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Da: CdT 29.09.08 pag 9

Aiutateci a garantire la giustizia
 L'unificazione della procedura penale è un impegno serio


 La Conferenza delle autorità di perseguimento penale della Svizzera romanda, del Ticino e dei distretti franco­foni di Berna sollecita i rispettivi politici ad intervenire

  Modifica delle legislazioni can­tonali; formazione dei magistra­ti e dei collaboratori (scientifici o amministrativi) al nuovo diritto; revisione e adattamento dei si­stemi d'informazione (applica­zioni informatiche per la gestione delle procedure e dell'aiuto alla redazione degli avvisi e delle de­cisioni). Sono questi alcuni dei cambiamenti nodali connessi con l'introduzione della proce­dura penale unificata in Svizzera che dovrebbe entrare in vigore a partire dal 1. gennaio 2011. Cam­biamenti che, in alcuni Cantoni - quelli romandi in particolare -, modificheranno profondamen­te le regole della procedura ap­plicate attualmente.
  Normale, dunque, che l'appun­tamento del 2011 sia stato il piat­to forte dell'assemblea annuale della CAPP (Conferenza delle au­torità di perseguimento penale) - che riunisce i giudici dell'istru­zione e i magistrati dei Ministeri pubblici della Svizzera romanda, del Ticino e dei distretti franco­foni del canton Berna -. Presenti, per il Ticino, all'assemblea svol­tasi venerdì scorso a Ginevra, il procuratore generale Bruno Ba­lestra, i procuratori pubblici An­tonio Perugini, Mario Branda, Ar­turo Garzoni, Giuseppe Mu­schietti e Moreno Capella, la CAPP ha fatto appello ai Canto­ni - e ai rispettivi politici - affin­ché s'impegnino a garantire l'ade­guato sostegno (leggasi mezzi) per consentire alle riforme pre­senti nell'unificazione della pro­cedura penale di diventare opera­tive assicurando, nel contempo, il funzionamento dei Tribunali in modo tale da poter compiere cor­rettamente la loro missione. 

Da: CdT 24.09.08 pag 16

BELLINZONA
 Polizia comunale: inchiesta congelata, ma Palazzo Civico vuole un «audit»

  No a un'inchiesta amministra­tiva, almeno per il momento. Ma sì un «audit» da affidare a un con­sulente esterno all'amministra­zione e che permetta di verifica­re a tutto campo il funzionamen­to della polizia comunale di Bellin­zona.
  Ecco quanto ha deciso, stando alle nostre informazioni, il Muni­cipio di Bellinzona la scorsa set­timana. Sul tavolo dell' Esecuti­vo, lo ricordiamo, si stanno accu­mulando le richieste di chiarimen­ti e le preoccupazioni legate alla polizia comunale. Dossier in par­te ereditati dalla passata Legisla­tura, altri nuovi come le interpel­lanze alle quali dovrebbe giunge­re risposta la prossima settima­na durante la seduta di Consiglio comunale.
  La goccia che ha fatto trabocca­re il vaso è stato l'inghippo nel conteggio delle ore straordinarie e di vacanza dei funzionari di po­lizia. Forse da attribuire a un si­stema informatico carente, forse a errate e ripetute manipolazio­ni. Negli scorsi mesi il Municipio sembrava orientato a dare avvio a una formale inchiesta ammini­strativa per fare luce su questa vicenda. Un'intenzione che però non raccoglieva l'unanimità. Nem­meno l'audit - il cui principio è stato deciso la scorsa settima­na - ha comunque riscosso il con­senso di tutti e sette i membri dell' Esecutivo. Ad ogni modo ver­rà effettuato: si tratta della se­conda analisi del genere a coin­volgere strutture dell'amministra­zione cittadina, dopo quella delle scuole. Deciso il principio di un esame approfondito e a tutto campo sulla polcomunale - in cui scopo è di individuare possibili miglioramenti da proporre all' Ese­cutivo - ancora non è stato indi­viduato l'esperto a cui affidare l'incarico. Circola con insistenza la voce che si possa trattare del­l'ex consigliere di Stato Alex Pe­drazzini, ma è verosimile che la scelta cadrà su qualcun altro.
 

 

 

Da: CdT 24.09.08 pag 4

Minacce in aumento a funzionari e politici

  Lo scorso anno sono cresciute del 49%, ar­rivando a 171 - I consiglieri federali sono coloro che catalizzano di più lo scontento
  Nel 2007 le minacce e le violenze contro magi­­strati e funzionari federali sono cresciute del 49%, arrivando a 171. Si tratta di 56 casi in più rispetto al 2006, ha precisato il Consiglio federale nella sua ri­posta a una domanda del consigliere nazionale Pius Segmüller (PPD). Questi chiedeva anche misure da parte del Governo per rafforzare il rispetto nei confronti delle autorità.
  I consiglieri federali sono quelli che catalizzano maggiormente lo scontento, la frustazione e la rab­bia: un terzo delle minacce censite li riguarda di­rettamente.
  L'incremento delle intimidazioni riguarda però tut­ti: magistrati, politici e impiegati della Confedera­zione. Secondo il Governo il forte aumento degli ultimi anni è stato facilitato dalla generalizzazione delle nuove tecnologie.
  Nella statistica dell' Ufficio federale di polizia, pub­blicata in luglio, si faceva stato di una progressio­ne delle minacce contro le autorità dal 2006 al 2007 del 17%, a 1.643 casi.
 

 

 

Da: www.mattino.ch 

Scritto da MDD   
domenica 28 settembre 2008
Ma guarda un po'! In Riviera, dove cittadini balcanici a beneficio dell'AI e della complementare - e che quindi dovrebbero essere bisognosi - si comprano villette da 800mila Fr, gli acquisti immobiliari sospetti da parte di persone della solita etnia proseguono!!
Tutti si domandano da dove vengano i soldi che queste persone sono improvvisamente in grado di mettere sul tavolo per comprarsi fior di case, case ben fuori dalla portata di cittadini ticinesi che hanno lavorato una vita! La risposta è immancabilmente che i soldi vengono da "cugini o parenti in patria o in Germania"! Uella!! Vorremmo proprio sapere che verifiche vengono fatte sull'origine di questi danari! Ai Ticinesi viene chiesto di giustificare il 5 centesimi, mentre qui abbiamo come il sospetto che si lascino passare come se niente fosse centinaia di migliaia di franchi per volta!! O vuoi vedere che, come nel caso Barbieri, non si possono avere informazioni su beni provenienti all'estero?? E come la mettiamo con i cittadini balcanici che qui si spacciano per indigenti e prendono l'assistenza, quando in patria hanno due o tre case naturalmente non dichiarate in Svizzera?? Ma l'ispettrice sociale c'è o ci fa??

 

Da: www.mattino.ch

Scritto da MDD   
domenica 28 settembre 2008
Se il procuratore generale Bruno Balestra fosse stato nominato su proposta della Lega dei ticinesi sarebbe già a casa! Ma siccome è stato proposto dal PPD, si fa finta che non sia successo nulla! Anche se il suo collega Antonio Perugini (pure nominato su proposta del PPD, quindi insospettabile) ha scritto a chiare lettere che l'inchiesta avviata da Balestra sul giudice Claudio Zali è stata frutto di ragionamenti che esulano dal diritto penale!
A questo punto, il sospetto che Balestra abbia qualcosa di personale (se non addirittura un'avversione dettata da motivi politici) contro il giudice Zali (proposto dalla Lega!) è più che legittimo!
Il dubbio che Balestra fosse prevenuto nei confronti del giudice che ha deciso di mettere sotto inchiesta, promuovendo contro di lui addirittura l'accusa per appropriazione semplice, è venuto perfino alla Camera dei ricorsi penali, presieduta ancora una volta da un magistrato nominato su proposta del PPD (Mauro Mini)! In più, va considerato che Mini non ha deciso da solo di togliere il "caso Zali" a Balestra, accogliendo l'istanza di ricusa inoltrata dal primo, ma ha deciso insieme ad altri due giudici! Ed è stata la prima volta che un Procuratore generale è stato ricusato nella storia della giustizia ticinese!
In altre parole: o Balestra è vittima di una congiura da parte di suoi colleghi magistrati che appartengono alla sua stessa area politica o non è più al suo posto e non ha dunque la legittimazione necessaria per esercitare il ruolo delicato e fondamentale di Procuratore generale!
Non conosciamo le motivazioni esatte della sentenza della CRP che ha ricusato Balestra, ma ci si dice che contiene pesanti giudizi sull'operato del PG in questo specifico caso!
Altri dubbi sull'opportunità che egli continui a dirigere il Ministero pubblico derivano dai tempi dell'inchiesta: un incarto che Perugini ha valutato e deciso (prosciogliendo Zali da ogni ipotesi di reato!) nel giro di tre settimane è rimasto sulla scrivania di Balestra per ben sette mesi! Il che ha messo in difficoltà e in imbarazzo non solo il giudice indagato, costretto a celebrare processi penali portandosi sulle spalle l'accusa di essere stato complice del presunto tentato furto di quattro tavoli, sedie e posate di un ristorante, ma l'intero Tribunale penale!
Quando il Consiglio della magistratura, chiamato a decidere se sospendere Zali dal suo ruolo ritenne che non vi fossero gli estremi per una sospensione, Balestra avrebbe dovuto trarre le logiche conseguenze! A meno che non pensi che sono tutti scemi e si ritenga il luminare assoluto del diritto penale svizzero!
Invece no: è andato avanti ad accusare Zali, anche quando il Tribunale penale ha deciso di reintegrarlo a pieno titolo tra i giudici (in quanto nel frattempo Zali aveva chiesto di essere trasferito a una Camera civile)!
Tutto l'operato del PG in questa vicenda lascia supporre non solo che (come ha scritto la Camera dei ricorsi penali) non avesse "la giusta serenità di giudizio" nel caso concreto, ma che non sia più in grado di esercitare il proprio ruolo! A questo punto, speriamo che il Consiglio della magistratura prenda le decisioni che si impongono e dimostri di essere veramente un organo di controllo sulla giustizia e non un paravento per insabbiare i casi scomodi!

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