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Riceviamo in copia e-mail inviato dal padre alla CTR 8 e all'AVT, che pubblichiamo.

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Egregi Signori,

per prima cosa intendo ringraziarvi di avere pianificato il nostro futuro incontro di cui a margine. Vi invio delle considerazioni che vorrei analizzaste e delle quali intenderei parlare la settimana prossima.

In passato mi è stato rimproverato un presunto comportamento non lineare. Benché rimandi al mittente critiche di tale natura, le accetto come tali e, davanti ad una esternazione che potrebbe contenere preziose indicazioni sul come eventualmente migliorare l'equilibrio dei bambini, ognuno dovrebbe essere capace di epurare l'osservazione mossagli e fare tesoro di ciò che di buono (e non per forza di cose veritiero) contiene.

Durante i giorni scorsi ho avuto ancora modo di sottolineare, a più riprese, i motivi per i quali ritengo la Vostra istituzione inadeguata, unitamente all'operato del curatore.

Nel criticarvi in modo così fermo, mi attendo (oltre ad esternare i miei più reali e spontanei sentimenti) che anche voi, senza che io abbia pretesa di insegnare nulla a nessuno, possiate trarne le debite conclusioni.

Dicevo che, in passato, mi è stato contestato un atteggiamento poco lineare il quale, ripeto, viene da me contestato. Vi chiedo quindi di pronunciarvi su quanto segue:

  1. quale credibilità può assumere una istituzione che impone delle regole alle quali almeno una delle parti non si attiene e, davanti a queste insubordinazioni, l'istituzione in questione non interviene, se non con un richiamo all'ordine? E, soprattutto, questa istituzione non ha mezzi correttivi efficaci? Così fosse, come si può ragionevolmente pretendere che una qualsiasi istituzione svolga il proprio compito? Si può forse pretendere da un falegname di svolgere il proprio lavoro senza i ferri del mestiere?
  2. su richiesta della mia ex moglie, il Signor Garolla mi ha scritto una (a me graditissima) e-mail, al fine di portare i bimbi ad una mostra. Dal punto di vista dell'introduzione (alla quale, ricordo, ho sempre fatto opposizione, ritenendola eccessiva, non giustificata e lesiva) del curatore, ritengo questo comportamento è ineccepibile; mentre stavo leggendo il messaggio del curatore (scritto pochi minuti prima), ricevo un SMS da parte della mia ex moglie col quale mi comunicava di non essere disponibile per la telefonata ai bambini del giorno dopo. Mi chiedo se la signora faccia uso del curatore con una modalità aleatoria... Quale differenza vi era tra le due comunicazioni? In ogni caso era prevedibile (come del resto è accaduto) che rispondessi ad entrambe, cade quindi il presunto concetto della mia ex moglie che, evidentemente, riteneva che non avessi il pieno diritto di obiettare alla sua assurda asserzione... tanto che, ormai la conosco bene, riteneva di essere "generosa" nel concedermi di parlare coi bimbi l'indomani... (se questa non è visione alterata delle cose, unita ad un sentimento di onnipotenza...). Emerge un uso (o abuso?) indiscriminato delle risorse che la mia ex moglie ha in prima persona richiesto. Emerge pure l'incapacità delle istituzioni di fare in modo che la stessa si attenga alle regole che ha fortemente voluto e alle quali si assoggetta solo nel caso in cui questo le faccia comodo;
  3. dietro asfissiante richiesta, la mia ex consorte ha voluto ricorrere ad un punto di incontro. Codesta Lodevole Commissione tutoria regionale ha assentito, non facendo apparentemente le debite riflessioni sul fatto che, come è stato scritto, ciò era auspicato dalla mia ex moglie già da tempo ma non aveva avuto il modo di essere messo in atto non perché il punto di incontro è estremamente lesivo della personalità dei bambini e dei genitori, bensì dal fatto che non aveva un mezzo appropriato (?) per condurvi i figli (!). Non a caso, ha voluto fosse istituito il punto di incontro in concomitanza dell'acquisto di un'autovettura (coincidenza che ha qualcosa di mistico...). Mi chiedo due cose; la prima domanda riguarda l'esistenza degli autobus... Evidentemente raggiungere il punto di incontro, fortemente voluto per salvare l'equilibrio psico fisico dei miei figli e della mia ex moglie, non vale i 2 franchi del biglietto.... La seconda è meno sottile ma altrettanto agghiacciante... la mia ex moglie desidera il punto di incontro solo quando le va. Lo dimostra il fatto che proprio oggi si è detta disponibile affinché io riporti i bimbi sotto il loro domicilio, esattamente come avveniva prima che il punto di incontro fosse istituito. A cosa serve il punto di incontro, allora?
  4. quando i bimbi chiedono il perché delle restrizioni dei diritti di visita, anche in questo caso in modo aleatorio, la mia ex moglie si rivolge talora al proprio ego spropositato dicendo che "decide lei..." altre volte, invece, presa da inspiegabile "buonismo" fa ricadere la colpa sulle istituzioni e dice "prendetevela con la tutoria". Faccio sempre più fatica a fare comprendere ai bambini, i quali girano a me le domande a cui la madre risponde in modo per loro "inaccettabile", che le istituzioni (incluse la scuola, l'asilo e codesta Lodevole CTR, nonché la polizia, i tribunali, eccetera) si muovono su terreni spesso minati ed improbabili e che non sempre godono del supporto e delle risorse necessarie. Faccio notare che rispondere ai quesiti dei bambini è stato interpretato dalla mia ex signora, dal suo legale, dal curatore e da Voi, come un tentativo di manipolazione! Curioso leggere nei rapporti allestiti da altri curatori, da altri avvocati e da altre tutorie come, non rispondere alle domande poste dai bambini, sia stato interpretato come una mancanza di interesse nei minori, oltre ad una scemata capacità di educare... (!);
  5. come sapete, ai fatti del 18 marzo scorso, la mia ex moglie ha risposto lasciando intendere che non sono mai avvenuti e che sono, piuttosto, frutto di mie invenzioni. Sono tentato (NB: non ho detto che intendo farlo) di fare leggere a Bimbo1 la lettera con cui l'avvocato Pagnamenta vi comunica quanto sopra. Bimbo1 avrebbe conferma delle capacità della madre la quale, per proteggere se stessa dai suoi atti scriteriati, passa sopra agli interessi dei figli. Se lo facessi, sicuramente, ne pagherebbero le conseguenze i bambini, sia perché il loro equilibrio subirebbe una brusca scossa, sia perché avrebbero ulteriore riprova che la madre è un pessimo genitore, sia perché graverebbe sulle loro spalle il limite di tempo che hanno per vedere il genitore che invece li ascolta e sazia le loro curiosità (metterebbero inoltre in discussione ulteriormente le istituzioni che già non amano...), sia perché il breve (e ingiustificato) lasso di tempo che passano col padre sarebbe sicuramente ulteriormente ridotto. Questo atteggiamento sarebbe da sanzionare?
  6. come già detto (si attende solo la prova, per la quale codesta Lodevole Commissione tutoria è chiamata ad intervenire) la mia ex moglie è solita farvi pervenire delle inquietanti denunce circa mie presunti interventi, chiedendovi, anche per interposta persona, che prendiate le misure "idonee". Omette poi di specificare le proprie mancanze e, se le porto a vostra conoscenza, non attuate quelle misure che invece la mia ex moglie pretende che attuiate, quando è lei a muovere critiche nei miei confronti (ricordo che, a tutt'oggi, non esiste prova che gli addebiti mossi dalla signora nei miei confronti, corrispondano a verità (del resto l'unico modo per fare chiarezza è ascoltare i bambini, cosa che ha voluto fosse fatta a suo tempo e per la quale ha richiesto l'intervento del curatore... e alla quale si oppone oggi con veemenza...).

Chiedo:

  1. che venga destituita la figura del curatore;
  2. che la stessa venga, in alternativa, per lo meno sospesa, fino a quando il Ministero pubblico non avrà fatto chiarezza sui temi per i quali il Signor Garolla è stato querelato, questo non prima che vengano evase tutte le domande che ho posto al curatore e che abbia ascoltato i bambini soprattutto per quanto riguarda i fatti del 16 settembre 2007, del 17 marzo e 18 marzo 2008;
  3. che venga destituito il punto di incontro di Casa Santa Elisabetta, soprattutto perché gli orari e le distanze non permettono ai miei bimbi di essere portati al cinema dal padre, cosa a cui terrebbero molto. È assurdo... il cinema è a 300 metri da casa loro e, qualora fosse possibile raggiungerlo (se gli orari dei diritti di visita non fossero stati modificati non in base alle necessità dei bambini ma della madre), devono fare un viaggio con l'automobile e prendere due autobus, per assistere alla proiezione di un film. Devono poi riprendere due autobus, fare un altro viaggio in automobile per ritornare a 300 metri da dove erano...;
  4. vengano allargati i diritti di visita. In tre ore non si può fare praticamente nulla...
  5. al fine di ridimensionare le manie di grandezza della mia ex signora, le modalità e gli orari dei diritti di visita vengano imposti dalla Commissione tutoria e non da lei; credo che avere coscienza che così non si può continuare, sia per la mia ex moglie fonte di equilibrio... Solo vedendosi imposto qualcosa potrà rientrare in panni umani e comprendere che sta esagerando. Questo riabiliterebbe anche l'opinione che i bambini hanno delle istituzioni, oltre a riabilitare oltre ogni ragionevole dubbio, in futuro, la figura paterna;
  6. che non sia sufficiente l'abuso dell'averbio "recisamente" dell'avvocato Pagnamenta, per fare luce su quanto da me scritto sia ora sia in passato. Non sarebbe altrimenti giustificabile, davanti all'opinione pubblica e agli organi politici, l'esistenza di una Commissione tutoria dotata di simili esili mezzi;
  7. che codesta Lodevole CTR mi informi della base legale alla quale ha fatto ricorso per limitare i diritti di visita dei bimbi, specificando quanto hanno pesato:

g1. le presunte bugie che avrei detto ai miei bambini;

g2. le presunte richieste di controllo della madre che avrei fatto;

g3. la mia impossibilità di ospitare i bambini in un luogo appropriato.

  1. che i bimbi vengano ascoltati da esperti il cui parere non è "intaccato" dalle assurde (e mai comprovate) asserzioni della mia ex consorte;
  2. che codesta Lodevole Commissione tutoria si esprima circa tutti i quesiti che ho sollevato nel tempo (inclusi quelli riportati sopra);
  3. che codesta Lodevole Commissione tuttoria, nell'espletare quanto richiesto nel punto precedente, faccia chiari riferimenti alla base legale, al codice morale e deontologico ai quali ha fatto ricorso;
  4. che, nel caso in cui Vi fosse impossibile rispondere sulla base degli elementi citati nel punto sopra, vogliate immediatamente rivedere il concetto di autorità parentale.

Vi ricordo che, al diritto svizzero, vanno anteposte le prescrizioni della "Convenzione sui diritti del fanciullo", ratificata dalla Svizzera ben oltre dieci anni fa.

Vi ricordo anche che, sempre stando sia al diritto elvetico sia alla succitata convenzione, i minori vanno affidati al genitore che da' loro maggiori garanzie.

Vi ricordo inoltre che, se aveste verificato a suo tempo (da quanti mesi lo chiedo?) di volere verificare, ascoltando i bambini, la veridicità dei fatti riportati dalla mia ex consorte, ora non staremmo, molto probabilmente, parlando di fare ulteriori verifiche.

Restano ancora diversi punti da chiarire, per i quali, come anticipato, sto preparando un compendio nel quale verranno anche riportate le azioni che verranno da me intraprese. Nonostante i mie sforzi, non vedo in tutta questa assurda faccenda (che dura ormai da oltre un anno) nessuno ha mai fatto l'interesse dei bambini.

Cordiali saluti.

XXXXXXXXXXXXXX

Il membro del Movimento, padre dei due bambini, si é recato alla CTR 8 di Lugano - Pregassona, accompagnato da un testimone, per visionare il proprio incarto (cosa peraltro prevista dalla legge).

Allo sportello si è presentata la stagista Stefania Martinez che ci ha detto di dovere chiedere l'autorizzazione ad un superiore. Le è stato chiesto di volere depositare il dossier su un tavolo e che restasse visibile per tutto il tempo a lei necessario per parlare con il suo responsabile... ha detto "sì..." sorridendo e ha richiuso lo sportello senza dare seguito alla richiesta.

Dopo 10 minuti (!) si è ripresentata la stagista (non il responsabile che le ha impartito le istruzioni del caso) dicendo che non è possibile farlo, che il martedì e il giovedì sono giornate previste per le udienze, che il presidente supplente avv. Alfio Mazzola deve esserne prima informato e che bisogna poi prendere un appuntamento per visionare l'incarto.

Le è stato allora chiesto di attestare e controfirmare ciò sulla comunicazione con cui il nostro membro intendeva avvertire la Commissione cantonale per la protezione dei dati di questo diniego. Facendo un saltino all'indietro e ritraendo le mani la stagista ha detto: "No, non posso".

Pretende, la Commissione tutoria di Pregassona, che si prenda un appuntamento... Già... A cosa serve, così...? È, per l'appunto, l'immediata e inaspettata verifica dell'incarto che dà senso alla stessa...

Riceviamo l'e-mail sottostante in copia e la pubblichiamo... 

Ad ogni lettore verrà spontaneo chiedere alla Commissione tutoria regionale 8, in particolare al presidente supplente avv Alfio Mazzola, al curatore educativo Claudio Garolla o al membro permanente Dr.ssa D'Ottavio-Del Priore:

"Ma ai bambini chi ci pensa? La madre pare di no, la CTR neppure, il curatore nemmeno... Lo farebbe volentieri il papà...ma perché non gli vien data la possibilità? Ma i figli non vanno affidati al genitore più idoneo e che permette all'altro genitore un conveniente rapporto genitoriale coi figli a lui non affidati? Perché tutto funziona all'incontrario? Perché le autorità danno sempre per scontato che la madre sia (la più) idonea e che i figli vogliano vivere con lei piuttosto che col padre?"

 

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Lettera Avvocato Pagnamenta

Da: XXXXXXXXXX (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.) Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Inviato: martedì 8 aprile 2008 10.49.22 A: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.; Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
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Egregi Signori,

non riesco neppure a descrivervi i sentimenti che provo in questo momento, dopo avere letto la risposta ai fatti del 18 marzo scorso che la mia ex moglie vi fa pervenire per il tramite del suo legale, avvocato Amos Pagnamenta. Provo un'immensa tristezza per i miei bambini e anche per la vostra istituzione. Lo scopo dell'esistenza delle Commissioni tutorie regionali è quello di agire nell'interesse dei bambini. Chiedendo alla parte avversa di rilasciare una sorta di "autodenuncia" non fa l'interesse dei bambini. Dimostra solo quanto sia disonesta la mia ex consorte. Fino ad oggi, e quanto dichiarato dalla mia ex consorte circa ciò che è accaduto il 18 marzo lo dimostra, avete fatto l'interesse suo e del suo legale. Quello dei minori mai.

Nello specifico, avete chiesto alla mia ex signora di pronunciarsi su quanto segue:

  1. sullo scopo di mandare la seconda volta mio figlio a recuperare il compito dimenticato, quando già al primo tentativo, lo stesso ha trovato l'edificio scolastico chiuso?
  2. ho parlato, nella mia lettera, di una lieve escoriazione al ginocchio che mio figlio ha (e non "avrebbe") riportato, cadendo dalle scale a causa dell'agitazione che la madre aveva provocato in lui, urlando come un'ossessa;
  3. sugli insulti che la mia ex moglie ha rivolto al bambino al telefono (dicendo che a lei, del figlio, non interessa niente) e gli insulti che ha rivolto a me, facendo in modo che mio figlio li sentisse;
  4. sul malessere di mio figlio che non mi è stato prontamente comunicato dalla mia ex consorte;
  5. sulla visita medica a cui mio figlio è stato sottoposto in seguito a questo fatto;
  6. sulla mancata comunicazione, inoltre, della convocazione con cui l'insegnante di mio figlio ha chiamato la mia ex moglie;
  7. sulla possibilità di fare in modo che io possa personalmente accompagnare i miei figli da specialisti in grado di tracciare un quadro del loro stato di salute.

Avete concesso alla mia ex signora, per rispondere, un generoso e abbondante termine di oltre 10 giorni, fissando la scadenza dello stesso al 31 marzo 2008.

NB: Non si contesta, nella mia lettera, il fatto che la mia ex consorte abbia chiesto al bimbo di tornare (la prima volta) a scuola per recuperare il compito dimenticato.

Nella risposta della mia ex signora, viene riportato che:

  1. è giusto che la mia ex moglie abbia chiesto a mio figlio di tentare di recuperare il compito, recandosi nuovamente a scuola (qualcuno le ha chiesto di pronunciarsi su questo?). Non si fa minimamente accenno sull'utilità di rimandarlo a scuola per la seconda volta; à risposta non attinente
  2. la caduta dalle scale del bimbo (da me dichiarata non grave, sottolineando però che la stessa avrebbe potuto avere altre conseguenze che, solo per fortuna sono state scongiurate) con la conseguente lieve escoriazione, a detta della mia ex consorte, non esiste. A prova di questo, sempre stando alle sue parole, ci sarebbe il fatto che poi mio figlio si sarebbe recato al consueto allenamento di basket; à risposta non attinente, non prova nulla e, tra le altre cose, non attinente alla realtà. Leggasi: mostruosa bugia proferita, come al solito (accade puntualmente da anni!) nell'interesse personale della mia ex moglie e non in tutela dei figli
  3. non si accenna minimamente alla sceneggiata isterica con cui la mia ex consorte ha detto al bambino di non provare il minimo interesse nei suoi confronti e gli atti estremamente dequalificanti della mia figura paterna e di uomo; à per codesta lodevole CTR è sufficiente una bugia?
  4. il malessere della notte tra il 4 ed il 5 marzo, a detta della mia ex moglie, è un'invenzione mia o di mio figlio; à per codesta lodevole CTR è sufficiente una bugia?
  5. la visita medica, secondo la mia ex consorte, era prevista da tempo e non ha nulla a che fare con il malessere in questione che, tra le altre cose, non è mai esistito; à per codesta lodevole CTR è sufficiente una bugia?
  6. le mancate comunicazioni sono da imputare al curatore, sempre secondo la lettera con cui la mia ex moglie, con la penna del suo legale, si pronuncia. Il curatore però dice che sono da imputare alla scuola e alla mia ex moglie; à scaricabarile...
  7. secondo la mia ex moglie, tutto è dovuto a lei ma non ai figli, motivo per il quale non è d'accordo di fare in modo che possa accertarmi in prima persona sul reale stato di salute dei bimbi. Questo atteggiamento è definito dalla stessa "tendenzioso". Il fatto che lei ed uno dei bimbi siano in cura dallo stesso psicologo è, del resto, normale... Cosa mi nasconde la mia ex moglie circa lo stato di salute dei miei bambini? à Altra querela in arrivo...

Conclusioni:

  1. la risposta della mia ex signora, datata 31 marzo e ricevuta da voi il 2 aprile, non è ricevibile. Fosse stata spedita il 31 marzo sarebbe stata recapitata presso di voi il 1. aprile e non il 2;
  2. come sapete (e, alla luce dei fatti ho avuto ben ragione di farlo), ho preventivamente querelato la mia ex moglie presso il Lodevole Ministero pubblico di Lugano, per i fatti noti;
  3. noto in tutti voi, signori, una reale incapacità di gestire la questione; perché nessuno ha fatto una semplice domanda al mio bimbo (non che la cosa sia divertente, per carità, così facendo avete solo spostato la responsabilità sul Procuratore pubblico). Questa, per quanto mi riguarda, è negligenza;
  4. qual è il valore aggiunto della vostra istituzione se non intervenite nell'interesse dei bambini, limitandovi a chiedere alla madre la quale, da disonesta, nega ogni addebito?
  5. qual è il valore aggiunto del curatore che non sa cosa fare e scarica le responsabilità sulla mia ex moglie e sulla scuola la quale, a sua volta, scarica la responsabilità sulla scuola e sul curatore? Sarei curioso, a questo proposito, di sapere su chi scaricherebbe la responsabilità la scuola. Probaiblmente (per logica distributiva), sulla madre, sul curatore e su di voi;
  6. la risposta con cui si pronuncia la mia ex mogllie è ingiuriosa e falsa.

 

Richiedo:

  1. che codesta lodevole Commissione tutoria approfondisca, facendo partire tutte quelle misure di ufficio che la legge le impone di fare partire;
  2. che venga richiesto al medico curante il dettaglio dell'appuntamento fissato dopo il 4 marzo (quando è stato fissato?);
  3. che venga interpellato mio figlio; solo così si eviterà che altre istituzioni possano farlo. A questo proposito: voglio sapere quando lo ascolterete e voglio essere io ad accompagnarlo. Ho già dimostrato che sono vittima di mobbing genitoriale, occorre quindi che ai bimbi non sia fatto un ulteriore lavaggio del cervello;
  4. che codesta lodevole Commissione tutoria ritenga irricevibile lo scritto della mia ex signora e che si comporti di conseguenza;
  5. che codesta lodevole Commissione tutoria si impegni in prima persona a fare luce sull'accaduto e che si impegni a rimuovere il curatore, secondo le modalità previste dalla legge;
  6. che codesta lodevole Commissione tutoria conceda al padre un più ampio diritto di visita, questo nell'interesse dei bambini. Se non erro il mio diritto di visita è stato limitato anche perché, sencondo la mia ex moglie, io direi bugie ai bambini (!);
  7. che codesta lodevole Commissione tutoria, al di là delle intenzioni della madre, si pronunci sull'autorità parentale congiunta;
  8. che codesta lodevole Commissione tutoria conceda al padre il sacrosanto diritto di fare visitare i figli da specialisti di sua fiducia.

Come ho già richiesto, attendo delle misure d'urgenza entro la fine di questa settimana. 

Copia dello scritto dell'avvocato Pagnamenta, unitamente a questo messaggio di posta elettronica, verrà da me inviata al Lodevle Ministero pubblico di Lugano.

L'avvocato Pagnamenta, verrà a giorni deferito all'Ordine degli avvocati del Cantone Ticino.

Cordiali saluti.

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