Da: il Caffé, 7.9.08 (www.caffe.ch)
Da Jermini a Rückert, storie d'inchieste finite in tragediaQuando la condanna
diventa suicidio
Libero D'Agostino
Si è portato dentro quel terribile peso per 69 giorni. Poi non ha più retto. Si è chiuso in una camera d'albergo, ha staccato il telefonino e l'ha fatta finita. La morte del farmacista luganese Peter Rückert, indagato per un traffico illegale di prodotti farmaceutici, ricorda altre morti, altre tragiche storie di condannati al suicidio. Nomi e vicende legate a disavventure giudiziarie e finanziarie di questi ultimi anni. Come quello di Helios Jermini, il presidente del Lugano travolto da un crac colossale, che nel marzo del 2002 si lanciò con la sua auto nel lago di Lugano, di qualche funzionario di banca o di fiduciari risucchiati in buchi milionari.
Ma vita e
morte di Rückert sono state diverse." L'avevo incontrato recentemente,
niente lasciava presagire questa fine" dice il suo avvocato Elio
Brunetti. Rückert era stato arrestato il 5 giugno scorso per commercio
illegale di articoli cosmetici e sostanze dopanti, scarcerato 15 giorni
dopo, era stato nel frattempo sospeso dall'esercizio della professione
dal Dipartimento della Sanità. Una decisione contro cui aveva fatto
ricorso. Ma non ha avuto la forza di aspettare l'esito del ricorso.
Quell'inchiesta per lui, a 53 anni, è stata il capolinea di una vita
sino allora rispettabile. Famiglia benestante, felicemente sposato e
due figli, farmacia in via Nassa e molto noto a Lugano anche per il suo
mecenatismo culturale, tutto un mondo che era crollato con il suo
arresto prima e la sospensione dalla professione poi. "Non è che nel
corso delle indagini la sua posizione si fosse aggravata - dice
l'avvocato - anzi, - . Quando lo visto l'ultima volta mi sembrava
abbastanza tranquillo". Ma dentro gli covava l'angoscia, la paura di
ritrovarsi tra gli ingranaggi di un meccanismo giudiziario che gli
faceva paura.
Martedì mattina era uscito di casa
come sempre, poi non ha dato più notizie. Il suo telefonino squillava a
vuoto.Vani i tentativi di rintracciarlo della moglie che ha allarmato
la polizia. Giovedì il suo corpo senza vita è stato trovato nella
camera di un albergo. Le sequenze di una tragedia programmata con la
ferma volontà di uccidersi. La stessa determinazione con cui otto anni
fa Jermini sterzò con la sua auto per scomparire nel lago a Brusino
Arsizio. La scelta finale quando la vita pare metterti per sempre con
le spalle al muro. Come è successo anche a qualche bancario che con il
crollo della Borsa, all'indomani dell'attentato alle Torri di New York,
vide inghiottito il suo futuro in un crac senza fondo.

