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Da: CdT, 29.7.08, pag 7

A fine marzo il Governo ha ricevuto il rapporto del grup­po di lavoro incaricato di preparare una revisione della legge sul notariato - Nel frattempo Mister Prezzi ha chiesto ai Cantoni romandi di ridurre le tariffe notarili
 La petizione presentata il 20 agosto 2007 da Giorgio Ghirin­ghelli, fondatore de Il Guastafeste, per la riduzione delle tariffe nota­rili massime sarà esaminata e pre­avvisata all'attenzione del Gran Consiglio dalla Commissione del­la legislazione. Lo ha comunicato al promotore la Commissione del­le petizioni, dopo aver scritto in un primo tempo a Ghiringhelli di considerarla «evasa» (ottobre del­l'anno scorso). Ghiringhelli era insorto il 17 mar­zo contro quella comunicazione, accusando i commissari di «de­negata giustizia». La Costituzione e la Legge sul Gran Consiglio sta­biliscono infatti che una petizio­ne debba essere trattata e decisa dal Parlamento, per cui non può essere evasa da una commissio­ne (cfr. CdT del 20 marzo).
Il 31 marzo successivo la Commis­sione delle petizioni aveva scrit­to al fondatore del Guastafeste di non aver mai detto che la petizio­ne sulle tariffe notarili dovesse considerarsi evasa dal Parlamen­to, ma solo dalla Commissione stessa, tenuto conto che un'altra commissione (quella della Legi­slazione) si sta occupando di og­getti che trattano la medesima ma­teria. «Ne discende, vista la com­petenza sussidiaria della Commis­sione delle petizioni e dei ricorsi, che deve essere proprio la Com­missione della legislazione a chi­narsi sulla petizione del 20 agosto 2007». «La tematica verrà trattata dalla Commissione della legisla­zione presumibilmente - aggiu­gevano i commissari - quando sa­rà terminata l'opera del gruppo di lavoro per la revisione della legge sulnotariatoedella leggesulla ta­riffa notarile». Coincidenza vuole che il gruppo, istituito il 22 febbraio 2006, abbia consegnato il suo rapporto pro­prio il 31 marzo, dopo che la dia­triba fra Ghinringhelli e la Com­missione petizioni era stata resa pubblica. Il gruppo di lavoro era formato da Carlo Luigi Caimi, pre­sidente dell' Ordine dei notai, Ca­milla Ghiringhelli, segretaria del­l' Ordine, Marco Märki, vicepresi­dente dell' Ordine, Rosella Chiesa Lehmann e Alfio Mazzola, mem­bri del Consiglio dell' Ordine, Al­berto Inderbitzin, ufficiale dei re­gistri del distretto di Locarno, Adriano Pinchetti, ufficiale del di­stretto di Bellinzona, e Riccardo Maria Varini, ispettore del registro fondiario e del registro di commer­cio alla Divisione della giustizia. Il rapporto è all'esame dei servizi del Dipartimento delle istituzioni.
Nel frattempo, a fine giugno, Mi­ster Prezzi, Rudolf Strahm, ha scritto una lettera ai Governi dei Cantoni romandi sollecitandoli fermamente a ridurre le tariffe no­tarili, sulla base di uno studio pub­blicato nel luglio dell'anno scor­so. La richiesta è stata sostenuta anche dal Dipartimento federale dell'economia. Il Vallese si è già mosso in questa direzione. Le ta­riffe massime in Ticino sono pa­ragonabili a quelle dei Cantoni ro­mandi (Giura, Vaud, Neuchâtel) e di Berna; Ginevra le ha ancor più elevate. Tutti gli altri hanno tarif­fe inferiori, anche per il fatto che in alcuni Cantoni i notai sono fun­zionari e non indipendenti.
Fabio Pontiggia




TARIFFE TROPPO ELEVATE I massimi stabiliti dalla legge cantona­le sono superiori alla media nazionale. (foto Nicola Demaldi)

 

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