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Da: Corriere del Ticino, 20..03.08, pag 19

MOZIONE JELMINI
Congedo paternità di due settimane per gli impiegati comunali

Il consigliere comunale PPD
Angelo Jelmini
ha scelto simbo­licamente la Festa del papà per inoltrare una mozione che chie­de per i dipendenti del Comune di Lugano e delle sue aziende un congedo di paternità pagato di due settimane (ora è di 2 giorni). «Sempre più aziende svizzere – dice Jelmini – l’hanno introdotto: ad esempio Migros, Swisscom, Credit Suisse. Il congedo permet­te ai padri di fornire sia un aiuto piscologico che materiale; per le aziende non ha conseguenze one­rose, visto che le richieste sono contenute, mentre l’impatto sul personale è positivo».

Da: Il Caffé, 16.3.08

Se c’è papà si cresce bene

Simona Calmi

Crescere con un padre attento e sempre presente fa la differenza. Migliora l’apprendimento e la condotta dei bambini e, da grandi, aumenta le probabilità di avere successo nella vita. A sostenerlo è un gruppo di ricercatori dell’Università di Uppsala in Svezia che ha pubblicato i risultati del proprio studio sulla rivista Acta Paediatric.
E si tratterebbe di un vantaggio a lungo termine: secondo gli esperti svedesi, infatti, l’”effetto papà” durerebbe almeno per i 20 anni successivi all’adolescenza.
I ricercatori hanno esaminato i risultati di 24 ricerche sull’argomento pubblicate tra il 1987 e il 2007. Si tratta di diversi studi di varia grandezza: dal più piccolo che ha coinvolto soltanto 17 bambini al più grande che ha esaminato ben 8.441 persone, neonati, bambini e adolescenti seguiti fino all’età di 33 anni
Dai risultati di questa analisi hanno scoperto che i bambini cresciuti da entrambi i genitori hanno avuto da adulti meno problemi comportamentali dei bambini che avevano vissuto solo con la madre. 
E questo a prescindere dalla situazione socio economica della famiglia, anzi secondo i ricercatori, anche nelle famiglie a basso reddito o disagiate, quando un figlio ha un rapporto positivo e costante con i genitori, il bambino ha meno probabilità di diventare, una volta adulto, un criminale o una persona con problemi. 
Allo stesso modo anche i disturbi comportamentali nei ragazzi e quelli psicologici nelle ragazze sono risultati meno frequenti in quanti avevano avuto un buon contatto con entrambi i genitori, al pari di intelligenza, ragionamento e linguaggio, che erano più sviluppati.
‘’La nostra ricerca - ha spiegato Anna Sarkadi, una delle autrici dello studio - ha dimostrato che, nel complesso, i bambini traggono grandi benefici nel loro futuro se hanno un rapporto attivo e regolare con la figura paterna’’. 
‘’Abbiamo riscontrato - ha aggiunto - che vari studi hanno già dimostrato che i bambini che avevano un buon rapporto con il padre hanno meno probabilità di fumare e di mettersi nei guai con la polizia. Mentre hanno più possibilità di raggiungere livelli di istruzione migliori e di sviluppare buone amicizie con i bambini di entrambi i sessi’’. 
Secondo i ricercatori, inoltre, per le adolescenti di 16 anni, un buon rapporto con il papà significa avere più possibilità di benessere fisico e mentale anche una volta compiuti i 33 anni.
Ma secondo gli esperti non sarebbe chiaro se il vantaggio sia maggiore se a vivere con i bambini sia il padre biologico o un altro uomo che si prenda cura di loro come figura paterna.  
“Dalla nostra revisione emerge il dato intuitivo che padri o figure paterne molto coinvolte sono un fattore molto positivo per i bambini, soprattutto quando le condizioni socioeconomiche non sono favorevoli” afferma la Sarkadi. “Tuttavia non possiamo sapere se questo avvenga perché la figura paterna è più presente o perché la madre riesce a essere un genitore migliore grazie al supporto e all’aiuto del partner”.

Scritto da Lorenzo Quadri - MDD
domenica 16 marzo 2008

I padri divorziati si fanno sentire

La protesta degli ex mariti: «La legge troppo sbilanciata in favore della controparte»

I divorzi aumentano e con essi i problemi. Il territorio lancia chiari segnali di disagio, se non di vera e propria crisi. Di recente è apparsa sui quotidiani la lettera di un padre che si lamentava di vivere ai limiti della sopravvivenza, e questo a seguito degli assegni che era tenuto a versare all’ex moglie e ai figli.
Paolo C., un “divorziando” del Luganese, ci ha raccontato nei giorni scorsi che, tolti gli assegni da versare alla controparte, e tolte le spese legali, gli rimane meno del minimo vitale. Per contro, l’ex moglie beneficia del gratuito patrocinio e pertanto può permettersi di fare ostruzionismo ad oltranza – tanto il conto lo paga il contribuente.
Nei giorni scorsi su una rivista per consumatori un’opinionista (donna) scriveva: «Malgrado in passato abbia militato in un gruppo femminista sono alquanto perplessa nel vedere come oggi le donne stiano assumendo un ruolo di prevaricazione, storicamente attribuito all’uomo; ciò si manifesta in modo palese nelle cause di divorzio». E se lo dice una femminista...
Naturalmente non si può dimenticare il problema inverso: ossia le madri separate che cadono nella povertà perché l’ex coniuge non corrisponde il dovuto. Al proposito giova ricordare che, in barba alle promesse fatte in sede pre-elettorale, il Consiglio di Stato non si sogna di ripristinare l’anticipo alimenti (ossia quella somma, di un massimo di 700 fr mensili per figlio, che l’ente pubblico anticipa, oggi solo per 5 anni, al posto dell’ex marito inadempiente).

Pari opportunità
Le difficoltà non sono solo di borsello. Non è un caso se sempre più spesso i genitori non affidatari (in genere i padri) sentono il bisogno di riunirsi in associazioni per meglio tutelare il proprio ruolo genitoriale.
Di questo problema la Lega si è fatta carico presentando al governo, un paio di mesi fa, per il tramite dei deputati Norman Gobbi, Lorenzo Quadri e Donatello Poggi una mozione che chiede: Pari opportunità... anche per i padri. Un’ovvietà?
«La parità di diritti – spiega il primo firmatario Norman Gobbi – deve essere garantita a tutti, e quindi anche ai padri. Ma, nella situazione attuale, la legge è sbilanciata dalla parte delle ex mogli. Non di rado, grazie al gratuito patrocinio, le consorti possono tirare in lungo al di là di ogni ragionevolezza le cause di divorzio, istigate in questo da avvocati che hanno tutto l’interesse ad incassare il maggior numero possibile di parcelle “sicure”: “sicure” in quanto pagate dallo Stato con i soldi del contribuente».
Un cambiamento è dunque necessario e urgente. «Occorre inoltre rivedere – spiega Gobbi – il modo in cui viene determinata la capacità di contribuire dell’ex marito: non è infrequente che quest’ultimo non riesca a pagare gli alimenti stabiliti dal pretore non per cattiva volontà, ma perché è stata fissata una cifra troppa alta».

Rapporti con i figli
Sul rapporto paritario tra genitori e figli “malgrado separazione o divorzio” è incentrata pure una mozione del deputato PPD Yasar Ravi, fatta passare nella scorsa tornata granconsigliare – malgrado la delicatezza e l’importanza sociale del tema – tra un alto tasso d’indifferenza.
L’indicazione formulata dal Gran Consiglio all’indirizzo del governo è quella di «approfondire le questioni inerenti alla promozione di un rapporto paritario tra genitori, padri e madri, e figli, malgrado separazione e divorzio, all’interno dell’Osservatorio cantonale per la politica familiare». L’intento è buono; purché non si tratti di una foglia di fico...
«La situazione in caso di divorzio si fa oggi sempre più difficile – osserva Ravi, che nella sua professione di avvocato si trova spesso confrontato con casi simili –. A mancare è particolarmente un coordinamento tra le varie istanze che gestiscono la separazione. Non c’è coordinazione tra pretori, commissioni tutorie, eventualmente la polizia, ecc. Ogni commissione tutoria, poi, ha la propria prassi; e non ce n’è una che sia uguale all’altra. Il risultato è quello di rendere le cause di divorzio ancora più lunghe e difficoltose di quello che già sono. Con le conseguenze finanziarie e personali che si possono immaginare. Se poi si pensa che nella maggior parte dei casi c’è di mezzo anche un gratuito patrocinio, ci si accorge che a risentirne sono anche le casse pubbliche».

Da: Corriere del Ticino, 13.3.08, pag 53

 

In caso di divorzio per lui sono guai


Perché, a causa di un divorzio, i mariti e papà devono pagare così tanto in alimenti da andare in fallimento?
Addirittura non si hanno quasi più diritti. Da 6 anni combatto per avere giustizia. Ciò vuol dire che pago regolarmente quello che devo, ma così facendo mi indebito di mese in mese, senza permettermi lusso alcuno e perfino senza avere nemmeno il minimo indispensabile.
Nel mentre gli avvocati gonfiano il loro portamonete, i rapporti coniugali si distruggono del tutto e ci vanno di mezzo anche i figli. Che vergogna!
Ma i papà, chi li aiuta? Ci sono solo istituzioni per le donne? È questa la parità dei diritti?

Maurizio Gulino,
Breganzona

 

Da: Corriere del Ticino, 21.02.2008, pagina 8

 

Politica familiare Per affrontarla Osservatorio meglio del forum
La Legislativa ha incarica­to il CdS di affrontare il te­ma del rapporto paritario fra bambini, padri e madri


Non è necessario istituire un nuovo organismo per incentiva­re il dialogo fra genitori e figli in ca­so di separazione e promuovere un miglior coordinamento dei ser­vizi interessati. Ma al tempo stes­so è opportuno che vi sia una se­de nella quale affrontare le pro­blematiche connesse con la fami­glia.
Ne è convinta la Commissio­ne della legislazione, che ha deci­so di accogliere parzialmente una mozione del popolare-democra­tico Yasar Ravi per la promozione di un rapporto paritario fra bam­bini, padri e madri. A differenza del deputato, che proponeva la creazione di un forum, la Legisla­tiva è dell’avviso che l’ Osservato­rio cantonale della politica fami­liare, creato recentemente nel­l­’ambito della nuova legge sulla fa­miglia. L’ Osservatorio, che una funzione consultiva, ha fra i suoi scopi di studiare l’evoluzione del­le strutture familiari e dei bisogni nel territorio cantonale. La com­missione (relatrice Pelin Kande­mir Bordoli, PS) è convinta che in questo ambito sia più che mai ne­cessario integrare i divers­i approc­ci ed evitare una settorializzazio­ne del problema.
In questo senso ha dato mandato al Consiglio di Stato affinché approfondisca al­l’i­nterno dell’ Osservatorio la que­stione del rapporto paritario in ca­so di separazione o divorzio.

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