Svizzera Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Seleziona la tua lingua

Da: La regione, 24.5.12 pag 4

Oltre 740 iscritti e ‘solo cinque casi disciplinari’

Il primo anno di Canevascini alla testa dell’Ordine degli avvocati: la nuova legge a gennaio

A.MA.
L’avvocato Brenno Canevascini TI-PRESS

Sempre più esigenti? O sempre più insofferenti? Fatto sta che di questi tempi sono « molte » le segnalazioni all’Ordine da parte di clienti che si dicono scontenti. Scontenti « di come i rispettivi avvocati svolgono il mandato ». Perché non risponderebbero subito al telefono, perché non darebbero seguito a ciò che si chiede loro, perché i costi del patrocinio legale sarebbero elevati... . In media « due segnalazioni a settimana ». E a protestare non sono solo i clienti. Ci sono anche avvocati che lamentano « presunte scorrettezze » commesse da altri legali. « Tutte queste segnalazioni, perlomeno quelle a me note, arrivano dal Luganese. Il motivo francamente non lo conosco. Potrebbe risiedere nel fatto che la maggioranza degli studi legali aperti nel cantone si trova a Lugano: cosa che genera anche non poca concorrenza e che forse spiega certe lamentele di avvocati nei confronti di altri legali », ha affermato ieri a Bellinzona Brenno Canevascini stilando un bilancio del suo primo anno alla presidenza dell’Ordine ticinese degli avvocati (OaTi)

Eppure, ha evidenziato Canevascini incontrando i giornalisti prima dell’assemblea dell’Ordine, i casi per i quali l’OaTi (oltre 740 gli iscritti) apre un procedimento disciplinare per violazione delle norme deontologiche « continuano a essere pochi: negli ultimi dodici mesi cinque casi ». Tre dei quali sono stati nel frattempo evasi: « Uno con una decisione d’abbandono e due con sanzioni comunque contenute », ha precisato Canevascini. I provvedimenti possono andare dall’ammonimento alla radiazione dall’Ordine, la misura più grave, passando per la multa (« Fino a diecimila franchi ») o la sospensione.

Cinque avvocati al centro di procedure disciplinari a fronte di « 745 » legali. Tanti sono gli avvocati attualmente affiliati all’OaTi, che conta inoltre « 140 » praticanti. Nel cantone il numero dei legali continua dunque a crescere: « Quando sono diventato presidente gli avvocati aderenti all’Ordine erano 726 », ha osservato Canevascini.

Ordine che fra l’altro ha dovuto adeguarsi alle disposizioni della procedura penale unificata sul piano federale, in vigore dal gennaio 2011. Organizzando per esempio il cosiddetto picchetto penale. Garantendo cioè l’intervento dell’avvocato della “prima ora”, affinché un difensore d’ufficio sia presente già agli interrogatori condotti dalla polizia. Un centinaio, ha spiegato il presidente dell’OaTi, « gli avvocati che si sono messi a disposizione per assicurare il picchetto ». Picchetto che è invece obbligatorio « per tutti i praticanti ». Dal 1° gennaio 2011 al 30 aprile di quest’anno « le chiamate agli avvocati e ai praticanti di picchetto sono state 742, in media 46 al mese », ha indicato Canevascini. I picchetti sono settimanali: « Sette avvocati e sette praticanti disponibili dalle 12 di venerdì alle 12 del venerdì seguente ». Raggiungibili ventiquattro ore su ventiquattro. L’esperienza finora è positiva, secondo il responsabile dell’Ordine: « Il Ministero pubblico ha sottolineato l’atteggiamento collaborativo dei difensori della prima ora ».

Nel riferire del suo primo anno alla testa dell’OaTi, Canevascini non poteva non accennare alla nuova Legge cantonale sull’avvocatura varata in febbraio dal Gran Consiglio. Il parlamento ha cancellato l’obbligo di adesione all’Ordine: i legali non saranno più tenuti a essere membri dell’OaTi per poter patrocinare dinanzi ai tribunali civili e penali o dinanzi agli inquirenti, sarà sufficiente essere iscritti nel registro cantonale degli avvocati. Ma soprattutto il Gran Consiglio ha mantenuto, come auspicato dall’OaTi, lo statuto giuridico: l’Ordine ticinese degli avvocati resta una corporazione di diritto pubblico. « Uno statuto che dà delle garanzie al pubblico », ha aggiunto Canevascini. Ora si attende l’emanazione del regolamento d’applicazione della legge uscita nei mesi scorsi dal parlamento. « È in fase di elaborazione: il governo – ha continuato il presidente dell’OaTi – dovrebbe sottoporre a noi e al Tribunale d’appello un progetto entro l’inizio dell’estate. Si sta fra l’altro valutando l’introduzione nella normativa d’applicazione della possibilità per il praticante di sostenere la difesa anche nei dibattimenti in aula penale ». Legge e regolamento « potrebbero entrare in vigore il 1° gennaio 2013 ».

Da: www.blick.ch 29.2.12 (link all'associazione Donna2:  www.donna2.ch)

Franziska Moser (48) aus Zuchwil SO «Ich wusste nicht, was mich erwartet»
Franziska ist seit bald zwei Jahren mit Vitor zusammen. Hautnah erlebt sie mit, was er seit seiner Scheidung mitmachen muss.
  • Von Nadine Chaignat

Franziska mit ihrem  Partner Vitor: Seine Ex hat immer noch Macht über ihn.

Da: Mattino, 18.3.12 pag 6

Antonella Pace la possiamo conside­rare una donna coraggiosa, capace di gesti anche estremi, davanti a tutti e senza vergogna, pur di far valere i suoi diritti di mamma che vuole pro­teggere la sua bambina. La ricor­diamo infatti nell’aprile del 2009 in Piazza Dante (in una delle sue sva­riate proteste), seduta per terra alla ricerca di fondi per poter ricorrere contro la decisione quanto meno di­scutibile della Commissione Tutoria di privarla dell’Autorità di Custodia di sua figlia.

Da: La regione, 15.3.12 pag 9

Adozione possibile per i figli dei partner omosessuali

Luce verde della Camera dei Cantoni al progetto che ora passa al Nazionale

ATS
KEYSTONE Figli di coppie omosessuali adottabili

Berna – Alle coppie omosessuali dovrebbe essere concessa la possibilità di adottare un bambino, in particolare il figlio o la figlia del proprio partner. Per 21 voti a 19, il Consiglio degli Stati ha adottato oggi una mozione elaborata dalla propria Commissione degli affari giuridici che accoglie le rivendicazioni in questo senso delle organizzazioni di difesa dei diritti di gay e lesbiche. Il dossier va al Nazionale.

Le associazioni gay avevano lanciato una petizione le cui richieste sono state in gran parte riprese dalla mozione. Il testo chiede che tutti gli adulti, indipendentemente dallo stato civile e dal modo di vita, possano adottare un bambino, se questa è la soluzione migliore per il suo benessere.

La legge sull’unione civile fra persone dello stesso sesso vieta attualmente alle coppie omosessuali l’adozione, mentre concede, almeno teoricamente, questo diritto a gay e lesbiche che non hanno formalizzato la loro relazione. Con 97 voti contro 83, il Nazionale aveva deciso durante la sessione autunnale di non dare seguito alla petizione.

Nel dibattito di ieri alla Camera dei Cantoni che ha preceduto il voto, esponenti del Ppd hanno ricordato che la legge sul partenariato registrato aveva escluso espressamente la possibilità dell’adozione per le coppie omosessuali, ciò che ha permesso alla legge – contro cui era stato lanciato il referendum – di essere confermata dal popolo in votazione.

Alcuni oratori hanno sottolineato che il diritto elvetico concede già la possibilità di favorire un bambino, senza dover ricorrere per forza all’adozione.

I sostenitori della mozione hanno replicato che si tratta invece di garantire ai bambini che vivono in una coppia formata da partner dello stesso sesso gli stessi diritti dei loro coetanei.

Pur in assenza di statistiche affidabili, sarebbero diverse migliaia i bambini che vivono in famiglie del genere. Le sensibilità evolvono e su questo tema è opportuno avviare un dialogo democratico, lasciando eventualmente al popolo l’ultima parola.

La consigliera federale Simonetta Sommaruga ha sostenuto che, pur comprendendo la situazione di molte coppie, il Consiglio federale è contrario a concedere alle coppie omosessuali un diritto generalizzato all’adozione. Per l’Esecutivo è pensabile invece l’adozione dei figliastri anche per le coppie omosessuali, ciò che equiparerebbe giuridicamente i bambini allevati da partner registrati a quelli cresciuti da coppie sposate.

 

 

Newspaper

Movimento Papageno esamina l’impatto giuridico e sociale della separazione e del divorzio, con particolare attenzione al benessere dei minori e alla responsabilità genitoriale condivisa.

Forniamo documentazione e analisi per sostenere decisioni informate e un dibattito pubblico equilibrato in Ticino e in Svizzera.

Iscriviti per ricevere aggiornamenti.

Maschi avvisati mezzi sal­vati

Bene dei minori

Male dei minori

Ultimi articoli