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Da: CdT 3.10.08 pag 1 e 27

Abusi su una bimba Scagionati i parenti

  Padre e zio della minore erano stati arrestati a ini­zio anno nel Mendrisiotto
  Sono stati scagionati dalle ipo­tesi di reato che pendevano sul­le loro teste i due uomini arre­stati a inizio anno perché sospet­tati di avere abusato di una bam­bina in età di scuola elementare residente nel Mendrisiotto. Si tratta del padre e dello zio della piccola. Il procuratore Mario Branda ha intimato loro un de­creto di abbandono del procedi­mento penale. A quanto pare le audizioni della bimba non han­no fornito elementi tali da con­fermare che i reati fossero stati commessi. Gli esami medici non hanno inoltre identificato lesio­ni; mancano perciò riscontri og­gettivi degli addebiti ventilati.
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  Non abusarono della bambina
 Scagionati padre e zio indagati per presunti atti sessuali

  Il magistrato inquirente ha emesso decreti di abbando­no del procedimento penale aperto a carico dei due adulti coinvolti in una delicata vicenda che negli scorsi mesi ha coinvolto una famiglia residente nel distretto
 IN PROCURA
Il caso dei due indagati, per ora, si è fermato qui.
  Sono stati scagionati dalle pe­santi ipotesi di reato che pende­vano sulle loro teste i due uomi­ni arrestati all'inizio di quest'an­no perché sospettati di avere abu­sato di una bambina in età di scuola elementare residente nel distretto.
  Si tratta del padre e dello zio (fra­tello della mamma)della piccola, che sono stati confrontati con la possibilità di essere ritenuti re­sponsabili di atti sessuali con fan­ciulli o con persone incapaci di discernimento o inette a resiste­re, coazione sessuale e violenza carnale.
  Pochi giorni fa, il procuratore pubblico Mario Branda ha inti­mato loro un decreto di abban­dono del procedimento penale. A quanto pare, infatti, le ripetute audizioni della bimba non han­no fornito elementi conclusivi ta­li da confermare la commissione dei reati ventilati. I due indagati hanno sempre respinto ogni ad­debito. A questo si aggiunge il fat­to che mancano riscontri oggetti­vi di lesioni che avrebbero dovu­to essere evidenziate dagli esami medici eseguiti sulla presunta vit­tima.
  Ora, il legale della bambina ha fa­coltà di chiedere al magistrato in­quirente spiegazioni più detta­gliate dei motivi che l'hanno in­dotto ad abbandonare il proce­dimento per potere, se lo riterrà opportuno, impugnare la deci­sione del procuratore.
  La triste e delicata vicenda era emersa nello scorso mese di gen­naio, quando la bambina e i suoi due fratellini sono stati allonta­nati dalla casa materna per esse­re affidati a istituti o famiglie d'ac­coglienza temporanea, mentre il padre (separato dalla madre)e lo zio sono finiti in manette. Sono rimasti in detenzione preventiva per qualche settimana, per poi restare indagati a piede libero.
  L'intervento delle autorità era scattato in seguito alla segnala­zioni di un singolo episodio di na­tura sessuale che aveva visto pro­tagonisti la bambina e il fratelli­no maggiore (l'altro fratellino è rimasto del tutto estraneo all'in­tera vicenda) il quale è stato og­getto di una decisione del magi­­strato dei minorenni.
  Da lì, dopo avere ascoltato la bim­ba, l'inchiesta si era allargata a persone adulte, coinvolgendo il padre e lo zio. Come detto, contro i due, difesi dagli avvocati Pascal Cattaneo e Alexander Henauer, il procuratore pubblico non ha in­dividuato elementi tali da ritene­re di poterli perseguire.
 Francesco Somaini
 (foto Nicola Demaldi)




 

 

Da: La regione 27.09.08 pag 19

Hcl, gli ex dirigenti in aula l'8 ottobre
Fissato il processo contro Gaggini, Kaufmann e un ex bancario per lo scandalo degli stipendi in ‘nero'

Si accendono i riflettori sull'Hockey Club Lugano. Ma questa volta non si parla di ghiaccio, bensì di aula pe­nale e più precisamente di milioni sottratti al fisco e alle assicurazioni sociali.
Il Tribunale penale cantona­le ha fissato la data del proces­so per lo scandalo degli stipen­di in ‘nero' versati a giocatori e allenatori nell'arco di un de­cennio, dal 1o gennaio 1996 al 31 dicembre 2005. Il dibatti­mento si terrà a partire da mercoledì 8 ottobre ( alle 9.30) davanti alla Corte delle assise correzionali di Lugano. Presi­dente sarà il giudice Claudio Zali. Sul banco degli imputati compariranno l'avvocato Fa­bio Gaggini, ex presidente del­l'Associazione Hockey Club Lugano; Beat Kaufmann, già presidente e direttore sportivo della Hockey Club Lugano Sa, società di gestione operativa della prima squadra; e un ex funzionario della Banca unio­ne di credito di Lugano. I tre accusati saranno difesi, nel­l'ordine, dagli avvocati Luigi Mattei, Luca Marcellini e Raf­faele Bernasconi.
Le accuse, che erano state promosse dall'ex procuratrice generale aggiunta Maria Gal­liani, la quale aveva condotto l'intera inchiesta e che saran­no sostenute in aula dalla pro­curatrice pubblica Monica Galliker sono: ripetuta truffa fiscale in violazione della leg­ge tributaria cantonale e ripe­tuta truffa fiscale in violazione della legge federale sull'impo­sta federale diretta, e ripetuta infrazione alla legge federale sull'assicurazione per la vec­chiaia e per i superstiti (Avs). Lo scandalo scoppiò nella primavera del 2006, quando il caso venne alla luce in seguito a una segnalazione delle auto­rità fiscali in appendice al co­siddetto ‘ Fiscogate'. L'inchie­sta degli inquirenti aveva ac­certato le diverse responsabi­lità penali dei tre accusati, i quali avevano infine ammesso i pagamenti in ‘nero'. La rico­struzione ha accertato che la somma complessiva sottratta a fisco e Avs è stata di 5 milioni di franchi. E più precisamente 3,5 milioni non pagati al fisco in forma di imposte alla fonte e imposte ordinarie; e 1,56 milio­ni sottratti invece all'Avs. Per quanto riguarda l'Avs è stata completamente rimborsata. All'erario sono stati pure già versati 2,86 milioni e per la somma restante sono state for­nite adeguate garanzie di rim­borso.
G.G.




TI- PRESS
Kaufmann e Gaggini

 

Bambina di 10 anni racconta il suo vissuto, anni dopo l'allontanamento dai suoi genitori, dopo esser stata collocata in istituto assieme al suo fratellino di pochi anni più giovane, contro la loro volontà, per poi venir separata dal suo fratellino, per la "loro tutela e nel loro interesse".

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Da: La regione, 3.09.08, pag 17

Caso Tobler, decreto d'accusa per l'ex-direttore di BancaStato
La procuratrice Monika Galliker ha firmato un decreto d'accusa con una proposta di condanna a tre mesi, commutata in pena pecuniaria, per falsità in documenti, a carico dell'ex-direttore di BancaStato Bruno Bianconi, in margine alle malversazioni ai danni del giovane miliona­rio Hans Ruedi Tobler. La notizia è stata data ieri da Ticinonews. In oc­casione del processo, il giudice Mauro Ermani si era chiesto in aula come mai, a sette anni dai fatti, l'ex direttore di BancaStato Bruno Bianconi non fosse ancora stato giudicato. Secondo il giudice, avrebbe dovuto rispondere di falsità in documenti per le malversazioni ai dan­ni di Hans Ruedi Tobler commesse dal suo patrigno, Italo Frignani, il quale lo scorso 5 giugno è stato condannato a tre anni di detenzione. Ora la procuratrice Monica Galliker ha firmato un decreto d'accusa ed ha proposto come detto una condanna a 3 mesi, trasformata in pena pe­cuniaria di 90 aliquote sospese condizionalmente. Secondo la legge, Bianconi ha due settimane di tempo per decidere se ricorrere. Bianco­ni era tutore patrimoniale di Tobler e in tale veste avrebbe nascosto alla delegazione tutoria l'esistenza dei fondi neri. La procuratrice, secondo Ticinonews, ritiene l'ex dirigente di banca colpevole poiché presentò un rendiconto finale nel quale omise la parte di patrimonio non dichia­rata al fisco, una ventina di milioni. La procuratrice potrebbe anche chiarire sul piano penale la posizione di Fabio Pedrazzini, direttore del­la filiale locarnese di BancaStato dopo Bianconi. E quella del consulen­te Urs Betschart, che pure si occupò del patrimonio di Tobler. 

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