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Da: CdT 7.3.09 pag 7

CANTON GINEVRA

Quattro membri di una famiglia, uccisi a colpi di pistola, sono stati trovati ieri nella loro abitazione a Carouge (GE). Si tratterebbe dei genitori e dei due figli adolescenti.

Gli inquirenti privilegiano l'ipotesi del dramma famigliare. L'autore dei colpi sarebbe infatti uno dei genitori. L'arma è stata rinvenuta nell'appartamento, che era chiuso a chiave dall'interno. Le vittime sono un ginevrino di 52 anni, la moglie di 47 e i loro figli di 19 e 16 anni.

Il dramma risalirebbe a svariate ore o forse giorni prima. La polizia è stata allarmata da una vicina, preoccupata per l'assenza incomprensibile della famiglia.

 

Da: CdT 9.3.09 pag 9

CANTON GINEVRA

Dramma di Carouge: trovata lettera del padre

Il padre della famiglia trovata morta a Carouge (GE) ha lasciato una lettera nella quale annuncia di voler andarsene dal mondo insieme a sua moglie e ai suoi due figli. Appare quindi sempre più verosimile l’ipotesi di un dramma famigliare.

 

 

 

Da: Il Corriere della sera, 15.6.2002, pag 51 (link all'articolo)

Il fratello della donna uccisa: suo marito era una persona seria e taciturna, poi si è scoperta possessiva e prepotente

Rosella e Stefano, 7 anni d' amore finiti in un attimo

L' omicidio-suicidio di Ponte Tresa: dopo un lungo fidanzamento, il matrimonio è naufragato in tre mesi. l' avvocatessa : " l' ho guardato negli occhi mentre sparava"

DAL NOSTRO INVIATO PONTE TRESA (Varese) - Sette anni di fidanzamento. Poi un mese «di prova» di vita in comune nell' appartamentino di Cunardo comperato metà lui e metà lei. Ma il matrimonio, maggio 2001, proprio quando la sposa compiva 28 anni, è naufragato in tre mesi. L' altra sera, a Ponte Tresa, l' incredibile tragedia, l' omicidio-suicidio per gelosia del marito, si è consumata quando i due avevano firmato davanti all' avvocato la decisione di vendere quell' appartamento, loro ultimo legame. La morte, per qualche giorno, ha riportato insieme, a medicina legale di Varese, i corpi della giovane frontaliera di Luino Rosella Ferrari e del finanziere scelto Stefano Martin di Caorle (Venezia) il quale, al momento di lasciare lo studio legale, ha sparato con la Beretta d' ordinanza mettendo la parola fine alla loro tormentata storia d' amore. Ferito fin da piccolo dalla separazione dei suoi genitori, Stefano non si dava pace che Rosella se ne fosse andata via mettendosi poi in un signorile appartamento di Gentilino, periferia di Lugano, con Hazem Basuny, un egiziano ormai cittadino svizzero, impiegato in un' azienda farmaceutica ticinese. «Una volta ci ha telefonato per minacciarci - riferisce Hazem - non sopportava che Rosella stesse con me. Poi però basta, eravamo convinti si fosse rassegnato». «Mai capito quello Stefano - racconta, gli occhi rossi di lacrime, Roberto, fratello di Rosella, che continua ad abitare con i genitori in una casa di campagna -: sempre taciturno. Persona seria, normale, a vederlo, ma in casa possessivo e tanto geloso, da quanto capivo dalle mezze parole di mia sorella che pure, dopo il lungo fidanzamento, doveva conoscerlo. Ma forse ha scoperto qualcos' altro». Prima di incrociarsi, due storie partite da lontano. Lei - una vita in tessitura, il padre Giuseppe, pensionato, casalinga la mamma Fiora - prima dell' unione con Stefano, è sempre vissuta a Motta, frazione di Luino, in collina, poche casette tra i prati. Bruna, minuta, una ragazza come tante, ma due occhi verdi che si fanno notare. Dopo l' istituto professionale subito a fare la frontaliera in Svizzera. Prima in un' azienda meccanica, poi in un' agenzia di lavoro interinale. Nel ' 95 l' incontro con Stefano, allora alla Finanza di Ponte Tresa, il confine con la Svizzera che lei varca ogni giorno. Un giovane alto, robusto, di tre anni più adulto. Viene da Caorle. Il diploma, un lavoro in un locale pubblico, quindi si arruola nelle Fiamme gialle lasciando nella cittadina lagunare la mamma Maria e la sorella Liana occupata in un ristorante mentre un altro fratello, Luigi, fa l' odontotecnico a Novara. Lo destinano prima a Como, poi a Ponte Tresa, infine al comando di Varese. Su di lui nulla da eccepire. E anche a Caorle non si riesce a credere la tragedia di Ponte Tresa. Tra Rosella e Stefano subito grande amore. Lei, esuberante, riesce a trascinarlo anche in discoteca. Paiono fatti l' uno per l' altra. La donna però con il tempo si fa più chiusa. Le nozze non cambiano le cose. «Una sera - continua Roberto - lui ci telefona: dov' era andata Rosella? Più tardi è mia sorella che chiama: "Con quell' uomo basta". Inutile tentare di convincerla a pensarci su. Che era successo?». In aprile la separazione dal giudice. Più di recente nella vita della giovane compare Hazem Basuny. Sulla quarantina, posizione discreta. «Non molto tempo fa è proprio Hazem ad accompagnare qui Rosella - dice sempre Roberto -. E' imbarazzato, i miei genitori lo fanno entrare. Cortese, posato anche lui, ha già l' accento svizzero. Forse Rosella ha trovato la sua strada, ci diciamo più tardi in famiglia». Lunedì a Varese le autopsie dei due giovani normali. Andrea Biglia L' accordo sulla casa poi due colpi di pistola MATRIMONIO Rosella Ferrari e Stefano Martin, finanziere scelto, si erano sposati il 25 maggio dell' anno scorso dopo sette anni di fidanzamento. Ma dopo pochi mesi lei aveva voluto rompere il legame SEPARAZIONE La fine del matrimonio era divenuta ufficiale il 18 aprile scorso. Ora, rimaneva da trovare l' accordo su alcuni problemi economici, come la vendita della casetta di Cunardo dove i due erano andati ad abitare INTESA Giovedì Rosella e Stefano si erano incontrati nello studio legale di Ponte Tresa proprio per definire le ultime questioni patrimoniali relative alla casa acquistata insieme. Avevano firmato un accordo FOLLIA Mentre uscivano dallo studio con l' avvocatessa Salvina Milone, Martin ha impugnato la pistola d' ordinanza che aveva in tasca, si è girato verso la ex moglie e le ha sparato al petto. Subito dopo si è ucciso con un colpo in bocca sotto gli occhi dell' avvocatessa L' AVVOCATESSA «L' ho guardato negli occhi mentre sparava» VARESE - «Ho sentito la sparo, ho visto il sangue. Ho visto l' arma puntata contro di me. E' stato tale lo spavento che per un attimo ho pensato di essere anch' io ferita»: sono passate appena dodici ore dalla terribile scena avvenuta davanti ai suoi occhi. Salvina Milone, la giovane avvocatessa nel cui ufficio il finanziere Stefano Martin si è suicidato dopo aver ucciso la moglie Rosella Ferrari, cerca di scacciare quell' incubo tuffandosi nel lavoro. Ieri mattina Salvina era già a palazzo di giustizia di Varese per partecipare ad alcune udienze. Come è trascorsa la notte dopo quei minuti di inferno? «Cercando inutilmente di dormire - risponde la donna che ha accanto a sé il marito, un ispettore di polizia -. Ho avuto sempre davanti a me quella scena terribile, il gesto di lui che nella calma più assoluta impugna la pistola e fa fuoco...». La scena torna continuamente alla memoria, come un film alla moviola. «Nulla lasciava presagire quel che è successo - racconta l' avvocatessa - doveva essere l' ultimo incontro per mettere a punto i dettagli della separazione. S' era deciso di vendere la casa di Cunardo dove la coppia aveva abitato. Marito e moglie s' erano detti d' accordo. Ci siamo tutti alzati per andare verso la porta e salutarci. E invece...». E invece ecco scatenarsi il delirio. «Martin era un passo avanti a Rosella e a me. Si è girato di scatto e ha sparato centrando la donna al petto. Ho gridato, ho visto la canna della pistola fermarsi davanti a me per un istante, ho guardato lui negli occhi: aveva uno sguardo vitreo, fisso. Si è portato la pistola alla bocca e ha premuto il grilletto. A quel punto sono uscita urlando». Sembra una tragedia nata dal nulla; eppure il nuovo convivente di Rosella ha raccontato di aver ricevuto minacce proprio dal finanziere. «Sono cose che accadono quando una coppia si separa. Anche Rosella me le aveva riferite, ma tutto sembrava rientrato quando Martin aveva accettato la separazione». Claudio Del Frate

Biglia Andrea, Del Frate Claudio

Pagina 51
(15 giugno 2002) - Corriere della Sera

 

Da: CdT 24.1.09 pag 5

GIURA BERNESE
 Spara alla moglie e poi cerca di togliersi la vita

  Dramma familiare a Trame­lan, nel Giura bernese. La poli­zia è accorsa al domicilio di una coppia che stava litigando. Al loro arrivo hanno trovato i due stesi a terra: la donna, 48 anni, morta e il marito, di 46, grave­mente ferito. Sui corpi sono state riscontrate ferite di arma da fuoco. L'uomo avrebbe spa­rato alla moglie, poi avrebbe ri­volto l'arma contro di sé.

Da: CdT, 19.1.09, pag 5

 ARGOVIA
 Uccide la moglie e poi si suicida

  Dramma familiare la scorsa notte a Sisseln (AG). Un uomo di 64 anni ha ucciso la moglie di 58 con un'arma da fuoco e si è poi suicidato. I loro corpi sen­za vita sono stati trovati da membri della famiglia. All'origi­ne del dramma vi sarebbero problemi familiari.

Da: CdT 27.12.08 pag 2

Si veste da Babbo Natale e commette una strage


 Un 45.enne californiano, da poco divorziato, si è presen­tato travestito e con un pacco a casa della ex moglie, do­ve c'era una festa, e ha iniziato a sparare: nove i morti

  LOS ANGELES Un uomo di 45 anni, reduce da una acrimonio­sa causa di divorzio, si è presen­tato vestito nei bonari panni di Babbo Natale, ma con un'arma nascosta, la notte della vigilia di Natale a casa dell'ex moglie a Co­vina, in California, dove stavano festeggiando 25 persone, ed ha aperto il fuoco su tutti quanti in­contrava, uccidendo almeno no­ve persone e dando poi fuoco al­l'abitazione.
  L'uomo, Bruce Pardo, si è in se­guito ucciso in casa del fratello. Fra le vittime, molte delle quali carbonizzate, la polizia ritiene vi siano anche l'ex moglie e i suoce­ri dell'uomo. Diverse persone si sono salvate lanciandosi dalle fi­nestre o riparandosi dietro ai mo­bili.
  Fra i feriti vi è anche una bambina di otto anni, la prima a essere colpita da Pardo quando è corsa alla porta per vedere San­ta Claus e che, secondo i medici, se la caverà nonostante sia stata colpita in pieno volto da un colpo d'arma da fuoco.
  Secondo la ricostruzione fatta dai testimoni e riportata dai media americani online, Pardo, che con ogni probabilità intendeva ven­dicarsi dopo il divorzio concluso in modo per lui insoddisfacente appena una settimana fa, ha suo­nato alla porta della villetta di due piani nel tranquillo quartiere re­sidenziale di Covino, a est di Los Angeles. Aveva in mano un pac­chetto, dal quale ha estratto una pistola e ha cominciato a sparare.

 

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