultimo stilare l'atto d'accusa e andare in aula a sostenere quanto scritto e contestato. La decisione cistata spiegata dal procuratore generale Bruno Balestra ed­stata dettata guardando soprattutto all'interesse della giustizia. L'anno che sta volgendo al terminestato un anno particolare per la Procura perchha visto la partenza quasi contemporanea di due PG generali aggiunti. Diversi ed importanti gli incarti da dividere tra gli altri colleghi che si sono dovuti sobbarcare anche gli impegni di routine, come i picchetti. Una situazione, ha spiegato il PG, che ha condizionato un po' il lavoro di tutti. I tempi a questo punto si sono allungati. Adesso si sta lavorando per individuare la persona (di esperienza) cui affidare l'incarto. Si tratta di un problema organizzativo, sottolinea ancora il PG. Dal canto suo il PP Maghetti ha fatto quanto era nelle sue possibilit, ma ha dovuto fare i conti con altre inchieste e carichi di lavoro.
  Bruno Balestra ha quindi deciso questo cambio: il magistrato che assumeril caso (che aveva suscitato molta emozione tra la popolazione) potrcontare sull'apporto e la collaborazione del collega uscente. I reati contestati sono: violazione del dovere di assistenza, abbandono, coazione, lesioni semplici. Emanuele Gagliardi

 

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