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Esposto per richiesta di intervento a favore della nostra famiglia.

Egregi autori di Striscia,

siamo sconcertati dai fatti che stanno sconvolgendo la vita al nostro nucleo familiare a causa di funzionari che ci sembrano meteore impazzite.

Dal mese di dicembre 2007 Marco si trova a vivere separato dalla moglie che è fuggita da casa con un altro compagno portando seco i 3 figli di 8,6 e 5 anni e sparendo dapprima per due settimane senza informare su dove fosse e congiungendosi al compagno in presenza dei bambini dal primo giorno di fuga.

Da: www.caffe.ch, 18.4.09

Parla la madre della 15enne internata per decisione della tutoria. "Ridatemi immediatamente mia figlia o vi denuncio!" di Libero D'Agostino

"Mi devono ridare mia figlia. Deve vivere a casa nostra". J.W.H., la madre della quindicenne che la Commissione tutoria di Agno ha deciso di affidare al Pao, il centro di pronta accoglienza di Mendrisio, vuole andare fino in fondo "Abbiamo già fatto ricorso contro questa decisione. Ma faremo denuncia anche al Ministero pubblico. Quello che è successo è inaccettabile. Hanno calpestato i nostri diritti e i nostri affetti".

Martedì scorso J.W.H ha incontrato la figlia al Pao. Gloria, il nome è di fantasia, dopo che il 7 aprile era stata prelevata direttamente a scuola da due operatori del Centro, ha passato i suoi primi giorni a Mendrisio piangendo. Racconta la madre: "Voleva tornare subito a casa, poi si è un po' ambientata". J.W.H., un'altra figlia oltre a Gloria, maledice il giorno in cui un anno e mezzo fa trovandosi in difficoltà si era rivolta alla Commissione tutoria per un aiuto.

Il 7.4.09 la Commissione tutoria regionale 6 di Agno, contro la volontà dell'adolescente e della madre, ha "rapito legalmente" e fatto "deportare" al PAO di Mendrisio (Centro di pronta accoglienza e osservazione) una ragazzina di 15 anni che negli ultimi tempi è tornata volontariamente a vivere con la madre, dopo essere stata prima collocata in una famiglia affidataria e poi all'istituto Vanoni di Lugano. Le motivazioni addotte dalla CTR 6 (leggi la Risoluzione 183 della Commissione tutoria regionale di Agno) sono ritenute arbitrarie e contestate dalla madre.

Questi i nominativi degli operatrici che, in nome dello Stato, hanno firmato questa decisione, votata assieme al delegato comunale di Caslano, sig. Claudio Maina:firme ctr 6

 

Ecco la richiesta scritta che è stata consegnata alla CTR 6 di Agno stamane 9 aprile da una delegazione del Movimento Papageno, con copia alla segreteria degli On. Pedrazzini e On. Pesenti, ed ad altri destinatari. Manifestazione davanti al Palazzo di Governo del Movimento Papageno descritta su www.ticinonline.ch contro l'abuso di autorità a danno di una 15enne da parte della Commissione tutoria 6 di Agno.

Manif a Belli

 

ctr 6

Visiona anche l'intervista video su www.ticinonline.ch e su Ticinonews Teleticino (dal minuto 27 e 10 secondi) del 9 aprile 2009.

Presa di posizione della Commissione tutoria 6 di Agno (avv Quattropani) su www.ticinonline.ch.

agno

Da: La regione 4.4.09 pag 7

 

Asilo

Il Tf respinge il ricorso di un Nem


Losanna - Il Tribunale federale ha respinto il ricorso di un richiedente l'asilo, colpito da una decisione di non entrata in materia (Nem), che denuncia le condizioni di vita di un centro di accoglienza vodese e protesta perché non riceve denaro per le spese minute. Secondo il ricorrente, l'aiuto d'emergenza di cui beneficia - prestazioni in natura, generi alimentari e articoli d'igiene - è «troppo esiguo» e«contrario alla dignità umana». Costretto da più di quattro anni a vivere in uno spazio collettivo, il giovane denuncia inoltre «restrizioni sproporzionate del diritto al rispetto della vita privata».

Nel luglio 2008, la Corte amministrativa del Tribunale cantonale vodese gli aveva dato parzialmente ragione giudicando che, dopo un periodo così lungo, il giovane dovrebbe poter beneficiare di uno spazio privato nel quale isolarsi quando ne sente la necessità. La corte cantonale aveva tuttavia negato al Nem qualsiasi diritto a prestazioni in denaro. I giudici federali lasciano aperta la questione, rilevando ch'essa divide persino gli specialisti di diritto costituzionale. Il diritto ad essere assistito in situazioni d'emergenza - rileva il Tf - è tuttavia retto dal principio di sussidiarietà. Ciò significa che, prima di chiedere un contributo in denaro, il Nem dovrebbe tentare di guadagnare qualche soldo partecipando a programmi d'occupazione. Il giovane in causa lo aveva fatto, ma era poi stato escluso perché non rispettava gli orari di lavoro.

 

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