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Il papà, divorziato e risposato, vive nel Mendrisiotto, con la nuova moglie e la piccola figlia; il figlio di primo letto, con la madre anch'essa risposata, vive invece nel Bellinzonese.

Il padre allora, alla luce di questa mancanza di relazioni col ragazzo e della nascita della seconda figlia, inoltra istanza alla Pretura di Mendrisio Sud per ridurre il contributo alimentare, allora ammontante a 1200.- frs mensili.

Stamane, giovedì 3 aprile 08, abbiamo ricevuto in copia dal papà l'e-mail inviato da quest'ultimo al curatore, che pubblichiamo sotto: 

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Egregio Signor Garolla,

ancora una volta ieri sera ho fatto molta fatica a parlare coi miei bambini. Il telefono di Moglie o non dava segni di vita o non rispondeva nessuno. Questo accade almeno 5 giorni su 7. Leggendo i suoi "rapporti", c'è un passaggio relativo alle difficoltà che incontrano i bambini nel parlarmi al telefono, che rappresenta tutta la sua incapacità:

"non credo che...". Si rende conto? Lei non crede che! Il curatore non verifica, non tasta il polso della situazione... il curatore crede! La vita dei miei figli viene condizionata non in base al reale stato delle cose che non conosce, perché non ha mai verificato, ma in base a quello che crede!

Ancora una volta le ricordo quello che so: SO che Bimbo1 e Bimbo2 hanno bisogno del padre (almeno quanto il padre ha bisogno di loro) e questo lo SO anche grazie ai loro gesti che SO essere spontanei, al di là di quello che lei CREDE. SO che hanno bisogno di una madre presente, che li incoraggi e non che li avvilisca e li umilii. SO che si sentono abbandonati a loro stessi perché non sanno mai cosa succederà nei cinque minuti a venire, poiché la madre nasconde loro tutto, tranne quello da cui dovrebbe ripararli.

Ancora una volta le ricordo che queste cose le SAPREBBE anche lei, se svolgesse il compito per il quale pretende di essere pagato e non si limitasse a scrivere "rapporti" sulla base di quelle che crede (!) ma si desse la pena di verificare i suoi pensieri. È ovvio che, allo stato attuale delle cose, lei non possa fare un passo a ritroso e controllare coi suoi occhi cosa è accaduto negli ultimi mesi, quando Bimbo1 e Bimbo2 subivano ogni angheria da parte della madre, perché mentre lei CREDE, la realtà si svolgeva in ben altro modo e, una attenta verifica, la costrinegerebbe a scrivere rapporti di ben altra natura... Non CREDE?!

Ancora una volta, stamattina, mi è stato impossibile parlare coi miei figli...

Ancora una volta i suoi interventi per regolare questa faccenda (le "finestre orarie" sono l'ennesima idiozia voluta dalla mia ex moglie che hanno riscontrato tutto il suo pieno appoggio) non sono né efficaci né produttivi.

Ancora una volta, rimetta il suo incarico. Non si può dire che lo stia svolgendo male. Non si può dire che lo stia svolgendo...

Il padre

PS: Ancora una volta, sto aspettando le sue risposte alle mie domande, alcune delle quali, tra poco, compieranno il loro primo anno di vita. Non CREDE sia giunto il momento di rispondere?

Un membro del Movimento Papageno ci ha trasmesso il seguente racconto e i due allegati che pubblichiamo:

"Sono mesi che cerco di avere un rapporto costruttivo con il Signor Garolla, il curatore educativo fortemente voluto dalla mia ex consorte. Durante questo lungo periodo, il Signor Garolla, non solo non ha svolto il suo compito ma, con l'introduzione di "correttivi" assolutamente privi di logica, ha contribuito a fare in modo che il rapporto tra i miei figli e me incontrasse diverse, nuove, difficoltà".

Durante il mese di novembre del 2007 si è recato, ad esempio, dalla psicologa che, per un breve periodo, ha osservato mio figlio... dicendole che avrei fatto domande al mio bimbo circa la madre... La buona dottoressa Zizioli, allora, ha ritenuto opportuno supportare il Signor Garolla, nella richiesta che io potessi vedere i miei figli solo in un luogo protetto e sotto l'occhio vigile di un osservatore. La cosa interessante è che a mio figlio nessuno ha chiesto se io gli avessi fatto o meno domande... Davanti a testimoni che hanno ascoltato la telefonata fatta a mio figlio, lo stesso ha ammesso (a dicembre) di non avere né visto né sentito il signor Garolla dall'estate precedente. (!!)

Qualche giorno fa la mia ex signora ha esagerato... ho coinvolto allora il Signor Garolla al quale ho girato queste domande (ALLEGATO 1).

Dopo qualche giorno, non avendo avuto risposta, ho inoltrato una richiesta di intervento alla Autorità di vigilanza sulle tutele (ALLEGATO 2).

Nessuna risposta. La Commissione tutoria se ne frega, il curatore se ne frega, la Autorità di vigilanza se ne frega....

Intanto i nostri figli crescono, segnati per sempre da menefreghisti."

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