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Da: CdT, 30.7.08, pag 11

 

Importante sentenza del Tribunale penale federale nel­l'ambito di una denuncia per violazione del segreto d'uf­ficio presentata dal finanziere italiano di origini egiziane. Al giudice viene intimato di decidere immediatamente
 Il Tribunale penale federale (TPF) ha ritenuto «inaccettabi­li » le lungaggini di un giudice istruttore straordinario nell'am­bito di una denuncia penale per violazione del segreto d'ufficio inoltrata da Youssef Nada, il fi­nanziere italiano di origini egi­ziane residente a Campione d' Italia. La corte suprema bel­linzonese intima al giudice in questione di decidere immedia­tamente in merito alle richieste del fondatore della società fi­nanziaria di Lugano al-Taqwa, indagato dal Ministero pubbli­co della Confederazione (MPC) per presunti legami con orga­nizzazioni terroristiche e poi prosciolto dopo anni di indagi­ni. Dopo il non luogo a proce­dere per insufficienza di prove decretato dal Ministero pubbli­co della Confederazione nel maggio del 2005, Youssef Nada aveva depositato una querela penale contro ignoti per viola­zione del segreto d'ufficio: egli, infatti, sospetta che alcune in­formazioni riguardanti il proce­dimento nei suoi confronti sia­no state divulgate tramite fughe di notizie interne all'inchiesta. Nada, nel corso di questi anni, ha più volte chiesto informazio­ni sullo stato di avanzamento della sua querela. Non riceven­do alcuna risposta, il suo lega­le bernese, Jürg Wernli, ha poi inoltrato denuncia al TPF.
Nella sentenza pubblicata ieri, la corte federale di Bellinzona rammenta che l'11 settembre del 2007 il dossier era stato tra­smesso al giudice istruttore stra­ordinario. Youssef Nada, viene ricordato, non ha mai ricevuto alcuna risposta malgrado abbia inviato due lettere, rispettiva­mente il 20 settembre del 2007 e il 10 marzo del 2008. «A pre­scindere dalla complessità del caso, il giudice istruttore fede­rale straordinario ha avuto un comportamento inammissibile, che vìola gravemente il diritto di essere ascoltato», sottolinea il Tribunale penale federale, se­condo cui c'è stato «rifiuto for­male di giustizia». Considerato il ritardo inaccettabile nell'esa­me della querela penale, la cor­te suprema bellinzonese invita dunque il giudice in questione a rimediare alla situazione «sen­za soprassedere» e, inoltre, a de­cidere mmediatamente sul di­ritto di Nada di consultare le carte che lo riguardano.
L'ingegnere italo-egiziano e uno dei suoi soci in affari erano so­spettati dal Ministero pubblico della Confederazione di aver fi­nanziato i gruppi islamici auto­ri degli attentati dell'11 settem­bre 2001 a New York. Le inda­gini della Procura federale su Youssef Nada, avviate già nel­­l'ottobre del 2001, avevano com­portato il blocco dei conti ban­cari dell'uomo d'affari e la liqui­dazione delle sue società (situa­zione che permane). Nella pri­mavera del 2005, dopo circa quattro anni di indagini, inter­cettazioni telefoniche e diverse perquisizioni, il TPF aveva de­cretato un non luogo a proce­dere. In seguito a ciò, l'uomo d'affari aveva chiesto un risar­cimento di 27 milioni di franchi per i danni subiti a causa del­l'inchiesta avviata contro di lui dal MPC. Alla fine però ha do­vuto accontentarsi di un inden­nizzo di 5000 franchi.
Nada, ricordiamo, si sta batten­do da anni affinché il suo nome venga tolto dalle liste nere del­l' ONU, soprattutto alla luce del­la decisione del Ministero pub­blico della Confederazione. Do­po aver ricevuto una risposta negativa da Berna al proposito, si è rivolto ai Tribunali di Stra­sburgo e di Lussemburgo che si dovranno pronunciare sulle ri­chieste.
ats/red




NADA Il Tribunale ha accolto il suo reclamo. (foto e.ga/Cd T)

 

Da: CdT, 26.7.08, pag 11

Investì ragazza, chiesta la piena assoluzione
Ricorso in Cassazione del protagonista dell'incidente avvenuto a Stabio nel 2004


Sostanzialmente scagiona­to in Pretura, l'uomo chie­de lo stralcio della multa

 Prosciolto dall'accusa di lesio­ni colpose per avere investito una ragazzina di 11 anni a Stabio il 21 ottobre 2004, il 62enne della re­gione processato lo scorso giu­gno alla Pretura penale di Bellin­zona chiede ora la piena assolu­zione. Per questo, nelle scorse ore è stata impugnata la sentenza di primo grado davanti alla Corte di cassazione e revisione penale. A mente della difesa rappresenta­ta dall'avvocato Edy Grignola, stante la ricostruzione dei fatti compiuta dal giudice Damiano Stefani, non si giustifica la multa di 200 franchi irrogata all'accusa­to, in prima istanza riconosciuto colpevole solo di infrazione lieve della Legge sulla circolazione stradale per non avere adeguato la velocità di percorrenza alle condizioni di visibilità nella mat­tina dell'incidente e al manto stradale umido. Nel corso del di­battimento, all'imputato, che ave­va impugnato il decreto d'accu­sa stilato dal procuratore pubbli­co Andrea Pagani, sono state ri­conosciute diverse attenuanti. La giovane era stata travolta mentre attraversava la carreggiata all'al­tezza della fermata dell'autopo­stale. Un tratto di strada allora pri­vo di strisce pedonali, che avreb­bero potuto indurre l'automobi­lista a rallentare. Conducente che, oltre a circolare a 50 chilometri orari su un collegamento dove il limite è di 60, si era visto sbuca­re davanti la ragazza all'ultimo momento:questa, cittadina sviz­zera residente a Stabio, era appe­na scesa dal veicolo del genitore accostato sulla destra all'altezza di via Santa Margherita. Proba­bilmente, prima di tentare di rag­giungere l'altra parte della carreg­giata, la vittima dell'incidente non ha guardato se stessero per passa­re delle automobili. Di qui l'im­patto con la Volkswagen Polo di un uomo residente nella zona, a seguito del quale la giovane bat­tè il capo a terra. Ancora oggi sof­fre delle conseguenze dell'inve­stimento.
Pagani, che dopo avere inizial­mente emesso un decreto di non luogo a procedere si era visto co­stretto dalla Camera dei ricorsi penali a promuovere l'accusa di lesioni colpose nei confronti del 62enne, aveva proposto l'irroga­zione di una pena pecuniaria di 60 aliquote giornaliere da 110 franchi sospesa per due anni più una multa di mille franchi. Nei prossimi giorni, anche la parte ci­vile, tutelata dall'avvocato Patrick Untersee, potrebbe chiedere la revisione della sentenza di primo grado con la richiesta di un ina­sprimento della pena. P.C.




IL LUOGO DEL SINISTRO Su questo tratto di strada poco meno di quat­tro anni fa era stata investita una ragazza di 11 anni: chi la travolse con l'auto non riu­scì a evitare l'impatto.

 

Da: CdT, 26.7.08, pag 9

Stampa, abbandonata l'inchiesta
Decreto per guardia ed ex detenuto - Violato solo il regolamento


L'agente indagato aveva introdotto in carcere ciba­rie e accettato un prestito

 «Considerato tutto quanto pre­cede, per inesistenza dei presup­posti oggettivi e soggettivi di legge dei reati qui esaminati, va decreta­to formale abbandono dal profilo penale. La conclusione del presen­te procedimento merita comun­qu­e una riflessione importante sul­la necessità per le autorità inqui­renti in caso di potenziale rischio di vulnerabilità da parte di un agen­te di custodia, costantemente in contatto con detenuti oppure di ex detenuti, di dover intervenire con celerità nell'accertamento di even­tu­ali episodi corruttivi e ciò per evi­denti motivi di interesse pubbli­co ». È questa una delle parti con­clusive del decreto di abbandono stilato dal procuratore generale Bruno Balestra che mette fine ad una delicata inchiesta giudiziaria che ha coinvolto in questi ultimi mesi un agente di custodia della Stampa ed un ex detenuto. Per am­bedue, l'alto magistrato ha decre­tato l'abbandono. La vicenda ave­va suscitato grande clamore per­ché aveva visto anche una maxi­perquisizione della Stampa effet­tuata da una ottantina di agenti del­la polizia cantonale.
L'agente di custodia era stato arre­stato l' 11 ottobre scorso ed era ri­masto in carcere, in un penitenzia­rio di oltre San Gottardo, sino al 23 ottobre 2007. Contro di lui erano stati ipotizzati pesanti reati:abuso di autorità, violazione del segreto d'ufficio, corruzione passiva e ac­cettazione di vantaggi.
Dopo nove mesi di indagini la con­clusione dell'inchiesta che ha ac­c­ertato esclusivamente una viola­zione del regolamento ( ammessa) da parte dell'agente di custodia il quale ha introdotto all'interno del carcere, come già scrivevamo il 17 ottobre scorso, cibarie (formaggio e pomodori secchi)destinate ad un detenuto. Tutto era iniziato in seguito ad una segnalazione ester­na al carcere che parlava di strane frequentazioni dell'agente di cu­stodia in questione con alcuni ex detenuti. Erano quindi scattate le indagini ed un servizio di control­lo telefonico. Si era così alzato il si­pario su un pacchetto entrato in carcere e su un prestito di 5 mila franchi fatto da un ex carcerato al­la guardia. Inoltre, chi ascoltava le registrazioni aveva annotato la se­gnalazione del l'agente del trasfe­rimento in un altro carcere di una persona in espiazione di pena alla Stampa. Sotto inchiesta era poi fi­nito anche l'ex detenuto che si ac­compagnava alla guardia: l'uomo aveva dato all'agente 5 mila fran­chi in prestito ed il pacchetto con le cibarie destinate ad un compa­gno di pena ancora rinchiuso ( epi­sodi non collegati). La guardia ave­va ammesso il prestito e il fatto di aver introdotto il pacco. Aveva pe­r­ò sottolineato di averne prima ac­certato il contenuto. Il PG parla di frequentazioni inopportune della guardia con ex detenuti. Passando in rassegna i singoli reati ipotizza­ti non li vede però realizzati.
Parla di violazione del regolamento del personale del carcere:ma tale com­portamento non costituisce anco­ra reato penale. Anche l'informa­zione sul trasferimento del dete­nuto, spiega, era in qualche modo «pubblica» e quindi facilmente ac­cessibile.
Ricordiamo che la guardia da me­si è sospesa e percepisce solo una parte dello stipendio. Assistito dal­l'avvocato Katia Cereghetti Soldi­ni, valuterà la possibilità di chiede­re un ris­arcimento per ingiusto pro­cedimento penale. Al termine del decreto di abbandono il PG Bale­stra sottolinea comunque che «ri­sulta fondamentale nell'attività e condotta di un agente di custodia l'approccio personale che va in­staurato coi detenuti. Si deve infat­t­i adottare un comportamento cor­diale, ma distaccato che non pos­s­a mettere a rischio l'indipenden­za del proprio operato, attitudine importante per mantenere una se­rena autorevolezza per rapporto ai detenuti». e.ga. 

Da: CdT, 29.7.08, pag 13

In Pretura penale a Bellinzona ieri è stato prosciolto da ogni accusa il culturista italiano che era stato fermato nel luglio del 2007 al valico di Ponte Tresa poiché trova­to inpossessodidiversepasticchediunpotentesteroide
 «La legge non si commenta, si applica. Seppure scorretta e di­scutibile di per sé l'assunzione a titolo personale di sostanze ana­bolizzanti non è penalmente pu­nibile. Insomma, chi è causa del suo mal pianga sé stesso». Così ieri il giudice della Pretura pena­le Siro Quadri nel prosciogliere un 26.enne di Lavena dall'accu­sa di infrazione alla legge federa­le che promuove la ginnastica e lo sport.
«Una pratica diffusa»
Fisico imponente, agente di sicu­rezza di professione, l'uomo ha in sostanza ammesso di aver fat­to uso a suo tempo di steroidi in vista di un concorso di culturi­smo previsto a Bologna. Alla fron­tiera di Ponte Tresa era stato tro­vato in possesso di 12 pastiglie di un anabolizzante poi rivelatosi come «ossimetolone ». «Me lo ero procurato sul mercato nero in Ita­lia », ha dichiarato. «Mi rendo conto dei pericoli a cui andavo incontro, ma nell'ambiente e in molte discipline la gente è dispo­sta a fare di tutto». L'inchiesta, chiusa in febbraio, aveva portato il procuratore pubblico Andrea Pagani a stilare un decreto d'ac­cusa in cui veniva contemplata una pena pecuniaria sospesa di 15 aliquote da 60 franchi.
Prodotto tossico
«Anadrol»: questo il nome com­merciale dello steroide, comune­mente assunto per via orale. «Uno dei più forti - è s tato detto - at­tualmente disponibili sul merca­to e in grado già con dosi minime di incrementare forza e peso cor­poreo ». Il rovescio della medaglia contempla tuttavia effetti colla­terali pesantissimi per i reni e il fegato, al punto che l'imputato doveva assumere una serie di far­maci antagonisti.
Un tipico caso «fai da te»
Battendosi per il pieno proscio­glimento del proprio assistito l'av­vocato Marco Garbani ha ricor­dato nella propria arringa come la legge punisca soltanto chi fab­brica, smercia o dispensa prodot­ti dopanti, ma non l'utilizzo a fini personali. Orientamento confer­mato anche in una bozza di revi­sione della stessa normativa. L'uso personale di steroidi va semmai sanzionato a livello am­ministrativo con l'espulsione, per esempio, da una federazione o società sportiva. In merito poi al­l'ipotesi di un'eventuale impor­tazione di sostanze proibite, il le­gale ha tenuto ad osservare co­me l'imputato sia stato fermato alla dogana senza entrare in ter­ritorio elvetico con gli anaboliz­zanti.
Messe in discussione d'al­tro canto le risultanze di due esa­mi di laboratorio sulle pasticche: nel primo, commissionato al­l'università di Losanna si parla­va soltanto di caffeina, mentre nel secondo, effettuato a Olivone, al­cune discordanze cromatiche nel rapporto stilato hanno fatto sor­gere nel legale il dubbio che non si trattasse della medesima «pro­va del reato» scovata in dogana.
Senza entrare nel merito di que­st'ultimo argomento, il giudice Quadri ha osservato come il ca­so in questione rappresenti un tipico esempio di «self-doping». Una pratica pericolosa, che la legge federale lascia tuttavia al­la responsabilità dell'individuo. Da qui la decisione di proscio­glimento.
gi.m




STEROIDI Provenivano dal mer­cato nero. (foto Keystone)

 

Da: Il mattino della domenica 

Scritto da Giuliano Bignasca - MDD   

lunedì 28 luglio 2008
Uella PG Balestra, altro che correre dietro alle fughe di notizie sull'AET!! E le fughe di soldi pubblici, quando conti di rincorrerle?? A proposito: col cavolo che martedì il sottoscritto Nano Bignasca si presenta per la pagliacciata dei radar dal pretore Damiano Stefani, colluso con l'abominevole uomo delle nevi Frapolli!!

Avviso ai naviganti: siamo stufi della mafia dei magistrati! Anche in Ticino, come in Italia, i procuratori pubblici sono bombe ad orologeria, come dice Berlusconi! Politicizzati, due pesi e due misure! I nemici politici vengono martellati e messi in croce, mentre le denuncie contro gli amici e gli amici degli amici vengono puntualmente e senza fallo insabbiate, nella migliore tradizione partenopea-siculo-calabrese!! Per non parlare del Gatto Arturo Garzoni, che difende ad oltranza i cittadini balcanici finti invalidi!!
L'ennesimo esempio di giustizia a senso unico lo vediamo con il caso di AET: le demenziali operazioni all'estero di Paolo Rasputin Rossi e Mauro Do Nascimento Dell'Ambrogio hanno fatto perdere all'azienda almeno 100 mio di Fr di proprietà del contribuente ticinese! La perizia KPMG ha evidenziato una lista di gravissime magagne lunghe come l'elenco del telefono! Fideiussioni milionarie concesse senza l'avallo del CdA, operazioni commerciali con beneficiari sconosciuti, contratti in cui Rasputin Rossi firmava sia per AET che per la controparte!! E il Procuratore generale (PG) Balestra cosa fa?? Invece di far arrestare chi ha polverizzato i soldi del contribuente, torchia il deputato leghista Rodolfo Pantani, membro della sottocommissione di controllo sul mandato pubblico di AET, per le fughe di notizie sulla perizia KMPG! Uella PG Balestra, te le diamo noi le fughe di notizie!! E le fughe di soldi pubblici, quando pensi di rincorrerle?? Il giorno del mai nell'anno del più?? Bambela!!
Adesso ne abbiamo pieni i santissimi di questa giustizia a due velocità e serva dei partiti $torici! Quindi rilanciamo il messaggio: i PP e i giudici devono venire eletti dal popolo!! Basta con gli inciuci parlamentari tra presidenti di partito e capigruppo, che servono solo a portare sulle cadreghe di Palazzo di Giustizia i leccapiedi di partito! Che poi, naturalmente, sono tenuti a sdebitarsi!!
A proposito, già che siamo in tema: col cavolo che il sottoscritto Nano Bignasca, per la pagliacciata sui radar, si presenta martedì dal pretore Damiano Stefani, colluso con l'abominevole uomo delle nevi Frapolli - che i PPDog si ostinano a difendere ad oltranza e contro ogni decenza - e chiaramente prevenuto dei confronti della Lega e del suo presidente!! Lo Stefanino martedì potrà tanto starsene a guardare l'aula vuota, e con lui quell'aquila della sost PP Marisa Alfier!!

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