Da: Il Corriere della sera, 15.6.2002, pag 51 (link all'articolo)
Il fratello della donna uccisa: suo marito era una persona seria e
taciturna, poi si è scoperta possessiva e prepotente
Rosella e Stefano, 7 anni d' amore finiti in un attimo
L' omicidio-suicidio di Ponte Tresa: dopo un lungo fidanzamento, il
matrimonio è naufragato in tre mesi. l' avvocatessa : " l' ho guardato negli
occhi mentre sparava"
DAL NOSTRO INVIATO PONTE TRESA (Varese) - Sette anni di fidanzamento. Poi un
mese «di prova» di vita in comune nell' appartamentino di Cunardo comperato metà
lui e metà lei. Ma il matrimonio, maggio 2001, proprio quando la sposa compiva
28 anni, è naufragato in tre mesi. L' altra sera, a Ponte Tresa, l' incredibile
tragedia, l' omicidio-suicidio per gelosia del marito, si è consumata quando i
due avevano firmato davanti all' avvocato la decisione di vendere quell'
appartamento, loro ultimo legame. La morte, per qualche giorno, ha riportato
insieme, a medicina legale di Varese, i corpi della giovane frontaliera di Luino
Rosella Ferrari e del finanziere scelto Stefano Martin di Caorle (Venezia) il
quale, al momento di lasciare lo studio legale, ha sparato con la Beretta d'
ordinanza mettendo la parola fine alla loro tormentata storia d' amore. Ferito
fin da piccolo dalla separazione dei suoi genitori, Stefano non si dava pace che
Rosella se ne fosse andata via mettendosi poi in un signorile appartamento di
Gentilino, periferia di Lugano, con Hazem Basuny, un egiziano ormai cittadino
svizzero, impiegato in un' azienda farmaceutica ticinese. «Una volta ci ha
telefonato per minacciarci - riferisce Hazem - non sopportava che Rosella stesse
con me. Poi però basta, eravamo convinti si fosse rassegnato». «Mai capito
quello Stefano - racconta, gli occhi rossi di lacrime, Roberto, fratello di
Rosella, che continua ad abitare con i genitori in una casa di campagna -:
sempre taciturno. Persona seria, normale, a vederlo, ma in casa possessivo e
tanto geloso, da quanto capivo dalle mezze parole di mia sorella che pure, dopo
il lungo fidanzamento, doveva conoscerlo. Ma forse ha scoperto qualcos' altro».
Prima di incrociarsi, due storie partite da lontano. Lei - una vita in
tessitura, il padre Giuseppe, pensionato, casalinga la mamma Fiora - prima dell'
unione con Stefano, è sempre vissuta a Motta, frazione di Luino, in collina,
poche casette tra i prati. Bruna, minuta, una ragazza come tante, ma due occhi
verdi che si fanno notare. Dopo l' istituto professionale subito a fare la
frontaliera in Svizzera. Prima in un' azienda meccanica, poi in un' agenzia di
lavoro interinale. Nel ' 95 l' incontro con Stefano, allora alla Finanza di
Ponte Tresa, il confine con la Svizzera che lei varca ogni giorno. Un giovane
alto, robusto, di tre anni più adulto. Viene da Caorle. Il diploma, un lavoro in
un locale pubblico, quindi si arruola nelle Fiamme gialle lasciando nella
cittadina lagunare la mamma Maria e la sorella Liana occupata in un ristorante
mentre un altro fratello, Luigi, fa l' odontotecnico a Novara. Lo destinano
prima a Como, poi a Ponte Tresa, infine al comando di Varese. Su di lui nulla da
eccepire. E anche a Caorle non si riesce a credere la tragedia di Ponte Tresa.
Tra Rosella e Stefano subito grande amore. Lei, esuberante, riesce a trascinarlo
anche in discoteca. Paiono fatti l' uno per l' altra. La donna però con il tempo
si fa più chiusa. Le nozze non cambiano le cose. «Una sera - continua Roberto -
lui ci telefona: dov' era andata Rosella? Più tardi è mia sorella che chiama:
"Con quell' uomo basta". Inutile tentare di convincerla a pensarci su. Che era
successo?». In aprile la separazione dal giudice. Più di recente nella vita
della giovane compare Hazem Basuny. Sulla quarantina, posizione discreta. «Non
molto tempo fa è proprio Hazem ad accompagnare qui Rosella - dice sempre Roberto
-. E' imbarazzato, i miei genitori lo fanno entrare. Cortese, posato anche lui,
ha già l' accento svizzero. Forse Rosella ha trovato la sua strada, ci diciamo
più tardi in famiglia». Lunedì a Varese le autopsie dei due giovani normali.
Andrea Biglia L' accordo sulla casa poi due colpi di pistola MATRIMONIO Rosella
Ferrari e Stefano Martin, finanziere scelto, si erano sposati il 25 maggio dell'
anno scorso dopo sette anni di fidanzamento. Ma dopo pochi mesi lei aveva voluto
rompere il legame SEPARAZIONE La fine del matrimonio era divenuta ufficiale il
18 aprile scorso. Ora, rimaneva da trovare l' accordo su alcuni problemi
economici, come la vendita della casetta di Cunardo dove i due erano andati ad
abitare INTESA Giovedì Rosella e Stefano si erano incontrati nello studio legale
di Ponte Tresa proprio per definire le ultime questioni patrimoniali relative
alla casa acquistata insieme. Avevano firmato un accordo FOLLIA Mentre uscivano
dallo studio con l' avvocatessa Salvina Milone, Martin ha impugnato la pistola
d' ordinanza che aveva in tasca, si è girato verso la ex moglie e le ha sparato
al petto. Subito dopo si è ucciso con un colpo in bocca sotto gli occhi dell'
avvocatessa L' AVVOCATESSA «L' ho guardato negli occhi mentre sparava» VARESE -
«Ho sentito la sparo, ho visto il sangue. Ho visto l' arma puntata contro di me.
E' stato tale lo spavento che per un attimo ho pensato di essere anch' io
ferita»: sono passate appena dodici ore dalla terribile scena avvenuta davanti
ai suoi occhi. Salvina Milone, la giovane avvocatessa nel cui ufficio il
finanziere Stefano Martin si è suicidato dopo aver ucciso la moglie Rosella
Ferrari, cerca di scacciare quell' incubo tuffandosi nel lavoro. Ieri mattina
Salvina era già a palazzo di giustizia di Varese per partecipare ad alcune
udienze. Come è trascorsa la notte dopo quei minuti di inferno? «Cercando
inutilmente di dormire - risponde la donna che ha accanto a sé il marito, un
ispettore di polizia -. Ho avuto sempre davanti a me quella scena terribile, il
gesto di lui che nella calma più assoluta impugna la pistola e fa fuoco...». La
scena torna continuamente alla memoria, come un film alla moviola. «Nulla
lasciava presagire quel che è successo - racconta l' avvocatessa - doveva essere
l' ultimo incontro per mettere a punto i dettagli della separazione. S' era
deciso di vendere la casa di Cunardo dove la coppia aveva abitato. Marito e
moglie s' erano detti d' accordo. Ci siamo tutti alzati per andare verso la
porta e salutarci. E invece...». E invece ecco scatenarsi il delirio. «Martin
era un passo avanti a Rosella e a me. Si è girato di scatto e ha sparato
centrando la donna al petto. Ho gridato, ho visto la canna della pistola
fermarsi davanti a me per un istante, ho guardato lui negli occhi: aveva uno
sguardo vitreo, fisso. Si è portato la pistola alla bocca e ha premuto il
grilletto. A quel punto sono uscita urlando». Sembra una tragedia nata dal
nulla; eppure il nuovo convivente di Rosella ha raccontato di aver ricevuto
minacce proprio dal finanziere. «Sono cose che accadono quando una coppia si
separa. Anche Rosella me le aveva riferite, ma tutto sembrava rientrato quando
Martin aveva accettato la separazione». Claudio Del Frate
Biglia Andrea, Del Frate Claudio
Pagina 51
(15 giugno 2002) -
Corriere della Sera