Stamane, giovedì 3 aprile 08, abbiamo ricevuto in copia dal papà l'e-mail inviato da quest'ultimo al curatore, che pubblichiamo sotto:
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Egregio Signor Garolla,
ancora una volta ieri sera ho fatto molta fatica a parlare coi miei bambini. Il telefono di Moglie o non dava segni di vita o non rispondeva nessuno. Questo accade almeno 5 giorni su 7. Leggendo i suoi "rapporti", c'è un passaggio relativo alle difficoltà che incontrano i bambini nel parlarmi al telefono, che rappresenta tutta la sua incapacità:
"non credo che...". Si rende conto? Lei non crede che! Il curatore non verifica, non tasta il polso della situazione... il curatore crede! La vita dei miei figli viene condizionata non in base al reale stato delle cose che non conosce, perché non ha mai verificato, ma in base a quello che crede!
Ancora una volta le ricordo quello che so: SO che Bimbo1 e Bimbo2 hanno bisogno del padre (almeno quanto il padre ha bisogno di loro) e questo lo SO anche grazie ai loro gesti che SO essere spontanei, al di là di quello che lei CREDE. SO che hanno bisogno di una madre presente, che li incoraggi e non che li avvilisca e li umilii. SO che si sentono abbandonati a loro stessi perché non sanno mai cosa succederà nei cinque minuti a venire, poiché la madre nasconde loro tutto, tranne quello da cui dovrebbe ripararli.
Ancora una volta le ricordo che queste cose le SAPREBBE anche lei, se svolgesse il compito per il quale pretende di essere pagato e non si limitasse a scrivere "rapporti" sulla base di quelle che crede (!) ma si desse la pena di verificare i suoi pensieri. È ovvio che, allo stato attuale delle cose, lei non possa fare un passo a ritroso e controllare coi suoi occhi cosa è accaduto negli ultimi mesi, quando Bimbo1 e Bimbo2 subivano ogni angheria da parte della madre, perché mentre lei CREDE, la realtà si svolgeva in ben altro modo e, una attenta verifica, la costrinegerebbe a scrivere rapporti di ben altra natura... Non CREDE?!
Ancora una volta, stamattina, mi è stato impossibile parlare coi miei figli...
Ancora una volta i suoi interventi per regolare questa faccenda (le "finestre orarie" sono l'ennesima idiozia voluta dalla mia ex moglie che hanno riscontrato tutto il suo pieno appoggio) non sono né efficaci né produttivi.
Ancora una volta, rimetta il suo incarico. Non si può dire che lo stia svolgendo male. Non si può dire che lo stia svolgendo...
Il padre
PS: Ancora una volta, sto aspettando le sue risposte alle mie domande, alcune delle quali, tra poco, compieranno il loro primo anno di vita. Non CREDE sia giunto il momento di rispondere?