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Da: www.sentenze.ti.ch

Decisione di concessione di indennizzo della Camera dei ricorsi penali del Tribunale d'Appello a seguito dell'istanza di indennità per ingiusto procedimento di un cittadino condannato con decreto d'accusa al pagamento di 300 fr di multa (+ spese) dal PP Perugini e assolto poi dal Pretore penale.

Da: Il Mattino della domenica, 13.7.08

Scritto da Lorenzo Quadri - MDD   
domenica 13 luglio 2008
Sarà che siamo dei "malpensanti" cronici ma abbiamo come il sospetto che anche a livello giudiziario ci sia qualcuno che prende i casi di finta invalidità parecchio sottogamba. Tanto paga il contribuente.
La scorsa settimana abbiamo visto il caso eclatante della donna 55enne serba, domiciliata nel Locarnese e finta invalida. In Svizzera la donna si spacciava per invalida, in Serbia lavorava tranquillamente. Alla denuncia per truffa partita dall'assicurazione, che accusava la donna di averle "stuccato" 300mila Fr di prestazioni non dovute, il PP Arturo Garzoni ha risposto con un non luogo a procedere, e questo malgrado l'evidenza! Ed infatti, a seguito del ricorso vinto dall'assicurazione, l'incarto è passato ad un altro PP, Fiorenza Bergomi, che ha arrestato la finta invalida e pure il marito. Quindi ce n'era più che abbastanza per rendere molto verosimile l'esistenza di un reato.
Dell'atteggiamento quanto meno largheggiante della Magistratura nei confronti degli abusi nel sociale, abbiamo avuto conferma in un altro caso di un aspirante "invalido" in assistenza, proveniente dall'area balcanica, che lavorava in nero nell'auto-officina di un parente. A quanto ci risulta - ma su questo saremo più esaustivi prossimamente - l'AI rifiutava, per ovvi motivi, di riconoscergli l'invalidità. Ma è stata bacchettata dal tribunale. Quindi il signor invalido, così invalido da lavorare in nero, viene a tutti gli effetti messo a carico del contribuente grazie alla nostra "giustizia".
Le medesime autorità giudiziarie sono poi anche pronte a cogliere ogni spunto sollevato dall'avvocato difensore d'ufficio del finto invalido - nb: avvocato pagato dai contribuenti per difendere chi abusa dei soldi dei contribuenti! - per annullare i risultati di indagini lunghe e faticose volte ad accertare la disonestà del sedicente invalido. Al proposito, stiamo seguendo molto da vicino la vicenda di un cittadino straniero extraUE che in Ticino beneficia(va) di AI e Complementare, quindi teoricamente indigente. Questo signore, non solo in Ticino lavora in nero, ma al paese d'origine possiede una grande casa con vasto terreno, e anche lì lavora senza alcun impedimento psicofisico. Vogliamo proprio vedere se un qualche magistrato troverà qualche cavillo per invalidare le indagini a carico di questo finto invalido.
Noi pretendiamo che gli abusi nel sociale vengano sanzionati e non accettiamo che il leguleo di turno si nasconda dietro risibili cavilli per giustificare chi, non contento di essere stato accolto nel nostro Paese, se ne approfitta. Non tolleriamo che la Magistratura ticinese, pagata con i soldi del contribuente, si permetta di fare da "palo" a cittadini stranieri che vengono in Ticino con il preciso intento di abusare delle nostre prestazioni sociali perché "tanto gli Svizzeri sono fessi e non si accorgono di niente". Poi ci si meraviglia se la gente non ha fiducia nella giustizia, chissà come mai?
Un discorso a parte lo meritano poi i medici e gli psichiatri che sottoscrivono allegramente certificati d'invalidità a persone che sono perfettamente in grado di lavorare, essendo in realtà afflitte soltanto dalla sindrome della "cannetta di vetro". Non per nulla ci sono in circolazione fior di "invalidi" con tanto di certificato medico che vanno a ballare fino alle 2 di notte; ma naturalmente di lavorare non sono in grado. A questi medici e psichiatri, magari anche attivi in politica, interessa solo incassare la succosa parcella. Poi chi se ne frega se i costi provocati dai loro certificati di invalidità fittizi li paga il contribuente!

Da: Il Caffé, 6.7.08 (http://www.caffe.ch/)

Nell'oscura selva degli stipendi pubblici il merito resta un tabu

Le cifre ci sono, gli importi degli aumenti automatici anche, ma per capire chi guadagna che cosa, c'è da lambiccarsi il cervello. La scala retributiva del personale dello Stato è sintetizzata in due fogli con due tabelle dense dei numeri per le 29 classi di stipendio, su 13 mensilità comprensive anche dell'indennità di rincaro, più  "l'indennità economia domestica" di 1'842 franchi annui per chi ha figli con meno di 12 anni.  Si va a cominciare dalle posizioni più basse, la classe 10, con 2'843 franchi al mese, che al tetto massimo del decimo aumento salgono a 3'582, per arrivare alla classe trentanovesima: retribuzione minima 8'857 franchi che allo scatto del 15esimo aumento arriva a 12'490 franchi mensili. Oltre questo importo ci sono "le classi speciali"  dalle buste paga d'oro che non figurano nella griglia retributiva, mentre nei giorni scorsi il governo ha deciso, nell'ambito della manovra di risanamento finanziario, di ridurre per due anni i salari d'entrata per i nuovi assunti, con decurtazioni fino al 20%, di dimezzare il carovita e bloccare le assunzione, salvo necessità particolari.
Per individuare incarichi e stipendio di Buropoli bisogna armarsi di pazienza e delle 22 pagine del "Regolamento concernente le funzioni e le classificazioni dei dipendenti dello Stato" del febbraio 2006. Un complicato codice d'accesso per capire che un semplice operaio "con pratica professionale" alle dipendenze, per esempio, della Sezione della circolazione, appena assunto guadagna 3'692, franchi e 70 centesimi al mese per arrivare al massimo, col decimo aumento, a 4'431 franchi e 85 centesimi. E il suo capo sezione? Per lui c'è la qualifica di funzionario dirigente la cui fascia retributiva varia dalla classe 35 alla 38, il che tradotto in soldoni fa un livello minimo di 7'616 franchi (10'588 col 15esimo aumento), e un massimo che oscilla dagli 8'569 franchi ai 12'036. Qualche altro esempio? Un responsabile della centrale telefonica della segreteria del governo, al suo primo stipendio si porta a casa invece 4'873 franchi che salgono a 6'170 dopo il decimo aumento, mentre il suo capoufficio con titolo accademico parte dai 6'726 franchi e può arrivare ad un massimo di 10'588. La complessità della macchina amministrativa è ben fotografata dalla giungla dei numeri nelle 29 classi, dove lo stipendio di capiufficio, capisezione o di semplici amministrativi può variare da dipartimento in dipartimento. Non è  il massimo della semplicità e nemmeno della trasparenza che, indubbiamente, ci guadagnerebbero con uno sfoltimento delle tabelle, ma soprattutto se alle cifre degli stipendi si affiancasse anche la funzione, come si proponeva di fare col progetto Gru, Gestione risorse umane, per un'amministrazione più dinamica e trasperente.
A complicare le cose, e a rendere ancora più anonimi i guadagni, ecco poi le cosiddette classi speciali. In questa categoria rientrano: il Cancelliere dello Stato, il segretario generale del Gran consiglio, i consulenti giuridici del governo e del parlamento, il delegato per i rapporti con la Confederazione e i Cantoni, il responsabile per la protezione dei dati, i direttori di divisione, il capo dell'équipe finanziaria del Ministero pubblico, il comandante della polizia cantonale, l'amministratore della Cassa pensione, il capo area del Centro sistemi informativi e i vice direttori della divisioni Contribuzione. Ma ci sono, inoltre, anche i collaboratori personali dei direttori di dipartimento, retribuiti con un non precisato "stipendio fisso", e una sfilza di contratti speciali: per il medico legale, il farmacista, il medico e il veterinario del Cantone, più i loro aggiunti, per sei medici psichiatri, per il direttore del laboratorio cantonale, e aggiunto, per due direttori e due medici dell'Istituto di microbiologia, per cinque medici dell'Istituto di patologia e il responsabile del registro cantonale dei tumori. Che stipendi hanno? E chi lo sa? Anche questi non sono dati accessibili ai cittadini.

Libero D'Agostino Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Da: La regione, 9.7.08, pag 17

<>Il commissario rimane al suo posto


Sul poliziotto il governo aprirà un'inchiesta disciplinare

Niente sospensione. Il gover­no ticinese, riunitosi ieri in se­duta, ha affrontato la vicenda del cinquantenne commissario della polizia cantonale operati­vo nel ‘ Ref ', la sezione impe­gnata nella lotta ai reati finan­ziari e finito sotto inchiesta pe­nale nei giorni scorsi per i rea­ti di abuso di autorità e infra­zione alla legge federale sul do­micilio e la dimora degli stra­nieri, e ha deciso di non solle­vare dall'incarico il poliziotto. Il Consiglio di Stato ha comun­que convenuto di avviare un'inchiesta disciplinare- am­ministrativa.
« L'indagine - fa sapere in una nota stampa il governo - è affidata alla Sezio­ne delle risorse umane e diven­terà operativa non appena sarà dato ad essa accesso all'incarto del Ministero Pubblico. Tenuto conto degli elementi a disposi­zione dell'autorità amministra­tiva e dello stato della procedu­ra penale - conclude il Consi­glio
di Stato - non si è procedu­to alla sospensione dalla fun­zione ».
Il commissario di polizia è sospettato di aver, fra l'altro, ospitato a casa propria una prostituta non in regola con i permessi. Il nome del poliziot­to è emerso nell'inchiesta ‘ Maxim' aperta in margine al Bar Corona, noto locale a luci rosse di Pambio Noranco, e che aveva portato all'arresto del gerente e di un dipendente.

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