Da: Mattino della domenica, Spazio aperto, 24.4.11 pag 33
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Vorrei esprimere il mio parere in merito all’articolo “TRAGEDIE FAMILIARI” apparso in questo giornale in data 27 marzo 2011. La fine di un matrimonio è per ogni verso un grosso fallimento. Da ogni lato lo si guardi è traumatico sia per i figli sia per i genitori. In seguito spetta alla sensibilità ed all’ intelligenza di questi ultimi far sì che il trauma iniziale non venga protratto a lungo. Infatti ai genitori che si dividono spetta il compito di educare e crescere i propri figli nel clima più sereno possibile anche se questo implica scendere a compromessi.
Grandi discorsi, grandi parole, come sempre non servono a nulla, sono i fatti che contano. La mia esperienza, che coincide con quanto vissuto da molte altre madri, mi induce ad affermare che quando una moglie decide di andarsene con i propri figli e di lasciare il marito e la casa, vuol dire che è arrivata al culmine della sopportazione ed ha tutte le ragioni valide per mettere fine al rapporto. Nonostante si abbia tentato tutte le carte, sia quelle personali sia quelle degli organi preposti, tipo consultori alla mediazione tra coniugi. Gli stessi avrebbero sì successo, se da parte del marito ci fosse una minima voglia di cambiare o di migliorare la situazione che si è venuta a creare.
La decisione del Pretore è notoriamente favorevole alla consorte ma è altresì vero che diversi padri non si assumono l’onere finanziario e che il mantenimento dei figli sia a carico della madre in quanto ha la “sfortuna” di avere un lavoro. Infatti vi sono casi in cui una moglie mantiene praticamente da sola i propri figli e si occupa della loro educazione senza mai dimenticare il ruolo del padre, al quale non sono mai state tenute nascoste le varie fasi di crescita dei figli. Non da ultimo affermare che le conclusioni di queste situazioni di disequilibrio causano nei figli attitudini fuori dalle norme, fuori dalle regole, non è assolutamente corretto. Molte volte l’allontanamento da situazioni di disagio e di mancanza d’ amore tra genitori non può che portare serenità ai figli. Per concludere, l’impegno assunto nell’ambito del matrimonio deve sì essere mantenuto ma non bisogna dimenticare che il rispetto nei confronti dell’altro coniuge deve sempre essere garantito, dato che è la base di ogni sano rapporto.
LORENZA ZISWILER
Da: CdT 28.4.11 pag 37 e http://plus.cdt.ch/parliamone
di Oliver Broggini
Fabrizio Corona non corrisponde all’immagine che prende forma nella vostra mente, quando pensate al fidanzato che vorreste per vostra figlia. È pieno di tatuaggi, maneggia banconote false, è accusato di avere estorto denaro a numerosi VIP – grazie a fotografie imbarazzanti – e per questo è finito in carcere (scrivendoci pure un libro). Sul nostro territorio è noto anche per avere trasformato il ponte-diga di Melide, con la sua Lamborghini, nel set per un capitolo ticinese del videogame GTA. Eppure, di fronte all’ultimo guaio nel quale si è ficcato, Fabrizio Corona merita un pensiero solidale da parte di tutti gli uomini di buona volontà.
Un mio conoscente, padre di un bellissimo bimbo di 3 anni e mezzo, vorrebbe iniziare ad avere con sé suo figlio almeno ogni tanto per più di forse 8 ore, in particolare durante le vacanze estive per almeno un paio di giorni. Ha iniziato a dirlo alla madre, la quale si è andata ad “informare legalmente”: lui non può farlo, non può uscire dalla Svizzera un paio di giorni col bambino e portarlo in Italia a 3ore d'auto dal Ticino per farlo vedere al nonno e agli zii. Soprattutto il suo NO è sostenuto dall’idea di quello che è successo alle povere piccole gemelline Alessia e Livia che purtroppo stanno ancora cercando.
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