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Da: CdT 8.8.09 pag 11

Strage in famiglia a Gornate Olona, nel Varesotto. Un uomo di 42 anni ha ucciso nel sonno a coltellate la moglie di 36 anni e i due figli di 9 e 5 anni. L’uccisore si è poi tolto la vita coi gas di scarico della propria automobile. La notizia è stata diffusa dal portale informativo Varesenews e confermata dalle autorità inquirenti.

La scoperta dei quattro corpi è avvenuta poco prima di mezzogiorno. È stato un parente a far scattare l’allarme. I carabinieri non escludono che alla base del gesto dell’uomo ci sia la disperazione per la recente richiesta della moglie di separarsi. Pare che proprio pochi giorni fa la coppia avesse preparato tutta la documentazione necessaria. La famiglia viveva da pochi anni nella villetta in cui si è consumata la tragedia. Fino a qualche settimana fa marito e moglie avevano lavorato nella stessa azienda, di proprietà della famiglia di lei.

Da: CdT 14.7.09 pag 4

Altro dramma familiare

Un uomo ha ucciso l’ex moglie e poi si è sparato

Ats/r.b.

La tragedia è avvenuta a Bettlach, nel Canton Soletta, regione già scossa lo scorso 5 giugno da un triplice omicidio – Entrambe le vittime, di 57 e 47 anni, sono cittadini svizzeri – I contorni della vicenda sono poco chiari

LA CERTEZZA Per l’omicidio-suicidio, avvenuto nel posteggio delle biciclette di una scuola, non è stata usata un’arma militare. (Key)

Nuovo dramma familiare in Svizzera. Un uomo di 57 anni ha sparato alla moglie di 47, uccidendola, per poi togliersi la vita. Il fatto di sangue è avvenuto ieri mattina nella cittadina solettese di Bettlach (4.800 abitanti). Entrambe le vittime sono cittadini svizzeri. I contorni della vicenda restano poco chiari.

Gli inquirenti stanno esaminando le ragioni che avrebbero spinto l’uomo a compiere il tragico gesto. La polizia cantonale per il momento non ha potuto precisare né quanti colpi siano stati sparati né confermare l’eventuale partecipazione di una terza persona nel grave episodio.

Erano stati i vicini di casa, svegliati alle sei meno un quarto del mattino da alcune grida, ad allertare le forze dell’ordine. Le segnalazioni giunte alla centrale d’allarme parlavano di una lite fra un uomo e una donna e riferivano della presenza di un’arma da fuoco. Pochi istanti più tardi erano poi stati uditi degli spari. Gli agenti intervenuti rapidamente sul posto avevano rinvenuto, nel posteggio per biciclette di una scuola i corpi senza vita di due persone.

Stando a informazioni non confermate diffuse dai media locali alcune persone avrebbero udito la donna urlare «no! no!» e poco dopo un uomo affermare «Ora ho ucciso mia madre».

La donna viveva da più di un anno separata dal marito, ha precisato il portavoce della polizia solettese Urs Eggenschwiler, il quale ha pure assicurato che l’arma del delitto rinvenuta sul luogo del dramma non è né una pistola dell’esercito, né un fucile d’ordinanza.

I corpi delle vittime saranno trasferiti all’Istituto di medicina legale dell’Università di Berna per un’autopsia.

Il Canton Soletta era già balzato agli onori della cronaca lo scorso 5 giugno per un triplice omicidio (padre di 60 anni, madre di 55 e figlia di 35) avvenuto a Grenchen. Per questo fatto il 23 giugno la polizia ha arrestato quattro persone, tre cittadini svizzeri residenti nel Canton Argovia – una donna di 48 anni e due uomini di 36 e 22 – e un cittadino tedesco di 36 anni domiciliato nel Canton Lucerna, che conoscevano le vittime.

I quattro sono tuttora trattenuti in detenzione preventiva. Uno di loro avrebbe anche parzialmente confessato, ma i motivi e la dinamica esatta di questo efferato fatto di sangue rimangono tuttora oscuri.

 

Da: CdT 6.6.09 pag 4

CANTON VAUD

Annegò il figlio di 6 anni condannata a 13 anni

La corte criminale di Losanna ha condannato a 13 anni una donna di 38 anni che aveva ucciso il figlio di 6 anni annegandolo in una vasca da bagno e tentando poi di suicidarsi. Il tribunale l'ha riconosciuta colpevole di assassinio ritenendo che abbia agito con particolare assenza di scrupoli, secondo i giudici scaricando «sulla vittima tutto l'odio che provava nei confronti del marito. Ha agito per vendetta, per togliere al padre il suo bambino», un atto «particolarmente atroce». Le è stata riconosciuta una lieve diminuzione della responsabilità a causa di una personalità borderline.

 

Da: www.cdt.ch 1.6.2009 19:42

SOLETTA - Dramma famigliare a Bellach, nel Canton Soletta: un 43enne ha ucciso a coltellate la moglie, della stessa età, durante un litigio. L'omicida è stato arrestato poco dopo e non ha opposoto resistenza. La coppia, di nazionalità francese, abitava nella casa in cui è avvenuta la tragedia con i figli, una giovane di 19 anni e un bambino di 8 anni, che sono stati nel frattempo affidati a conoscenti.

Stando a quanto indicato in serata la polizia ha ricevuto intorno alle 9.30 diverse telefonate che segnalavano un violento diverbio fra coniugi alla Fuchsweg di Bellach, comune di 5000 abitanti del distretto di Lebern. Nel corso della lite l'uomo ha attaccato la moglie con un coltello: la donna ha riportato ferite gravissime ed è spirata poco dopo davanti all'abitazione. Gli inquirenti stanno cercando di chiarire le cause che hanno portato alla tragedia. ats

Da: CdT 28.5.09 pag 4

La donna, di 38 anni, aveva annegato il figlio di 6 nella vasca da bagno

Il procuratore generale vodese ha chiesto 15 anni nei riguardi di una donna di 38 anni processata questa settimana a Losanna per aver annegato il figlioletto di 6 anni nella vasca da bagno nel novembre del 2007. La pubblica accusa ritiene che si sia resa colpevole di assassinio.

La donna aveva in un primo tempo dichiarato di aver ucciso il bambino per vendicarsi del marito, «che odiava». «Il movente della vendetta giustifica di per sè la condanna per assassinio», ha dichiarato oggi il procuratore Eric Cottier, accusando l'imputata di aver commesso un atto «mostruoso». In un secondo tempo aveva invece sostenuto di aver voluto suicidarsi dopo il fatto perché si sentiva sola e in collera col marito e la sua famiglia.

 

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