Oltre 740 iscritti e ‘solo cinque casi disciplinari’
Il primo anno di Canevascini alla testa dell’Ordine degli avvocati: la nuova legge a gennaio
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Sempre più esigenti? O sempre più insofferenti? Fatto sta che di questi tempi sono « molte » le segnalazioni all’Ordine da parte di clienti che si dicono scontenti. Scontenti « di come i rispettivi avvocati svolgono il mandato ». Perché non risponderebbero subito al telefono, perché non darebbero seguito a ciò che si chiede loro, perché i costi del patrocinio legale sarebbero elevati... . In media « due segnalazioni a settimana ». E a protestare non sono solo i clienti. Ci sono anche avvocati che lamentano « presunte scorrettezze » commesse da altri legali. « Tutte queste segnalazioni, perlomeno quelle a me note, arrivano dal Luganese. Il motivo francamente non lo conosco. Potrebbe risiedere nel fatto che la maggioranza degli studi legali aperti nel cantone si trova a Lugano: cosa che genera anche non poca concorrenza e che forse spiega certe lamentele di avvocati nei confronti di altri legali », ha affermato ieri a Bellinzona Brenno Canevascini stilando un bilancio del suo primo anno alla presidenza dell’Ordine ticinese degli avvocati (OaTi)
Eppure, ha evidenziato Canevascini incontrando i giornalisti prima dell’assemblea dell’Ordine, i casi per i quali l’OaTi (oltre 740 gli iscritti) apre un procedimento disciplinare per violazione delle norme deontologiche « continuano a essere pochi: negli ultimi dodici mesi cinque casi ». Tre dei quali sono stati nel frattempo evasi: « Uno con una decisione d’abbandono e due con sanzioni comunque contenute », ha precisato Canevascini. I provvedimenti possono andare dall’ammonimento alla radiazione dall’Ordine, la misura più grave, passando per la multa (« Fino a diecimila franchi ») o la sospensione.
Cinque avvocati al centro di procedure disciplinari a fronte di « 745 » legali. Tanti sono gli avvocati attualmente affiliati all’OaTi, che conta inoltre « 140 » praticanti. Nel cantone il numero dei legali continua dunque a crescere: « Quando sono diventato presidente gli avvocati aderenti all’Ordine erano 726 », ha osservato Canevascini.
Ordine che fra l’altro ha dovuto adeguarsi alle disposizioni della procedura penale unificata sul piano federale, in vigore dal gennaio 2011. Organizzando per esempio il cosiddetto picchetto penale. Garantendo cioè l’intervento dell’avvocato della “prima ora”, affinché un difensore d’ufficio sia presente già agli interrogatori condotti dalla polizia. Un centinaio, ha spiegato il presidente dell’OaTi, « gli avvocati che si sono messi a disposizione per assicurare il picchetto ». Picchetto che è invece obbligatorio « per tutti i praticanti ». Dal 1° gennaio 2011 al 30 aprile di quest’anno « le chiamate agli avvocati e ai praticanti di picchetto sono state 742, in media 46 al mese », ha indicato Canevascini. I picchetti sono settimanali: « Sette avvocati e sette praticanti disponibili dalle 12 di venerdì alle 12 del venerdì seguente ». Raggiungibili ventiquattro ore su ventiquattro. L’esperienza finora è positiva, secondo il responsabile dell’Ordine: « Il Ministero pubblico ha sottolineato l’atteggiamento collaborativo dei difensori della prima ora ».
Nel riferire del suo primo anno alla testa dell’OaTi, Canevascini non poteva non accennare alla nuova Legge cantonale sull’avvocatura varata in febbraio dal Gran Consiglio. Il parlamento ha cancellato l’obbligo di adesione all’Ordine: i legali non saranno più tenuti a essere membri dell’OaTi per poter patrocinare dinanzi ai tribunali civili e penali o dinanzi agli inquirenti, sarà sufficiente essere iscritti nel registro cantonale degli avvocati. Ma soprattutto il Gran Consiglio ha mantenuto, come auspicato dall’OaTi, lo statuto giuridico: l’Ordine ticinese degli avvocati resta una corporazione di diritto pubblico. « Uno statuto che dà delle garanzie al pubblico », ha aggiunto Canevascini. Ora si attende l’emanazione del regolamento d’applicazione della legge uscita nei mesi scorsi dal parlamento. « È in fase di elaborazione: il governo – ha continuato il presidente dell’OaTi – dovrebbe sottoporre a noi e al Tribunale d’appello un progetto entro l’inizio dell’estate. Si sta fra l’altro valutando l’introduzione nella normativa d’applicazione della possibilità per il praticante di sostenere la difesa anche nei dibattimenti in aula penale ». Legge e regolamento « potrebbero entrare in vigore il 1° gennaio 2013 ».

