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Da: La regione, 28.3.08, pag 21

Come aiutare i bambini a difendersi dagli abusi sessuali
‘Più furbi di Cappuccetto Rosso’. È il titolo della serata organiz­zata per lunedì 31 (con inizio alle 20.30) nella sala multiuso della scuola elementare di Caslano dall’Assemblea dei genitori di quel­l’istituto scolastico. Una relazione della dottoressa Myriam Ca­ranzano- Maître tratterà di ‘come aiutare i bambini a prevenire e a difendersi dagli abusi sessuali’.
Gli abusi sessuali sui minori, si sa, sono una drammatica realtà della quale è necessario poter parlare in modo aperto e tra­sparente, così da offrire alle potenziali vittime gli strumenti ne­cessari ad evitare di subire passivamente gli eventi. Perché bam­bini, ragazzi e ragazze siano in grado di reagire in modo adegua­to ad eventuali insidie è importante che i loro genitori sappiano affrontare questi temi in modo adeguato.
Ed è proprio con l’intento di portare elementi utili in questa direzione che è stato promosso l’incontro di lunedì prossimo con colei che, oltre ad essere una medico pediatra, è anche pre­sidente regionale dell’Associazione svizzera per la protezione dell’infanzia.

Da: Corriere del Ticino, 21.03.08, pag 7

 

Pedofilia, iniziativa ticinese al Nazionale per un giro di vite
La Camera bassa sostiene l’iniziativa di Abate per un inasprimento delle pene previste dal Codice penale

Il Consiglio nazionale, con 106 voti contro 71, ha trasmesso l’ini­ziativa parlamentare di Fabio Abate (PLR/TI) che chiede l’ina­sprimento della pena prevista dal­l’articolo 187 del Codice penale (CP)relativo agli atti sessuali con fanciulli. Il testo è sostenuto dal­la Deputazione ticinese. L’inizia­tiva parlamentare Abate chiede di modificare il citato articolo CP affinché colui che commette un atto sessuale con un fanciullo di meno di 16 anni, lo induca a com­mettere un atto sessuale o coin­volga un giovane di questa età in un atto sessuale sia punito con re­clusione fino a 10 anni.
L’iniziativa parlamentare, accol­ta in un primo tempo dalla Ca­mera del popolo il 22 settembre 2004, è stata trasmessa a sorpre­sa, dal momento che la commis­sione degli affari giuridici del Na­zionale proponeva di stralciarla. La commissione riteneva infatti che due recenti modifiche legi­slative avessero già migliorato il sistema di sanzioni nel senso chiesto dall’iniziativa. «Si tratta tuttavia di modifiche che non hanno a che fare direttamente con la richiesta formulata nella mia iniziativa», ha dichiarato Fa­bio Abate. La maggioranza del Nazionale si è quindi lasciata convincere opponendosi all’ar­chiviazione dell’iniziativa.

Da: La regione, 7.3.08, pag 13

 

Quindici anni per rompere il silenzio
Il Nazionale allunga i termini di prescrizione dei reati sessuali su minori; no all’iniziativa di Marche Blanche


da Palazzo federale Claudio Carrer

Una proposta
«che va nella giusta direzione ma eccessiva» ,
«seducente ma pericolosa»
,
«comprensibile ma problematica dal punto di vista giuridico»
. Sono le principali considerazio­ni che hanno spinto ieri la mag­gioranza del Consiglio naziona­le (con 137 voti contro 40 e 3 aste­nuti) a raccomandare al popolo svizzero di respingere l’iniziati­va popolare che mira a rendere imprescrittibili l’azione penale e la pena per i «reati sessuali o di pornografia commessi su fan­ciulli impuberi».
Accettata per contro una mo­difica del Codice penale per con­cedere alle vittime più tempo
per presentare denuncia. L’ini­ziativa, promossa nel 2006 dal­l’associazione “Marche blan­che” e sottoscritta da quasi 120 mila cittadini, vuole invece ga­rantire loro un tempo indeter­minato per ottenere giustizia. Essa è stata concepita soprattut­to per quei casi in cui esiste un legame particolarmente forte (dal punto di vista affettivo o economico) con l’autore della violenza psichica o sessuale, per esempio se questo è mem­bro della famiglia o fa parte del cosiddetto “entourage”. In simi­li circostanze risulta infatti dif­ficile per la vittima parlare de­gli atti subiti prima di essersi li­berata da tale dipendenza e di aver portato a termine un pro­cesso di elaborazione psicologi- ca estremamente lungo e labo­rioso.
Per non ostacolare l’avvio di un procedimento penale e con­sentire così all’autore di sfuggi­re alla giustizia, a tutti appare sensato applicare un regime di prescrizione particolare (del re­sto già previsto dall’attuale Co­dice penale), ma
«la soluzione proposta dall’iniziativa e la sua terminologia» sono state giudi­cate
«problematiche»
dalla mag­gioranza del Nazionale e dal Consiglio federale.
La neo ministra della giusti­zia
Eveline Widmer-Sch­lumpf
ha spiegato al plenum che
«l’interpretazione e l’appli­cazione » dell’iniziativa porreb­bero «grosse difficoltà» . In parti­colare, ha fatto notare l’impossi­bilità di definire la nozione di “fanciulli impuberi”, visto che «la pubertà interviene in mo­menti diversi a seconda dei sog­getti » ; inoltre, parlando di “reati di pornografia”, il campo di ap­plicazione dell’imprescrittibi­lità si allargherebbe anche ai casi di semplice possesso di og­getti o rappresentazioni di ca­rattere pornografico, il che sa­rebbe «oggettivamente spropor­zionato » ; infine, il testo dell’ini­ziativa non fa alcuna differenza tra autori maggiorenni e mino­renni.
Meglio dunque il contropro­getto indiretto (accolto all’una­nimità dalla Camera del popo­lo), che prevede di dare più tem­po alla vittima per presentare denuncia penale. Secondo il di­ritto attualmente in vigore, il termine di prescrizione per i reati gravi contro l’integrità fi­sica e sessuale dei fanciulli mi­nori di 16 anni è di quindici anni, ma dura al massimo fino al 25esimo anno di vita. Il mo­dello adottato prevede invece che il termine di prescrizione inizi a decorrere a partire dal momento in cui la vittima rag­giunge la maggiore età, ossia 18 anni. Questo significa in prati­ca che avrà tempo fino ai 33 per rompere il silenzio e rivolgersi alla giustizia.
La norma si applicherebbe soltanto ai casi in cui il presun­to colpevole era maggiorenne al momento della commissione
del reato e non ai minorenni, con i quali la vittima non può avere quel particolare rapporto di dipendenza che le rende diffi­cile rivolgersi alla giustizia.
I fautori considerano questo progetto sufficientemente
«equi­librato » da poter indurre “Mar­che Blanche” a ritirare l’inizia­tiva. La sua presidente Christi­ne Bussat per ora si limita ad affermare che il controprogetto
«va nella giusta direzione ma re­sta insufficiente»
. Prima di pren­dere una decisione definitiva, l’associazione attenderà co­munque la fine dell’iter parla­mentare (l’oggetto deve ancora passare al vaglio degli Stati). Nel frattempo però il Nazionale ha dato seguito a due iniziative parlamentari che mirano a me­glio tutelare l’integrità dei mi­nori: una della ticinese Chiara Simoneschi- Cortesi, che vuole introdurre l’obbligo di presen­tare un estratto del casellario giudiziario per tutti coloro che lavorano a contatto con fanciul­li e una del presidente del Ppd Christophe Darbellay, che mira a vietare per almeno dieci anni ogni attività professionale o volontaria con minori alle per­sone condannate per atti ses­suali con fanciulli.




Tempo fino a 33 anni per inoltrare la denuncia

 

 Da: Corriere del Ticino, 12.3.08, pag 13

 

Tu hai tutto, ovvero: «Tatout»
Giunta anche in Ticino la scuola d’autoprotezione per bimbi


Nata nella Svizzera francese con un programma adatta­to da un modello statunitense, la scuola ha come obietti­vo quello di insegnare a bambini e adulti a proteggersi


I figli sono il bene più prezioso. Lo sanno benissimo quei genito­ri che, nella società dell’insicu­rezza, temono, ogni giorno, che al loro piccolo possa accadere qualcosa di brutto, di negativo. Ecco allora che fornire ai propri figli gli strumenti per difendersi sta diventando un’esigenza dif­fusa anche a Sud delle Alpi. La scuola «Tatout» – fondata nella Svizzera francese – che a maggio inizierà ad offrire i propri corsi ri­sponde dunque ad un’esigenza reale che, in Romandia ad esem­pio, ha portato centinaia di fami­glie a farvi capo. Daphné Jaquet­Chiffelle, giurista di formazione, da più di 10 anni attiva nella pre­venzione della violenza, è la fon­datrice di questa scuola in Sviz­zera. Il principio fondante sta nel nome stesso della scuola: «Ta­tout », ovvero «tu as tout» (tu hai tutto: in te, naturalmente). È in­fatti proprio dalle capacità inna­te e individuali che derivano le principali tecniche di autodifesa proposte e insegnate dalla scuo­la attraverso giochi di ruolo. In al­tri termini, i partecipanti – 16 ra­gazzini al massimo per corso – imparano, attraverso situazioni create ad hoc, a superare le diffi­coltà legate alla possibilità di ga­rantire la propria sicurezza indi­viduale facendo leva su se stessi. È giocando che gli allievi impa­rano a dire di no, a porre dei limi­ti, a mantenere o prendere le di­stanze; è sempre giocando che imparano anche a difendersi fi­sicamente se le tecniche di dis­suasione non risultano sufficien­temente efficaci. In quest’ambi­to un istruttore vestito con un’ar­matura concepita appositamen­te, permette agli allievi di speri­mentare i colpi imparati e di far­lo a piena potenza, tramite veri e propri combattimenti. Questa possibilità offre al corpo la pos­sibilità di assimilare l’esperienza permettendo all’individuo di ac­quisire sicurezza in sé. Il corpo, infatti, sa che se è in grado di di­fendersi una volta, lo potrà fare anche la seconda.
I corsi della scuola d’autoprote­zione «Tatout» saranno svolti in Ticino da Giovanni Boschetti e Katia Bonomi. Entrambi si sono
formati in Romandia. Il primo corso – rivolto a ragazzini dai 6 agli 11 anni, si svolgerà il 17 e 18 maggio con appendice il 20 set­tembre. Si tratta di un corso di 11 ore, di cui 2 rivolte solo ai genito­ri. I temi affrontati nel corso: dire di no ed essere ascoltato, evitare di essere scelti come bersaglio, sviluppare la propria intuizione, far fronte ai provocatori a scuola e fuori, prevenire i sequestri, evi­tare gli abusi (sessuali e non), di­fendersi fisicamente. Per iscrizio­ni e maggiori informazioni si può telefonare o a Katia Bonomi (076 5598243) o a Giovanni Boschetti (079 6097969) oppure scrivere a o visitare il sito . Red.




AUTODIFESA Chi l’ha detto che una bimbetta non possa atterrare un «uomo nero» grande e grosso? Con «Tatout» tutto è possibile.

 

Da: Il Corriere del Ticino, 19.02.2008, pagina 48

<>Adolescenti nel mirino dei «predatori» della rete


Secondo uno studio USA i ragazzi più a rischio sono quelli che hanno relazioni non buone con i genitori


NEW YORK Ad attirare di più i malintenzionati su Internet non sono i bambini, ma gli adolescen­ti, che vengono poi «predati» con offerte di amicizia e relazioni ses­suali preparate meticolosamente. È il risultato di una ricerca del­l’università americana del New Hampshire pubblicata dalla rivi­sta ufficiale della società ameri­cana di psicologia. Dallo studio emerge che ad esse­re più vulnerabili sono i ragazzi che non hanno un buon rappor­to con i propri genitori. L’identi­kit dei ‘predatori della rete’ trac­ciato dai ricercatori parte da un’inchiesta su circa 3mila utiliz­zatori di internet tra i dieci e i di­ciassette anni. Dall’indagine emerge che la maggior parte dei molestatori impiega molto tempo per carpire la fiducia e le confi­denze delle vittime, offrendosi co­me amici, e solo dopo passano alla molestia sessuale. Nella mag­gior parte dei casi, circa il 95%, i «predatori» non fingono neanche di essere adolescenti. Secondo i ricercatori il molestatore-tipo è raramente violento: crimini co­me il rapimento o la violenza ses­suale avvengono solo nel 5% dei casi, mentre nella stragrande maggioranza dei casi il crimine che viene contestato è l’aver avu­to rapporti con minori, anche se consenzienti.
'I mezzi preferiti dai criminali sessuali informatici sono chat ro­om, e-mail e sms – spiega Janis Wolak, uno degli autori dello stu­dio – con cui riescono ad iniziare relazioni profonde con le loro vit­time, che sono al corrente che dall’altra parte dello schermo c’é un adulto'. Per la maggior parte (99%) a subire le molestie sono giovanitrai13ei17 anni, che di solito hanno problemi nei rap­porti con i genitori o con le altre persone in generale.

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