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Da: CdT, 25.4.08, pag 57

LETTERE AL CORRIERE
Sfiducia nei politici e ruolo degli avvocati

Ho seguito come sempre con interesse i dibattiti postelettorali notando che ancora e sempre la preoccupazione maggiore di tutti i politici è l'astensionismo e l'utilizzo delle schede senza intestazione. Le ragioni che adducono sono sempre le stesse e, a mio parere, non convincono più di tanto. La ragione principale credo sia invece la sfiducia nei confronti dei politici, dell'amministrazione e del sistema.
Preciso subito, a scanso di equivoci, che non intendo in nessun modo attaccare la categoria degli avvocati in quanto tale.
Sono sicuro che molti di loro sono persone più che degne e con solidi principi etici. Sono però altrettanto sicuro che la categoria non è più incline dituttelealtreamettersiadisposizione della comunità per spirito di servizio.
L'alto numero si spiega pertanto unicamente con la possibilità di ricevere visibilità, conoscenze da sfruttare e, di conseguenza, onorari più alti. Nulla di male per carità, se tutti agissero con l'etica che si attribuiscono in qualità di politici. Chi invece ha avuto la necessità di entrare in giudizio, anche per una semplice opposizione ad una domanda edilizia, sicuramente ha capito che l'etica, il benessere della comunità e la giustizia tanto proclamati nulla hanno a che vedere con la vita professionale e i sistemi utilizzati da alcuni dei «paladini». Per difendere il proprio cliente, anche se farabutto, taluni utlizzano tutti i trucchetti, anche i più meschini e, anche se così facendo dovessero procurare un enorme danno alla controparte, non ci perderebbero sicuramente il sonno. Visto che i farabutti si possono schivare (...), ma l'avvocato che li rappresenta no, e che quest'ultimo non deve per forza avere un'etica tale da fargli rifiutare un mandato sconsiderato e relativi onorari, il problema si pone a monte. Tali nefandezze potrebbero essere per lo meno ridotte risolvendo finalmente il conflitto d'interesse o meglio eliminando la posizione di forza della quale dispone, per esempio, un avvocato, presidente di un partito, in conflitto con una controparte (cittandino qualsiasi), di fronte a istanze quali autorità comunali, servizio ricorsi del CdS e addirittura il TRAM.
Addirittura paradossale che, quale esempio, un giovane lic. jur. ma anche un giudice qualsiasi, politicamente affiliato al partito del megapresidente possa, senza pressione alcuna, sentenziare in tutta buona fede e onestà di giudizio, contro qualcuno che può decretarne la sua fortuna o la sua «infelicità professionale». Bisogna a tutti i costi mettere fine alla possibilità, per gli avvocati attivi politicamente a livello cantonale o in alte cariche partitiche, di rappresentare chicchessia di fronte alle istanze cantonali. Il Ticino è troppo piccolo ed è chiaro che le conoscenze personali e gli accordi sotto banco possono interferire con le varie procedure. In mancanza di autocontrollo e di sufficente etica da parte di qualche «grande papavero» temo che il Ticino possa facilmente trasformarsi in una repubblica delle banane. Sarebbe fantastico che tutti i cittadini, che pagano regolarmente le loro tasse, possano almeno contare su di un equo trattamento da parte dell'amministrazione senza dover temere il farabutto di turno. Soltanto eliminando tale malessere e ripristinando la trasparenza sia a livello dei politici che dell'amministrazione pubblica si potrà risvegliare un autentico interesse nella popolazione tutta e mi auguro di poter trovare, in caso di bisogno, un avvocato serio, valido e onesto anche in futuro, che non abbia bisogno di un peso politico per farsi valere.
Armin Hubeli, Lugano

Riceviamo in copia e-mail del padre alla CTR8, che pubblichiamo.

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Egregi Signori,

anche ieri, 23 aprile 2008, non mi è stato possibile parlare coi bimbi. Lo stesso è accaduto stamattina, 24 aprile 2008.

Attendo ancora che chi di dovere richiami all'ordine la mia ex moglie.

Cordiali saluti.

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Riceviamo in copia e-mail del padre alla CTR 8 e pubblichiamo.

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Egregi Signori,

Sono riuscito, alla fine, a parlare coi bimbi.

Ciò nonostante confermo il contenuto del mio messaggio di posta elettronica precedente. Le fasce orarie non funzionano...

Il mio primogenito mi ha detto di essere stato convocato dalla dottoressa Di Maio, per l'audizione relativa all'analisi delle capacità genitoriali; vi faccio notare che:

  1. molto probabilmente questo appuntamento era già noto alla mia ex moglie il 17 aprile, quando ci siamo incontrati -> perché non sono stato messo al corrente;
  2. fosse stato fissato in seguito, perché non ne so niente?
  3. nonostante le vostre raccomandazioni, rivolte alla mia ex signora, di comunicarmi le cose che riguardano i bambini -> perché non ne sono stato messo al corrente?

Piuttosto di permettervi di ridermi in faccia e di permettere all'avvocato Pagnamenta di irridere i bambini, concentratevi sul garantire il funzionamento di  quanto dovreste riuscire a fare funzionare perché, ad oggi, sembra proprio non ci riusciate.

Durante la settimana prossima, dopo avere completato il compendio che sto preparando, inoltrerò alla AVT richiesta di sanzioni nei confronti dell'operato della CTR 8. Altre misure le leggerete nella (lunga) lettera che riceverete brevi manu.

Spero che la psicologoga abbia rivolto al mio primogenito domande di indubbia rilevanza e non si sia limitata a chiedergli cose che non dimostrano nulla...

In attesa di una comunicazione rapida circa il contenuto della prima parte di questo messaggio di posta elettronica (inerente al fatto che non sapessi dell'audizione) e circa il contenuto del mio messaggio precedente, vi auguro una buona serata.

XXXXXXXX XXXXXXX

Riceviamo e-mail del padre inviata alla CTR8 e pubblichiamo.

Ogni commento è superfluo... Il Movimento Papageno chiede alla CTR 8 e al curatore Garolla di agire immediatamente affinché i due bambini possano parlare - come da direttive della tutoria stessa - col proprio papà, in ottemperanza al mandato ricevuto e per il quale i membri della CTR 8 e il curatore educativo sono stipendiati.

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Egregi Signori,

vi comunico che oggi, 22 aprile, nonostante le vostre "raccomandazioni", mi è stato impossibile telefonare ai bambini. Il telefono della mia ex moglie risulta essere spento.

Da ora in poi, avvertite pure voi il curatore, sospendo pure i contatti telefonici coi bimbi. Così non si può andare avanti.

Al signor Garolla, a questo punto, non venga in mente di dire che si tratta di una mia "scelta" (non posso permettermi di spendere, ogni giorno, più di due franchi per non riuscire comunque a parlare coi bimbi quando, venissero rispettate le fasce orarie, ne spenderei meno di uno) e ammetta piuttosto di non riuscire a fare in modo che la mia ex consorte rispetti le regole che ha voluto in prima persona venissero introdotte.

Ne consegue che, da domatti sera al più tardi, sia la mia ex moglie a permettere ai bambini di telefonarmi, attenendosi tuttavia alle medesime fasce orarie.

Cordial saluti.

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