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Da: CdT 12.1.13 pag 15

CHIASSO
Attimi di concitazione in centro


Si sono vissuti attimi di tensione nella serata di ieri, verso le 18, davanti al portone del palazzo in via Franscini 16 a Chiasso, di fronte alla casa anziani Giardino. Il motivo scatenan­te sarebbe stato l'affidamento del bambino che attualmente vive con la madre in regime di autorità parentale congiunta nello stabile della cittadina. Il padre si sarebbe presentato per prelevarlo, rivendicandone il diritto documenti alla mano. La polizia comunale, inizialmente sul posto con due agenti, ha dovuto chiedere i rinforzi quando alcune donne, parenti della madre, hanno alzato i toni. Il pronto intervento di altri agenti, sei in tutto, ha permesso di calmare gli animi, dopo che il confronto si era spostato sulla strada con urla, insulti e minac­ce davanti ai passanti che, data l'ora, non erano pochi. Le forze dell'ordine sono rimaste a lungo sul luogo in attesa di capire come intervenire, dato che i documenti dell'uomo non sarebbero sembrati chiari dal profilo giuridico, ma anche per tenere a distanza le parti.

Da: CdT 12.1.13 pag 15


Inchiesta

C'è il rischio di recidiva
Consegnata la perizia psichiatrica sul giovane che accoltellò un degente all'OBV

Il referto attesta il pericolo di ripetizione di atti violenti - L'uomo resta in carcere


Era finalizzata soprattutto a far luce sulla pericolosità dell'accusato e sulla probabilità di reiterazione di comportamenti violenti la perizia psichiatrica eseguita sul 24.enne svizzero domiciliato nella regione che il 17 ottobre dell'anno scorso accoltellò un 34.enne portoghese all'Ospedale Beata Vergine di Men­drisio: il referto richiesto dal Mini­stero pubblico al dottor Carlo Ca­lanchini, consegnato settimana scorsa alle parti, indica in effetti il rischio che in futuro il giovane possa nuovamente rendersi protagonista di aggressioni o fatti simili. Al ragaz­zo sarebbe pure stata riconosciuta una scemata responsabilità nelle fasi in cui si scagliò contro la sua vittima poco meno di tre mesi fa.
Rinchiuso in carcere dalle ore suc­cessive al ferimento, il 24.enne è accusato di tentato omicidio inten­zionale, subordinatamente tentato omicidio passionale e lesioni cor­porali gravi.

Una separazione dolorosa

Come anticipato dal
Corriere del Ti­cino del 23 ottobre, all'origine del fatto di sangue, che poteva avere conseguenze drammatiche, vi sa­rebbe una separazione resa ancor più dolorosa dalla presenza di un bambino che il padre, il 34.enne portoghese, vedeva sporadicamen­te.
Proprio l'impossibilità di stare col figliolo per il tempo auspicato indu­ceva lo straniero ad avvicinare con una certa insistenza l'attuale com­pagna del 24.enne, madre del bim­bo. Infastidito da quella che ritene­va un'ingerenza nella propria vita familiare, il giovane avrebbe quindi deciso di porvi fine nel modo più cruento. Prima del ferimento all'OBV, tra le parti erano scoppiate diverse liti, ma niente che facesse presupporre la violenta escalation.
Anche il portoghese, come la mo­glie dalla quale si sta separando, si era fatto una nuova vita, ma non sopportava di vedere troppo limita­to il proprio diritto di visita al figlio. In qualche modo, voleva continuare a fare il papà. Tuttavia, per il 24.en­ne le pressioni esercitate dal 34.en­ne erano eccessive.

Tre colpi inferti con veemenza

Rimasto vittima di ferite superficiali alla testa, al collo e alle braccia, il portoghese aggredito mentre era de­gente in una stanza al secondo piano del nosocomio di Mendrisio si è co­stituito accusatore privato. Sarebbe stato proprio lui a bloccare il rivale, placcandolo con prontezza prima che potessero partire fendenti letali. Solo in un secondo tempo, sarebbe intervenuto il personale dell'OBV
per dare manforte al paziente. L'ar­ma usata dall'accusato è un coltello con una lama non acuminata di cir­ca 10 centimetri. Sono tre i colpi in­ferti con maggiore veemenza dall'ar­restato.
Acquisita agli atti la perizia psichia­trica, il procuratore pubblico Zacca­ria Akbas, titolare dell'inchiesta, dovrebbe interrogare nuovamente l'accusato prima di decretarne il rin­vio a giudizio davanti ad una Corte delle Assise criminali. Nel primo verbale, il giovane ha detto alla poli­zia di essersi recato al nosocomio regionale con l'intento di eliminare il contendente.
P.C.


Da: CdT, 13.12.12 pag 9

CANTON VAUD
Era scomparsa È stato il marito a strangolarla

Una donna di 36 anni di Assens (VD), che era stata data per dispersa alla fine di ottobre, è stata in realtà uccisa dal marito (che ha 44 anni). L'uomo ha confessato un paio di giorni fa di averla strangolata in seguito ad un alterco e di averla in se­guito seppellita in un bosco della regione. I sospetti nei confronti del marito della dispersa erano sorti nel corso delle inda­gini. Il procuratore ha quindi chiesto la convocazione dell'uomo per ascoltarlo come imputato.
Durante l'audizione dell'altro ieri l'indivi­duo ha confessato di aver ucciso la mo­glie nella notte tra il 27 e il 28 ottobre. Ha quindi condotto gli inquirenti nel bosco, nel punto dove aveva sotterrato il cadave­re. L'identificazione formale e l'autopsia sono in corso, ma non sembrano esserci dubbi sull'identità della vittima e sul mo­do in cui l'uccisione è avvenuta.
La coppia aveva avuto da poco un bambi­no, un maschietto di tre mesi al momento della scomparsa della donna. Il bimbo è stato ora preso in custodia dal Servizio di protezione della gioventù.

Da: CdT, 4.1.13 pag 12

VIA BRENTANI
Lite con coltello fra conviventi Due feriti gravi


Resta ancora tutta da chiarire la dina­mica della violenta lite scoppiata ieri po­meriggio in un appartamento situato al terzo piano di una palazzina di via Bren­tani 4, nel quartiere di Molino Nuovo a Lugano, e terminata con il ricovero di una coppia in gravi condizioni all’ospedale per diverse ferite da taglio.
A dare l’allarme sono stati i vicini attorno alle 15.45, preoccupati per le grida di bambini provenienti dall’abitazione. Pro­tagonisti due conviventi, un uomo di 29 anni e una donna di 28, entrambi stranie­ri di origine africana, che non sarebbero nuovi a episodi del genere terminati in passato anche con l’intervento delle forze dell’ordine. In pochi minuti sul posto so­no giunte diverse pattuglie della Polizia comunale e della Polizia cantonale, insie­me a due ambulanze della Croce Verde con un medico. Il condizionale resta per il momento d’obbligo ma stando alle prime informazioni, ad avere la peggio sarebbe stata la donna che avrebbe riportato di­verse ferite all’addome. Lesioni sarebbero però state riscontrate anche sull’uomo, e per entrambi i soccorritori hanno deciso l’immediato trasporto all’Ospedale Civi­co dove sono tutt’ora ricoverati. A detta dei medici, entrambi avrebbero riportato ferite gravi. Nel contempo sarebbero stati allertati anche i servizi sociali che si sono occupati dei due bambini, figli della cop­pia, presenti nell’appartamento al mo­mento della colluttazione.
Intanto l’episodio non ha mancato di suscitare preoccupazione in tutto il quartiere, come dimostrato dalle nume­rose persone che richiamate dall’insoli­to movimento di polizia e ambulanze si sono assiepate lungo via Brentani. Ti­mori anche perché, come detto, quella di ieri non sarebbe la prima violenta lite avvenuta in quell’appartamento. Spetta ora all’inchiesta avviata d’ufficio dal Mi­nistero pubblico e coordinata dal procu­ratore pubblico Paolo Bordoli, chiarire le dinamiche, le responsabilità e soprattut­to i motivi che hanno portato a questo grave fatto di sangue.

ALTRE FOTO SU

www.cdt.ch/k75828




VIA BRENTANI L’episodio è avvenuto al numero 4. (Foto Rescue Media)



Da: CdT, 8.1.13 pag 10


Via Brentani Convivente arrestato
L'uomo è accusato di tentato omicidio e lesioni gravi dopo la violenta lite con la compagna Ospedalizzati, sono entrambi fuori pericolo - Distrutto anche l'appartamento di un vicino


È stato arrestato l'uomo di 29 anni di origini eritree protagonista giove­dì assieme alla convivente, una con­nazionale ventottenne, di una vio­lenta lite in una palazzina di via Brentani 4. Nei confronti dell'uomo il procuratore pubblico Paolo Bordo­li ipotizza i reati di tentato omicidio, subordinatamente lesioni gravi.
L'alterco (stando alle prime ricostru­zioni pare che non fosse il primo) questa volta si è concluso all'ospeda­le Civico, dove i due si trovano tutto­ra ricoverati, pur non essendo più in pericolo di morte. Ancora tutte da chiarire le ragioni dell'accaduto: quel che è per ora certo è che sia l'uomo sia la donna sono rimasti feriti nelle colluttazioni, durante le quali ad un certo punto è spuntato un coltello. Un litigio violento, quello avvenuto nell'appartamento del terzo piano dove la coppia viveva da circa un anno, consumato peraltro davanti agli occhi di due bambini, verosimil­mente loro figli, le cui grida hanno messo in allarme i vicini. Sono stati proprio gli inquilini dello stesso sta­bile, preoccupati, ad avvertire la poli­zia, che in pochi minuti è giunta sul posto assieme alla Croce Verde.


Colpi autoinferti?

L'esatta dinamica della lite è al vaglio degli inquirenti, ma intanto Ministe­ro pubblico e Polizia hanno comuni­cato ieri che il Giudice dei provvedi­menti coercitivi ha confermato l'ar­resto dell'uomo. A suo carico, come detto, s'ipotizza anche il tentato omi­cidio. Il che sembra voler indicare una sua responsabilità diretta (co­munque ancora da accertare) nel grave fatto di sangue. Brutalmente assalita, la donna, come subito ri­scontrato dai sanitari accorsi sul po­sto, aveva riportato diverse ferite all'addome. Ma anche il ventinoven­ne era ferito e a questo proposito tra le piste che si stanno vagliando vi sarebbe anche quella della coltellata autoinferta. Non è ancora chiaro se si sia trattato di un gesto di autolesioni­smo, forse per fare ricadere la colpa sulla compagna oppure, più proba­bilmente, di ferite che l'uomo si è provocato involontariamente nella colluttazione, con uno o più colpi partiti magari mentre la donna stava tentando di difendersi.
I due bambini rimangono nel frat­tempo affidati ai servizi sociali com­petenti. Gli inquirenti stanno cer­cando anche di capire che tipo di le­game esistesse tra i due protagonisti dell'accaduto: sembra infatti che i due sostengano di essere sposati, ma questa ipotesi non sarebbe per ora supportata da alcun genere di docu­mento.

Abitazione devastata

Emergono intanto nuovi particolari sulla dinamica dei fatti. Stando a no­stre informazioni, due dei vicini han­no sentito le grida, aprendo la porta e trovandosi di fronte i bimbi in lacri­me, che sono stati accolti. Poco dopo è giunta la donna inseguita dall'arre­stato. Quest'ultimo, trovandosi di fronte l'uscio sbarrato, lo ha sfonda­to. Non contento, in base alle testi­monianze, avrebbe letteralmente distrutto tutto quanto si è trovato di fronte nell'appartamento dei dirim­pettai provocando così danni per svariate migliaia di franchi che non è chiaro ora chi dovrà risarcire.
RED.


Da: CdT, 23.10.12 pag 15

Una separazione resa ancor più dolo­rosa dalla presenza di un bambino che il padre vedeva sporadicamente sarebbe all'origine del fatto di sangue avvenuto mercoledì scorso all'Ospedale Beata Vergine di Mendrisio, dove un 24.enne svizzero domiciliato nella regione ha accoltellato un 34.enne portoghese. Questi è il padre del piccolo che, affida­to alla madre, l'uomo può vedere a in­tervalli stabiliti dalle autorità preposte. Proprio l'impossibilità di stare col pro­prio figliolo per il tempo auspicato in­duceva lo straniero ad avvicinare con una certa insistenza l'attuale compagna del 24.enne, madre del bimbo.

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