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Da: La regione, 7.7.08, pag 13

Abuso di autorità e infrazione alla legge sul domicilio e la dimora de­gli stranieri. Questi i reati ipotizzati dalla Magistratura ticinese nei confronti del commissario della polizia cantonale cinquantenne, attivo nella sezione dei reati economico-finanziari, finito sotto inchiesta in margine alle indagini aperte lo scorso maggio dopo un blitz al locale a luci rosse Bar Corona di Pambio Noranco (cfr. laRegione Ticino di saba­to). Il comando di polizia - riferisce un comunicato inviato agli organi d'informazione - sulla base degli elementi emersi valuterà gli estremi per dare avvio a un procedimento disciplinare o amministrativo ed ela­borerà in tal senso una proposta all'attenzione del direttore del diparti­mento. Nel frattempo prosegue l'inchiesta penale che dovrà accertare se il commissario abbia in qualche modo ‘protetto' l'attività del postri­bolo luganese. Intanto, secondo quanto riferito dal portale Ticinonews, lo stesso commissario sarebbe stato al centro nel 2000 di un altro proce­dimento penale per favoreggiamento, riciclaggio e soppressione di do­cumenti che si concluse tuttavia con la sua assoluzione.

Da: La regione, 4.7.08, pag 32

<>Un diavolo per capello

Losanna - Tagliare a zero i capelli della figlia tredicenne per impe­dirle di uscire la sera significa rendersi colpevole di lesioni corporali, e non di semplici vie di fatto. Lo ha stabilito il Tribunale federale, chia­mato a giudicare un padre del canton Berna alle prese con una figlia che non rispettava gli orari concordati, fumava e beveva alcol.
Non sapendo più come andare avanti i genitori, che avevano anche chiesto il sostegno dei servizi sociali, hanno optato per una misura ra­dicale: l'obiettivo era far sì che la figlia si vergognasse ad uscire. L'in­tervento di tosatura era avvenuto due volte, nel marzo e in aprile 2005. Nel settembre 2007 il tribunale d'appello bernese avava condannato l'uomo per lesioni semplici a una pena pecuniaria di 150 franchi.
L'interessato è ricorso al Tf, sostenendo che si potesse parlare solo di vie di fatto: un reato che vale quando non sussistono danni al corpo e alla salute, e che è punito solo con la multa. Di altro avviso i giudici fe­derali, secondo cui radere a zero i capelli rappresenta una violazione non indifferente della integrità fisica e psichica di una persona.

Da: La regione, 4.7.08, pag 18

« Il CdS reputa che gli abusi nel sociale vengano trattati con la necessaria serietà da tutte le autorità pubbliche? Come valuta l'accaduto sotto l'ottica del­la professionalità dei medici che redigono i certifica­ti di Ai? Ritiene il CdS che esista una pratica di "cer­tificati facili"? Non ritiene il CdS che la totale inver­sione di rotta (dal non luogo a procedere all'arresto) nel caso di una presunta truffa nell'ambito dell'in­validità da parte di una cittadina serba, susciti de­gli interrogativi legittimi? ». E ancora: « Non ritiene il CdS che il Consiglio della Magistratura dovrebbe chinarsi sulla questione? È intenzione del CdS se­gnalare al Consiglio della Magistratura la neces­sità, da parte di tutte le autorità inquirenti, di trat­tare con la dovuta serietà i casi di abusi nell'invali­dità e di fornire la necessaria collaborazione affin­ché gli abusi nel sociale possano venire scoperti e sanzionati? ». Sono le domande poste al governo dai deputati Donatello Poggi e Lorenzo Quadri alla luce dell'arresto, ordinato dalla pp Bergomi e avve­nuto a Locarno (cfr. laRegioneTicino di ieri) dei due coniugi serbi accusati di truffa all'Ai (per aver indotto l'assicurazione dell'albergo di Ascona in cui lavorava la donna a riconoscere una rendita per un'invalidità poi rivelatasi inesistente). Nei loro confronti il pp Garzoni aveva emesso un non luogo a procedere, ma la Crp aveva annullato la de­cisione e il dossier era andato a Bergomi.

Da: CdT, 4.7.08, pag 25

Dopo l'arresto della presunta falsa invali­da e del consorte i parlamentari Donatello Poggi e Lorenzo Quadri interrogano il CdS
 «La finta invalida 55.enne, di nazionalità serba, residente a Locarno, come pure il marito, sono sta­ti arrestati dalla pp Bergomi. A loro carico - si legge nell'interrogazione - si prospetta una truffa aggra­vata di quasi 300 mila fr. a danno dell'assicurazione che ha pagato le rendite AI alla donna, che non ne avrebbe avuto diritto. L'aspetto allarmante è che il pp Garzoni aveva invece decretato il non luogo a pro­cedere nei confronti della donna, venendo poi smen­tito dalla CRP. L'incarto è stato quindi trasferito ad un altro pp che ha proceduto all'arresto della sospet­tata: quindi una completa inversione di rotta. Gli abusi sono stati presi sottogamba?». Al Cd S i due fir­matari chiedono pertanto se «reputa che gli abusi nel sociale vengano trattati con la necessaria serie­tà da tutte le autorità; come valuta la professionali­t­à dei medici che redigono i certificati AI e se non ri­tiene che la totale inversione di rotta (dal non luogo a procedere all'arresto)susciti interrogativi legitti­mi e tali da far sì che il Consiglio della Magistratura si chini sulla questione».

Da: Il Mattino della domenica, 29.06.2008, pag 8

Otto lettere di candidatura perfettamente motivate; otto curriculum idonei; otto preavvisi favorevoli -anche se non capisco perchè sette concludenti con la frase: "La commissione ritiene il candidato idoneo alla carica di Procuratore pubblico", mentre solamente uno con la frase, a mio modo di vedere, contorta: "... la comissione non ha motivi per ritenerlo non idoneo alla carica postulata."

E per terminare, otto ritiri di candidatura.

Per me, queste persone hanno perso totalmente la propria credibilità e anche se si presentassero in futuro, per la stessa carica o una carica minore, all'interno della magistratura o altro, il mio voto di certo non l'avrebbero.

Sono veramente disgustata! Io sto cercando un posto di lavoro da ben tre anni. Ho sempre cercato di scrivere al meglio le lettere di candidatura. Ho sempre ricevuto risposte negative - dove le ho ricevute - ma mai mi sarebbe venuto in mente di ritirare la mia candidatura, anche se so perfettamente che all'interno degli enti pubblici i giochi sono già fatti ancora prima di pubblicare i concorsi e i requisiti spesso lo provano: manca solo il numero di scarpe del/della candidato/a che, senza ombra di dubbio, occupa o occuperà "di diritto" quel posto di lavoro.

PATRIZIA RAMSAUER, deputata in GC, barbaramente licenziata dallo Stato e in cerca di lavoro da ben TRE anni

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