Da: Mattino della domenica, pag 22, 5.10.08
Egregi signori,
Daniele Rigolli
Pollegio
Da: Mattino della domenica, pag 22, 5.10.08
Egregi signori,
Daniele Rigolli
Pollegio
Da: www.mattino.ch; domenica 12 ottobre 2008
Criminalità d'importazione: e poi dicono che è una nostra invenzione!
Lo scempio delle rendite d'invaliditàScritto da Lorenzo Quadri - MDD
A questo caso, emblematico e di certo non isolato, avevamo già
accennato la scorsa settimana. A riferirlo è Le Matin che, a dispetto
del nome (esiste anche Le Matin Dimanche), con noi non c'entra e non è
di sicuro un quotidiano leghista.
I fatti si sono svolti nel Canton Friburgo dove il tribunale cantonale
è intervenuto contro la banda di teppisti che da anni terrorizzava il
Comune di Bulle. La banda ruotava attorno ad un 24enne originario di
Capo Verde, ossia di un gruppo di isole poste a ca 500 Km dalle coste
del Senegal.
Il losco figuro è giunto in Svizzera all'età di 10 anni. Due anni dopo,
stava già delinquendo. E mica rubava le caramelle al mercato o le
ciliegie dall'albero dei vicini. Nossignore: a 12 anni, commetteva atti
sessuali con bambini. Segue poi, nei 12 anni successivi,
un'interminabile lista di reati: furti, aggressioni, consumo di
stupefacenti, danneggiamento della proprietà pubblica e nuovi delitti a
sfondo sessuale. L'ultimo episodio risale al 30 dicembre 2007 quando il
delinquente recidivo viene arrestato per l'ennesima volta, con
l'imputazione di lesioni corporali gravi e rissa.
Espulsioni troppo difficili
Il tribunale cantonale, visti i precedenti del pessimo soggetto, ne ha
decretato l'espulsione. Espulsione che avrebbe dovuto essere
pronunciata da un pezzo, e c'è da sperare che diventi effettiva. Ma in
questo campo, lo sappiamo, niente è scontato. La legge federale sugli
stranieri prevede una lista di motivi d'espulsione, e da notare che tra
questi, oltre la delinquenza, figura anche la presa a carico durevole e
significativa da parte dello Stato sociale svizzero. Qui ci si accorge
subito che qualcosa non quadra, perché altrimenti le espulsioni
fioccherebbero e avremmo risolto uno sacco di problemi. Cosa non
funziona? La giurisprudenza, ossia i tribunali che, tanto per cambiare,
interpretano i dispositivi legali sulle espulsioni in modo così
garantista che prima che qualcuno venga effettivamente espulso, deve
avere commesso più o meno una strage.
Eppure, davanti a casi come quello del delinquente di Bulle, ci si
viene ancora a dire che la criminalità d'importazione non è un
problema, ma una nostra invenzione.
Il delinquente in AI
E c'è da rodersi ulteriormente il fegato davanti al caso denunciato nei
giorni scorsi dal Blick, altro organo di stampa di cui tutto si può
dire tranne che sia filoleghista. Il caso si è verificato nel Canton
Zurigo. Protagonista un montenegrino giunto in Svizzera nel 1991, oggi
44enne. Arrestato per stupro ai danni dell'ex moglie, l'uomo trascorre
due anni in carcere preventivo. Uscito di prigione, riesce a farsi
riconoscere l'invalidità al 100%. Motivo: l'esperienza in carcere l'ha
traumatizzato.
Ricapitoliamo: il criminale straniero arriva in Svizzera, commette un
reato grave, finisce in galera preventiva e uscito dalla galera ottiene
una rendita AI che gli uffici preposti non si fanno problemi a versare,
naturalmente con i soldi del contribuente. E non è mica tutto, perché
quanto arriva la condanna definitiva e l'espulsione (tanto per una
volta) del delinquente, tenetevi forte, la rendita AI mica viene
revocata! Viene versata all'estero!
Inquietanti interrogativi
Senonché, il lupo perde il pelo ma non il vizio e al paese d'origine il
criminale uccide una donna e si dà alla macchia. Scatta il mandato di
cattura internazionale e solo allora la rendita AI viene interrotta.
Intanto dalle casse dell'AI alle tasche del delinquente si sono già
riversati oltre 100mila Fr dei contribuenti. Ciliegina sulla torta,
l'omicida è tuttora uccel di bosco è c'è da ritenere che si nasconda da
qualche parte in Svizzera. La libera circolazione e conseguenti
frontiere a colabrodo consentono questo ed altro.
Il caso pone tutta una serie di inquietanti interrogativi. Si rileva
infatti che 1) il delinquente ha trovato un medico compiacente che è
stato pronto a certificargli un'invalidità a causa del periodo
trascorso in carcere preventivo. Invalidità chiaramente fasulla, dal
momento che l'"invalido" passava le notti in discoteca. 2) Gli uffici
AI non si sono fatti problemi a versare una rendita ad una persona con
un curricolo del genere. 3) Ad una criminale espulso dalla Svizzera si
è continuato a versare tranquillamente l'AI all'estero.
Osiamo sperare che il punto 3) sia frutto di un grossolano errore. Se
invece la legge lo permette, vuol dire che è bacata e pertanto va
modificata immediatamente. Nel frattempo, altre rendite eventualmente
versate in simili circostanze vanno revocate all'istante, e vogliamo
vedere se qualcuno avrà la sfacciataggine di protestare.
Per quanto attiene al punto 1), invece, si avvicina sempre più il
momento in cui dovrà essere resa pubblica la graduatoria dei medici che
sottoscrivono il maggior numero di certificati di invalidità, specie
per motivi psichici.
Intanto, giusto per cominciare, cominceremo a chiedere al Cantone di
tirar fuori le cifre delle prestazioni di invalidità che dagli uffici
cantonali vengono versate all'estero, dividendo i beneficiari tra
cittadini svizzeri e stranieri. E ci piacerebbe anche sapere quanti dei
cittadini stranieri che percepiscono, all'estero, un'indennità di AI
elvetica risultano inabili al lavoro per "motivi psichici". Trattandosi
di semplici dati statistici, ci auguriamo che a nessuno venga la bella
idea di contrapporre presunti motivi di "tutela della privacy": una
tutela che naturalmente vale solo a senso unico.
Da: CdT 9.10.08 pag 17
Tentata truffa assicurativa: condannata
Pena pecuniaria sospesa e multa effettiva dopo il processo di Roveredo
È stata ritenuta colpevole di tentata truffa e sviamento della
giustizia la 34.enne cittadina straniera, residente in Calanca,
comparsa martedì davanti alla Commissione del Tribunale distrettuale
Moesa (cfr. CdT di ieri). La Corte presieduta dal giudice Stefano
Delcò ha inflitto alla donna - difesa dall'avvocato Gianluigi Della
Santa - 50 aliquote giornaliere da 50 franchi ciascuna, pena però
sospesa con la condizionale. Dovrà invece pagare una multa di 700
franchi e le spese di giustizia. La 34.enne, lo ricordiamo, aveva
dichiarato in un verbale di polizia di aver subito dall'automobile il
furto di materiale sportivo per novemila franchi. In realtà dal veicolo
era stata sottratta solo l'autoradio, mentre il resto era stato
aggiunto per ottenere il rimborso assicurativo.
Da: CdT 9.10.08 pag 8
CERIMONIA
Dichiarano fedeltà i nuovi sostituti pp
Cerimonia di dichiarazione di fedeltà alla Costituzione e alle leggi,
ieri a Palazzo delle Orsoline, per i neoeletti sostituti Procuratori
pubblici Margherita Lanzillo e Amos Pagnamenta.
La breve cerimonia si è svolta nella sala del Gran Consiglio al cospetto del suo presidente Norman Gobbi.
Da: CdT 9.10.08 pag 5
Rendita AI a stupratore
Vicenda paradossale, ma sembra sia giusto così
Era stato condannato per violenza carnale nei confronti della
ex moglie - In prigione avrebbe subito un grave trauma, per cui, una
volta uscito, è andato in Invalidità
Una persona che commette un reato grave e che per questo finisce in
prigione, una volta scarcarata può ricevere una rendita invalidità al
100% per il trauma subito.
Lo ha confermato in un'intervista pubblicata ieri dal Blick Erwin
Murer, professore di diritto della assicurazioni sociali all'
Università di Friburgo, commentando il caso di un montenegrino
condannato a due anni e nove mesi di reclusione per ripetuta violenza
carnale nei confronti della moglie e nel frattempo ricercato anche
per omicidio.
Il Blick insiste da giorni su quello che considera uno scandalo
dell'assicurazione invalidità (AI). Il caso concernerebbe un uomo,
oggi 44.enne. Sposato, per anni maltratta moglie e figlio, fino a
quando la donna chiede e ottiene il divorzio. L'uomo però prosegue
nelle sue molestie, fermando la sua vittima anche per strada: le
aggressioni sfociano poi nello stupro. Arrestato, trascorre due anni
in carcere preventivo. All'uscita di prigione l'uomo si rivolge a uno
psichiatra: a causa del periodo passato in cella afferma di subire
incubi, di essere in preda ad attacchi di panico e di pensare a volte
al suicidio. Il medico diagnostica un grave disturbo posttraumatico.
Forte di questo giudizio l'interessato si rivolge all' AI, che nel
2001 gli concede una rendita piena per il grave trauma subito. In
realtà, come scoprirà anni dopo la polizia, il «malato» passa le sue
notti in discoteca.
Nel 2002 giunge la condanna: il tribunale d'appello di Zurigo gli
infligge 35 mesi di reclusione per stupro. Sempre secondo la
ricostruzione del Blick, nel 2006 gli viene imposto di lasciare la
Svizzera, ma la rendita continua a essergli
versata.
Nell'autunno dell'anno seguente commette uccide una 27.enne
davanti agli occhi dei suoi due figli. Scatta un mandato di cattura
internazionale: a questo punto i pagamenti dell' AI vengono
interrotti. Da allora nessuno ha più notizie di lui: secondo l'ex
moglie potrebbe trovarsi in Svizzera, dove ha una vasta rete di
conoscenti.
La vicenda pone interrogativi sul versamento dell' AI. È giusto che una
persona benefici di un sostegno in una situazione simile? Secondo il
professor Murer l' AI può negare una rendita a chi si è procurato
l'invalidità volontariamente, ad esempio tagliandosi la mano, o
mentre commette un reato - potrebbe essere il caso di un rapinatore
che si fa male alla schiena tentando di entrare da una finestra.
Il trauma subito dall'uomo in questione non è invece legato al delitto
ma la suo soggiorno in prigione: in tali circostanze l' AI deve quindi
con pagare. L'assicurazione, ha spiegato l'esperto, è una forma di
aiuto sociale, non viene tenuto conto della colpa personale. «La
nostra società ha deciso che nessuno deve morire per strada, nemmeno i
criminali».
Pagina 73 di 119
Movimento Papageno esamina l’impatto giuridico e sociale della separazione e del divorzio, con particolare attenzione al benessere dei minori e alla responsabilità genitoriale condivisa.
Forniamo documentazione e analisi per sostenere decisioni informate e un dibattito pubblico equilibrato in Ticino e in Svizzera.
Iscriviti per ricevere aggiornamenti.