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Da: La regione, 4.3.08, pag 21

 

Bioggio, non si ricandida il giudice Claudio Zali


Il suo nome non figura nella lista civica Udc-Lega deposita­ta ieri nella cancelleria di Bioggio. Consigliere comunale uscente, il giudice Claudio Zali, sotto inchiesta (cfr. pagi­na di Cantone), non si ricandi­derà.
Intanto ieri sono giunte cin­que liste per il paese di Biog­gio. Tutte presentano candida­ti in corsa sia per il Municipio che il Consiglio comunale. Si tratta di Ppd, Plr, Unità sociali­sta e indipendenti, Libertà e trasparenza e la lista civica Udc-Lega.




TI- PRESS
Il giudice Zali

 

Da: La regione, 4.3.08, pag 8

 

Più lavoro per i tribunali federali
Il 2007 anno di riorganizzazione per le tre alte Corti


Losanna – Le tre massime autorità giudiziarie svizzere, dirette dal Tribu­nale federale ( Tf), hanno pubblicato ieri per la prima volta assieme in un solo fascicolo il bilancio dell’attività 2007. «
Un anno significativo per la giu­stizia svizzera », secondo il presidente del Tf, Arthur Aeschlimann.
Sono infatti entrate in vigore la nuo­va Legge sul Tribunale federale, la nuova legge sul Tribunale ammini­strativo federale ( Taf) e la nuova ga­ranzia giudiziaria. Contemporanea­mente il Tf di Losanna è stato accor­pato al Tribunale federale delle assi­curazioni (Tfa) di Lucerna nonché il nuovo Taf. Per Aeschlimann, il primo anno trascorso sotto questa nuova for­ma è da considerare un successo. Le tre massime istanze hanno potuto ri­mediare
alla gran parte delle difficoltà iniziali nel corso dell’anno. Nel 2008 le nuove strutture giudiziarie saranno efficienti e sarà possibile evadere più cause.
La transazione è avvenuta senza problemi degni di nota, ma ha consta­tato l’alto magistrato, la nuova legge sul Tribunale federale non ha ancora portato all’auspicata riduzione del vo­lume di lavoro, anzi. Il Tf ha giudicato 7994 casi in confronto ai 7626 dell’anno precedente. Ha potuto così sbrigare 799 casi in più di quelli introdotti. La durata media di un processo è stata di 115 giorni ( nel 2006: 104 giorni a Lo­sanna, 292 giorni a Lucerna).
La statistica dell’insieme delle corti indica 7195 entrate, rispetto alle 7861 del 2006. Tuttavia non c’è stata una di­minuzione
reale del lavoro, poiché molti casi che in precedenza sarebbe­ro stati introdotti dinanzi al Tf con due rimedi di diritto contabilizzati se­paratamente, sono stati introdotti nel 2007 in virtù della nuova legge con un ricorso unico. Rispetto alla vecchia legge sull’Organizzazione giudiziaria risulta quindi un aumento effettivo di 109 casi.
Nel quarto anno dalla sua istituzio­ne, il Tribunale penale federale (Tpf) di Bellinzona ha ricevuto un nuova competenza nell’ambito dell’assisten­za giudiziaria internazionale. La Cor­te penale, quale prima istanza, ha regi­strato molti più casi (33 contro i 25 del­l’anno precedente). I ricorsi nell’ambi­to dell’assistenza giudiziaria ( 211) sono risultati leggermente inferiori
alle aspettative, mentre i procedimen­ti penali sono nettamente diminuiti (169 contro i 306 dell 2006). Malgrado una maggiore evasione rispetto al 2006, il marcato aumento delle nuove entrate alla Corte penale ha però gene­rato un incremento dei casi pendenti. L’Ufficio dei giudici istruttori fede­rali (sotto la vigilanza del Tpf) ha otte­nuto un’importante diminuzione dei casi pendenti (42 contro i 51 del 2006). « Ma – sottolinea il rapporto – desta preoccupazione il fatto che in alcune singole procedure la chiusura dell’i­struttoria si sia ulteriormente protrat­ta nel tempo, a indicare che il modello di perseguimento penale della Confede­razione ha raggiunto i suoi limiti ».
Il Taf è il tribunale più recente ma anche il più grande delle tre massime
istanze elvetiche. Oggi è composto di 72 giudici e circa 260 collaboratori. Nel 2007 ha assorbito 36 servizi di ricorso e ripreso 7483 procedure pendenti. Nel 2007 sono state avviate 8554 procedure nuove e sono state pronunciate 7650 sentenze. Alla fine dell’anno le prati­che pendenti erano 8477.
Il Taf ha pronunciato 7560 decisio­ni, di cui 1692 non definitive. Sono sta­te impugnate 220 decisioni pari a una quota del 13%. Diviso in cinque corti, esso si pronuncia su decisioni ammi­nistrative in materia di diritto d’asilo e degli stranieri, di diritto fiscale e del­la concorrenza. È pure competente sulla formazione professionale, le case da gioco, la protezione dell’ambiente e alcuni aspetti delle assicurazioni so­ciali.

Da: La regione, 4.3.08, pag 4

 

Municipali e al contempo alti funzionari o collaboratori in governo: ‘No al doppione’

Politica comunale e cantonale, basta con la possibilità di tenere il piede in due scarpe. Con un’iniziativa parla­mentare generica il deputato leghista Lorenzo Quadri chiede di sancire l’incompatibilità tra il ruolo di funziona­rio dirigente dell’amministrazione cantonale, o di colla­boratore personale di un consigliere di Stato, e quello di municipale. Nel 2002, ricorda il granconsigliere, l’avam­progetto di revisione parziale della Lord proponeva l’in­compatibilità tra la carica di funzionario dirigente del Cantone e quella di municipale. ‘‘Negli ultimi anni – si leg­ge nel commento contenuto nel progetto di messaggio – si è constatato che può esservi un conflitto tra la difesa e la promozione di un interesse di un Comune e lo svolgimen­to dei compiti che discendono da decisioni o da proposte del Consiglio di Stato: si pensi ai casi di funzionari/muni­cipali che agiscono anche pubblicamente contro le decisio­ni politiche adottate dal governo. Si tratta di situazioni poco sostenibili nei casi di funzionari dirigenti’’. Secondo Quadri « la stessa situazione di conflitto d’interessi è ipotiz­zabile anche nel caso dei collaboratori personali. Pur non es­sendo funzionari dirigenti, sono a strettissimo contatto con un direttore di dipartimento; perciò non è sostenibile che essi, in una funzione politica, promuovano interessi comu­nali che vanno a collidere con gli intenti del dipartimento del cui direttore sono il braccio destro ». La causa dell’in­compatibilità è promossa dal consulente giuridico del go­verno, Guido Corti. Ciononostante, il 7 marzo 2006, ri­spondendo congiuntamente a tre atti parlamentari, il CdS affermava di non condividere la posizione del proprio consulente, invocando per esempio la difficoltà nel trova­re persone disposte a entrare nei municipi, se si preclude tale possibilità agli alti funzionari cantonali.
«
Una motivazione quanto mai debole, poiché equivale a partire dal presupposto che, al di fuori dell’amministrazio­ne cantonale, non si trovino persone competenti e in grado di occupare una carica esecutiva comunale ».

 

Da: La regione, 5.3.08, pag 34

 

Borse di studio
Mi chiamo Kevin Zanti, ho 24 anni, sono studente alla SCC di Bellinzona, scrivo questo artico­lo per contestare la situazione riguardante le borse di studio in Svizzera.
Mi è stata rifiutata la borsa di studio dicendo che i miei genito­ri hanno un reddito troppo alto. Ma io posso provare che il red­dito dei miei genitori non è alto,
siccome a casa si stacca l’intona­co dai muri, non possono anda­re dal parrucchiere, non posso­no bere caffè, mia madre ha smesso di fumare, non è mai an­data al cinema perché non se lo può permettere, non può per­mettersi i mezzi pubblici pur usufruendo di sconti, non può avere un’auto, non ho potuto mettere l’apparecchio dentale, non ho potuto iscrivermi ad un’attività sportiva di squadra, ecc… Una persona in Svizzera per avere una vita dignitosa deve guadagnare 5’000 franchi da solo. Siccome i miei genitori e quelli di altri giovani prendono meno di 5’000 franchi insieme, e sono una famiglia, io e gli altri giovani abbiamo diritto ad una borsa di studio! (...)
KEVIN ZANTI, BELLINZONA

 

 

 Da: La regione, 5.3.08, pag 20

 

Tre agenti condannati
Lugano, gli imputati abusarono dell’autorità durante i fermi dei liceali di Coira Determinante la testimonianza di un poliziotto. Cadono i reati di vie di fatto e lesioni


Calci e sberle ingiustificati a tre li­ceali di Coira nell’espletamento dei compiti di servizio durante gli inter­venti eseguiti nel settembre 2004 in centro città e presso la stazione Ffs. Le percosse sono costate a tre agenti di polizia, due della Comunale di Lu­gano e uno della Cantonale all’epoca dei fatti, altrettante condanne per abuso di autorità comminate ieri a Bellinzona dal giudice della Pretura penale Siro Quadri. Condanne tradot­te in pene pecuniarie, dalle 4 alle 6 ali­quote giornaliere di 120/130 franchi e tre multe di 500 franchi.
Una brutta storia quella ricostruita ieri nell’istruttoria dibattimentale. Brutta soprattutto perché, come han­no sottolineato sia il giudice sia il Procuratore generale aggiunto Mar­co Villa, in sede di inchiesta e anche ieri a processo sono emerse due ver­sioni
contrastanti fornite dai poli­ziotti alla sbarra (di 24, 25 e 26 anni al­l’epoca dei fatti), dai loro colleghi chiamati come testi e sostenute dai le­gali e quella dell’agente della polizia comunale, anch’esso intervenuto nel­la prima fase. Ciò equivale a dire che una delle due parti non ha detto la ve­rità. E questo è quantomeno sconcer­tante agli occhi di chi lavora quotidia­namente assieme alla Polizia e consi­dera come ‘oro colato’ i rapporti alle­stiti da agenti in servizio.
La vicenda è sfociata in un proces­so, ricordiamo, dopo che gli imputati avevano impugnato il decreto d’accu­sa stilato dal Pga Villa. Decreto che prevedeva pene dai 10 ai 30 giorni so­spesi con la condizionale per due anni, contemplando pure i reati di vie di fatto, peraltro prescritti, e nei con­fronti di un agente di lesioni sempli­ci.
La fase istruttoria ha consentito di separare in tre episodi l’articolato in­tervento di polizia. Dapprima gli agenti sono chiamati in piazza Cioc­caro a causa di una rissa. Una rissa tra i liceali di Coira e tre ragazze tici­nesi, una delle quali era stata ricove­rata all’ospedale per commozione ce­lebrale. Quando giungono sul posto le forze dell’ordine, i ragazzi grigionesi sono già scappati verso l’hotel in cui alloggiavano presso la stazione.
Nella fuga, uno dei liceali ( con un tasso alcolico del 2 per mille) viene raggiunto, fermato e ammanettato da uno degli imputati. Nell’operazione però l’agente dà una sberla e due cal­ci al ragazzo. Ragazzo che riceve pure un altro calcio al corpo da parte di un altro imputato. Nella seconda fase, avvenuta presso la stazione, un altro liceale viene preso a sberle dal terzo
agente alla sbarra. Per questi colpi sono stati condannati. Colpi che tut­tavia sono stati contestati vivacemen­te dagli avvocati difensori Mario Po­stizzi e Andrea Bersani, che al termi­ne del dibattimento hanno fatto ca­pire di voler ricorrere contro la sen­tenza.
Il giudice ha comunque parzial­mente accolto le censure dei legali, che in particolare hanno invocato il principio ‘ in dubio pro reo’ ( quando non c’è la certezza di colpevolezza, si accetta il rischio di assolvere un col­pevole piuttosto che condannare un innocente). Proprio per questo moti­vo, Quadri non ha tenuto conto di quanto potrebbe essere successo al­l’interno dell’hotel (terzo episodio) e nemmeno il principio di causalità tra i certificati medici presentati dall’ac­cusa e le lesioni riportate dai ragazzi.
Non ci fosse stata la testimonianza dell’agente della polizia comunale, due dei tre poliziotti sarebbero proba­bilmente stati prosciolti.
Il giudice ha inoltre respinto le pre­tese di parte civile, dai 28 mila ai 33 mila franchi, presentate in aula dal legale dei liceali. Occorreva inoltrare ricorso contro il decreto d’accusa, ma non è stato fatto.
A.R.




TI- PRESS
Il giudice Siro Quadri

 

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