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Da: CdT, 4.11.10 pag 7

GIUSTIZIA
Tribunale d'appello. Ecco come sarà composto


È stata formalizzata la composizione del Tribunale d'appello a partire dal 1. genna­io 2011, compresa quella della Corte di ap­pello e di revisione penale, la nuova strut­tura che, con l'entrata in vigore del nuovo Codice di procedura penale unificato, sa­rà in funzione negli spazi del Palazzo del Pretorio di Locarno. La composizione ag­giornata delle sezioni, delle Corti, delle Ca­mere e delle Commissioni del Tribunale d'appello è stata pubblicata sul Foglio Uf­ficiale di martedì.
La nuova
Corte di appello e di revisione penale sarà composta da Giovanna Rog­gero-Will (presidente), Franco Lardelli (vi­cepresidente) e dalla pga uscente Rosa Item. Ricordiamo che fra le principali no­vità del nuovo assetto, vi sarà l'introduzio­ne del processo in appello: da qui, l'esigen­za, oltre ai vari adeguamenti normativi, di potenziare quella che attualmente si chia­ma ancora Corte di cassazione e revisione penale.
Restando all'interno della Sezione di dirit­to civile del Tribunale d'appello, ecco le composizioni delle altre strutture:
Secon­da Camera civile - Emanuela Epiney-Co­lombo (presidente), Damiano Bozzini (vi­cepresidente) e Antonio Fiscalini. Terza Camera civile - Werner Walser (presiden­te), Francesco Pellegrini (vicepresidente) e Paolo Ermotti. Camera civile dei recla­mi - Enrico Giani (presidente), Emanuela Epiney-Colombo (vicepresidente) e Anto­nio Fiscalini. Camera di esecuzione e fal­limenti - Francesco Pellegrini (presiden­te), Werner Walser (vicepresidente) e Da­miano Bozzini.
Per quanto riguarda la Sezione di diritto pubblico del Tribunale d'appello, la com­posizione a partire dal 1. gennaio 2011 sa­rà la seguente:
Corte dei reclami penali -Mauro Mini (presidente), Raffaele Guffi (vicepresidente) e Ivano Ranzanici. Tri­bunale cantonale amministrativo - Raf­faello Balerna (presidente), Stefano Ber­nasconi (vicepresidente), Matteo Cassina (vicepresidente), Flavia Verzasconi e Gio­van Maria Tattarletti.
Aggiornata infine, sempre sul Foglio Uffi­ciale, la composizione delle seguenti altre Camere e Commissioni del Tribunale d'ap­pello:
Ispettori notarili - Marco Villa, An­tonio Fiscalini. Consiglio di disciplina no­tarile - Franco Lardelli (presidente), Clau­dio Zali. Commissione esaminatrice per il notariato - Giorgio A. Bernasconi (pre­sidente), Enrico Giani, Marco Villa e An­tonio Fiscalini.

 

Da: CdT, 30.10.10, pag 7

Giustizia Ampio consenso al nuovo codice penale


Il progetto di revisione del Codice penale svizzero, posto in consultazio­ne dal Consiglio federale a giugno, è stato accolto positivamente dai parti­ti borghesi, soddisfatti per il ritorno a condanne più severe. Più critica inve­ce la sinistra, con i Verdi assolutamen­te contrari alla riforma e il PS scettico, anche se appoggia l'abolizione delle pene pecuniarie con la condizionale. Ad eccezione dei Verdi, tutti gli schie­ramenti politici si sono dimostrati con­trari a questo provvedimento, così co­me alle pene sotto forma di lavori di pubblica utilità, poiché considerate non abbastanza dissuasive.
Secondo il PS, comunque, la riforma giunge troppo presto. «Le novità in­trodotte nel 2007 non hanno ancora potuto essere valutate ed è importan­te che lo siano in base a conoscenze scientifiche e non in base ai giornali scandalistici. Critiche anche nei con­fronti della reintroduzione delle pene
detentive a partire da tre giorni. Per il PS in questo caso si dovrebbe ancora poter far capo ad una pena pecunia­ria. UDC, PLR, PPD sono invece sod­disfatti poiché la revisione va nella di­rezione tracciata da numerosi loro in­terventi parlamentari. Se da un lato il PPD sostiene che l'aspetto dissuasivo del codice penale debba essere accre­sciuto, il PLR apprezza la volontà del Governo di portare da 10 a 30 franchi l'importo dell'aliquota giornaliera. L'UDC chiede comunque un ulterio­re inasprimento. In particolare vor­rebbe che una pena pecuniaria pos­sa essere scontata solo con il paga­mento di un massimo di 90 aliquote giornaliere e non 180, come prevede il Governo. Il resto dovrebbe poter es­sere commutato in pena detentiva. Negativo il giudizio dei Verdi. Solo su un punto sono d'accordo con il pro­getto: il braccialetto elettronico è un'utile alternativa alla detenzione.

 

Da: Mattino della Domenica, 31.10.10 pag 13

ANGELO PAPARELLI, DEPUTATO IN GC PER LA LEGA DEI TCINESI
 
Cadregopoli in Magistratura.

Non è da credere, ma per l’ennesima volta nel corso dell’ultima tre giorni di una quindicina di giorni fa, il vostro Parlamento cantonale ha proceduto in tutta scioltezza alla nomina di un Giudice supplente del Tribunale di appello, di un Magistrato dei minorenni, di 1 sostituto Magistrato dei minorenni e poi ancora: di 20 sostituti procuratori pubblici, del Presidente della Pretura penale, di ben 9 pretori aggiunti distribuiti su tutto il territorio. In tutto, …niente po’ po’ di meno di 33 nuove unità in aggiunta alla numerosa schiera già operante.

Non è che io voglia misconoscere la necessità di rimpolpare i quadri della giustizia attualmente oberata di lavoro, ma vorrei semplicemente che il cittadino attento sappia come questi quadri specialistici vengono scelti e da chi, e poi come vengono nominati (si fa per dire!) dai suoi 90 rappresentanti popolari che nel Parlamentino siedono.

Intanto, una Commissione speciale di Esperti nominata dal Gran Consiglio esamina i candidati per determinare la loro idoneità. Da questo colloquio il candidato verrà dichiarato Idoneo o particolarmente idoneo.  E fin qui nulla da eccepire; che li giudica è una Commissione di Esperti. Se non ché la graduatoria viene in seguito consegnata ai gruppi politici… e qui inizia il “mercato della giustizia nostrana”.  Ci si accorda ignobilmente sulla  spartizione della “torta della giustizia”, se preferite della forma di Piora, come fanno i  maestri “Boges” con i tocchi del loro pregiato formaggio:  “Vün a ti, vün a mi, vün a ti,….”.

Così, un giovane giurista magari geniale e ben preparato, che non ha voluto strizzare l’occhiolino ad un partito (meglio se forte), verosimilmente non ha nessuna possibilità di venir scelto. Senza Padrino nulla da fare, e magari in barba al parere della Commissione di Esperti !

Converrete con me che questo singolare modo di procedere alla scelta di coloro chiamati a giudicare il prossimo lascia me e forse qualcuno di voi…. un tantino perplessi.

Ma l’atto comico si compie poi il giorno della votazione in Gran Consiglio. Quando le candidature sono poco numerose e i giochi sono stati fatti prima, e le intese sono state felicementeraggiunte, eccoche qualche ora prima che il plenum si esprima in merito, si assiste impotenti al ritiro delle candidature di tutti coloro che già sanno come andranno a finire le cose. Il prescelto (proprio per essere particolarmente idoneo ?) farà corsa solitaria verso un traguardo già raggiunto ancor prima di partire. Gli altri rimangono al palo.

Quando le candidature sono invece numerose, come è stato il caso per i 20 sostituti procuratori pubblici, ci si affida al voto segreto pur conoscendo a priori gran parte dello scontato risultato finale.

E così a noi, ingenui Deputati di milizia, tocca poi ratificare la nomina di nuovi magistrati forse bravi e preparati per conto loro, ma che non abbiamo mai conosciuti e neppure visti in fotografia.  Ma è una cosa seria? Ho i miei dubbi, e voi?

Un collega Deputato di un’altra parrocchia mi ha chiesto se io avessi forse un sistema migliore di nomina da proporre; evidentemente no, ma io non sono giurista e tanto meno un funzionario esperto in materia. Sono un semplice politico di milizia.

Certo che se Montesquieu, giurista, storico e pensatore politico francese del 1700, fondatore tra l’altro della teoria politica della separazione dei poteri, da lassù dovesse sapere di questa ignobile divisione a fette della  “torta della giustizia”,… ci rimarrebbe secco per la seconda volta!

 

Da: La regione 30.10.10 pag 3

I giurati anche nelle future corti? Alternative al vaglio

Catenazzi (Divisione giustizia): stiamo studiando eventuali soluzioni per il dopo 28 novembre

A.MA .
TI-PRESS Aspettando il verdetto popolare

La sentenza è attesa per domenica 28 novembre. E se dalle urne ticinesi, contrariamente agli auspici del Consiglio di Stato e della maggioranza del parlamento, dovesse scaturire un no alla cancellazione della figura dell’assessore giurato e quindi alla relativa modifica della Costituzione cantonale? « Stiamo studiando delle soluzioni che possano conciliare l’eventuale verdetto negativo popolare con le esigenze del futuro codice », afferma dal Dipartimento istituzioni Francesco Catenazzi , alla testa dello staff della Divisione giustizia: « Per il momento ci sono delle ipotesi in corso di approfondimento da parte della Divisione. Quello che posso dire è che siamo già al lavoro ».

Più di tanto Catenazzi non si sbilancia. L’impresa è tuttavia ardua, perché « come la conosciamo oggi » la figura del giurato (popolare), che attualmente ‘integra’ le corti penali ticinesi, « non è di fatto compatibile » con la procedura penale unificata sul piano nazionale, la cui entrata in vigore è imminente (1° gennaio). « Secondo le nuove regole – ricorda Catenazzi da noi interpellato – l’assessore giurato, che non è un giurista né tantomeno un magistrato professionista, dovrebbe essere a disposizione della giustizia per molto più tempo di quanto non lo sia ora. Oggi partecipa soltanto al dibattimento, in futuro dovrebbe intervenire anche nelle fasi precedenti per l’esame – ad opera della Corte al completo, inclusi dunque i giurati – di questioni procedurali o di quelle prove che non verranno assunte nel dibattimento pubblico ».

Il fattore tempo e la complessità dei compiti con cui sarebbe confrontato dal prossimo 1° gennaio l’assessore giurato, nella versione odierna, erano stati evidenziati anche dal Consiglio di Stato: “Non si può ragionevolmente esigere che i giurati, che sono dei cittadini privi di una particolare formazione giuridica, estratti a sorte sull’apposita lista che comprende nel nostro cantone circa quattrocento persone, si tengano a disposizione della giustizia durante diverse settimane o diversi mesi, nei casi più importanti e complessi, per leggere ed esaminare attentamente, prima che cominci il processo propriamente detto, l’integralità degli atti – talora molto tecnici e voluminosi – che compongono una causa penale”. Questo e altro scriveva il governo sollecitando, tramite messaggio, la soppressione della figura dell’assessore giurato con conseguente modifica della Costituzione ticinese. Messaggio condiviso lo scorso giugno in Gran Consiglio da quarantuno deputati: ventuno i contrari e un astenuto. L’argomento giurati era già stato affrontato dal plenum in aprile, in occasione del varo degli adattamenti delle norme e delle strutture giudiziarie cantonali alla nuova procedura penale. Anche allora il parlamento si era pronunciato per l’eliminazione della figura dell’assessore giurato, respingendo con quarantacinque voti (ventitré i granconsiglieri favorevoli e quattro gli astenuti) un emendamento leghista che chiedeva di mantenerla.

Dopodiché c’è stato il messaggio del Consiglio di Stato, fatto proprio dal parlamento nella seduta di giugno. Il Gran Consiglio aveva infatti bocciato, ribadendo in pratica la decisione di aprile, il rapporto di minoranza di Andrea Giudici (Plr) contrario alla rimozione dalle corti penali dei giurati popolari e di conseguenza alla revisione della Costituzione. “Si può dire – annotava il relatore – che il nuovo Codice di procedura penale sia tagliato apposta per un sistema aperto alla partecipazione popolare, non volendo che un giudice unico decida da solo, ma dando comunque al presidente importanti ruoli di gestione procedurale. Ovvero, quindi, un sistema ‘alla ticinese’ migliorato”. Inoltre “la partecipazione dell’assessore giurato anche agli atti preparatori del processo lo arricchisce, finalmente avrà la possibilità di partecipare alle sentenze con più giudizio di causa”. Il rapporto fra l’altro suggeriva di rendere la presenza dei giurati obbligatoria “solo dai cinque anni di pena chiesti dal procuratore pubblico” e facoltativa “per i processi minori”.

Andrea Giudici: ‘Forse un comitato per non abolirli’

Nonostante il voto di giugno del parlamento, Giudici non si dà per vinto. E in vista della consultazione popolare del 28 novembre, « io e altri deputati contrari alla modifica costituzionale stiamo valutando l’istituzione di un comitato a favore del mantenimento degli assessori giurati », dichiara il granconsigliere Plr alla “Regione Ticino”.

« Ad ogni modo, e il Dipartimento delle istituzioni lo ha sottolineato a più riprese, la figura del giurato così come la intendiamo attualmente non risponde alle esigenze della nuova procedura penale – riprende Catenazzi –. Se passasse il ‘no’ – continua il capo dello staff della Divisione giustizia –, questa figura andrebbe pertanto ripensata. A Ginevra, per esempio, gli assessori giurati sono stati rimpiazzati da giudici laici, ossia non giuristi. Ripeto: stiamo studiando delle soluzioni qualora il popolo optasse per il ‘no’. Soluzioni che verrebbero sottoposte dapprima al governo e in seguito al Gran Consiglio. Considerati i tempi, verosimilmente la nuova figura di giudice popolare entrerà se del caso in funzione non al 1° gennaio, bensì nel corso del 2011 ». Se ne saprà di più dopo il 28 novembre.

 

Da: CdT 10.11.10 pag 7

GC (Gran Consiglio) in breve

Giudici e magistrati

Il Parlamento ha proceduto all'elezione del Tribunale dei minorenni: Enrico Pusterla, presi­dente (riconfermato); Damiano Bozzi­ni, presidente supplente. Membri: Cin­zia Pusterla (riconfermata) e Giangia­como Carbonetti. Membri supplenti: Ma­rio Zappa (riconfermato) e Mario Fer­rari. 

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