Da: La regione 25.09.08 pag 22
Nomina contestata nelle scuole chiassesi
Secondo la Sinistra il Municipio avrebbe agito scorrettamente
Con una interrogazione trasmessa ieri al Municipio il gruppo Unità
socialista-I Verdi (prima firmataria Bruna Bernasconi contesta il modo
con il quale il locale esecutivo ha proceduto alla nomina di un docente
di sostegno pedagogico. Tra i concorrenti (diverse decine) figurava
infatti accanto ad altri candidati qualificati una insegnante già
attiva da quindici anni, ma a metà tempo, nell'istituto scolastico
locale e che ha partecipato al concorso per poter essere designata a
tempo pieno. Nonostante che la sua candidatura avesse ricevuto il
preavviso favorevole dell'Ispettorato scolastico e della direzione
dell'istituto il Municipio ha deciso diversamente scegliendo, tra i
molti concorrenti, un docente che non sarebbe in possesso
dell'abilitazione all'insegnamento.
Perché le valutazioni dell'Ispettorato e della direzione della scuola
sono state disattese? È questa la prima delle due domande che la
Sinistra pone ora al Municipio al quale Bruna Bernasconi chiede pure
di dar ragione
«delle motivazioni che hanno portato alla scelta del candidato nominato»
dall'esecutivo. La docente esclusa e che continua comunque ad operare
a metà tempo sempre nel campo del sostegno pedagogico alle
scuole elementari di Chiasso ha interposto ricorso al Consiglio di
Stato che, fino a ieri, non si era ancora espresso sulla vicenda.
L'interrogazione richiama altresì la delicatezza del sostegno
pedagogico ciò che giustifica, a maggior ragione, la scelta di
candidati non solo in possesso di titoli adeguati ma che hanno dato
prova delle loro capacità e che conoscono la realtà scolastica locale.
La legale della docente esclusa, l'avvocato Luisa Keller-De Palatis
confermando il ricorso, ci ha detto di
«aspettare con fiducia la decisione.
Non aggiungo altro nell'interesse della scuola e della materia insegnata»
.
Da: CdT 30.09.08 pag 16
Chiasso: va annullata la decisione del Municipio per il nuovo docente
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Il Governo ha accolto il ricorso di una candidata al posto
d'insegnante di sostegno pedagogico a cui è stato preferito un altro
concorrente: la scelta dell'esecutivo «non rispetta i requisiti di
legge». Occorre una nuova nomina
La nomina da parte del Municipio di Chiasso del nuovo docente di
sostegno pedagogico alle scuole comunali va annullata. La scelta
dell'esecutivo «non rispetta i requisiti di legge» si legge nella
sentenza del Consiglio di Stato dopo il ricorso inoltrato da un'altra
candidata che ambiva al posto: il prescelto non ha conseguito
l'abilitazione all'insegnamento, necessaria per un posto di nomina come
quello bandito a Chiasso. A questo punto il Municipio ha davanti a sé
due possibilità:o aprire un nuovo concorso o procedere ad una nuova
nomina sulla base delle candidature valide inoltrate.
Il Consiglio di Stato ha invece bocciato la richiesta della ricorrente
di essere direttamente nominata in sostituzione del prescelto
dall'esecutivo.
La necessità di una nomina di un docente di
sostegno pedagogicoa metà tempo all' Istituto scolastico di Chiasso si
è resa necessaria a causa del pensionamento della insegnante titolare.
Il Municipio ha così indetto una gara alla quale hanno partecipato
diversi candidati fra cui la persona poi designata, abitante a
Ligornetto e senza precedenti esperienze, e la ricorrente, che vive a
Chiasso e già lavora da anni come docente di sostegno pedagogico a
metà tempo
a Chiasso ed a Coldrerio. La candidatura di quest'ultima era
sostenuta dall'ispettrice scolastica, dalla direzione della scuola e
dal capodicastero educazione; quella del prescelto dalla Commissione
scolastica. Ed è proprio sul candidato di Ligornetto che è caduta la
decisione del Municipio.
Ne è seguito il ricorso al Consiglio di Stato inoltrato dall'avvocato
Luisa De Palatis Keller a nome della sua cliente, con successive
osservazioni del docente nominato, patrocinato dall'avvocato Renzo
Galfetti, del Municipio e della Sezione amministrativa del
Dipartimento dell'educazione, della cultura e dello sport che
sottolineava la mancanza dell'abilitazione all'insegnamento per il
docente nominato.
È stato proprio questo elemento a far decidere al Consiglio di Stato
per l'annullamento della decisione municipale: «Il superamento della
prova di assunzione, che egli ha conseguito con la qualifica " buono",
non è sufficiente ai fini di una nomina, ma permette unicamente di
partecipare ai concorsi per incarichi fino al 20102011» si legge
nella sentenza.
La questione è peraltro oggetto di un'interrogazione inoltrata al Municipio
dal gruppo Unità socialista-
I Verdi.
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Da: La regione 1.10.08 pag 18
‘Una decisione discutibile'
Docente di Chiasso, probabile ricorso al Tf
L'avvocato Renzo Galfetti, legale del docente di sostegno pedagogico la
cui nomina decisa dal Municipio di Chiasso è stata annullata a seguito
di un ricorso dal Consiglio di Stato, ha preso posizione ieri
preannunciando che contro la decisione governativa
«verrà verosimilmente interposto ricorso al Tribunale federale».
Nel suo dettagliato comunicato Galfetti passa in rassegna i punti
evocati nella sua decisione dal Consiglio di Stato. Così la richiesta
dell'abilitazione all'insegnamento per un docente di sostegno
pedagogico
«appare inutile e priva di senso» tanto
che si starebbe valutando di eliminare questa condizione dai
regolamenti riguardanti la designazione di insegnanti che si occupano
di questa particolare materia. Il legale dell'insegnante nominato dal
Municipio, nomina censurata dal governo cantonale, rileva poi che il
suo patrocinato aveva ricevuto dal dipartimento la conferma che
avrebbe potuto
partecipare ai concorsi per l'insegnamento. Galfetti si appella anche
ai preavvisi di diverse istanze che nella fase di esame del concorso
«non hanno escluso il docente poi nominato».
E ciò sarebbe la prova che è solo sulla base di ragioni formali che la
nomina è stata annullata dal governo cantonale anche perché
l'assistito dell'avvocato Galfetti non sarebbe l'unico, tra i docenti
di sostegno pedagogico, a non disporre dell'abilitazione
all'insegnamento.
Il Municipio di Chiasso, in una nota diffusa ieri in serata, «
stigmatizza le prese
di posizione apparse sulla stampa
» e ribadisce
di aver deciso «
conformemente a quanto previsto nel bando di concorso, in piena
coscienza e autonomia, supportato dalle indicazioni ricevute dal
Cantone e dall'Ispettorato scolastico, secondo cui il candidato
prescelto adempie a tutti i requisiti richiesti
». L'Esecutivo non ricorrerà
contro la decisione del CdS.
Il commento
Deficit di trasparenza
di Edy Bernasconi
Quella che sin dall'inizio è apparsa come una vicenda di
natura soprattutto politica si sta trasformando in una battaglia tra
avvocati. È legittimo che i legali dell'una e dell'altra parte ( il
docente la cui nomina a Chiasso è stata annullata dal Consiglio di
Stato e la legale della ricorrente che ha contestato quella nomina)
prendano posizione a colpi di argomenti tecnico- giuridici. Si tratta,
a ben guardare, di un tema di interesse pubblico perché in gioco vi è
la scelta di un dipendente della scuola chiamato quindi a svolgere le
proprie funzioni per conto della comunità ( che provvede pure a
corrispondergli lo stipendio). Non può quindi il Municipio di Chiasso
( A maggioranza? Con voto unanime?) stigmatizzare come ha fatto nella
serata di ieri le prese di posizione apparse nei giorni scorsi sulla
stampa tutta ( non solo sulle colonne della solita
Regione)
quasi che la
questione possa essere ridotta a fatto privato. Ci si consentano
due domande: tra le prese di posizione che vengono stigmatizzate
figura pure quella diffusa ieri dall'avvocato Renzo Galfetti della
quale riferiamo a lato? Secondo: a dover essere stigmatizzata vi è
anche l'interrogazione presentata la scorsa settimana dall'Unità
socialista- I Verdi diffusa come da prassi abituale dalla cancelleria
comunale a tutti i giornali? A questa seconda domanda la risposta può
già essere data: gli atti parlamentari sono oggetto di risposta e non
di censura. Alla prima rispondano o il Municipio o il sindaco.
Torniamo al fatto. Al concorso per la nomina di un docente di sostegno
pedagogico che sta facendo discutere molto ( troppo se si pensa
all'interesse superiore della scuola) hanno partecipato quasi trenta
concorrenti. Non più di cinque tra di
loro hanno ottenuto la qualifica « molto buono » dall'ispettore
scolastico. Altri, tra i quali colui che sarebbe stato nominato, il
giudizio « buono » . I rimanenti, infine, la qualifica « discreto » .
Il Municipio nella sua scelta ha escluso a maggioranza ( lo attesta il
verbale della seduta) tutti i candidati con le migliori qualifiche per
sceglierne uno della fascia intermedia. La commissione scolastica, a
sua volta, aveva indicato due candidati ( tra i cui nomi non figura
colui che sarebbe stato nominato) e di questa indicazione il Municipio
o la sua maggioranza non ha tenuto conto. Come mai? Il sospetto di
trovarsi di fronte ad una nomina clientelare sta in piedi. Per fare
la dovuta chiarezza sarebbe opportuno, invece di sparare contro i
giornali, che il Municipio ammettesse di aver sbagliato. In omaggio ai
principi della trasparenza.
Da: CdT 6.10.08 pag 16
Improponibile l'interrogazione sulla nomina di un docente
Il Municipio di Chiasso rispedisce
subito al mittente l'atto della consigliera comunale
Bruna Bernasconi
«Con riferimento allo scritto summenzionato, osserviamo che secondo l'
ABC del consigliere comunale, dall'interrogazione sono esclusi oggetti
che toccano la sfera personale dei cittadini o che sono di esclusiva
competenza o pertinenza del Municipio e di altre istanze»: così il
Municipio di Chiasso replica alla consigliera comunale socialista
Bruna Bernasconi, che a fine settembre aveva presentato
un'interrogazione sulla recente nomina di un docente di sostegno
pedagogico alle scuole comunali. Nomina poi annullata su ricorso dal
Consiglio di Stato. Tuttavia, l'atto consiliare di Bernasconi, spiega
l'esecutivo, «è improponibile a causa dell'oggetto, di esclusiva
competenza» municipale. Questo parere è peraltro confermato dagli Enti
locali. Il Municipio fa sapere che le sue scelte si fondano sui
requisiti dei candidati, dei quali si valutano pure le situazioni
personali, e vanno nel pieno interesse delle scuole.
Da: La regione 6.10.08 pag 13
Nomina problematica a Chiasso, l'interrogazione della Sinistra giudicata ‘improponibile'
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L'interrogazione è improponibile. Il Municipio di Chiasso non
risponderà all'interrogazione di Bruna Bernasconi (Us-I Verdi) che ha
sollevato dubbi - poi confermati dal Consiglio di Stato - sulla nomina
al 50 per cento del docente di sostegno pedagogico all'Istituto
scolastico. Il motivo? Come indicato dall'Abc del Consigliere
comunale, dalle interrogazioni sono esclusi oggetti che toccano la
sfera personale dei cittadini o che sono di esclusiva competenza o
pertinenza del Municipio e di altre istanze. La decisione
dell'Esecutivo è stata confermata anche dalla Sezione Enti Locali,
sollecitata dallo stesso Municipio. «
Considerati gli articoli della Legge sulla scuola dell'infanzia e
sulla scuola elementare, la nomina di un dipendente comunale/docente è
di competenza del Municipio, dopo valutazione dell'adempimento dei
requisiti, da parte dei concorrenti, posti dal bando di concorso
» , recitano gli Enti Locali. Per questo motivo, «
l'interrogazione volta a conoscere i motivi alla base della scelta
presa dal Municipio risulta improponibile, in quanto tocca la sfera
privata di un cittadino
».
Tornando alla nomina, il Municipio sottolinea che «
le scelte dell'Esecutivo si fondano sui requisiti di ogni
candidato, considerando pure le relative situazioni personali e
famigliari, e attuate nel pieno interesse dell'Istituto scolastico e
degli allievi che lo frequentano
» . A livello ricorsuale, dopo il Municipio, anche l'avvocato Luisa De
Palatis Keller, legale della docente che per prima aveva inoltrato
ricorso contro la nomina, non inoltrerà ricorso al Tribunale federale.
Con ogni probabilità il docente scelto dall'Esecutivo inoltrerà
ricorso al Tf di Losanna.
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Da: La regione 7.10.08 pag 22
Nomine tra la forma e la trasparenza
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A Chiasso il Municipio non risponde e Bruna Bernasconi insorge. Gli Enti locali precisano. Il parere di Ratti
«Qualsiasi politico trova il modo di rispondere delle sue
decisioni anche se le stesse sono state sconfessate, come nel nostro
caso, da una istanza superiore»
dice la consigliera comunale dell'Unità socialista-I Verdi di Chiasso
Bruna Bernasconi,
prima firmataria dell'interrogazione risalente allo scorso 24
settembre con la quale, a nome del suo gruppo, chiedeva lumi circa la
procedura seguita per la nomina di un docente di sostegno pedagogico
presso le scuole comunali chiassesi rimettendosi, comunque, per un
commento più ampio
«alle valutazioni che darà il gruppo dei consiglieri comunali
della Sinistra nel corso della riunione prevista nei prossimi giorni»
. Nomina che il Consiglio di Stato, è bene ricordarlo, ha nel
frattempo annullato. Contro questa decisione il docente in questione
sta valutando di inoltrare un ricorso al Tribunale federale. A sua
volta, il Municipio, appoggiandosi ad un parere espresso dalla Sezione
enti locali ha rinviato al mittente l'interrogazione (cfr.
laRegione Ticino
di ieri)
siccome
«dall'interrogazione sono esclusi oggetti che toccano la sfera
privata dei cittadini o che sono di esclusiva competenza o del
Municipio o di altre istanze» .
Il Municipio nel motivare
il suo rifiuto a fornire una risposta all'atto consiliare precisa
anche che
«possiamo affermare che le scelte dell'esecutivo si fondano sui
requisiti di ogni candidato, considerando pure le relative situazioni
personali e familiari, e attuate nel pieno interesse dell'Istituto
scolastico e degli allievi che lo frequentano».
La Sezione enti locali conferma la sua presa di posizione. Precisa
tuttavia la giurista che ha elaborato il parere indirizzato al Comune
di Chiasso
Carla Biasca
che
«quanto da noi espresso non riguarda il merito della vicenda e la
decisione presa a tale proposito dal Consiglio di Stato il quale ha
accolto il ricorso che annulla la nomina del docente. Ne possiamo
parlare, a questo punto, siccome l'affare è finito su tutti i giornali.
In particolare il passaggio che lei cita della risposta del Municipio
non concerne in nessun modo quanto
espresso dalla nostra Sezione che si è limitata a precisare i
limiti di competenza del Consiglio comunale e quelli che sono invece
di spettanza del Municipio».
Si dice sconcertata Bruna Bernasconi:
«
Non è mai stata mia intenzione toccare la sfera privata
delle persone. Più semplicemente
ho voluto porre il problema
sulla procedura di scelta di un candidato. In secondo luogo mi
domando come mai i consiglieri comunali non hanno ricevuto il testo
integrale della posizione
espressa dalla Sezione enti locali, ma solo uno stralcio della
stessa. Il testo completo permetterebbe, in ogni caso, un altro tipo
di valutazione».
E aggiunge:
«Il modo di informare del Municipio non favorisce la serenità del
clima all'interno della scuola. Si finisce per creare solo confusione.
Questo Municipio ha fatto della trasparenza la propria bandiera. Il
vecchio esecutivo la praticava rispondendo anche alle domande
riguardanti le nomine»
conclude. Abbiamo chiesto un parere non nel merito,
ma sulla forma ad
Eros Ratti,
già responsabile degli Enti locali ed autore dell'opera Il Comune:
«Vi sono dei limiti precisi allo strumento dell'interrogazione.
Essa deve toccare quei temi sui quali il Municipio è chiamato a dare
scarico al legislativo e qui ha ragione il Comune di Chiasso. Vi sono
tuttavia dei margini di apprezzamento soprattutto quando un fatto
diventa di dominio pubblico come nel nostro caso. Qui dovrebbe
prevalere il buonsenso»
. Come dire che si potrebbe anche rispondere.
E.B.
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Continua il confronto politico dopo la decisione del CdS di annullare la nomina di un docente
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