La
tragedia è avvenuta a Bettlach, nel Canton Soletta, regione già scossa
lo scorso 5 giugno da un triplice omicidio – Entrambe le vittime, di 57
e 47 anni, sono cittadini svizzeri – I contorni della vicenda sono poco
chiari
LA
CERTEZZA Per l’omicidio-suicidio, avvenuto nel posteggio delle
biciclette di una scuola, non è stata usata un’arma militare. (Key)
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Nuovo
dramma familiare in Svizzera. Un uomo di 57 anni ha sparato alla moglie
di 47, uccidendola, per poi togliersi la vita. Il fatto di sangue è
avvenuto ieri mattina nella cittadina solettese di Bettlach (4.800
abitanti). Entrambe le vittime sono cittadini svizzeri. I contorni
della vicenda restano poco chiari.
Gli inquirenti stanno
esaminando le ragioni che avrebbero spinto l’uomo a compiere il tragico
gesto. La polizia cantonale per il momento non ha potuto precisare né
quanti colpi siano stati sparati né confermare l’eventuale
partecipazione di una terza persona nel grave episodio.
Erano
stati i vicini di casa, svegliati alle sei meno un quarto del mattino
da alcune grida, ad allertare le forze dell’ordine. Le segnalazioni
giunte alla centrale d’allarme parlavano di una lite fra un uomo e una
donna e riferivano della presenza di un’arma da fuoco. Pochi istanti
più tardi erano poi stati uditi degli spari. Gli agenti intervenuti
rapidamente sul posto avevano rinvenuto, nel posteggio per biciclette
di una scuola i corpi senza vita di due persone.
Stando a
informazioni non confermate diffuse dai media locali alcune persone
avrebbero udito la donna urlare «no! no!» e poco dopo un uomo affermare
«Ora ho ucciso mia madre».
La donna viveva da più di un
anno separata dal marito, ha precisato il portavoce della polizia
solettese Urs Eggenschwiler, il quale ha pure assicurato che l’arma del
delitto rinvenuta sul luogo del dramma non è né una pistola
dell’esercito, né un fucile d’ordinanza.
I corpi delle vittime saranno trasferiti all’Istituto di medicina legale dell’Università di Berna per un’autopsia.
Il
Canton Soletta era già balzato agli onori della cronaca lo scorso 5
giugno per un triplice omicidio (padre di 60 anni, madre di 55 e figlia
di 35) avvenuto a Grenchen. Per questo fatto il 23 giugno la polizia ha
arrestato quattro persone, tre cittadini svizzeri residenti nel Canton
Argovia – una donna di 48 anni e due uomini di 36 e 22 – e un cittadino
tedesco di 36 anni domiciliato nel Canton Lucerna, che conoscevano le
vittime.
I quattro sono tuttora trattenuti in detenzione
preventiva. Uno di loro avrebbe anche parzialmente confessato, ma i
motivi e la dinamica esatta di questo efferato fatto di sangue
rimangono tuttora oscuri.