Immaginate un servizio ambulanza che non risponde alle chiamate. Eppure il ferito c'è. Anzi, fosse intervenuta in tempo, portandolo all'ospedale, il ferito sarebbe stato curato e i tempi di recupero e convalescenza sarebbero stati più brevi.
Immaginate un corpo di polizia che non interviene quando viene commesso un crimine. Oppure dei poliziotti che vi comminano, dopo avervi sorpreso alla guida senza cinture di sicurezza, una multa di 60 franchi. Al contravventore precedente, per la stessa causa, ne commina una da 40 franchi, a quello seguente 100 e, a quello seguente ancora, nessuna ammenda. O, ancora, immaginate di denunciare un crimine del quale siete stati testimoni e di venire incolpati del crimine stesso, senza prove, senza ragione e senza logica.
Le Commissioni tutorie regionali, con la complicità tacita della Vigilanza sulle tutele, fanno la stessa cosa. Non prendono in considerazione le accorate denunce dei padri o, peggio, fanno in modo che gli si ritorgano contro. Quando un genitore affidatario compie azioni allucinanti che ledono i figli viene, nel migliore dei casi, "richiamato all'ordine", quando un genitore affidatario denuncia un atteggiamento errato del genitore non affidatario (senza bisogno di prove, basta che lo dica) questo viene punito con un'ulteriore limitazione dei diritti di visita. Attenzione: i diritti di visita sono dei nostri figli. Limitandone la durata non si colpisce il genitore che avrebbe (condizionale d'obbligo) commesso un errore... si colpiscono i figli.
Immaginate ora che, davanti ad un diverbio di carattere legale tra voi ed un vostro vicino di casa, il giudice punisse un altro vostro vicino, non interessato da questa vostra diatriba.
Sembra assurdo, certo. Ma è la verità. Funziona così.
Eppure, anche in questo caso, i feriti ci sono. Sono i cittadini più indifesi. Sono i nostri figli.