Da: CdT 8.3.13 pag 51
L'OPINIONE ■ KATHERIN SäUBERLI*
Donna contro donna
■ donna2 è un'associazione che ha compiuto un anno di vita il 28 febbraio scorso. Esattamente centoquattro anni fa, il 28 febbraio 1909 fu celebrata la prima giornata ufficiale della donna negli Stati Uniti. Fu un momento storico, perché si unirono le donne socialiste con quelle borghesi.
Oggi siamo noi, le donne «seconde», a ricordare alle femministe di aver paradossalmente creato una discriminazione tra donne.
Le donne che vivono con un uomo separato o divorziato sono confrontate con numerosi problemi e pregiudizi. «Fatti tuoi, lo potevi sapere in anticipo quando ti sei messa insieme a uno con già un matrimonio e alle spalle dei figli». Questa, spesso, è la reazione di amiche e conoscenti. Purtroppo però la percentuale dei divorzi è in continuo aumento e conseguentemente anche le famiglie allargate.
Secondo il codice civile (CCS) le «seconde» continuano a non esistere o meglio ad avere solo obblighi. Noi di donna2 ci battiamo per la vera ed effettiva parità tra donna e donna, tra donna e uomo e tra figli di primo e secondo (o terzo) letto. donna2 lancia un appello a giudici, pretori, legislatori, avvocati e politici affinché pongano rimedio ad una situazione insostenibile: la famiglia viene oggi brutalmente distrutta «per il bene dei figli», rendendo il divorzio un campo di battaglia senza esclusione di colpi specialmente da parte delle donne (ma non solo) che possono trasformarlo - con la collaborazione della legge e della prassi - in un mezzo di arricchimento personale e di vendetta nei confronti del maschio-padre o della «nuova» compagna.
donna2 è nata in Ticino dopo una risposta/non-risposta del consigliere federale Simonetta Sommaruga ad una mia lettera aperta. Pare proprio che i politici (ma soprattutto le femministe) non si siano mai accorti che vi sono donne che sfruttano i cavilli della legge per rovinare anche altre donne e le loro famiglie e figli. La problematica sollevata ha creato un po' di scompiglio negli alti piani della politica. Da allora donna2 è attiva in tutta la Svizzera. Molte donne hanno aderito all'associazione e dato la loro testimonianza. Altre hanno già contribuito ad aprire il dibattito. È il caso dell'avvocato ginevrino Anne Reiser che con il suo recente libro «Au nom de l'enfant... Se séparer sans se déchirer» propone una radicale e completa revisione del diritto di famiglia. donna2 sostiene l'autrice affinché questo libro possa essere tradotto e pubblicato in tedesco e in italiano. donna2 osserva da vicino l'evolversi delle diverse revisioni in atto proprio in questi mesi e cerca di influire sui dibattiti nelle commissioni e nel parlamento. donna2 propone un tempo massimo per ottenere un divorzio: due anni. Ci battiamo affinché i figli possano mantenere il contatto con entrambi i genitori anche dopo il divorzio in un clima sereno e senza conflitti, sostenendo a spada tratta l'affido condiviso. Vogliamo che nonni, zii e cugini possano mantenere la loro relazione con i figli di genitori separati, situazione che non sempre si verifica. Inoltre, donna2 auspica l'introduzione della pratica interdisciplinare «Cochem», una prassi adottata nella maggioranza dei Länder tedeschi. Un matrimonio nel nostro paese dura in media 14 anni. Fatalmente si torna ad innamorarsi e si diventa sovente «matrigne», donne con molti obblighi e nessun diritto. Finora nessuna si è ribellata allo statuto di «matrigna». donna2, cosciente della complessità dei problemi, vuole dar voce alle seconde (finora bollate negativamente dai pregiudizi sociali) e auspica dignità e parità per tutti i membri di una famiglia, zii, nonni e matrigne compresi.
* presidente di donna2
