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Da: La regione, 11.3.08, pag 6

 

Ogni anno 22 donne uccise dal partner
Negli omicidi legati a relazioni di coppia le vittime sono quasi sempre di sesso femminile e molte sono straniere


Neuchâtel – Tra il 2000 e il 2004, 26 persone in media sono state uccise ogni anno in Sviz­zera dal partner o dall’ex. Ben 22 le donne, quattro soltanto gli uomini. Nettamente sovra­rappresentati gli stranieri, tra gli autori come tra le vittime, rileva un’analisi pubblicata ieri dall’Ufficio federale di sta­tistica ( Ust). La fase più a ri­schio è quella della separazio­ne.
Negli anni in esame l’Ust ha contato in media 61 vittime di un omicidio o di un tentato omicidio legato a una relazio­ne di coppia: 50 donne e 11 uo­mini. Le donne straniere resi­denti in Svizzera hanno subìto questo genere di reato 2,4 volte più spesso delle svizzere. Oltre la metà delle vittime di sesso femminile era già stata minac­ciata o aggredita con violenza dal presunto autore prima del reato. Tra la popolazione di sesso maschile il tasso di so­spettati di nazionalità stranie­ra
è di 3,1 volte superiore a quello degli svizzeri.
Per le donne, la probabilità di rimanere vittima dell’ex o dell’attuale partner è di quat­tro volte superiore rispetto agli uomini: si registrano in­fatti 1,5 vittime di sesso fem­minile ogni 100 mila abitanti contro 0,3 di sesso maschile. Il tasso medio di vittime tra le donne straniere è di 2,8 su 100 mila. Tra le svizzere di 1,2.
Sono particolarmente a ri­schio le donne sposate in età compresa tra 20 e 24 anni, sviz­zere o straniere che siano. Il tasso di vittime tra le stranie­re, pari a più del doppio di quello delle svizzere, si spiega almeno in parte con il fatto che le giovani straniere a quell’età sono più spesso sposate delle svizzere, spiega l’Ust.
La maggior parte degli omi­cidi con vittime di sesso fem­minile è commessa all’interno della coppia ( 58%). Tuttavia, scrive l’Ust, la quota di omici­di
perpetrati in fase di separa­zione ( 25%) è da ritenersi par­ticolarmente elevata, trattan­dosi di quella più breve della relazione. Ed è proprio duran­te la fase di separazione che si registra la quota più elevata di reati con esito letale.
Nel 17% dei casi, la vittima e il presunto autore erano già separati. Questi omicidi sono apparentemente quelli più so­vente premeditati. Più della metà delle vittime di sesso femminile erano già state mi­nacciate o aggredite. Il 39% di questi episodi, particolarmen­te frequenti durante e dopo la fase di separazione, era già stato denunciato alla polizia prima del dramma. Quasi la metà ( 46%) degli uomini era già stata schedata dalla poli­zia. Nel 60% dei casi la denun­cia riguardava reati violenti. Dall’indagine emerge anco­ra che il 36% dei sospettati di sesso maschile era sotto l’in­flusso dell’alcol o di un’altra
sostanza psicotropa al momen­to del reato; in un terzo dei casi lo era anche la vittima. Il tasso di persone sospettate di omicidio all’interno della coppia tra gli stranieri è di tre volte superiore a quello degli svizzeri. I sospettati stranieri si trovano inoltre più spesso in fase di separazione al momen­to del reato e sono più sovente oggetto di denunce per minac­ce o aggressioni violente pri­ma del reato, indipendente­mente dalla nazionalità della vittima.
Spesso gli stranieri sono an­che giovani e sposati, una cate­goria molto presente tra i pre­sunti autori, rileva l’Ust. I fat­tori analizzati «
spiegano però solo in parte » la differenza tra svizzeri e stranieri. Altre cir­costanze che possono avere in­fluenze sulla coppia, come il reddito e le condizioni di abi­tazione, non erano infatti di­sponibili al momento dello studio. ATS




Quasi metà degli omicidi era già stato denunciato alla polizia prima del dramma
TI- PRESS
 

 

Da: Corriere del Ticino, 26.02.2008, pagina 7

Marito uccide la moglie e poi si spara

Dramma famigliare ieri matti­na a Balzers, nel Principato del Liechtenstein. Un portoghese quarantunenne ha sparato con una pistola sulla pubblica via alla moglie, uccidendola. In se­guito, ha rivolto l'arma contro sé stesso, togliendosi la vita.
La coppia lascia due figli di 5 e 7 a anni.

Da: Il Corriere del Ticino, 9.02.2008, pagina 36. 

USA: folle armato entra in municipio e uccide sei persone

KIRKWOOD (STATI UNITI) Un uomo armato ha compiuto un folle blitz in una seduta del con­siglio comunale di Kirkwood, nel Midwest americano, uccidendo sei persone e ferendo gravemen­te alla testa il sindaco prima di es­sere a sua volta abbattuto dalla polizia. Il tutto è durato pochi mi­nuti. La polizia ha perquisito la casa dell’uomo, alla ricerca di un mo­vente, mentre una tv locale, Kmov-Tv, ha intervistato il fratel­lo del folle, Gerald Thornton: «Mio fratello stasera è entrato in guerra con la gente e l’autorità che gli sta rendendo difficile la vi­ta, alla quale ha messo fine. L’ac­cetto », ha aggiunto il fratello.

Al tribunale sparatoria come nel Far West, 2 morti e 4 feriti
All’origine del dramma, avvenuto nell’aula delle separa­zioni civili di Reggio Emilia, vi è un albanese che ha aperto il fuoco contro la moglie. L’uomo è poi stato ab­battuto da un poliziotto mentre cercava di fuggire
 


REGGIO EMILIA Il tragico bi­lancio della sparatoria avvenuta ieri nel tribunale di Reggio Emi­lia è di due morti e quattro feri­ti, di cui uno grave.
L’assassino è un cittadino alba­nese, a sua volta ucciso dalla po­lizia durante un conflitto a fuo­co, dopo aver sparato alla mo­glie (operata d’urgenza e ora in prognosi riservata) da cui si sta­va separando, e al cognato che aveva tentato di disarmarlo.

Da: www.cdt.ch, 25.4.11

VARESE - Mario Camboni, l'uomo in carcere con l'accusa di aver ucciso a coltellate la figlia Alessandra e aver ferito il figlio Federico ieri sera nella sua abitazione a Gavirate, voleva tornare a casa e ricongiungersi con la moglie da cui si è separato lo scorso autunno, ma il suo desiderio sarebbe stato scoraggiato dagli stessi familiari. E tanto potrebbe essere bastato, dunque, per scatenare la sua follia. È questa, a quanto si è saputo, una prima ipotesi su cui gli investigatori stanno lavorando per ricostruire movente e dinamica della tragedia di Pasqua. Il desiderio frustrato dell'uomo, ex Guardia di finanza in pensione, 69 anni, avrebbe in questo senso accentuato la sua sensazione di solitudine, nel piccolo monolocale in un residence non lontano dal lago di Varese in cui viveva da dicembre.

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