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Commento di un ex marito ad un articolo apparso sul Mattino della domenica del 16.12.2007 "Padri divorziati. Tutelare anche loro".

 

Ex marito = Cane bastonato
scritto da scubadiver74 , febbraio 05, 2008

Sono un 33enne residente nella Svizzera tedesca. Nel 2002 ho chiesto il divorzio dalla mia ex moglie poichè essa credeva di aver trovato la gallina dalle uova d'oro da storcere fino all'ultimo. Oltre che ad acquisti poco se non del tutto ponderati, senza neppure informarmi, questa passava regolarmente soldi ai suoi genitori già beneficiari di rendita AI. Nota bene che lo stipendio era uno solo, per la precisione quello del mio lavoro. (AI per chi non se ne è ancora accorto non è solo assicurazione invalidità come è giusto che sia, ma anche banca di innumerevoli fannulloni e buoni a nulla che negli anni passati si sono approfittati della buona fede di funzionari pubblici, ma per fortuna delle casse della confederazione anche fannulloni e e buoni a nulla prima o poi se ne vanno al creatore). Ma bando alle ciance e torniamo al discorso dolente.
Ormai siamo all'inizio del 2008 e la mia odissea non ha ancora avuto una fine. Il patrocinio gratuito sta permettendo alla "sanguisuga" di continuare imperterrita nella sua opera distruttiva. 6 anni. 6 lunghi anni nei quali ho subito, subito e ancora subito gli effetti della legge che gioca a favore anche di chi agisce in malafede.
Oltre 80'000 franchi buttati nel cesso, esaurimenti nervosi e mesi di cene con un cervelat e una michetta. La speranza di trovare una volta per tutte un avvocato in grado di togliermi da questa situazione sta morendo come sta morendo la stima di me stesso. Agli occhi dei pretori siamo solo degli ex mariti, agli occhi elle ex mogli siamo dei polli con molte piume da togliere lentamente e provocando più dolore possibile e davanti allo specchio vedo sempre più la figura di un uomo che somiglia sempre più ad un cane bastonato. Sono felice di sapere che ci sono dei politici che sono a conoscenza di queste situazioni e spero che se ne faccia qualcosa al più presto.
Grazie Lega

Da: Il mattino della domenica (www.mattinonline.ch)

Scritto da LdT - MDD   
domenica 20 aprile 2008
Avviso ai naviganti della Magistratura e del Dipartimento delle Istituzioni del superuregiatt Gigio Pedrazzini: non cercate di fare i furbi!! Visto che c'è in ballo il nuovo Codice di procedura penale federale, che sostituirà quelli cantonali e porterà quindi delle modifiche nelle competenze dei magistrati penali, e visto  che il nuovo codice entrerà in vigore il 1° gennaio 2010,  il Consiglio di Stato, con l'accordo del Parlamento, ha deciso di prolungare il periodo di nomina dei magistrati penali, in modo di procedere alle nuove nomine in concomitanza con l'entrata in vigore del codice federale! Così, il mandato dei magistrati penali attualmente in carica, invece di scadere il 31 dicembre 2008 come previsto, scadrà il 31 dicembre 2009!
A parte il fatto che per rendere effettiva questa modifica il popolo ticinese sarà chiamato alle urne (poiché si tratta di cambiare la Costituzione), la proposta in questione possiamo anche digerirla per motivi di praticità: i nuovi magistrati cominceranno a lavorare con il nuovo codice di procedura penale e non si troveranno a dover "cambiare cavallo"  dopo un anno.
Ma attenzione: diamo alla Magistratura  ticinese tempo fino a fine 2008 per rimettersi in carreggiata, per piantarla di correre dietro alle farfalle e alle rogatorie dall'Italia, per darci un taglio con la giustizia a due velocità, per finirla di farsi strumentalizzare dalla partitocrazia, col risultato che gli incarti di persone legate ai partiti $torici vengono affondati, mentre se Nano Bignasca per festeggiare una grande vittoria elettorale della Lega spara due colpi a salve dal balcone di Via Monte Boglia, viene processato per direttissima! Intanto c'è gente che ha rubato decine di milioni e ancora non è stata chiamata a renderne conto!
I Magistrati ed in particolare i PP devono anche piantarla di fare le primedonne mediatiche e il talebano Antonio Perugini, oltre a smetterla di rilasciare interviste a giorni alterni negli orari di lavoro (e nümm a pagum), deve immediatamente alzare le chiappe dalla sua spelonca Bellinzona e trasferirsi a Lugano così come deciso da tempo! Ma il Peru fa orecchie da mercante, perché vuole continuare a farsi gli affaracci propri dal suo covo nella capitale!!
Ma noi (per usare un'espressione di Coscialunga Merlini) di questa Magistratura da Repubblica delle Banane "ne abbiamo piene le scuffie", e da un pezzo! O la Giustizia ticinese entro fine anno si sarà data un serio giro di vite e sarà diventata una Giustizia degna di questo nome e non più il braccio armato della partitocrazia come oggi, oppure andiamo in piazza a raccogliere le firme per tornare all'elezione popolare dei Magistrati!! Così i partiti la finiranno di inciuciare in Gran Consiglio per far nominare i propri incapaci protetti, che poi una volta acculati in Via Pretorio non li schioda più nessuno, e che naturalmente dovranno restituire il favore con piaceri e corsie preferenziali a vantaggio di chi gli ha regalato la cadrega!! Chiaro il messaggio??

Da: Corriere del Ticino, 19.04.08, pag 19

Ligornetto non preleverà i contributi di miglioria


Il Tribunale federale dà ragione ad un proprietario ter­riero ingiustamente imposto. Il Comune sarà costretto a pagare anche 3.000 franchi di tasse di giustizia

 È dovuto arrivare fino al Tri­bunale federale di Losanna per aver finalmente ragione: il pro­prietario di un terreno a Ligor­netto ha così vinto la causa con­tro il Comune che gli voleva far pagare «a posteriori» un'ingen­te somma come contributo di miglioria.
La vicenda prende avvio addirit­tura nel 1996 quando il Munici­pio di Ligornetto intimò al pro­prietario del terreno, edificabile R4, il pagamento di 57.000 fran­chi dopo la costruzione di una nuova strada che avrebbe valo­rizzato la proprietà. La decisio­ne fu poi stata annullata dal Tri­bunale d'espropriazione perché «l'opera stradale non arrecava vantaggi particolari» al fondo. Nel 2003, il proprietario costruì due edifici sul terreno in questio­ne, tanto che il Municipio gli in­giunse di pagare contributi «a posteriori» per 75.000 franchi (poi ridotti a 63.000 dal Tribuna­le d'espropriazione). Ma, come detto, il ricorso al Tribunale fe­derale ha ribaltato la situazione. I contributi di miglioria «a po­steriori » possono infatti essere richiesti solo «in presenza di una modifica legislativa o pianifica­toria ». Nel nostro caso, il terre­no è sempre stato edificabile, pertanto, non essendo interve­nuti cambiamenti particolari, i giudici di Losanna hanno sen­tenziato in favore del ricorrente. Il Comune dovrà anche pagare 3.000 franchi di tasse di giustizia.

 

Da: Corriere del Ticino, 19.04.08, pag 15

Morti nel tunnel: dopo oltre 3 anni l'inchiesta penale è ancora aperta
L'accusa nel caso dei due morti del cantiere di Alp­Transit si oppone all'as­sunzione di nuovi elementi

 Non si è ancora del tutto chiu­sa l'inchiesta sull'incidente che oltre tre anni fa, il 21 gennaio 2005, causò la morte di due giova­ni operai nel cantiere della galle­ria Alp Transit di Bodio-Pollegio. Prima della fine dello scorso an­no la sostituta procuratrice pub­blica Chiara Borelli aveva deposi­tato gli atti relativi all'inchiesta, con l'intento di procedere al più presto ai rinvii a giudizio necessa­ri. Dopo una proroga dei termi­ni, alcuni patrocinatori di parte hanno però formulato richieste di complementi d'indagine. In particolare si tratterebbe di assu­mere nuovi elementi peritali, do­manda contro la quale l'accusa si è però opposta. Attualmente i re­clami dei difensori sono penden­ti all'ufficio del Giudice dell'istru­zione e dell'arresto. Si è trattato, lo ricordiamo, di un'indagine molto tecnica legata al deraglia­mento di un convoglio di cantie­re che aveva causato la morte dei due operai. 

Da: La regione, 17.04.08, pag 7

La politica giudiziaria divide i ginevrini
Scontro destra-sinistra in vista dell’elezione del procuratore generale


Ginevra – Particolarità ginevrina, gli elettori del cantone lemanico si recheran­no alle urne domenica prossima per eleg­gere il procuratore generale, primo magi­strato dell’ordine giudiziario, dotato di ampi poteri. Per la prima volta nella sto­ria del cantone, la rielezione - general­mente tacita - del procuratore in carica è contestata.
Appoggiato dagli altri partiti della sini­stra e dai sindacati, il partito socialista ha deciso di contrastare la riconferma per un mandato di sei anni dell’attuale titolare, Daniel Zappelli, 44 anni. Eletto nel 2002 con soli 138 voti di scarto rispetto al candi­dato della sinistra radicale Jean-Bernard Schmid, l’esponente del Plr affronterà
questa volta il 49enne socialista François Paychère, attuale presidente del Tribuna­le amministrativo cantonale.
A Zappelli, la sinistra rimprovera una
«politica giudiziaria di destra» , di cui sono citati quali esempi l’evacuazione dello squatt Rhino, l’applicazione severa della legge contro l’accattonaggio e minore de­terminazione del suo predecessore (socia­lista) Bernard Bertossa nella lotta contro la criminalità economica.
Zappelli è pure tenuto parzialmente re­sponsabile delle lentezze della magistratu­ra ginevrina e considerato poco attivo nel­la messa in opera della riforma del codice di procedura penale. La candidatura del procuratore attuale è invece sostenuta
dalla totalità dei partiti della destra, com­presi l’Udc e il populista Mcg.
Svantaggiato da una scarsa notorietà, l’avversario François Paychère dichiara di voler porre l’accento sulla lotta contro la violenza domestica, l’insicurezza, non­ché la riforma della procedura penale.
La campagna elettorale, generalmente piuttosto scialba per questo genere di sca­denze, ha assunto le proporzioni di un au­tentico scontro fra la destra e la sinistra. I dibattiti fra i due avversari hanno attirato regolarmente un folto pubblico. Non è nemmeno mancata, nel corso di uno di questi incontri, la torta di crema lanciata contro Zappelli da uno studente dichiara­tosi opposto alla
«giustizia di classe» .




Domenica la decisione dei cittadini

 

Da: www.caffe.ch, Il Caffé della domenica, 20.04.08

 

GE: Daniel Zappelli rieletto procuratore generale
Svizzera


Il liberale radicale Daniel Zappelli è stato rieletto oggi alla carica di procuratore generale di Ginevra. Il magistrato uscente l'ha spuntata sul suo avversario socialista François Paychère con 54 132 suffragi contro 37 797. La partecipazione è stata particolarmente elevata per questo genere di elezioni: essa ha raggiunto il 40,52%.

Da: La regione, 21.04.08, pag 19

<>I ginevrini riconfermano Zappelli
Il procuratore generale uscente ha battuto lo sfidante socialista


Ginevra - Il radicale Daniel Zappelli è sta­to rieletto ieri alla carica di procuratore ge­nerale di Ginevra. Il magistrato uscente l'ha spuntata sul suo avversario socialista François Paychère con 54.132 suffragi con­tro 37.797. La partecipazione, che ha rag­giunto il 40,52%, costituisce un record per questo genere di elezioni. L'interesse degli elettori è stato stimolato probabilmente dal fatto che, per la prima volta nella storia del cantone, la riconferma del procuratore uscente era stata contestata. Finora, il ri­corso alle urne si era imposto soltanto quando il procuratore in carica decideva di non ripresentarsi.
Alla scadenza del mandato di sei anni ot­tenuto da Zappelli nel 2002 e critico nei ri­guardi dell'orientamento generale di destra dato dal radicale alla magistratura ginevri­na, il partito socialista ha deciso di presen­tare un proprio candidato, l'attuale presi­dente del Tribunale amministrativo François Paychère.
Durante il suo primo mandato, Zappelli si è distinto per la sua personale battaglia con­tro gli squat, che ha portato al discusso sgombero del celebre "Rhino", ma anche per la politica di repressione nei confronti dei rom.
L'elezione giudiziaria si è trasformata ra­pidamente in scontro fra la destra e la sini­stra: mentre la candidatura del 44enne Zap­pelli era appoggiata dall'intero schieramen­to delle formazioni di destra, il 49enne Pay­chère era sostenuto soltanto dai partiti di sinistra e dai sindacati. Inoltre quest'ulti­mo, come presidente del Tribunale ammini-s­trativo, non aveva la notorietà e la visibi­lità del suo antagonista, che è stato votato massicciamente non soltanto nei comuni facoltosi, ma pure nelle località o quartieri che votano tradizionalmente a sinistra.
Zappelli ha subito dichiarato che intende essere il procuratore generale «di tutti i gi­nevrini » , di coloro che hanno votato per lui e di chi non lo ha fatto.
A Ginevra questa figura è il primo magi­strato dell'ordine giudiziario, dirige il mini­stero pubblico ma è anche autorizzato ad avviare procedure penali e a emettere con­danne di prima istanza. ATS/RED




Daniel Zappelli con la moglie

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