Da: Il CdT, 19.05.08, pag 11
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Da: Il CdT, 19.05.08, pag 11
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Da: La regione, 13.5.08, pag 7
Losanna - Migliaia di documenti confidenziali dell'Ufficio vodese esecuzioni e fallimenti e del Tribunale dei minori sono stati gettati nelle immondizie a Losanna senza essere precedentemente distrutti. Tra questi, atti di carenza di beni e verbali di audizioni. La polizia locale è intervenuta per raccogliere i documenti che fuoriuscivano da un cassonetto dei rifiuti posto davanti al Tribunale dei minori e scoperti da un passante. Lo ha indicato la Centrale d'intervento della polizia cantonale confermando una informazione del Matin Dimanche. Secondo il giornale i documenti sono molto dettagliati e vi compaiono nomi di persone perseguite con i motivi che gli vengono rimproverati. I chili di documenti dovranno essere verificati. La procedura esige addirittura che tali documenti siano messi in contenitori di cartone e portati all'inceneritore per essere bruciati sotto il controllo di un usciere.
Da: Corriere del Ticino, 9.5.08, pag 23
Un 43.enne bellinzonese dovrà pagare una pena pecuniaria di
550 franchi e una multa di 800 per aver trasceso nel burrascoso
periodo della separazione
Un addetto informatico è stato condannato ieri in Pretura alla pena
pecuniari di 550 franchi e ad una multa di 800 per ingiurie, vie di
fatto e violazione disobbedienza a decisioni dell'autorità.
L'imputato doveva rispondere a numerosi capi d'imputazione, correlati a
tre decreti d'accusa separati, che sono stati congiunti durante
l'udienza di ieri.
Ostilità, frequenti incomprensioni e piccole
ritorsioni in famiglia. Tratti, quelli della vicenda che si è discussa
ieri, fin troppo comuni per chi è confrontato con laceranti
esperienze di separazione e divorzi.
Durante il periodo di
separazione dalla moglie, tra fine 2006 e il luglio 2007, l'accusato
ha insultato la donna, apostrofandola con epiteti offensivi e il 26
maggio 2007
l'avrebbe strattonata, tirandole i capelli durante una furente
discussione. In seguito a questi episodi, l'accusato ha inoltre
violato, in due occasioni ed in un lasso di tempo assai breve, un
ordine emesso dal procuratore pubblico che le intimava di non
avvicinarsi alla moglie e di evitare di contattarla, senza il consenso
previo dell'interessata: la prima volta recandosi a pochi metri
dall'abitazione comune, che la stessa condivide attualmente col nuovo
compagno; la seconda aggirandosi nei dintorni del negozio dove la
stessa lavora, insultandola ripetutamente. Se nel primo caso,
l'imputato si è difeso sostenendo di dovere scattare alcune
fotografie necessarie alla vendita dell'immobile e di essere stato
inconsapevole della presenza
della moglie, nel secondo egli ha ammesso serenamente i fatti.
Il decreto d'accusa originario, redatto dal procuratore pubblico
Moreno Capella e presentato ieri da Chiara Borelli prevedeva l'accusa
di danneggiamento e di minaccia. In base alle dichiarazioni rilasciate
dalla moglie, l'imputato le avrebbe bucato una gomma dell'auto e in
un' altra occasione avrebbe minacciato la suocera. Ora, come ha
precisato il giudice Giovanni Celio, nulla è stato provato e le
testimonianze della donna erano spesso incongrue. È stato così
prosciolto.
Il pretore ha voluto premiare il sincero pentimento del
43.enne, favorirne la rinascita dopo le turbolenze degli ultimi anni e
lo ha invitato a ottemperare ai suoi obblighi parentali. Ha
riconosciuto come le coordinate dell'esistenza dell'imputato siano
state sconvolte in poco tempo, e come questo sia scivolato in un
vortice di scoramento e solitudine.
Da Pa
Da: Corriere del Ticino, 2.5.08, pag 48
ANCHE DA NOI L ' INCESTO È COPERTO DA COMPLICITÀ
EROS COSTANTINI
L'
allucinante intreccio di menzogne, connivenze e ancor più di
follia avvenuto ad Amstetten, in Austria, dove un padre segrega la
figlia per 24 anni, la violenta a suo piacere e le fa mettere al mondo
ben sette figli, rende quasi «normali» le tante, per lo più nascose
storie di incesti che avvengono anche nel nostro Paese. Difficile
parlarne perché non esistono statistiche certe e spesso i casi sono
elusi per proteggere le vittime dell'atto. Si palesano quando sfociano
in delitti, o affiorano casualmente, o vengono denunciati dopo anni
quando le vittime si liberano da paure e remore «morali-affettive ».
Sì, perché il bambino ama sempre i suoi genitori: come può concedersi
il lusso della rabbia, del rancore e della denuncia? L'ultimo caso a
destare raccapriccio e a suscitare polemiche è avvenuto nelle settimane
scorse a Ginevra: un padre e una madre insegnavano alla figlioletta
dodicenne come intrattenere sessualmente i loro amici o «clienti» di
quel maneggio. Anche in questo caso come avvenuto in vari altri, i
servizi sociali benché avvisati degli strani via vai e della faccia
spaesata della bimba, non sono intervenuti attendendo una denuncia
circostanziata e suffragata da prove più consistenti come
fotografie(?) oppure da urla che allarmassero la polizia. Era già
successo, sempre a Ginevra, quando una bambina di pochi mesi venne
lasciata morire affamata da una madre tossicodipendente arrestata e i
servizi sociali la «dimenticarono». Capita così che in diversi cantoni
l'efficienza di questi servizi, ma non solo la loro, viene messa in
dubbio (e già pare di udire le indignate proteste di chi nel settore
qualche volta lavora bene, ma non di rado alcuni ci campano
soltanto). Ovvio ricordarlo: l'incesto è unodeitabùpiùantichieunreato
odioso quasi sempre commesso su minori. Non è mai stato estinto, ma
solo rimosso come rivelano
le migliaia di casi rilevati annualmente in tutti i Paesi d'
Europa, e dimentichiamo quelli di altri continenti. A quelli
clamorosi di violenza perpetrati fra le mura domestiche che mettono in
moto la giustizia, si affiancano sempre più quelli difficilmente
quantificabili e occultati dalle famiglie. Ai nostri casi nazionali
d'incesto si sono aggiunti quelli assai frequenti che avvengono in
famiglie di immigrati, dove la denuncia coinciderebbe con il disonore
dell'intera famiglia. Quindi silenzio assoluto o maledizione su chi
parla. Chiamiamolo pure «fenomeno sommerso». Ma esiste. Come quasi
ovunque era frequente nella Svizzera contadina dei secoli scorsi:ne
accennava già nel 1850 il geniale e istintivo Geremias Gotthelf,
autore de «Il ragno nero», in un suo drammatico racconto. Sempre per
quanto concerne l'incesto in Svizzera, il raffermo cronista ricorda
di essere rimasto impressionato in un ristorante di Visp (VS) da
orrende figure scolpite sulle pareti di legno. Un insegnante di scuola
gli spiegò che ricordavano le mostruosità nate quando, secoli
addietro, nel villaggio erano regolari l'incesto e le unioni fra
consanguinei. Ma la pratica era consuetudine anche nelle famiglie
detenenti il potere, con l'ovvio scopo di conservarlo. Con
«Hohenfeuer » (I falò»), film ch'ebbe il pardo d'oro a Locarno, il
regista Fredi Murer ha raccontato una drammatica storia d'incesto fra
sorella e fratello su un alpe svizzero. Su un fronte sociale opposto,
Visconti in «La caduta degli dei», fa interpretare a Helmut Berger lo
stupro della madre Ingrid Thullin, definito da alcuni critici «un rito
arcaico ebbro di un crescendo wagneriano». L'antropologo Lévi Strass
scrive che la fine dell'incesto ha segnato nella storia dell'umanità
il passaggio dalla natura alla cultura. Ma pare esistano ancora tante
zone d'ombra e finanche protette che appartengono forse alla
preistoria.
Da: Il mattino della domenica
Lettera aperta a Pedrazzini. Questa volta ha ragione il Gigio!
| Scritto da Giuliano Bignasca, Rodolfo Pantani, Lorenzo Quadri - MDD | |
| domenica 27 aprile 2008 | |
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Finalmente rotta l'omertà protezionistica dei Consiglieri di Stato nei confronti dei funzionari Caro Gigio, finalmente un Consigliere di Stato ha avuto il coraggio politico di esprimere il proprio disappunto sull'operato dei propri funzionari: "Mi sono rotto le scatole di dovermi assumere ogni colpa di quanto succede nel Dipartimento". Queste parole, pronunciate davanti al Gran Consiglio, hanno rotto l'omertà protezionistica che tutti, nessuno escluso, i Consiglieri di Stato hanno sinora adottato nei confronti dei vari funzionari, i veri responsabili di quello che succede in ambito amministrativo. L'abbiamo già detto in Gran Consiglio: i Consiglieri di Stato, se paragonati a dirigenti privati, hanno retribuzioni contenute. Un qualsiasi dirigente di un'azienda che fattura oltre 15 miliardi di franchi (il PIL ticinese), non prenderebbe nemmeno in considerazione una retribuzione come quella di un Consigliere di Stato e, nel caso che il dirigente privato non fosse in grado di amministrare l'azienda, se ne andrebbe con liquidazioni ultramilionarie (vedi Swissair e UBS). L'esternazione del Gigio conferma che qualcosa sta cambiando. Bisogna rivedere una legge che permette l'assoluta impunità a funzionari incapaci di livello direttivo inseriti nell'Amministrazione cantonale solo ed esclusivamente per motivi politici. I casi Asfaltopoli, e Nevegate, non hanno insegnato niente? Ora arriva il caso "Polizia"; senza contare il Penitenziario, il Centro diagnostico di Camorino, il Mega Comando di Polizia, Amministrazione 2000, tutti i mandati per studio e progettazione, non escludendo le campagne pseudo-sanitarie che costano di più di quanto si vuole ottenere. Fino a quando i Cittadini potranno tollerare simili sprechi di denaro pubblico? Cambiare la Legge Organica dei Dipendenti dello Stato (LORD), non solo significherebbe poter inserire l'intercambiabilità del personale da un Dipartimento all'altro, ma permetterebbe anche di risparmiare una trentina di milioni per mandati di consulenza e progettazione affidati, dagli alti funzionari, agli "amici" (a proposito quando arriverà la lista dei mandati 2007?). È mai possibile che debbano essere avvocati esterni a ricevere mandati per inchieste amministrative, quando esistono almeno una cinquantina di avvocati ed esperti contabili (almeno dal curriculum) nell'amministrazione stessa? È mai possibile che, per fare i progetti di una riparazione di un ponte o un cavalcavia, come di una rotonda, lo studio debba essere affidato a studi d'ingegneria (talvolta senza esperienza per gli interventi richiesti), perché sono degli amici, mentre architetti ed ingegneri cantonali non hanno altro da fare che leggere i giornali? Noi speriamo vivamente che questa tua esternazione sia una reazione che abbia a contagiare anche gli altri Tuoi colleghi di governo, affinché, tutti insieme possiate cambiare una legge cervellotica, ottenuta da una casta (funzionariato) creata da sindacati e sindacalisti che hanno tutto l'interesse di mantenere un potere politico e gestionale delle risorse pubbliche. Ti ringraziamo dell'attenzione con la certezza del Tuo impegno a cambiare. |
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Movimento Papageno esamina l’impatto giuridico e sociale della separazione e del divorzio, con particolare attenzione al benessere dei minori e alla responsabilità genitoriale condivisa.
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