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Il Movimento Papageno ha, attualmente, analizzato diverse decine di casi dei propri membri. Ogni storia, ogni separazione, vive di vita propria. Sono tutte storie in qualche modo diverse e, in qualche modo, uguali. Ciò che non cambia è il risultato. Le Commissioni tutorie, seguendo percorsi diversi, adattati alle peculiarità di ogni singola separazione, giungono sempre allo stesso risultato: piena ragione alle madri (o al genitore affidatario) e torto su tutti i fronti ai padri, figli sempre più isolati dal padre e madri sempre più protette. Figli e padri distrutti. Madri felici.
Per le Commissioni tutorie, per la Vigilanza sulle tutele e per i curatori educativi, i figli delle madri hanno sempre ragione. I figli dei padri no. Se la madre dovesse avere rimostranze di qualsiasi sorta nei confronti del padre e, qualora i bimbi potessero essere di conforto alla teoria materna, allora la poderosa macchina delle Commissioni tutorie si lancia sui bambini come falchi sulla preda. Comincia una processione che vede i minori recarsi presso la Commissione tutoria locale per essere interrogati poi, come se non bastasse, devono ricevere le visite del curatore che, ancora una volta, porrà loro domande a raffica. Spesso, questo meccanismo, induce i padri a non denunciare una moltitudine di atteggiamenti delle madri che, in alcuni casi, rasentano la violenza psicologica sui figli, per risparmiare ai propri bimbi un calvario. A volte ai padri manca il coraggio, a volte, ai padri, viene un senso di nausea che li imprigiona. Sempre, i padri, devono difendere i figli da quelle istituzioni che dovrebbero proteggerli.

 
Dai casi dei membri del Movimento Papageno:

Una madre riferisce al padre di un comportamento profondamente sbagliato di uno dei loro figli; il padre fa allora il suo dovere e riprende il figlio. Nulla di strano, direte voi, succede anche nelle famiglie i cui genitori sono felicemente sposati. Lo strano inizia quando la madre riporta al curatore che il padre ha “sgridato” il figlio e, questo, inizia la trafila degli interrogatori. La stessa madre, in presenza dei figli, prende a pugni e schiaffi il padre. Il curatore, in questo caso, decide di non porre domande ai figli poiché “i figli dicono sempre quello che gli adulti vogliono sentirsi dire”.   

Quando, nel prendere una decisione, una Commissione tutoria necessitasse un parere “esterno”, si rivolge alla Vigilanza sulle tutele. Una sorta di cappello che racchiude tutte le diciotto Commissioni tutorie sparpagliate sul territorio del Cantone Ticino. La Vigilanza sulle tutorie emette un verdetto che la Commissione tutoria inoltrerà, sotto forma di decisione, al genitore non affidatario.

Esiste uno strumento per opporsi alle decisioni prese dalle Commissioni tutorie: ricorrere presso la Vigilanza sulle tutele. Insomma, si può chiedere alla Vigilanza sulle tutele di cambiare una decisione che è stata presa da una Commissione tutoria ma che, in realtà, è stata partorita dall’ente al quale ci si rivolge affinché la stessa venga modificata.

Risposta del precedente presidente dell'Ordine degli avvocati, avv. Niccolò Salvioni, al primo scritto di un padre (pag 1 e pag 2),

Il Movimento Papageno ritiene aberrante e contrario ad ogni deontologia, moralità ed etica che l'Ordine degli avvocati sostenga con tale presa di posizione l'agire sconsiderato di un'avvocata che senza scrupoli e a danno dei figli difenda la propria cliente scrivendo il falso e porti gravi conseguenze finanziarie sull'intera famiglia già distrutta da una lunga procedura di divorzio (iniziata nel 2001). E tutto con gravissime conseguenze psico-fisiche sui figli.

Secondo il codice di condotta degli avvocati tedeschi questa avvocata è palesemente rimproverabile e da riprendere, contrariamente al sostegno che invece riceve dall'attuale Presidente dell'Ordine degli avvocati ticinesi così come da quello precedente.

Tali avvocati a nostro avviso devono al contrario venir interdetti dall'operare in procedure di diritto di famiglia e del divorzio con coinvolti figli.

 

Risposta del precedente presidente dell'Ordine degli avvocati, avv. Niccolò Salvioni, al primo scritto di un padre (pag 1 e pag 2).

Il Movimento Papageno ritiene aberrante e contrario ad ogni deontologia, moralità ed etica che l'Ordine degli avvocati sostenga con tale presa di posizione l'agire sconsiderato di un'avvocata che senza scrupoli e a danno dei figli difenda la propria cliente scrivendo il falso e porti gravi conseguenze finanziarie sull'intera famiglia già distrutta da una lunga procedura di divorzio (iniziata nel 2001). E tutto con gravissime conseguenze psico-fisiche sui figli.

 

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