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Da: La regione, 28.4.08, pag 7

<>Chiusa e stuprata in cantina per 24 anni
Una donna oggi 42enne. La polizia: sette figli dagli abusi del padre


Vienna - La polizia austriaca ha arrestato un uomo di 73 anni accusato di aver sequestrato la figlia per quasi 24 anni e di averla obbligata a rapporti in­cestuosi con lui dai quali sono nati sette figli, uno dei quali morto poco dopo il parto.
La donna, oggi 42enne, chia­mata Elisabeth Fritzl secondo la tv, ha raccontato alla polizia di essere stata invitata dal pa­dre nel 1984, quando aveva 18 anni, nella cantina della sua casa, nella cittadina di Amstet­ten, in Bassa Austria, dove è stata drogata e ammanettata.
«Durante i 24 anni di prigionia l'uomo ha abusato di lei in conti­nuazione » , ha spiegato in una conferenza stampa il capo della polizia del Land Bassa Austria, Franz Polzer. Per stabilire quali e quanti siano i figli ora dovran­no essere eseguiti i test sul Dna. Il padre arrestato non ha rila­sciato dichiarazioni. Il caso è venuto alla luce dopo che la 19enne Kerstin, presunta figlia maggiore di Elisabeth e del pa­dre di quest'ultima, Joseph, è stata portata e lasciata all'ospe­dale di Amstetten lo scorso fine settimana in preda a una grave malattia. I medici dell'ospedale hanno tentato per giorni di con­tattare la madre di Kerstin, fin­ché la verità non è emersa.
Elisabeth era tenuta segrega­ta in cantina in compagnia di tre dei figli, ha spiegato la poli­zia. Joseph portava loro acqua, cibo e vestiario. In 24 anni, nes­suno si è mai accorto di nulla. Com'era avvenuto con Nata­scha Kampusch, la giovane pri­gioniera per otto anni del suo spasimante-aguzzino.

Da: La regione, 28.4.08, pag 7

<>Il caso
Iraq: innamorata del soldato occupante, il padre la uccide per salvare l'onore


Londra - Rand Abdel-Qader, 17 anni, si era innamorata di un soldato britan­nico. Un peccato imperdonabile per suo padre, che l'ha ferocemente uccisa.
La studentessa d'inglese all'univer­sità di Bassora Rand, raccontava ieri l'Observer, aveva raccontato alla sua mi­gliore amica del suo amore per il giova­ne soldato Paul, 22 anni, e di come stesse sognando un futuro con lui. Cinque mesi di sorrisi, chiacchierate e regalini, che Rand consegnava all'amica Zeinab, perché non poteva portarli a casa.
Un sentimento stroncato brutalmente dal padre: l'ha soffocata, calpestata, pu­gnalata.
E dopo la orribile esecuzione, ha gridato ai vicini accorsi che doveva farlo, «per pulire il mio onore» . Rand ave­va infatti «osato» parlare con Paul in pubblico. Gli zii della ragazza, d'accordo, hanno sputato sul cadavere.
Il militare e la studentessa lavoravano insieme in una struttura che aiutava la popolazione, per cui erano stati visti par­lare insieme, e anche ridere. Un peccato mortale, questa simpatia tra la giovane musulmana, che faceva del volontariato, e il cristiano Paul. L'ultima volta che si erano visti era stato in gennaio, due mesi prima dell'omicidio: ma il 16 marzo Abdel Qader-Ali, il padre, era stato infor­mato dei contatti tra i due da un amico.
«Quando è entrato in casa, aveva gli oc­chi iniettati di sangue - ha raccontato in lacrime Leila Hussein, madre di Rand, all'Observer -. Mi sono preoccupata, ho tentato di parlargli, ma lui è andato nella camera di nostra figlia, e ha iniziato ad urlare. Le ha chiesto se era vero che avesse una storia con un soldato britannico. Rand ha iniziato a piangere, era nervosa e disperata. Lui le ha preso i capelli, e ha iniziato a picchiarla. Ho chiamato i miei figli, per fermare il padre, ma loro l'han­no aiutato ad ucciderla» .
Il marito è stato arrestato, inizialmen­te, ma poi è stato rilasciato perché è sta­to stabilito che era un crimine d'onore.
«È qualcosa di cui un uomo iracheno dev'essere orgoglioso, sfortunatamente» , dice Leila, che due settimane dopo ha la­sciato il marito Ali. «Non potevo vivere con l'assassino di mia figlia» , che quando lei ha chiesto il divorzio, l'ha picchiata e le ha rotto un braccio. Ora lavora per una Organizzazione non governativa (Ong) impegnata contro i delitti d'onore. Rand, considerata impura, ha avuto una semplice sepoltura, senza neanche un funerale. ATS/ANSA

Da: La regione, 14.04.08, pag 7 

Uccide la matrigna e il fratellastro
Dramma familiare nel canton Svitto; protagonista un 15enne


Svitto - Dramma familiare nella notte tra venerdì e sabato nel canton Svitto: un ragazzo di 15 anni ha accoltellato sor­prendendoli nel sonno la matrigna di 39 anni e il fratellastro di 13, uccidendoli. Ferito, ma solo leggermente, anche il pa­dre 41enne. Il giovane è stato arrestato. Finora non sono ancora noti i motivi del suo gesto.
Il dramma ha colpito una famiglia svizzera ricostituita: il padre aveva por­tato nel nuovo matrimonio tre figli di una precedente relazione, la madre a sua volta due. Tutti insieme vivevano da al­cuni anni in una casa bifamiliare im­mersa nel verde a Ried, una frazione di Muotathal, comune di circa 3.500 abitan­ti dell'omonima valle. Al momento del fatto di sangue, l'intera famiglia si tro­vava al domicilio: è stato uno dei suoi componenti a chiamare la polizia, poco dopo mezzanotte. Giunti sul posto, gli agenti non hanno potuto fare nulla per salvare la vita alla donna e al ragazzo. Hanno invece potuto medicare il padre, che aveva solo alcune ferite da taglio. Per commettere il crimine è stato uti­lizzato un grosso coltello da cucina, spie­ga il capo della polizia criminale svitte­se Stephan Grieder. Non è ancora chiaro dove se lo sia procurato, ma è probabile che lo abbia trovato in casa.
Il presunto omicida non era noto alle forze dell'ordine e frequentava regolar­mente la scuola. Per lui ( come per tutte le persone che hanno assistito al dram­ma) sono scattate misure di assistenza psicologica: è stato ricoverato in stato di fermo in un ospedale della regione, dove è già stato interrogato dal magistrato della procura cantonale dei minorenni. Con questo drammatico caso salgono a sei i drammi familiari in Svizzera e Lie­chtenstein dall'inizio dell'anno, e a 33 se si parte dall'inizio del 2006, secondo un calcolo dell'Agenzia telegrafica svizze­ra. Nella stragrande maggioranza dei casi a finire preda di un raptus omicida sono gli uomini. I delitti di questo tipo commessi da adolescenti in Svizzera sono rarissimi.
ATS/ RED


 

Da: La regione, 15.04.08, pag 8

 

Dramma di Ried, colpa della gelosia?
Il giovane omicida si trova ancora ricoverato in ospedale


Ried-Muotathal – La polizia svittese non ha ancora potuto accertare il mo­tivo e le circostanze esatte del dramma familiare avvenuto nella notte tra ve­nerdì e sabato scorsi a Ried, nel Muo­tathal: un ragazzo di 15 anni ha ucciso la matrigna di 39 anni e il fratellastro di 13, colpendoli con un coltello da cu­cina, e ha ferito, ma solo leggermente, il padre 41enne. L’adolescente è stato arrestato e si trova ancora in ospedale in stato di detenzione preventiva, sot­to stretta sorveglianza. Le sorelle su­perstiti beneficiano di speciale assi­stenza psicologica ma sono andate ieri normalmente a scuola.
Le indagini non sono facili e dure­ranno
ancora alcuni giorni, ha detto ieri all’Ats Stephan Grieder, ufficiale di picchetto della polizia cantonale svittese. Gli inquirenti continuano a pensare che le vittime siano state sor­prese nel sonno, a dispetto di altre ipo­tesi speculative formulate dalla stam­pa. L’arma del delitto: un grande col­tello da cucina.
Il
Blick ha pubblicato ieri testimo­nianze di compagni e maestri. L’omi­cida è descritto come un giovane con molti amici, non violento, ma con una passione per il computer e i videogio­chi violenti. Sempre sulla base di testi­monianze raccolte, il giornale zuri­ghese ipotizza un delitto commesso per gelosia verso il fratellastro ucciso, che sarebbe stato il ‘cocco della fami­glia’. La polizia parla per il momento di speculazioni e si rifiuta di commen­tarle.
In Svizzera, secondo il diritto penale applicato ai minorenni, i giovani fra i 15 e 16 anni che commettono un reato incorrono in misure educative o tera­peutiche, oppure in una pena privati­va della libertà. L’adolescente quindi­cenne che ha ucciso la matrigna e il fratellastro sarà verosimilmente con­dannato a una misura educativa in un istituto chiuso, secondo il giurista zu­righese Daniel Jositsch, interrogato dall’Ats. Una pena privativa della li­bertà
può essere inflitta soltanto se il colpevole è considerato capace di in­tendere e di volere al momento dei fat­ti, ha precisato Jositsch. Una pena combinata è possibile invece se l’ado­lescente è riconosciuto responsabile ma presenta anche delle deficienze. Nella scuola media di Muotathal le lezioni sono intanto riprese quasi nor­malmente dopo il dramma familiare. Gli allievi hanno tuttavia potuto bene­ficiare di un’assistenza psicologica da parte di specialisti.
I genitori sono stati informati dome­nica sera di quanto avvenuto nella casa di Ried. Ieri mattina tutti gli inse­gnanti hanno seguito un corso specia­le,
ha indicato in una conferenza stam­pa il direttore delle scuole distrettuali Josef Schuler. Tema: ‘ Come presentar­si alle lezioni dopo questo fatto orribi­le’.
Poi gli allievi sono stati riuniti e informati.
I docenti delle allieve direttamente coinvolte nel dramma hanno ricevuto un’assistenza speciale. Le tre adole­scenti – due sorelle e una sorellastra del 15enne arrestato – continuano a vi­vere a casa loro e a frequentare le le­zioni normalmente, con la dovuta as­sistenza psicologica. «
Non vogliamo strapparle dal loro ambiente, ma elabo­rare insieme quanto avvenuto », è stato precisato alla conferenza stampa. ATS

 

Da: Corriere del Ticino, 15.3.08, pag 6

FRIBURGO
Sgozza il figlio di tre anni condannato a sette

Sette anni e mezzo di reclu­sione: è la condanna inflitta ieri ad un uomo che nel 2004 ave­va sgozzato il figlio. L’uomo ha dichiarato di averlo fatto per im­pedire alla moglie di rapirlo.

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