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Da: Corriere del Ticino, 13.06.08, pag 13

I successori di Maria Gal­liani e Marco Villa saranno eletti dal Gran Consiglio nella tornata del 23 giugno
 Sono nove in totale i candidati in corsa per i due posti di procura­tore pubblico lasciati vacanti dal­la dimissionaria Maria Galliani (che lascerà ufficialmente la cari­ca il 1. luglio), rispettivamente da Marco Villa, eletto giudice del Tri­bunale d'appello (l'entrata in fun­zione è prevista il 1. agosto). L'ele­zione è prevista nella tornata par­lamentare in programma dal 23 al 26 giugno. L' Ufficio presidenziale del Gran Consiglio precisa che tut­ti e nove i partecpanti ai due con­corsi indetti sono stati ritenuti ido­nei a ricoprire la carica dalla Com­missione d'esperti incaricata di valutare le candidature. Gli aspi­ranti procuratori pubblici sono gli attuali sostituti procuratori Mari­sa Alfier, Andrea Maria Balerna, Chiara Borelli, Andrea Pagani e Clarissa Torricelli, unitamente a Zaccaria Akbas, Amos Pagnamen­ta, Daniel Ponti (giudice supplen­te dell'applicazionedella pena) e Margherita Lanzillo (segretario giudiziario della procura).

 

Da: La regione, 13.06.08, pag 3

<>Subentranti di Galliani e Villa, nove gli aspiranti pp
Fra i candidati gli attuali cinque sostituti procuratori pubblici


Dei nove aspiranti procuratori pub­blici otto sono già attivi, con funzioni diverse, in ambito giudiziario. Stia­mo parlando dei candidati alla carica di pp dopo le annunciate dimissioni per fine giugno di Maria Galliani (tornerà alla libera professione di av­vocato) e l'elezione di Marco Villa a giudice d'Appello ( sarà magistrato giudicante da agosto). Ieri è stato reso noto il rapporto che l'Ufficio presi­denziale del Gran Consiglio ha tra­smesso al plenum: sarà infatti il par­lamento a nominare i due nuovi in­quirenti. Rapporto nel quale figurano i nomi dei nove candidati.
Si tratta di Zaccaria Akbas, Mari­sa Alfier, Andrea Maria Balerna, Chiara Borelli, Margherita Lan­zillo, Andrea Pagani, Amos Pagna­menta, Daniel Ponti e Clarissa
Torricelli.
Tra gli aspiranti pp ci sono gli attuali cinque sostituti pro­curatori pubblici, vale a dire: Alfier, Balerna, Borelli, Pagani e Torricelli. Per quanto riguarda gli altri quattro candidati, Lanzillo è oggi segretaria giudiziaria in seno al Ministero pub­blico, Akbas è vice cancelliere del Tribunale d'appello, Ponti è giudice supplente del Giudice dell'applicazio­ne della pena mentre Pagnamenta è avvocato.
Ai due concorsi avevano partecipa­to in nove e tutti e nove sono stati rite­nuti idonei dalla Commissione di esperti formata dal giudice federale Aldo Borella, dal costituzionalista Marco Borghi e dagli avvocati John Noseda, Emilio Catenazzi ( presiden­te) e Sergio Bianchi, già magistrato del Tribunale federale come Catenaz­zi.
Otto le candidature inoltrate per la sostituzione di Galliani, una per quel­la di Villa. Tutte come detto sono sta­te giudicate idonee dai cinque esper­ti. Toccherà prossimamente al Gran Consiglio pronunciarsi, scegliendo nella rosa dei nove i due nuovi procu­ratori pubblici.
Per il Ministero pubblico quelle di Galliani e Villa sono partenze di peso. Sia la prima che il secondo sono an­che procuratori generali aggiunti. Galliani, responsabile della squadra di magistrati inquirenti dediti al per­seguimento dei reati finanziari, la­scerà presto la magistratura per rein­dossare i panni dell'avvocato penali­sta. Villa è stato designato in maggio dal parlamento giudice del Tribunale d'appello, carica che assumerà agli inizi di agosto. I due nuovi procurato­ri pubblici resteranno in carica sino all'entrata in vigore del nuovo Codice di procedura penale unificato a livel­lo svizzero, prevista per il gennaio 2010. Il 1° giugno il popolo ticinese ha infatti approvato, seguendo così go­verno e Gran Consiglio, una norma transitoria della Costituzione canto­nale che proroga il periodo di nomina del Ministero pubblico ( le cariche scadevano altrimenti alla fine di que­st'anno). Stamane intanto al Palacon­gressi di Lugano si terrà la cerimonia di inaugurazione dell'anno giudizia­rio 2008/ 2009. Interverranno in qua­lità di relatori il capo del Dipartimen­to istituzioni Luigi Pedrazzini, il pre­sidente uscente del Tribunale d'ap­pello Raffaello Balerna e la nuova presidente del TdA Emanuela Epi­ney- Colombo.

 

Da: Corriere del Ticino, 13.06.08, pag 5

Le parti in disaccordo de­vono dapprima tentare di trovare un'intesa, prima di affidare il caso ai tribunali
 Il Consiglio nazionale ha de­ciso di unificare i 26 regolamen­ti cantonali con 122 voti contro 28 (UDC)e 6 astenuti. Il progetto dedica uno spazio importante al­la soluzione extragiudiziaria del­le vertenze. Come ora, le parti do­vranno continuare a sottoporsi a una conciliazione prima di recar­si in tribunale. Questo principio, che contribuisce ad alleviare i tri­bunali, non è stato contestato.
Il Consiglio nazionale non si è co­munque limitato a ciò. Ha esteso la lista delle eccezioni alle azioni per disconoscimento di debito e alle contestazioni, da parte del lo­catario, di una disdetta straordi­naria e di un'espulsione, poiché in questi casi una soluzione con­sensuale è impossibile.
In generale le parti potranno an­che rinunciare alla conciliazione quando il valore litigioso in gio­co supera i 100.000 franchi. La si­nistra ha chiesto inutilmente che la rinuncia sia esclusa in tutte le ipotesi quando il conflitto con­cerne questioni di affitto.
Su richiesta, la procedura di con­ciliazione potrà essere sostituita da una mediazione. Questo stru­mento «moderno» di composi­zione delle vertenze è stato adot­tato con 106 voti contro 40, solle­vando lo scontento dell' UDC. Esprimendo scetticismo sul rap­porto costi/benefici di questa procedura, i democentristi avreb­bero voluto, al massimo, limitar­lo al diritto della famiglia.
Le disposizioni che prevedono la mediazione non hanno caratte­re obbligatorio e lasciano ampia libertà alle parti e ai cantoni, ha rilevato Christian Lüscher ( PLS) a nome della commissione.
La sinistra non è poi riuscita a far passare la sua proposta per esten­dere l'esonero delle spese giudi­ziarie ai processi che oppongono proprietari e inquilini. La mag­gioranza ha inoltre ricordato che la procedura di conciliazione re­sterà gratuita e che il progetto di nuovo Codice di diritto proces­suale civile svizzero non deve comportare oneri supplementa­ri per i cantoni.
I cantoni avranno anche la liber­tà di fissare giurisdizioni specia­lizzate, come i tribunali di com­mercio, dei probiviri e le istanze di conciliazione in materia di af­fitti. Il Nazionale ha completato tacitamente la lista autorizzando i cantoni a designare un tribuna­le per le vertenze nell'assicura­zione malattia complementare.

Da: La regione, 07.06.08, pag 4

Complimenti al giudice Mauro Ermani per la sua franchezza nel processo conclusosi con la con­danna di Frignani e Pedrotta. Purtroppo due gra­vi attenuanti lo hanno costretto a ridurre le pene pur confermando l'atto di accusa. Attenuanti preoccupanti poiché concernono Procura e Banca Stato. La direzione di quest'ultima che ha concor­so " alla realizzazione concreta dei reati con la sua compiacente miopia" ed il Ministero pubblico responsabile del lungo tempo trascorso.
Alti



 

Da: Corriere del Ticino, 10.06.2008, pag 5 

 
Assolto gestore d'una filiale di un grande distributore


Un granconsigliere berne­se aveva sporto una de­nuncia per aver potuto ac­quistare un «killergame»

 Si è chiuso con un'assoluzio­ne il primo processo penale in Svizzera incentrato sulla vendita di videogiochi violenti. Un tribu­nale bernese di prima istanza ha scagionato il gestore di una filia­le di Media Markt.
L'udienza si era tenuta venerdì scorso. Roland Näf, deputato so­cialista al Gran consiglio berne­se, aveva presentato una denun­cia penale dopo aver potuto ac­quistare, in un negozio Media Markt di Muri presso Berna, il vi­deogioco «Stranglehold» (mossa di strangolamento). Questo ha per protagonista un ispettore di poli­zia «terminator» alle prese con la mafia russa e quella cinese che imperversano a Hong Kong.
Secondo la giudice unica Christi­ne Schaer, pur trattandosi di un cosiddetto «killergame», Stran­glehold non mette in scena la vio­lenza «con insistenza» e non fe­risce la dignità umana:si vedono certo spruzzi e pozze di sangue, ma cose simili passano anche al­la televisione. Altro sarebbe la rappresentazione della tortura.
La querela non mirava tanto a col­pire il gestore quanto a creare un caso giudiziario di principio, che facesse giurisprudenza in tutta la Svizzera. Egli invocava l'articolo 135 del codice penale («Rappre­sentazione di atti di cruda violen­za »): questo commina una pena pecuniaria o detentiva fino a tre anni a chi «fabbrica, importa, tie­ne in deposito, mette in circola­zione, propaganda, espone, offre, mostra, lascia o rende accessibili registrazioni sonore o visive, im­magini o altri oggetti o rappresen­tazioni che, senza avere alcun va­lore culturale o scientifico degno di protezione, mostrano con in­sistenza atti di cruda violenza ver­so esseri umani o animali».
Secondo Näf questo articolo si è rivelato finora solo una «tigre di carta» perché la sua formulazio­ne complessa ne rende difficile l'applicazione, e la sentenza di ie­ri lo conferma. Per poter prose­guire il gioco in Stranglehold è in­fatti necessario sparare a due per­sone che dormono: «Se questo non è crudele!».
Pure il Partito socialista bernese non è sorpreso dalla sentenza, che appunto dimostra che la ba­se legale attuale non è sufficien­te. Di conseguenza «la Confede­razione deve agire».
L'udienza si è tenuta dopo che il gestore aveva contestato un atto d'accusa. Ciò significa che il giu­dice istruttore che lo ha emesso aveva rilevato gli estremi del rea­to. Daparte sua il gestorehadet­to alla giudice Schaer di aver guardato il videogioco dopo la querela ma di non avervi trovato nulla di illegale. In precedenza nessuno aveva provato il gioco perché Media Markt si attiene al­le raccomandazioni del Pan Euro­pean Game Information (PEGI), un metodo valido su tutto il ter­ritorio europeo per classificare i videogiochi secondo il contenu­to. Stranglehold non è dunque venduto ai minori di 18 anni.
Nelle motivazioni della senten­za, la giudice ha in effetti lodato la diligenza di Media Markt, au­spicando che le raccomandazio­ni PEGI siano rese vincolanti.
Con una mozione già approvata dal parlamento, Roland Näf ha ottenuto che il Consiglio di Stato presenti una iniziativa cantona­le per il divieto dei videogiochi violenti, corresponsabili a suo di­re della delinquenza giovanile.




LA MOTIVAZIONE Secondo Roland Näf i videogiochi violenti sono cor­responsabili della delinquenza giovanile. (Key)

 

Da: La regione, 30.05.08, pag 5 


Al Penale riecco il giudice indagato. Epiney-Colombo: ‘Bisogna poter lavorare'

Dopo la dichiarazione di fedeltà alle leggi, tenutasi martedì a Bellinzona, il plenum dei giudici del Tribunale d'appello ha proceduto martedì all'assegnazione delle funzioni, e ciò in attesa che in agosto entrino in funzione i due nuovi giudici ( Marco Villa e Damiano Bozzini) che andranno a completare la compagine formata ora da venti magistrati. Fra due mesi dunque l'assetto cambierà ulteriormente rispetto a quanto deciso l'altroieri.~#~ La novità più importante riguarda per ora il Tribunale penale, che dal 1 ° giugno vedrà reintegrato Claudio Zali nonostante sia sotto inchiesta per appropriazione semplice ( accusa che lui respinge). In attesa di veder risolta la questione, era stato lui stesso negli scorsi mesi a farsi da parte, prima astenendosi dal celebrare processi e poi arroccandosi con Franco Lardelli alla II Camera civile. Come mai ora questo dietrofront? « Lo ha deciso il plenum considerato che per altri due mesi siamo costretti a lavorare con due giudici in meno » , ci risponde la nuova presidente del TdA, Emanuela Epiney-Colombo, che rileva la carica di Raffaello Balerna, giunto alla scadenza dei due anni, e viene affiancata dal vice Giorgio A. Bernasconi: « Ci troviamo confrontati con la necessità di far funzionare a dovere, quindi in modo razionale ed efficiente, ciascuna Camera. Bisogna tener conto degli equilibri interni. E questo è il risultato ». Ad agosto il Tribunale penale ‘ perderà' l'attuale sua vicepresidente Giovanna RoggeroWill che assumerà la presidenza della Corte di Cassazione e revisione penale, la quale a sua volta sarà trasformata in Corte di appello con l'entrata in vigore nel 2010 del nuovo Codice di procedura penale unificato per tutta la Svizzera.~#~ Nuova presidente per la Cassazione Cassazione da anni condotta da Francesco Pellegrini, che vi rimarrà come membro assumendo da subito la presidenza della Camera esecuzione e fallimenti di cui è già vice e che era diretta da Spartaco Chiesa ora andato in pensione.~#~ La scelta di Pellegrini di lasciare ad altri la gestione della Cassazione - rileva Epiney-Colombo, la quale a sua volta entra a farvi parte al posto di Chiesa - riguarda la questione ‘ generazionale': « Con l'arrivo del Codice di procedura penale unificato e la conseguente e prevista creazione dell'Appello, ha ritenuto che fosse meglio affidare il compito a qualche collega più giovane » . Sempre alla Camera esecuzione e fallimenti il terzo posto sarà occupato da Paolo Ermotti.~#~ Infine, il posto di RoggeroWill al Tribunale penale sarà preso nel corso dell'estate da Villa, attualmente procuratore generale aggiunto; dal canto suo Bozzini sarà il quinto giudice del Tribunale ammini-strativo, che ha assunto recentemente nuove competenze.~#~

 

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