Svizzera Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Seleziona la tua lingua

Da: CdT 14.7.11 pag 44

USA

Moglie in crisi con il marito lo lega e lo evira

 A quasi vent'anni di distanza dalla tristemente nota vicenda riguardante Lorena Bobbitt, si è verificato un caso analogo in California, dove una moglie in crisi coniugale ha drogato di nascosto il marito, lo ha legato al letto e lo ha evirato con un coltello, gettando poi il suo pene nella spazzatura. È successo a Los Angeles, protagonista Catherine Kieu Becker, 48 anni, e il marito, 51 anni, di cui la polizia non ha reso noto il nome. Stando a quanto riferito dal Los Angeles Times, la donna ha preparato la cena al marito, versandogli di nascosto nel cibo una sostanza che gli ha fatto perdere i sensi. Quando l'uomo si è risvegliato, era legato al letto. La moglie, armata di coltello, gli ha tagliato il pene, per poi gettarlo nella spazzatura. Quindi ha chiamato la polizia. All'arrivo degli agenti si è lasciata arrestare senza op­porre resistenza. Ha solo detto loro che il marito «se lo meritava». 

Da: www.tio.ch 22.6.11

NEW YORK - Una donna di 29 anni di Sacramento, in California, è stata arrestata con l'accusa di aver ucciso la figlia di 6 settimane mettendola nel microonde. L'episodio avvenne il 17 marzo scorso, ma la polizia è arrivata all'arresto di K. solo ora, dopo tre mesi di indagini.

Quando tre mesi fa la polizia, dopo essere stata chiamata da servizio medico, si presentò nell'appartamento di Sacramento, trovò sul corpo senza vita della piccola M. strane ferite, sembravano bruciature. La donna disse di essere stata colta da malore mentre la teneva in braccio, e di essere svenuta. La piccola era caduta a terra, procurandosi quelle abrasioni mortali.

Gli investigatori tuttavia le trovarono subito sospette. L'autopsia sul corpo della piccola ha confermato che si tratta di bruciature compatibili con quelle che può procurare un forno a microonde. La polizia ha arrestato la madre, che ora rischia l'ergastolo.

ATS 

Da: CdT, 17.6.11 pag 7

TF 

Atti sessuali col figlio: 9 mesi a puericultrice 

 Una puericultrice ginevrina è stata condannata definitivamente dal Tribunale federale a 9 mesi con la condizionale per atti sessuali con il figlio: la donna ha permesso al bambino, fino all'età di 7 anni, di attaccarsi al seno quando aveva bisogno di essere consolato. Simultaneamente lo accarezzava su tutto il corpo, sesso compreso.
Questo atteggiamento per i giu dici «comporta una connotazione sessuale evidente per un osservatore neutrale», indipendentemente dai moventi della madre e dal fatto che fosse il bambino a prendere l'iniziativa.
Assolta in prima istanza, la madre era stata condannata in seguito al ricorso presentato dal pubblico ministero. La donna dovrà anche sottoporsi a una cura psichiatrica ambulatoriale.

 

Italia, 15 Giugno 2011

Ogni anno oltre 30.000 donne accusano ex.mariti di maltrattamenti per ottenere il collocamento dei figli (ovvero casa, soldi, controllo). Oltre l'80% delle accuse in divorzio sono false.
Avevamo già raccolto dati e dichiarazioni in merito, qui: http://paternita.info/false-accuse.html 

Questa volta abbiamo una testimonianza dal vivo, della PM Carmen Pugliese Giudice della sez. maltrattamenti di Bergamo!    http://youtube.com/watch?v=S60gZppi7oM

Bambini costretti ad inventare abusi "..devi dire che il papà ti ha toccato qui!"
Bambini costretti a dire al papà al citofono "..o dai i soldi alla mamma o non scendo!"

"La donna usa la querela come esclusivo grimaldello ed investimento ai fini della separazione."
 (c.pugliese)

Da: www.tio.ch 11.6.11

In carcere 32enne di origini basche che ha ucciso e fatto a pezzi con una sega elettrica il marito, l'ex compagno e murato i corpi in cantina

Articolo Foto 2

UDINE - Il giallo si svolge tra Vienna e Udine. Protagonista una giovane spagnola che gestisce da un lustro una gelateria nel quartiere viennese di Meidling. Goidsargi Estibaliz Carranza Zabala ha 32 anni, è di origini basche, poliglotta. A Vienna l'hanno soprannominata "la Baronessa del gelato".

La donna è stata arrestata ieri a Udine. E' accusata di avere ucciso nel 2008 e fatto a pezzi con una sega elettrica suo marito, Holger H., di Berlino, e nel novembre scorso, il suo compagno Manfred H., austriaco di 48 anni. I corpi dei due uomini sono poi stati murati nello scantinato della sua gelateria "Schleckeria".

Il ritrovamento dei cadaveri - La vita della donna continua tranquilla. Conosce un nuovo compagno e due mesi fa resta incinta. Tutto liscio fino a lunedì, quando una perdita d'acqua durante la ristrutturazione dei locali di una parruccheria, porta alla vicina gelateria. Il proprietario del salone entra insieme agli operai nello scantinato da riparare. E mentre la donna, ignara di quel che succedeva di sotto, era nel suo negozio a distribuire gelati, gli operai e il proprietario del salone trovano dapprima due fucili Rifle con mirino telescopico e poi i freezer dov'erano conservati i sacchi di plastica con i cadaveri putrefatti.

La fuga in taxi - La "baronessa del gelato" viene a sapere da un cliente del macabro ritrovamento. Comincia a tremare ed esce dal negozio e se ne va. La donna raggiunge l'Italia con un taxi. Tra martedì e mercoledì alloggia in un albergo al confine con l'Austria. La polizia le dà la caccia. Lei rinuncia all'idea di volare via, di tornare in Spagna. Troppo rischioso. Il mandato di cattura internazionale spiccato dalla procura di Vienna ha mobilitato la polizia austriaca e l'allerta negli aeroporti austriaci le impedisce di rischiare il volo per Barcellona.

L'artista di strada chiama il 113 - Raggiunge l'Italia giovedì, dove conosce un artista di strada che le offre ospitalità fino a quando non viene riconosciuta. L'artista, infatti, chiama la polizia, insospettito del comportamento strano della donna, che gli parla di omicidi e di volontà suicide. Dopo aver consultato su internet i siti visitati dalla ragazza, portali austriaci che parlavano del caso, il sospetto di avere in casa la potenziale assassina lo spinge a chiamare il 113.

La donna in carcere a Trieste - La donna viene portata dapprima in ospedale a Udine per un malore, poi trasferita in carcere a Trieste, in attesa di comparire davanti alla Corte d'Appello, che dovrà decidere sulla richiesta di estradizione inviata dalle autorità austriache.

"Mi sono difesa" - Lei ha tentato di giustificare la carneficina dicendo di essersi difesa dalle continue violenze fisiche e psicologiche a cui sarebbe stata sottoposta dal marito e dal compagno. E pensare che gli amici di Manfred H., l'ex compagno austriaco 48enne, invece, giurano che fu lo stesso Manfred ad averle prestato 100mila euro per aprire la gelateria.

Foto Keystone 

Newspaper

Movimento Papageno esamina l’impatto giuridico e sociale della separazione e del divorzio, con particolare attenzione al benessere dei minori e alla responsabilità genitoriale condivisa.

Forniamo documentazione e analisi per sostenere decisioni informate e un dibattito pubblico equilibrato in Ticino e in Svizzera.

Iscriviti per ricevere aggiornamenti.

Maschi avvisati mezzi sal­vati

Bene dei minori

Male dei minori

Ultimi articoli