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Da: www.paternitaoggi.it del 9.6.11

Rapporto tra padre e figlio: cosa porta ad un buon rapporto

"N.d.R. Questo articolo che ho trovato, affronta il rapporto con il proprio padre, sopratutto per un figlio maschio. Il testo è suddiviso in varie parti; in ordine: un sunto per capire di cosa si sta parlando, un testo che illustra la rilevanza psicosociale della presenza/assenza del padre, statistiche di comportamenti sbagliati determinati da un cattivo rapporto padre-figlio, una serie di esempi di persone che hanno affrontato la terapia e in fine un tipo di approccio (le favole) che possono aiutare il rapporto genitore-figlio. Articolo lungo ma degno di nota"

Nella sentenza del 19 ottobre 2009 emessa dal Pretore Francesco Bertini, tra l'altro autorizzante la madre A. Catti Recchiuti a risiedere in Francia coi due figli di 3 e 8 anni, il Giudice ha richiamato esplicitamente le parti ad "astenersi da tutto ciò che potrebbe alterare i rapporti dei figli con l'altro genitore (art. 274 cpv 1 CC)". Malgrado ciò, la madre continua ad ostacolare il rapporto del padre Walter Recchiuti con i propri due figli. Nello specifico, il padre ha scritto una lettera ai suoi due adorati bambini da cui è privato a causa della scelta unilaterale della madre di trasferirsi in Francia (decisione di trasferimento, come detto, autorizzata poi dal Pretore Bertini). La lettera è stata inviata per raccomandata. La madre, invece di ritirare la raccomandata del padre e consegnarla ai due figli, l'ha semplicemente respinta con la seguente motivazione apposta di suo pugno sulla busta: "REFUSÉ CAR ENFANTS MINEURS, le 18/4/11, firmato CATTI" (Respinto poiché bambini minorenni).

I diritti dei padri sono regolarmente calpestati dalle madri, in barba alle leggi e alle Sentenze dei Pretori!

Questo caso è solo la punta dell'Iceberg! (Cliccare QUI per visionare la busta

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Da: Mattinonline, 3.6.11, rubrica MALO (link all'articolo)

RUBRICA DI MALO - Pretore Matteo Pedrotti: come ti rovino un padre ticinese umiliandolo e privandolo dei diritti umani

Sono un padre ticinese con 6 bambini e accudisco pure 2 figlie della mia attuale compagna avute in precedenza. La mia storia nasce con l’innamoramento per mia moglie, di origine tailandese che, con grosse peripezie, riesco a portare in Svizzera e con la quale convoglio a nozze e gioiamo per la nascita dei nostri 3 bambini.

Da: La regione, 27.5.11 pag 3

BancaStato presenta il conto a Tuto Rossi

Dopo la sentenza definitiva del Tribunale federale si apre ora il capitolo civile

L.B./A.MA.
TI-PRESS L’ex vicepresidente di BS

BancaStato chiederà i danni a Tuto Rossi per il buco milionario di cui è stato ritenuto corresponsabile lo scorso ottobre, quando il Tribunale federale (Tf) ha messo la parola fine alla vicenda giudiziaria che lo ha visto protagonista assieme all’ex vicedirettore dell’istituto di credito cantonale Urs Betschart. Chiuso il capitolo penale, si apre dunque ora quello civile. Nell’ultimo mese il Consiglio di amministrazione della banca, di cui Rossi all’epoca dei fatti (era il 2001) era vicepresidente, ha deciso di intraprendere i passi necessari per attivare la richiesta di rimborso.

Quanto domanderà l’istituto di credito? Per ora la cifra non è ancora stata fissata, lo sarà entro l’estate. Il massimo dovrebbe aggirarsi attorno ai 13 milioni (più interessi per circa 450-650 mila franchi all’anno per dieci anni), ovvero la parte di buco patrimoniale attribuita, in sede penale, alle attività di Rossi. È comunque possibile che BancaStato riduca le proprie pretese per una questione di “praticabilità” dell’eventuale rimborso. Insomma: per non chiedere più di quanto si possa pretendere di incassare.

Rossi e Betschart erano stati condannati nel 2006 dalla Corte delle Assise criminali di Lugano, che li aveva riconosciuti colpevoli di amministrazione infedele qualificata. E ciò per aver causato, speculando con derivati senza la copertura necessaria, un danno a BancaStato per complessivi 21 milioni e mezzo di franchi. La condanna per amministrazione infedele qualificata è stata confermata dapprima dalla Corte di Cassazione e revisione penale (ridimensionata solo la pena inflitta in primo grado: da ventiquattro mesi a ventidue) e poi dal Tf, che nell’ottobre 2010 ha respinto il ricorso di Rossi. Verdetto definitivo. Nelle scorse settimane la Camera per l’avvocatura e il notariato ha radiato Rossi dal registro cantonale degli avvocati, privandolo quindi della possibilità di patrocinare dinanzi ai tribunali civili, penali e agli organi inquirenti. Interpellato dalla Rsi Rossi aveva manifestato l’intenzione di impugnare il provvedimento davanti alla Commissione di ricorso sulla magistratura. Un passo che, a quanto pare, non ha però compiuto.

 

Da: http://russiaoggi.it/articles/2011/05/05/in_guerra_per_i_bambini_12242.html

5 maggio 2011 Kommersant Vlast

I genitori russi temono l’ingerenza delle istituzioni tra le mura domestiche. “Finché la famiglia non sarà sovrana rispetto allo Stato il problema continuerà a esistere”, avverte l’esperto. 

Le mamme e i papà russi sono preoccupati per l'interesse dimostrato dai funzionari statali nei confronti dei loro figli, interesse che diventa ogni giorno più insistente. Nonostante il numero di interdizioni della potestà genitoriale sia passato dalle 74 mila del 2008 alle 56 mila del 2010, secondo i dati ufficiali, nella società si fa sempre più forte la sensazione che lo Stato si intrometta troppo spesso nella vita interna al nucleo familiare.

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