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Da: www.mattinonline.ch

Scritto da MDD   
domenica 02 novembre 2008

E stiamo ancora aspettando dal governicchio l'elenco dei medici che sottoscrivono più certificati d'invalidità!

Che tolla!! Poi i kompagni del D$$ hanno il coraggio di venirci a dire che non è vero che ci troviamo in casa un sacco di stranieri che abusano della nostra socialità! Intanto una perizia ha stabilito che la finta invalida serba residente a Locarno, quella che diceva di essere inabile al lavoro a seguito di ustioni, era una simulatrice!! Le ustioni, come aveva scoperto un investigatore che l'aveva pedinata in patria dove la donna conduceva una vita normale, venivano autoinferte prima dei controlli medici!! Possibile che i nostri dottori non si accorgessero di nulla? Uella che accuratezza professionale!! A proposito: stiamo ancora aspettando dal governicchio l'elenco dei medici che sottoscrivono più certificati di invalidità!! Siamo certi che in questo settore ci sono cose da far rizzare i capelli ai calvi!!
Ma l'aspetto più scandaloso in questa vergognosa vicenda è che il procuratore pubblico Gatto Arturo Garzoni, che per primo aveva esaminato la circostanziata denuncia contro la finta invalida serba, se ne era uscito con un "non luogo a procedere"!! Per lui non c'era truffa veruna, "l'eva tüt a posct"!!

"Tüt a posct" un piffero, Gatto Arturo! Gatto di marmo!! La donna serba era una simulatrice bella e buona, una truffatrice!! Ma il Gatto Arturo naturalmente non si accorgeva di niente! E nemmeno i fuchi del D$$!! Certo che se è così che si controllano gli abusi nel sociale commessi da cittadini stranieri, altro che andare a ramengo questo sfigatissimo Cantone!! Consiglio della Magistratura, se ci sei batti un colpo!!!

 

Da: La regione, 4.11.2008, pag 4

Giovanni Frapolli, inganno ma non truffa
Non luogo a procedere della Pp Galliker sulla vicenda dei quattro gatti delle nevi


Non luogo a procedere per Giovan­ni
Frapolli
in merito alla vicenda dei quattro gatti delle nevi acquistati - saldando un contratto di leasing stipulato qualche anno prima - dalla Carì 2000 Sa e dalla Centri montani Grossalp Sa facendo capo anche agli aiuti Sport-Toto. Lo ha decretato il 31 ottobre scorso ( ma la notizia è stata resa nota solo ieri dal legale di Fra­polli Elio Brunetti) la procuratrice
Monica Galliker
che - dopo la se­gnalazione inoltrata dal Consiglio di Stato a giugno - non ha ravvisato gli estremi di appropriazione indebita, amministrazione infedele e truffa nel comportamento dell'amministratore delle due società. Ad essere contesta­to dal governo era in particolare la cessione di un battipista, finanziato con sussidi concessi dal Cantone, da parte della società leventinese a favo­re di quella valmaggese.
"Attraverso l'erogazione di sussidi, il Fondo Sport-toto - si legge nel bra­no della decisione di Galliker riporta­ta nel comunicato stampa diramato ieri dal legale di Frapolli - si prefigge di sostenere finanziariamente gli enti che operano nel settore sportivo, ba­dando nel contempo ad evitare abusi in questo settore, segnatamente ad evitare che enti che non avrebbero di­ritto al sussidio lo ottengano facendo capo alla società che ne hanno invece diritto". Nel caso in questione non ci sarebbe dunque stato illecito, in quanto sia Grossalp, che Carì aveva­no diritto ai sussidi. Secondo la nota stampa, inoltre « dall'inchiesta è in particolare emerso che l'unico scopo di Giovanni Frapolli era quello di " ri­durre per quanto possibile i costi a ca­rico delle società e di fare in modo che i battipista potessero rimanere operati­vi per gli impianti" » . Infine, si legge ancora nel comunicato, « il magistra­to inquirente dà atto che "non solo non è emerso che egli abbia agito per inde­bito profitto personale, ma neppure che egli abbia avuto intenzione di sot­trarre i gatti delle nevi a quella che era la loro originale destinazione" » . Gli accertamenti condotti dalla procura­trice Galliker e dall'équipe finanzia­ria ( « che ha verificato l'intera docu­mentazione contabile delle società coinvolte » ) , « dimostra la manifesta infondatezza delle gravi accuse nei confronti » di Frapolli.
In realtà, stando a informazioni da noi raccolte, nel suo decreto la procu­ratrice Galliker ha invece ravvisando l'esistenza di un inganno ai sensi del­l'articolo 146 del codice penale, in quanto Frapolli avrebbe avuto l'obbli­go di informare l'autorità erogante il sussidio dell'avvenuta cessione di uno dei gatto delle nevi. Cosa che l'amministratore delle stazioni di Carì e Bosco Gurin non avrebbe fatto. E ciò malgrado avesse firmato una di­chiarazione in tal senso, ingannando dunque l'autorità cantonale. Un in­ganno in cui, tuttavia, la procuratrice non avrebbe rilevato l'elemento del­l'astuzia, necessario per costituire il reato di truffa. Nonostante ciò - sem­pre secondo informazioni raccolte dalla Regione - sussisterebbero tutta­via gli estremi per la restituzione dei sussidi.
RED




TI- PRESS
Frapolli

 

Da: Mattino della domenica, pag 22, 28.09.08

Spett. redazione, gentili lettori

vorrei sottoporre alla vostra attenzione la mia situazione finanziaria.

Percepisco fra LPP e AVS 41.851, pago Fr. 18'000 d'affitto e 8'800 di cassa malati + una franchigia di fr. 1'200.-; per le imposte 1890.-

Il mio reddito imponibile è di Fr. 28'300.-

Il calcolo della PC dice: fabbisogno 36'258.- (fabbisogno vitale 18'140.- Cassa malati 4'464, pigione 13'200.)

Percepisco 41'851.-

Per cui secondo loro niente PC e tanto meno sussidio per la Cassa malati (mi chiedo poi, come mai l'ufficio dell'Assicurazione malattia si è permesso il lusso di diminuire il reddito determinante, da 25'000 a 20'000.- franchi. Non è giunto il momento di adeguare gli importi per la PC (nel 2004 il fabbisogno vitale era di 17300 ed ora di 18'140, ossia un aumento di ca. il 5% il costo della vita è aumentato almeno del 20%)?

Vi elenco le spese vive annue che sostegno: affitto 18'000 fr. (che non viene riconosciuto fiscalmente e la PC ne riconosce solo 13'200 fr., vergogna!) Cassa malati 8'800.- Fr. (i signori della PC ne riconoscono solo 4'464 fr.), franchigia: 1'200 fr.; imposte: 1'890.- fr.; elettricità: fr. 450.-; Cablecom: 342 fr.; canone Billag: 462.-fr.; telefono: 800.-fr.; Assicurazione appartamento: 375.- fr.

Totale uscite: 32'319.-fr. .

Per sopravvivere sono stata costretta ad indebitarmi.

Alla faccia della grande socialità svizzera: è giusto che uno svizzero che ha lavorato oltre 40 anni non abbia diritto ad un sostegno, mentre agli stranieri viene concesso tutto e di più?

Lettera firmata

 

Da: www.caffe.ch, 19.10.08

Censure e denunce, retroscena inediti del processo al giudice Zali 

Il pg Balestra segnala Noseda alla Commissione disciplina degli avvocati; il Consiglio della magistratura apre un procedimento contro il responsabile della Procura 

 

Quella contro il giudice Claudio Zali accusato, e poi prosciolto, per appropriazione semplice, non è stato solo una spinosa inchiesta giudiziaria, ma una  battaglia senza esclusioni di colpi tra il procuratore generale Bruno Balestra e l'avvocato John Noseda difensore di Zali. Balestra che segnala Noseda alla commissione di disciplina dell'Ordine professionale degli avvocati, e alla Commissione di esperti per l'esame dei candidati alla magistratura - di cui il legale luganese fa parte-, lamentando "attacchi personali e colpi sotto la cintura"; il Pg per questa segnalazione si ritrova a sua volta indagato, e prosciolto, per violazione del segreto d'ufficio. Ma contro di lui il Consiglio della magistratura ha aperto un procedimento, tutt'ora in corso. Ecco i retroscena inediti di uno scontro che, tra censure e veleni, ha addensato non poche nubi sul Ministero pubblico, creando molto imbarazzo nel Palazzo di Giustizia per gli intrecci politici e partitici della vicenda. 

È tutto nero su bianco nella decisione del 7 agosto scorso della Crp, in cui la Camera dei ricorsi penali, accettando la seconda istanza di ricusa presentata da  Zali contro Balestra, ricostruisce il lungo braccio ferro tra il Procuratore generale e Noseda.  

Lo scontro che era nell'aria da tempo, inizia il 23 maggio 2008. Dopo che la Crp aveva respinto la prima ricusa contro di lui, Balestra scrive alla Commissione disciplina dell' Ordine degli avvocati e alla Commissione di esperti che valutano l'idoneità dei candidati alla magistratura, sottolineando "una sempre maggiore aggressività nel comportamento di alcune difese che non lesinano attacchi talvolta assolutamente gratuiti e personali". Riferendosi ad alcuni passaggi dell'istanza di ricusa, Balestra continua ricordando talune affermazioni di Noseda " (...) secondo cui le decisioni dell'inquirente (lo stesso Balestra, ndr.) sarebbero state dettate da motivazioni politiche e interessi personali riguardanti la propria elezione e quella del giudice Zali, eletto sulle liste del partito avversario". Il procuratore rimarca anche che l'avvocato in quell'istanza lo aveva definito "ipocrita". Per questa segnalazione  l'Ordine degli avvocati ha aperto un procedimento disciplinare contro Noseda. Tutt'ora pendente. 

Ma per la segnalazione alle due Commissioni viene avviata d'ufficio contro Balestra un'indagine per violazione del segreto d'ufficio, che si conclude con un proscioglimento deciso dall'allora procuratrice Maria Galliani.  Zali però non molla e  presenta contro il Pg una promozione d'accusa, che viene respinta dalla Crp. Tuttavia, il Consiglio della magistratura avvia un procedimento a carico di Balestra. Ma non finisce qui. Proprio per la segnalazione alle due Commissioni, la Camera dei ricorsi penali accoglie una nuova istanza di ricusa di Zali contro il Procuratore generale. L'inchiesta passa, perciò, al Procuratore Antonio Perugini, ex vice di Balestra, che il 22 settembre scorso ha scagionato del tutto Zali dall'accusa di appropriazione semplice, rimproverando al Pg "un ragionamento contorto, estraneo all'ambito penale".

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