Il Movimento Papageno si unisce alle richieste del sig. Maurizio Gulino, di Breganzona (leggi articolo sottostante).
Ci rivolgiamo, ponendo le medesime domande, ai politici ticinesi e ai Giudici del Tribunale d'Appello (i quali determinano - nei casi di loro competenza - la prassi giuridica applicabile nel nostro Cantone).
- Fino a quando si esasperaranno i figli e i papà separati/divorziati?
- Quando le autorità, le istituzioni e gli operatori del settore inizieranno a gestire le separazioni e i divorzi in modo equo e dignitoso?
- Quando "i figli dei padri" saranno ascoltati e considerati come "i figli delle madri"?
- Quando i componenti (figli, padri, madri, parenti paterni) della oramai ex famiglia verranno trattati in modo paritario e gioiranno di pari diritti?
I figli, i papà e i parenti paterni non ne possono più!
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Da: Corriere del Ticino, 13.3.08, pag 53
In caso di divorzio per lui sono guai
Perché, a causa di un divorzio, i mariti e papà devono pagare così tanto in alimenti da andare in fallimento?
Addirittura non si hanno quasi più diritti. Da 6 anni combatto per avere giustizia. Ciò vuol dire che pago regolarmente quello che devo, ma così facendo mi indebito di mese in mese, senza permettermi lusso alcuno e perfino senza avere nemmeno il minimo indispensabile.
Nel mentre gli avvocati gonfiano il loro portamonete, i rapporti coniugali si distruggono del tutto e ci vanno di mezzo anche i figli. Che vergogna!
Ma i papà, chi li aiuta? Ci sono solo istituzioni per le donne? È questa la parità dei diritti?
Maurizio Gulino, Breganzona